PRIMA GUERRA MONDIALE

GLI EVENTI ANNO PER ANNO SUI VARI FRONTI

1916 -17 -  TERZO ANNO DI GUERRA FRONTE ITALIANO
(2° e  3° dell'Italia) FRONTE OCCIDENTALE
  FRONTE ORIENTALE
  RICHIESTA DI PACE - INTERV. USA


FRONTE ITALIANO - Concentratasi sulla zona carsica, l'Italia inizia il suo secondo anno di guerra, aumentando  le sue forze militari, portando le sue divisioni a 59. Il 9 agosto dello scorso anno con una offensiva l'esercito italiano aveva conquistato Gorizia, e recuperato notevoli posizioni anche sull'Altipiano di Asiago. Il 15 settembre era poi  tornata a spiegarsi  l'offensiva, respingendo gli austriaci dalla zona di Opacchiasella, incalzandoli per tre giorni, conquistando alla fine gran parte della linea nemica.
Un mese dopo, dal 4 al 11 ottobre 1916, l'occupazione italiana si era spinta ancora  più avanti, fino a Novavilla, facendo salire il numero dei prigionieri dal 9 agosto a inizio novembre 1916,  a 40.383.
Sugli altri settori del Carso e di Monfalcone  la situazione rimase stazionaria poi per tutto l'inverno 1916-17. Solo nel maggio 1917, le operazioni belliche ripresero e furono spinte con qualche iniziativa e più tenacia. Cooperarono in alcune azioni italiane, circa 40 batterie di pezzi d'artiglieria di grosso calibro inglesi. Di maggiore importanza fu il crescente sviluppo delle squadre aeree, bombardando ripetutamente le istallazioni nemiche fino a Pola.
Contemporaneamente il corpo di spedizione italiano, che fino a luglio si era unito agli alleati, per le operazioni in Macedonia, si inoltrò nell'Epiro fino a Giannina, mentre in Grecia gli alleati sostituivano al re il secondogenito Alessandro, con un nuovo governo presieduto da Venizelos.

12-28  MAGGIO 1917 - La DECIMA  offensiva sul Carso, ancora una volta con risultati modesti (monte Kuk e Vodice) rispetto alle aspettative di Cadorna il quale però aveva sollecitato invano un intervento massiccio dell'Intesa a fianco delle truppe italiane.

10-25 GIUGNO 1917 - Con una improvvisa decisione di Cadorna, viene effettuata una offensiva sul Trentino per recuperare alcuni territori rimasti in possesso degli austriaci dopo la fallita "spedizione punitiva". Si svolge così la Battaglia del  Monte Ortigara; conquistato dagli alpini il 19, il 25 si conclude con delle gravi perdite per l'esercito italiano.

18 AGOSTO 1917 - Con la più imponente offensiva lanciata dall'esercito italiano, si svolge la UNDICESIMA battaglia dell'Isonzo, per la conquista del Monte Santo e dell'altipiano della Bainsizza. Si conclude il 15 settembre senza risultati decisivi, ma sul campo restano un numero elevatissimo di perdite: 165.000 uomini fra morti e feriti.
Visto il risultato, e le grandi perdite degli italiani,  gli austriaci mettono a punto un grande piano offensivo con sette divisioni tedesche e otto austriache, da far piombare nel settore dell'alto Isonzo.

18 SETTEMBRE 1917 - Il generale Cadorna in previsione di un attacco, ordina ai suoi generali di sospendere ogni iniziativa offensiva ma di concentrarsi solo su quella difensiva, e con la "difesa a oltranza" (morire sul posto!).  Non dà disposizioni specifiche per la difesa, ed invita il generale Capello - che invece la vorrebbe fare - di astenersi da qualsiasi "controffensiva".

24 OTTOBRE 1917 - Con la massiccia offensiva austro-tedesca crolla il settore nord del fronte Isonzo. Il generale Below, fa convergere il suo esercito su due direttive  verso Caporetto, accerchiando la maggior parte del IV corpo d'armata italiano, poi avanzando per 150 chilometri verso la pianura Padana occupano il 27 Cividale, il 28 Udine sede del quartier generale italiano che è costretto a trasferirsi a Padova. 
E' la disfatta di Caporetto, che provoca non solo il crollo dell'intero fronte italiano, ma centinaia di migliaia di soldati abbandonano le armi dirigendosi verso la pianura, convinti ormai che la guerra sia ormai persa e quindi "finita".
La disfatta di Caporetto causò all'Italia gravissime perdite sia umane (11.000 morti, 29.000 feriti, 280.000 prigionieri), sia di materiali bellici. I soldati in fuga verso la Pianura furono circa 350.000, e circa 400.000 i profughi civili dai territori occupati.
In un primo tempo la ritirata si arrestò al Tagliamento (3 novembre), in un secondo tempo, al Piave (11 novembre). La linea al Piave (prima valutazione un ritiro fino al Mincio)  e la rimozione di Cadorna dal comando, furono imposte all'Italia come condizione per l'impiego delle loro truppe, nel convegno, prima a Rapallo (5-6 novembre) poi  il giorno 8 novembre a Peschiera .
Gli aiuti degli alleati furono formalmente solleciti ma materialmente tardivi, cosicchè la stabilizzazione dell'equilibrio sul fronte del Piave fu ottenuta quasi tutta con uomini e mezzi soltanto italiani.
Secondo alcuni la giornata di Caporetto valse a rinsaldare la vigoria italiana. Il ministero Boselli si dimise e se ne compose un altro sotto la presidenza di Orlando; i generali Cadorna e Porro, esonerati dal supremo comando italiano, passarono (su consiglio inglese) al comando supremo interalleato a Wersailles, come consultori, sostituiti al fronte italiano dai generali Diaz al comando supremo, sottocapi il generale e ex ministro della guerra Gaetano Giardina e il generale Pietro Badoglio. Mantenendo il sangue freddo, il Re non drammatizzò la situazione.

FRONTE OCCIDENTALE - Dall'agosto al 24 ottobre del 1916, i francesi, abbandonando la guerra di "posizione", riprendendo l'iniziativa, avevano fiaccato la resistenza tedesca a Verdum. distruggendo tutto il lavoro di difesa da essi fatti in otto mesi; poi insieme con gli inglesi iniziarono a minacciare la linea della Somme, che a sua volta minacciava la loro linea, riconquistando dai primi mesi dell'anno fino in luglio, quarantasei paesi, espugnando Colombes e Thiepvel, catturandovi 56.000 prigionieri.
Finita la favorevole azione, gli alleati in agosto iniziarono a portarsi avanti verso  Baupaume ed a Peronne; il 2 agosto incominciarono l'avanzata sul fronte belga, da Ypres. 
Ma quasi contemporaneamente, e prima che cominciasse la seconda metà del terzo anno di guerra, sul fronte occidentale erano accaduti  fatti gravissimi. Alla battaglia dell'Aine, sferrata dal generale Nivelle svoltasi dal 16 aprile al 5 maggio, 160.000 uomini furono messi fuori combattimento; e oltre a questi, altrettanti uomini di reparti combattenti fecero ammutinamento mettendo in crisi l'esercito francese.

FRONTE ORIENTALE - Avanzando su tutto il territorio, i russi fin dall'agosto del 1916, si erano prima di fine anno, impadroniti di Stanislau in Galizia; sul  Dniestre di Holodenka. Nell'ottobre colsero altri successi a Leopoli e Tranapol, ma poi l' offensiva si era affievolita, fino al punto che qualcuno iniziò a dubitare che i russi erano in procinto di fare alcuni tentativi di pace separata. In effetti la Russia era travagliata da agitazioni interne e da crisi ministeriali, finchè a marzo di questo 1917, scoppiò infine la rivoluzione che in undici giorni abbattè lo zarismo ed instaurò una politica democratico-radicale tumultuaria:
La rivoluzione alla quale parteciparono molti reggimenti inalberanti la bandiera rossa, produsse la disorganizzazione nell'esercito. Il governo provvisorio per merito del  ministro Kerenski, riuscì a riordinare le file ed a portare tra giugno e luglio l'esercito in un'azione che lo rese fra l'altro, padrone di Halicz.
In breve, però, gli austro-germanici, riavutisi, ricacciarono i loro assalitori, e il 2 agosto, l'esercito russo era incalzato nuovamente fin oltre le frontiere politiche, mentre tutta la Galizia era recuperata dalle truppe dei due imperi mentre la situazione interna russa appariva in pieno disordine. La Romania che alla fine del 1916 era anch'essa entrata in guerra a fianco dei russi, con il suo  mezzo milione di uomini avrebbe potuto giovare, ed infatti all'inizio dell'anno c'era stato proprio un brillante esordio, che non ebbe più seguito quando venne a mancare il concorso dei russi; addirittura malgrado una buona offensiva, a forza di ripiegare, sempre  incalzati dai tedeschi-austro-ungari-bulgari,  persero prima la Dobrugia poi  perfino Bucarest.
Durante il periodo molto attivo, i russi dalla fine del 1916 alla primavera del 1917, avevano conquistato terreno in Caucaso, in Armenia e nell'Arzerbegian, a danno dei turchi piuttosto deboli . Infatti questi ultimi  dopo la inutile impresa dei franco-inglesi sui Dardanelli, pur avendo sventato un pericoloso sbarco, nella guerra erano rimasti soli, tutto il conflitto virtualmente era sullo scenario europeo e non più in oriente. Del resto i territori tedeschi-austro-ungarici iniziavano ad essere minacciati e non potevano di certo portare aiuto ai turchi, e negli ultimi mesi del 1917 neppure difendersi in Serbia tornata nuovamente all'offensiva.
6-7 NOVEMBRE - (per la Russia il 24-25 ottobre) - Dopo una incubazione di qualche mese, scoppia la Rivoluzione Russa che porta al potere il Partito Bolscevico.  Il giorno seguente il Consiglio dei commissari del popolo, emana il decreto di cessazione delle ostilità. Il 15 dicembre il governo bolscevico retto da Lenin-Ulianov e da Trotzki,  in Bielorussia firma l'armistizio con gli austro-tedeschi. Il 22 iniziano le trattative di pace separata fra la Russia e gli Imperi centrali.  Il 2 marzo 1918 a Brest-Litovsk il regime sovietico sottoscriveva la "pace Separata duramente impostale, ed uguale sorte subiva la Romania (fine marzo 1918). Per la Russia la guerra era finita.

GERMANIA IN PROCINTO DI CHIEDERE LA PACE? - I due imperi centrali, dal 2 agosto 1916 al 2 agosto 1917, nel conflitto procedettero abbastanza coordinati, ma nonostante i tedeschi avessero assunto la direzione delle operazioni fin dal primo anno (quando l'Austria venne a trovarsi in gravi difficoltà), tutta l'azione delle due potenze non fu sempre strategicamente bene organizzata. Entrambe, nonostante il generale accrescimento del materiale d'offesa terrestre ed aereo, non riuscirono mai a prendere una iniziativa in comune. La Germania continuava a dilaniarsi all'interno nelle sue discordanti opinioni e ragioni politiche, sovrapponendosi però alle ragioni militari contingenti. Lacerazioni politiche che avvennero anche nell'ambiente militare, scatenando anche gelosie di comando, che impedivano anch'esse l'unità d'azione.  Questo perchè già nella seconda metà del 1917, una vittoria degli imperi centrali divenne sempre più improbabile.
Effettivamente in Germania ed Austria dopo tre anni di guerra, le condizioni di resistenza e di vita si erano fatte difficili, malgrado, specie per i tedeschi, i buoni risultati tattici e strategici.
Poi per il fatto che nel novembre precedente (1916)  era morto il vecchio imperatore Francesco Giuseppe e gli era successo il giovine pronipote Carlo Francesco, nuovo alle responsabilità direttive di quel grande stato che era l'Austria del Kaiser, per di più impegolato in una grande guerra che aveva scatenato, iniziò a delinearsi un desiderio molto diffuso di pace. (i "falchi" ovviamente, questo desiderio lo chiamavano "disfattismo", un invito a disertare. Ma i pacifisti sia in Germania che in Austria, dicevano invece per salvare la Germania e l'Austria dal disastro, perchè  "la guerra era ormai persa", forse non ancora con le armi, ma di certo persa politicamente.

Questo desiderio di pace, proprio dopo la morte del kaiser, era già stato espresso dai due imperi il 12 dicembre del 1916, ma era stata respinta collettivamente dall'Intesa il 30 dello stesso mese, poi ancora in gennaio,  ritenendola sola una  mossa propagandistica. I due Imperi esasperati, proclamarono la guerra a oltranza dei sommergibili contro il commercio dei nemici e dei neutri. Questo provocò proteste con i neutri, specialmente da parte degli Stati Uniti, che ruppe le relazioni con la Germania. 

INTERVENTO AMERICANO - Gli Stati Uniti dichiararono la guerra alla Germania il 7 aprile di quest'anno 1917. Nel luglio un primo corpo di truppe americane sbarcò in Francia. A Londra, il 4 agosto 1917, una riunione dei ministri dell'Intesa, ribadì i propositi di guerra e di vittoria degli Alleati, mentre pochi giorni prima a Berlino, al Reichstag, il nuovo Cancelliere, Michaelis, aveva nuovamente manifestato il proposito che la Germania doveva cercare una "pace onorevole". 
Si poteva quindi chiudere con un anno di anticipo la guerra con una vittoria dell'Intesa  se questa non fosse stata minata da interne diffidenze e da secolari gelosie. Oltre che da sotterfugi.
Il governo francese il 13 aprile 1917 propose un incontro con i ministri degli esteri francese, inglese e italiano per le nuove spartizioni soprattutto sulla Grecia e Asia Minore. Ma l'Italia era venuta a sapere che gli anglo-francesi si erano già accordati per la divisione della Turchia fin dal marzo 1915 all'insaputa dell'Italia. E in più viene a sapere ora dei passi fatti dall'Austria per una pace separata con la Francia, anche queste trattative fatte  all'insaputa dell'Italia.
Il 20 maggio 1917 una nuova missione austriaca è a Parigi. Si mostra nuovamente disponibile a concedere all'Italia il Trentino e una zona di confine lungo il fiume Isonzo. Ma l'offerta viene giudicata insufficiente dagli Alleati, quindi respinta. Anche l'Italia, con Sonnino, conferma un atteggiamento di fermezza.

In queste condizioni  era iniziato il quarto anno di guerra (il terzo per l'Italia)  con un accresciuto accanimento da ambo le parti.
Ma con un sensibile vantaggio a fine anno 1917  per gli imperi centrali:
La Russia decidendo di abbandonare il conflitto, gli austro-tedeschi disimpegnandosi sul fronte est potevano ora riversare tutta la loro forza in occidente. Che era in crisi su quasi tutto il territorio europeo.
La Francia riattraversò le ore tragiche del 1914. Pur aiutata da inglesi, portoghesi e italiani  sostenne disperatamente  una nuova potente offensiva tedesca, che nei primi mesi del 1918 era giunta con una punta fino ad ottanta chilometri da Parigi, fra l'altro colpita da strani proiettili che giungevano da un misterioso super-cannone tedesco a grande gittata.

Come se non bastasse nella zona dove dovevano saldarsi le forze britanniche a quelle francesi, piombarono i tedeschi. La rotta della V armata britannica comandata dal generale Gough, fu così completa e il pericolo corso dalle forze alleate fu enorme.
Infine sul fronte italiano tra il 23 ottobre e il 1° novembre l'Italia subiva la gravissima disfatta di Caporetto.
L'anno 1917 non poteva chiudere in maniera più negativa di così, mentre si entrava nel quinto anno di guerra  (il quarto per l'Italia).

QUARTO ANNO DI GUERRA >


 ALLA PAGINA PRECEDENTE  inieTEMATICO   e  GENERALE