PRIMA GUERRA MONDIALE

GLI EVENTI ANNO PER ANNO SUI VARI FRONTI

1917-18 -  QUARTO ANNO DI GUERRA FRONTE UNICO 
(3° e 4° dell'Italia ) .

FRONTE ITALIANO - Dopo Caporetto, dopo gli incontri di Rapallo e Peschiera, e dopo gli esoneri dei generali, sul fronte italiano le operazioni belliche proseguirono nel 1917 con la grande offensiva scatenata dall'esercito austriaco sulla linea del Piave (il 10-26 novembre) e sull'Altipiano di Asiago e nella zona del Monte Grappa (4-23 dicembre). 
Per colmare i vuoti nelle divisioni italiane (pur potendo contare su alcuni reparti anglo-francesi) sono utilizzati per la prima volta i giovani 18enni della leva 1899.

Nell'ultimo mese dell'anno 1917 gli austriaci nonostante la buona  riuscita dell'attacco, ritirano gradatamente i loro contingenti per preparare la grande offensiva della primavera.

La potente offensiva, forte di 66 divisioni austro-germaniche fu sferrata dall'Austria il 15 giugno, allo scopo di invadere la pianura veneta. La battaglia che sarà ricordata anche come la battaglia del solstizio, fu piuttosto fallimentare, le truppe occuparono alcune quote, ma la loro avanzata fu contenuta  vigorosamente nella zona dell'altipiano di Asiago e del Grappa; mentre invece sul Piave riuscirono a creare tre teste di ponte sulla sponda destra del fiume, una sul Montello, una in direzione di Treviso e l'altra  a San Donà.
I deboli risultati ottenuti dagli austriaci  capovolsero definitivamente le sorti di tutta la guerra, perchè d'allora l'Austria non fu più in grado di assumere iniziative a fondo.
La battaglia del Piave del 15-23 giugno, non fu una completa vittoria italiana, ma si risolse in una grande e definitiva sconfitta delle intenzioni che avevano gli austriaci; inoltre era avvenuta sette mesi dopo Caporetto e fu preziosa per risollevare il morale degli italiani; insomma la situazione era migliore, e migliore per gli Alleati era la situazione anche sugli altri fronti.

25 SETTEMBRE 1918 - Le prime direttive per un'offensiva italiana vengono date dal nuovo comandante generale Armando Diaz: obiettivo creare una testa di ponte al di qua del Piave, per lanciare nella primavera successiva del 1919 una offensiva generale sull'altra sponda. Sia negli ambienti militari che in quelli politici, le opinioni di come condurre la guerra durante tutta l'estate di questo 1918 erano  venute in contrasto. Chi la voleva subito l'offensiva, già in ottobre-novembre, nonostante la brutta stagione (come Bissolati e Sonnino), e chi si appellava alla prudenza (come Nitti).
 
29 SETTEMBRE  - La Macedonia e la Bulgaria, hanno chiesto e ottenuto l'armistizio; segue la rapida la liberazione della Serbia e dell'Albania.

 4 OTTOBRE - Germania, Austria e Turchia, chiedono l'armistizio. L'intesa tiene duro, chiedendo qua e là per ottenere la resa a discrezione. Germania e Austria al loro interno sono scosse da violenti divergenze politiche delle varie fazioni che si riflettono negativamente anche sulla conduzione della guerra. Non mancano i disfattisti anche negli ambienti degli alti comandi.
Al fronte c'è caos. Su tutti i fronti europei la sconfitta degli imperi centrali, proprio per queste divergenze sembra ormai imminente.

12 OTTOBRE - La linea di una grande offensiva da condurre subito senza aspettare la primavera, ha il sopravvento. La stagione non è certo propizia, ma partono le istruzioni per i preparativi e per dare l'avvio all'attacco che devono iniziare dalle postazioni del Grappa e del Piave. (nell'immagine sotto Col Moschin)


23 OTTOBRE - Comincia a svilupparsi un'azione a ventaglio, da ponente a levante, intanto è iniziato a piovere incessantemente su tutto il Veneto. L'inizio non poteva essere peggiore di così.
Ma ormai 57 divisioni, con 7475 bocche da fuoco, 1900 bombarde, 19.000 mitragliatrici, 4 milioni di fucili, diversi aeroplani sono pronte e si sono mosse per sferrare la grande offensiva. (51 divisioni italiane, 3 britanniche, 2 francesi, 1 cecoslovacca, 1 reggimento americano).

24 OTTOBRE - Inizia la battaglia. Partendo dal Grappa alla sera stessa  le truppe raggiungono la riva destra del Piave. Per le pessime condizioni del tempo, i due ponti inservibili, e con il fiume in piena che ha sommerso sotto due metri d'acqua  le isolette, soltanto una parte della VIII armata riuscirà a raggiungere la sponda sinistra del fiume e solo il 29 vi verrà consolidata una testa di ponte.

29 OTTOBRE - L'Austria chiede l'armistizio al casello T (confine del trentino). Documento che deve essere esaminato a Parigi da Wilson, per poi dare la sua risposta. Intanto le avanguardie sulla sponda sinistra del Piave avanzano nella pianura veneta; la VIII armata  raggiunta Vittorio Veneto,  penetra in Cadore, mentre la X armata procede verso la Livenza.

3 NOVEMBRE - Le truppe italiane del 20° corpo d'armata -dopo l'incidente al casello T (vedi in Cronologia anno 1918)- entrano a Trento. Mentre un altro reparto di bersaglieri sbarca a Trieste. Nello stesso giorno a Villa Giusti, ad Abano, presso Padova s'incontrano le due delegazioni italiana e austriaca. Quest'ultima tratta l'armistizio con gli italiani; ma non è ancora giunta la risposta di Wilson. Alle ore 15 del 4 novembre con la firma degli austriaci viene fissata la cessazione degli scontri. Tutte le altre condizioni generali dell'armistizio sono decise dal consiglio interalleato di Versailles, e altrettanto le spartizioni dei territori degli sconfitti.

11 NOVEMBRE - In Germania non dalle armi ma dalle varie fazioni, esplodono i contrasti politici. Il 9 novembre si forma un nuovo governo; dopo la proclamazione della Repubblica a Berlino, la Germania senza aver subito alcun ulteriore scacco, firmava un identico armistizio con la Francia a Sedan, concludendo così la prima guerra mondiale.
Poche settimane dopo l'imperatore Guglielmo II abdicava,  già preceduto da Carlo I d'Asburgo.

Il 4 NOVEMBRE l'Italia, con la firma di Armando Diaz, ha emanato l'ultimo bollettino di guerra con la Vittoria.

"una Vittoria mutilata" quando poi iniziarono le spartizioni.

I costi in vite umane

1.800.000 tedeschi morti, 1.400.000 francesi, 1.350.000 extra-europei, 750.000 inglesi, 350.000 serbi, 2.000.000 russi, 680.000 italiani, alcune migliaia dell'esercito USA, ma non nativi degli States.
 (8.450.000 MORTI, 21.188.000 di feriti, 7.751.000 dispersi). 

(QUI la tabella riassuntiva ufficiale )


Per l'Italia fu una vittoria con grossi debiti; per 62 anni.
Il costo della guerra per l'Italia fu di 157 miliardi di lire (il suo PIL annuo era di 95 miliardi).

Fu poi l'origine (insieme a tedeschi) dei suoi successivi guai.

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