le parti in bianco sono semplici
le parti in rosso più tecniche


100 Milioni anni fa circa circa

QUESTE INTERRUZIONI O QUESTE ECCITAZIONI PROVOCATE DAGLI IMPULSI ELETTRICI DALLE SINAPSI FRA NEURONI, VIAGGIANO SU ASSONI CON UN POTENZIALE ELETTRICO FRA I -30 E +70 mVolt (simile a un on-off di un processore di computer)

LE PIU' VECCHIE CELLULE CEREBRALI O QUELLE IN CUI METTIAMO ORA UNA INFORMAZIONE, VIAGGIANO SIA NELL'ANDATA CHE NEL RITORNO SEMPRE CON GLI STESSI POTENZIALI ELETTRICI

QUESTI IMPULSI SONO PROVOCATI DAI NEUROTRASMETTITORI, SIA QUANDO UN EVENTO INVIA INFORMAZIONI AL NEURONE, SIA QUANDO QUELLE PIÚ ARCAICHE (frutto di lunghe esperienze) EMERGONO E LE CONTRASTANO

LE ACQUISITE DOPO LA NASCITA VENGONO SI' IMMAGAZZINATE NELLA NEO-CORTECCIA (la piu' recente) MA SONO SEMPRE COLLEGATE CON ALCUNI RAMI DENDRITICI CON LE PIU' ARCAICHE, CHE HANNO DOMINATO PER MILIONI DI ANNI

A CONTRIBUIRE ALLA NASCITA DI QUESTE REAZIONI CHIMICHE SONO STATE ALCUNE SOSTANZE NOTE COME mediatori CONTENUTE SOTTOFORMA DI MOLECOLE IN ALCUNI PARTICOLARI VEGETALI USATI IN ALIMENTAZIONE.

SOSTANZE INCOMPATIBILI TRA LORO CHE VENENDO A CONTATTO EMETTONO UNA SCARICA ELETTRICA; CIOE' INVIANO UN PARTICOLARE IMPULSO CHE VA' POI IN SEQUENZA A DEPOSITARSI IN UNO O PIU' NEURONI.

OGNI IMPULSO E' UNA SEQUENZA DI PACCHETTI DI QUANTI, E OGNI PACCHETTO SCRIVE UN ENGRAMMA.

(Simile a quello che fa un codificatore a barre quando mette una sequenza di linee sull'etichetta di un prodotto) 


ABBIAMO IN BASE A ESAMI DNA, TESTIMONIANZE, CHE ALCUNE PIANTE DELL' EPOCA PRODUCEVANO ALCUNE DI QUESTE PARTICOLARI SOSTANZE NEUROLOGICHE BIOCHIMICHE SEDATIVE O ECCITANTI

ALCUNI ORGANISMI, COMINCIARONO A TROVARE NELLE MOLECOLE DI ALCUNE SOSTANZE VEGETALI LA "FABBRICA" DI QUESTI NEUROTRASMETTITORI CHE BLOCCANO ALCUNE REAZIONI VIOLENTE, MENTRE ALTRE LE ECCITANO, CIOE' SCATENANO QUESTE REAZIONI.

95 Milioni di anni fa circa

PIANTE CHE CONTENGONO ALCALOIDI, PAPAVERINA, MORFINA, ATROPINA, OPPIACEI VARI, CHE POI IL CERVELLO IN ASSENZA PER TANTI MOTIVI, INIZIÓ DA SOLO A PRODURRE QUESTI RECETTORI CHE OGGI SI CHIAMANO ENDORFINE.
(ANCHE LA BANALISSIMA AVENA O IL TRIFOGLIO DI CUI SONO GHIOTTI ALCUNI ANIMALI CONTENGONO ALCALOIDI)

ALCUNE SONO FAMOSE, INFLUISCONO NEI CIRCUITI DEL DOLORE, LO FA IGNORARE, CI PERMETTE DI NON PENSARE A CIO' CHE CI ANGUSTIA E DIAMO LORO UNA BUONA ACCOGLIENZA, PERCHE' CI SONO UTILI NELL'ESISTENZA

ALTRE SINTETIZZATE E PRESE IN ABUSO, DANNO EUFORIA CHIMICA, PIACERE FALSO, BEATITUDINE FASULLA, A CHI PURTROPPO QUALCOSA NON FUNZIONA PIU' IN MODO NATURALE, L'INTELLETTO, L'EMOZIONALITA'

GLI EFFETTI DELLE ENDORFINE SONO SCOPERTE RECENTI, E SOLO ORA, CON CANDACE PERT (SENZ'ALTRO PRESTO FUTURO NOBEL) NE SAPPIAMO QUALCOSA SUGLI EFFETTI NELLA NOSTRA COSCIENZA.


E' ANCH'ESSA UN COMPLESSO DI INFORMAZIONI, E BASTA UNA INTERRUZIONE IN ALCUNI GANGLI PERCHE' LA COSCEINZA DIVENTI ASSENTE, IRRAZIONALE, NON CAPACE DI DISTINGUERE BENE E MALE, E ADDIRITTURA CAPACE DI AUTODANNEGGIARSI

FORSE SCOPRIREMO, CHE L'INTERO INSEGNAMENTO MORALE, SI FONDA IN ULTIMA ANALISI SUI CIRCUITI ELETTRICI DEL DOLORE E DEL PIACERE, SUL PRECISO SISTEMA INTERNO ELETTROCHIMICO. SU IL BASSO O ALTO LIVELLO DELLA SEROTONINA


E SE QUALCUNO SARA' SCONCERTATO DA QUESTE VERITÁ (DIVENTANDO PESSIMISTA) E' PERCHE' APPUNTO MANCA A LUI UNA BUONA DOSE DI SOSTANZE BIOCHIMICHE, CIOE' QUELLE CHE DETERMINANO L'OTTIMISMO (ALCUNE NOTE ENDORFINE CHE SONO APPUNTO DISPENSATRICI DI OTTIMISMO)


PIU' NESSUNO ORMAI IGNORA CHE IL CAMBIAMENTO DELLA PERSONALITA' E' MODIFICABILE CON LA PIU' O MENO ASSUNZIONE DI PSICOFARMACI, E CHE MOLTI INCIDONO NEL CAMBIAMENTO PSICHICO SIA DEPRESSIVO CHE ANTIDEPRESSIVO.


L' ANATOSSINA AD ESEMPIO, BLOCCA L'INGRESSO NELLA CELLULA DEGLI IONI DI SODIO ATTRAVERSO I CANALI DELLA MEMBRANA DELLE SINAPSI, CHE IMPEDISCONO COSì QUALSIASI IMPULSO VERSO I NEURONI CON LE INFORMAZIONI. IN PRATICA VIENE IMPEDITO L'ACCESSO AD OGNI TIPO DI SEGNALE. E' COME TAGLIARE I FILI DEL TELEFONO A UNA AZIENDA CHE LAVORA E PROSPERA CON GLI ORDINI TELEFONICI.

E QUESTI IMPULSI NON SONO DA POCO CONTO, PERCHE' PROVOCANO SPASMI MUSCOLARI NEGLI ARTI, FINO A BLOCCARLI (paralisi locomotoria) O LA DEGENERAZIONE MENTALE (fino alla malattia)

87 Milioni di anni fa circa

MA SIAMO NEL PERIODO IN CUI I NOSTRI PRIMI MAMMIFERI TROVANO NELLA VEGETAZIONE ALCUNI COMPONENTI ESSENZIALI, CHE VANNO A COSTRUIRE DELLE SPECIFICHE ZONE NEO-CORTICALI CHE UTILIZZANO TALI SOSTANZE.

NEO PERCHE' NUOVA, CIOE' UN NUMERO SEMPRE PIU' CRESCENTE DI NEURONI, CHE VIA VIA VANNO A SOVRAPPORSI A QUELLI GIA' ESISTENTI CHE HANNO IL BAGAGLIO ARCAICO, PRIMORDIALE, LATENTE, COSTRUITO IN MILIONI DI ANNI

85 Milioni di anni fa circa

IN QUESTO AMPLIAMENTO DI "vani", IL NOSTRO TOPOLINO (in lotta continua per la sopravvivenza) INTRODUCE ESPERIENZE DEL SUO MONDO DIFFICILE, FATTO DI AZIONI-RETROAZIONI VITALI. FARE O NON FARE QUESTO. AGIRE O NON AGIRE. DUE AZIONI CHE ENTRAMBE RICHIEDONO UNA ELABORAZIONI ENORME DI DATI DI PRECEDENTI ESPERIENZE. E OGGI SAPPIAMO CHE PIU' SOTTOPONIAMO I NOSTRI NEURONI A SOLLECITAZIONI PIU' QUESTI SVILUPPANO RAMI DENDRITICI E SINAPSI

IL NOSTRO TOPOLINO A OGNI PASSO, SPERIMENTA UNA NUOVA SITUAZIONE, E AD OGNI SITUAZIONE POSITIVA O NEGATIVA, IMPARA QUALCOSA, LA RIPONE NEI NUOVI NEURONI CHE SEGUITANO A COSTRUIRE "stradine" E CHI NE HA DI PIU' HA PIU' INFORMAZIONI

E PIU' INFORMAZIONI SIGNIFICA IN CASO DI BISOGNO POTER ESPLORARE QUESTE, TROVARE CON LE ASSOCIAZIONI si-no LA RISPOSTA ALL' EVENTO, SE ATTACCARE OPPURE SCAPPARE, E' IL Feedback. AZIONE - RETROAZIONE.

81 Milioni di anni fa circa

IL "MICROPROCESSORE CERVELLO" E' GIA' FORMATO, LO SCHEMA LOGICO NON CAMBIERA' PIU', MA SOLO I "RAMI"dendriti-gangli,  E LE sinapsi DEI SINGOLI NEURONI (il "computer" crebrale è ormai costruito; aumenterà solo la capacità della Ram e l'eventuale uso dei sistemi operativi, cioè il software - che è informazione)

80 Milioni di anni fa circa

LO SCHEMA E': SENSORI, TRASMISSIONE MESSAGGIO, MEMORIA DEPOSITO, ELABORAZIONE DELLE PRECEDENTI INFORMAZIONI, STRATEGIA,. INFINE L'ATTUAZIONE: O MOTORIA (movimento) O VERBALE (gridare); CIOE' LA RISPOSTA

79 Milioni di anni fa circa

E' IL PRIMO BARLUME DELLA COSCIENZA, CHE ORGANIZZA OGNI GIORNO LA CASUALITA' DEGLI EVENTI DEL MONDO ESTERNO IN STRUTTURE BENE ORDINATE E IN ZONE E AREE BEN PRECISE DOVE AVVENGONO LE COMPARAZIONI.

L' UOMO ALLA NASCITA, HA NEL NEOCORTICALE 100 MILIARDI DI NEURONI, TUTTI VUOTI, INFATTI MANCANO LE ESPERIENZE, LE INFORMAZIONI, IL DEPOSITO DI QUESTE,  E MANCANO SOPRATTUTTO LE CONNESSIONI TRA DI LORO.

IMMAGINIAMO CHE DUE NEURONI SIANO COME ROMA E MILANO. IL TERRITORIO ESISTEVA GIA' ALLA NASCITA DEL MONDO, CITTA' LO SONO DIVENUTE POI, CON INSEDIAMENTI E CON SCAMBI RECIPROCI DI ESPERIENZE DEGLI ABITANTI

IL PRIMO ROMANO (dal neurone Roma) ENTRO' NEL TERRITORIO MILANESE (altro neurone) E VI PORTO' ALCUNE INFORMAZIONI, SEMPRE TENENDOSI IN CONTATTO CON ROMA TRAMITE L'UNICA STRADA CHE ESISTEVA (l'assone)


ATTRAVERSO QUESTA VIA assone I ROMANI CONOBBERO ALTRE PICCOLE STRADE CHE A LORO VOLTA PORTAVANO A TANTI ALTRI VIOTTOLI rami dedritici DOVE DAGLI ABITANTI LOCALI ASSORBIVANO OPPURE  TRASMETTEVANO LORO ALTRE INFORMAZIONI


LE INFORMAZIONI AVVENIVANO CON SEQUENZE MEDIATE COL LINGUAGGIO VERBALE O MIMICO DI UOMINI, (le sinapsi) CHE VIVEVANO IN CASE CHE POTREMMO DIRE SONO LE vescicole DELLE SINAPSI.

LE VESCIOLE SINAPTICHE COME LE CASE HANNO MOLTE SOSTANZE DENTRO, E QUESTE SOSTANZE SIA IN UN CASO CHE NELL'ALTRO POSSONO ESSERE RECIPROCAMENTE SCAMBIATE, E SONO I quanti sinaptici.

MILANO ORA NON HA SOLO LE (vecchie) INFORMAZIONI VENUTE DA ROMA, MA HA ANCHE TUTTE QUELLE CHE GLI GIUNGONO DAL CIRCONDARIO ESPLORATO CON CURIOSITA' E CHE SONO ORA COLLEGATE DA UNA RAMIFICAZIONE DI STRADE

E SE MILANO HA SEMPRE I CONTATTI CON ROMA, MILANO  FA DIVENTARE PIU' RICCA PURE ROMA, PERCHE' GLI RIVERSA ULTERIORI INFORMAZIONI. E NON E' NECESSARIO CHE TUTTI I ROMANI VADANO A MILANO PER IMPARARE COSE NUOVE, MA CI PENSANO I MEDIATORI.

OGNI NS. NEURONE PUO' SVILUPPARE 100.000 DENDRITI-SINAPSI CHE ESPLORANO, INVIANO O RICEVONO INFORMAZIONI. COSI' COME LE 10.000 STRADE DI MILANO INVIANO E RICEVONO INFORMAZIONE CHE VANNO A TRASFORMARE L'INTERA CULTURA DELLA PROPRIA  POPOLAZIONE O QUELLA ALTRUI VENUTA IN CONTATTO CON ESSA.


POCHE ESPLORAZIONI=POCHE STRADE, POCHE STRADE=POCHI CONTATTI, POCHI CONTATTI =POCHE INFORMAZIONI, POCHE INFORMAZIONI E LA CITTA' NON NASCE, O SE NASCE E NON SEGUITA A PERCORRERE LE STRADE, SI ISOLA, SCOMPARE (!)

I NS. NEURONI SI COMPORTANO IN MODO UGUALE, POCHE ESPLORAZIONI =IGNORANZA; E ANCHE SE ABBIAMO MESSO INIZIALMENTE UN GRANDE BAGAGLIO DI INFORMAZIONI, SE NON LE USIAMO DIMENTICHIAMO TUTTO.(e' la decadenza)

I DENTRITI, LE SINAPSI (se non utilizzate) VANNO IN ATROFIA, SI COMPORTANO COME ALCUNE STRADE PERIFERICHE, CHE DOPO AVERLE COSTRUITE, SE NON UTILIZZATE, DIVENTANO IMPRATICABILI PROPRIO QUANDO MAGARI NECESSITA PERCORRERLE.

COME NELLE NOSTRE INFORMAZIONI, ALLE VOLTE PICCOLE STRADINE PORTANO A GRANDI STRADE, BANALI RICORDI POSSONO RICONDURCI A FATTI IMPORTANTI, COLLEGATI O VICINI A QUELLA ZONA . NULLA VA PERSO

71 Milioni di anni fa circa

UNA COSA HA IMPARATO IL NOSTRO TOPOLINO, ESPLORARE MOLTO, LUI E I SUOI PICCOLI, E TENERSI SEMPRE ATTIVO; LUI NON SA NULLA DI CHIMICA, NE' DI NEUROSCIENZA, MA DANDOSI DA FARE...SA CHE SALVA LA PELLE IN MOLTE CIRCOSTANZE, DI PERICOLO, DI FAME, DI INCIDENTI VARI.

70 Milioni di anni fa circa

INIZIA L' ERA CENOZOICA O TERZIARIA., DIVISA IN TRE PERIODI: PALEOCENE (DA 70 A 55 MILIONI), EOCENE (DA 55 A 37 MILIONI), OLIGOCENE (DA 37 A 22 MILIONI), MIOCENE (DA 22 A 5 MILIONI ), PLIOCENE (DA 5 A 2 MILIONI)

ERA CENOZOICA o terziaria
durata: 63 milioni di anni - da circa 70-65 a 2 milioni di anni fa 
All’inizio di quest’era - che prende il nome dal greco kainòs (recente) - sono scomparsi dalla scena i dinosauri, i grandi dominatori del mesozoico.

Può così verificarsi la grande radiazione adattativa dei mammiferi e degli uccelli. La disposizione dei continenti all’inizio del cenozoico è quasi come l'attuale, fatta eccezione per l’India non ancora saldata all’Asia e per l’Australia che vive in simbiosi con l’Antartide. Europa e Nord America sono unite all’estremo settentrionale.

Si risveglia l’attività vulcanica, energici movimenti orogenetici determinano il Corrugamento Alpino, le Montagne Rocciose, la Cordigliera Andina, il Caucaso, l’Himalaya e i Pirenei. I sollevamenti delle acque determinano l’assetto pressapoco attuale dei continenti e degli oceani. La nostra Penisola non possedeva ancora la Pianura Padana, che allora era un grande golfo. Le stagioni si differenziano ulteriormente e la temperatura media si abbassa, causando la continua migrazione da nord a sud delle forme vegetali di tipo tropicale. Si affermano mammiferi ed uccelli. Compaiono tutti gli ordini di mammiferi placentati, compresi i quadrumani, cioè le scimmie, che in greco al singolare son dette pìthekos.

Nell’ultimo periodo di quest'era - il Pliocene - avremo la comparsa del genere Gallus, che è quindi un uccello cenozoico pliocenico.

Anche l’Uomo, pur essendo un po’ più giovane, è apparso in questo periodo.


68 Milioni di anni fa circa

E' DI QUESTO PERIODO LA SUPPOSIZIONE DI Alvarez SULL' ESTINZIONE IMMEDIATA DEI DINOSAURI; L'IMPATTO SULLA TERRA DI UN GRANDE METEORITE CHE OSCURO' CON POLVERI PER MESI E MESI IL SOLE IMPEDENDO LO SVILUPPO VEGETATIVO

UNA ESTINZIONE - UN CATACLISMA

Alla fine del Cretaceo accadde qualcosa di così devastante che il corso della vita fu profondamente modificato.

Con apparente repentinità, se rapportata al tempo geologico, quasi la metà dei generi viventi scomparve, animali o vegetali che fossero, marini o terrestri, grandi o piccoli.
In quella grande estinzione scomparvero le ammoniti, molti bivalvi, molti animali costruttori di scogliere e quasi tutte le specie di planctonti marini unicellulari così importanti per la catena alimentare. In quell’occasione perì ¼ di tutte le famiglie che popolavano il mare. Scomparvero anche gli pterosauri, la maggior parte dei piccoli marsupiali e tutti i grandi tetrapodi.
Sembra che non siano riuscite a sopravvivere le specie esclusivamente terricole più pesanti di 25 kg. Tra i non sopravvissuti rientrano anche i dinosauri, che non si sarebbero rivisti mai più, in quanto le estinzioni alla fine del Cretaceo calarono il sipario sull’Era dei Rettili.

Quello che accadde 65 milioni d’anni fa è uno dei misteri più interessanti e sconcertanti. Gli Scienziati, nonché tutti coloro che sono dotati di un pizzico d’immaginazione, hanno tentato di risolvere l’enigma, o perlomeno di discuterne. Risolvere questo enigma vuol dire far luce sui meccanismi dell’evoluzione e non è improbabile il ripetersi di un avvenimento uguale, capace di deviare nuovamente la vita sulla Terra.

Perlomeno il 99% di tutte le specie che hanno popolato la Terra è oggi estinto. Il tempo ad esse accordato poteva essere breve o lungo. Singole specie e gruppi di specie, osservò Darwin, durano per periodi di tempo molto disuguali e possiamo per esempio affermare che i dinosauri ebbero un periodo lungo e prospero prima di estinguersi. L’estinzione talora si verifica su scala epidemica e lo stesso Darwin, pur credendo che di norma le estinzioni facessero parte di un processo graduale, riconobbe che in alcuni casi davano l’impressione di verificarsi rapidamente e, in pratica, simultaneamente. I vasti e ripetuti annientamenti oggi li abbiamo battezzati estinzioni in massa, sulle quali gli scienziati hanno discusso per anni. Anche coloro che non credevano in questi avvenimenti concordano ora sul fatto che si sono verificate almeno 5 estinzioni in massa e diverse estinzioni minori.

Certi fossili sono inclusi in uno strato roccioso, altri nello strato immediatamente soprastante, ma entrambi gli strati sono chiaramente privi di qualsiasi indizio sull’evento che possa aver provocato un brusco cambiamento nella popolazione. A queste cognizioni era approdata la scienza, che lasciava purtroppo irrisolto il quesito sulla causa di una brusca variazione fra 2 strati geologici contigui, finché non avvenne una scoperta sorprendente. Vediamo prima quali sono le ipotesi via via avanzate che, a turno o concatenandosi, potrebbero rivelarsi valide:

* distruzione dello scudo di ozono: questo scudo ha la funzione di proteggere la Terra dalle radiazioni ultraviolette di origine solare, estremamente dannose

* anidride carbonica ed effetto serra: effetto non diverso da quanto accadde su Venere, che ha un clima caratterizzato da un caldo infernale (465°C in media a quota zero); per la Terra ebbe come conseguenza l’uccisione del plancton

*  scolmatura delle acque dell’Oceano Artico: queste acque, meno salate e quindi più leggere, nonché più fredde, si sarebbero riversate in quelle più calde dell’Atlantico, formando uno strato di acqua fredda sopra quella di mare, più salata e pesante, con caduta delle temperature mondiali anche di 10°C; se ciò è effettivamente accaduto, ne seguirono un freddo e una siccità terribili

*  inversioni magnetiche: di tempo in tempo, senza apparente regolarità e senza una ragione nota, il campo magnetico terrestre modifica la sua polarità, per cui il nord diventa sud e viceversa. Ciò si verificò l’ultima volta 700.000 anni fa, quando il polo magnetico era in Antartide. Poiché i minerali magnetici, quando si formano, si allineano con il campo magnetico in qualsiasi direzione esso punti, gli scienziati hanno imparato a leggere la storia servendosi delle inversioni magnetiche. Queste si sono succedute molte volte in passato, forse più volte nel solo tardo Cretaceo. Nessuno lo sa per certo, ma il fatto potrebbe aver avuto un ruolo nelle estinzioni, in quanto il campo magnetico, come lo scudo d’ozono, si oppone a forze letali provenienti dall’esterno e rappresentate dalle particelle cosmiche che si scatenano quando, durante l’inversione, il campo magnetico passa da debole a nullo.


Se le modificazioni ambientali si verificano con una certa lentezza, gli organismi hanno il tempo di creare i necessari adattamenti. L’estinzione invece si verifica per un mutamento improvviso al quale non si riesce a trovare una soluzione. Fu proprio un cambiamento improvviso a cogliere di sorpresa la Colomba Migratrice, Ectopistes migratorius, che si estinse nel nostro secolo a causa del disboscamento che, oltre a privarla delle fonti alimentari, si associò a predazione da parte dell’uomo, il quale l’ha portata ad estinguersi prima che potesse adattarsi.

Fu l'impatto di un enorme meteorite ?
Gli Alvarez finirono per concludere che l’impatto di un enorme meteorite, un asteroide del diametro di almeno 10 km, poteva spiegare la maggior parte se non addirittura tutti i dati fisici e biologici. L’asteroide, precipitando attraverso l’atmosfera a una velocità di 100.000 km l’ora, avrebbe aperto un cratere largo 200 km, scagliando nella stratosfera una bufera di polvere che si sarebbe sparpagliata rapidamente, avvolgendo nell’oscurità il Globo intero. È quanto accadde, in proporzioni nettamente inferiori, tra Giava e Sumatra con l’eruzione del Krakatoa del 1883. La polvere di quel vulcano oscurò i cieli ovunque e la foschia durò almeno un paio d’anni. Nel 1816 il Tambora, nelle Indie Olandesi, determinò un anno senza estate con la sua eruzione di un anno prima.

L’asteroide degli Alvarez avrebbe determinato una notte di diversi anni, diminuzione di 18°C della temperatura per 6-9 mesi, con arresto della fotosintesi clorofilliana e blocco dal basso verso l’alto della catena alimentare. Le anomalie della concentrazione d’iridio corrisponderebbero al momento dell’estinzione del regno del plancton. È stato calcolato che l'impatto rilasciò un'energia equivalente a 5 miliardi di bombe atomiche di Hiroshima.

La conferma di un impatto di un enorme meteorite del diametro di 10 km postulata dagli Alvarez è giunta all'inizio degli anni Novanta con la scoperta che il cratere Chicxulub - del diametro di circa 200 km nello stato messicano dello Yucatán nonché nell'omonima penisola - è il sito in cui si verificò quel catastrofico evento.

Kevin Pope et al. (1998) riassume così ciò che si verificò in pochi secondi ma che condizionò milioni di anni a venire: l'impatto, la cui traiettoria era obliqua da sudest, si verificò su rocce ricche in acqua, carbonato e solfato, che produssero circa 200 gigatoni sia di anidride solforosa che di vapor acqueo, nonché altri gas che alterarono le proprietà della stratosfera. Tale traiettoria potrebbe giustificare una raffica di gas a temperatura elevata sul Nordamerica, amplificando di parecchio su questo continente gli effetti dell'impatto. 

Questa tesi è suffragata da reperti fossili, relativi specialmente all'estinzione della flora che è stata molto più severa in Nordamerica. I lavori precedenti si concentrarono a dimostrare che il fumo e la polvere dovuti all'impatto fecero piombare la terra in un black-out di gelo. Le recenti simulazioni al computer e i modelli atmosferici stanno ad indicare che nel giro di poche settimane o mesi i livelli di temperatura e luce avrebbero cominciato a rimbalzare a causa del rilascio di calore accumulato negli oceani e a causa della coagulazione e caduta della polvere e della fuliggine.

Gli effetti maggiori di polvere e fuliggine si sarebbero esauriti nel giro di un anno o anche meno, ma la devastazione stava solo per iniziare, in quanto l'anidride solforosa e il vapor acqueo sarebbero rimasti nella stratosfera dando avvio ad una serie di reazioni chimiche che produssero degli aerosol di acido solforico. I modelli stanno inoltre ad indicare che una nube globale di aerosol fu prodotta in continuazione per circa 12 anni, bloccando più del 50% della luce solare durante i primi 10 anni, raffreddando così la terra, forse fino al congelamento, e, alla caduta dell'aerosol, inzuppando la superficie del Globo con piogge di acido solforico.

Gradualismo e catastrofismo? 
In media, uno di questi oggetti vaganti del diametro di 10 km - cioè, un meteorite - entrerebbe in collisione con la Terra ogni 100 milioni d’anni.

Gli scienziati, in quanto esseri umani, hanno dei pregiudizi, e uno dei pregiudizi più consolidati in geologia e in paleontologia è il principio del gradualismo: rocce e fossili parlano di cambiamenti che si sono succeduti lentamente in lassi di tempo molto lunghi e, sotto la lente dei ragionamenti gradualisti, il tempo passato si risolve in quanti di milioni d’anni, dimensioni temporali in cui è difficile inserire episodi di cambiamenti improvvisi.

Molti sono i geologi oggi propensi ad accettare un misto di gradualismo e di catastrofismo, anche se sono stati parecchi ad essere riluttanti nell’accettare un impatto con un asteroide, in quanto potrebbe sembrare troppo semplicistico e troppo facile.

Estinzioni selettive ?
Una causa dovuta a un singolo evento presuppone una singola ondata onnicomprensiva di estinzioni. Esistono invece delle contraddizioni: il plancton marino venne devastato, mentre le specie d’acqua dolce non furono praticamente toccate; le piante terrestri dell’America settentrionale soffrirono parecchio, ma non soffrirono affatto quelle tropicali; gli pterosauri perirono, ma non gli uccelli; la maggior parte dei marsupiali scomparve, mentre scomparve solo una parte dei mammiferi placentati loro affini; le ammoniti furono spazzate via, ma non i loro parenti, i calamari; i dinosauri si estinsero, ma non gli arcosauri, cioè i coccodrilli.

Le dimensioni degli esseri estinti non rappresentano un indicatore affidabile: dinosauri di piccole dimensioni si estinsero, mentre sopravvissero rettili affini dalle dimensioni analoghe: i Campsosauridi. Quindi le estinzioni furono selettive, il che getta qualche dubbio sull’ipotesi di una causa singola. Potrebbe darsi che la vita, verso la fine del Cretaceo, si trovasse sotto un notevole stress, quand'ecco sopraggiungere un evento catastrofico, particolarmente all’epoca delle estinzioni di massa in mare. Tale evento può aver dato il colpo di grazia alle specie meno resistenti, ma doveva essersi verificato qualcos’altro in modo graduale e cumulativo nell’arco di decine o centinaia di migliaia di anni, fino a giungere al limite fra Cretaceo e Terziario.

I ricordi che la Terra possiede del tempo passato e della vita scomparsa si trovano in mostra a Hell Creek, nel Montana, in burroni e gole soggetti a erosione e sui ripidi pendii dei pan di zucchero. Durante l’ultima fase del Cretaceo risulta che il territorio tra l’Alberta e il New Mexico fosse un’ampia distesa di pianure alluvionali unite all’occidente dalle Montagne Rocciose che stavano lentamente emergendo, e all’oriente dalla linea costiera del mare interno che stava lentamente regredendo. I corsi d'acqua fluirono attraverso le pianure negli ultimi 2-3 milioni d’anni del Cretaceo e scorrevano ancora nel Terziario. Nei sedimenti, ora trasformati in siltiti e in arenarie, giacciono i resti di piccoli mammiferi, rane, salamandre, lucertole, pesci, squali, uccelli e dinosauri. Barnum Brown dissotterrò da questi sedimenti il primo scheletro di tirannosauro e si ritiene che, dopo la regressione del mare epicontinentale, i dinosauri stabilirono qui la loro ultima dimora.

Clemens, collega incredulo di Walter Alvarez, dopo aver accettato la teoria dell’impatto, volle verificare se anche a Hell Creek fosse presente lo strato arricchito di iridio: lo trovò, coi segni di un’interruzione del tutto improvvisa della vita vegetale. Però vennero alla luce altri reperti che invalidarono l’ipotesi di Alvarez: assenza di ossa di dinosauro con evidente proliferazione di mammiferi.

Gradualisti e sostenitori dell’ipotesi dell’impatto hanno preso posizioni precise, mentre altri scienziati si sono riservati il giudizio. Un giorno, azioni e controreazioni innescate dall’ipotesi di Alvarez rappresenteranno un classico esempio di come procede la scienza: a singhiozzi.



66 Milioni di anni fa circa

SCOMPARSI I GRANDI GIGANTI  DIVORATORI DI RISORSE, ACCADE UN FENOMENO NUOVO.  IN DUE MILIONI DI ANNI IL PIANETA ASSISTE ALLA SUA PIU' GRANDE ESPLOSIONE DEMOGRAFICA.

65 Milioni di anni fa circa

IN QUESTO PALEOCENE, TROVIAMO UNA GRANDE DIFFUSIONE DI MAMMIFERI SU LARGA SCALA, POI LA COMPARSA DEGLI UCCELLI CON L'USO DEL BECCO, LE PROTOSCIMMIE, PLATARRINE. I PRIMI ATROPOIDEI, GLI EMURI

Il Periodo del paleocene dura 10 milioni di anni 

Si tratta di un sottoperiodo basale del Paleogene o Cenozoico inferiore, al quale però molti autori attribuiscono valore di periodo.
Il termine, proposto fin dal 1878, solo in tempi recenti ha avuto una notevole diffusione grazie agli studi micropaleontologici, ed è prevalentemente usato per le regioni in cui si hanno serie continue fra Cretaceo ed Eocene.
Il riconoscimento del Paleocene si basa essenzialmente su dati micropaleontologici: compaiono infatti le prime Globigerine e i primi Nummuliti.
Fu un periodo molto caldo con intensa attività vulcanica.

UCCELLI E PROTOSCIMMIE COMPAIONO NELLO STESSO PERIODO

Nuovi punti di vista sull'evoluzione 
Il rinnovato interesse per le estinzioni suscitato da Alvarez sta producendo un diverso modo di interpretare l’evoluzione. Dopo l’estinzione avvenuta alla fine del Cretaceo la desolazione pervase ogni luogo: ovunque emersero buone opportunità di vita per quei sopravvissuti che erano sufficientemente adattabili. Gli uccelli avevano i cieli tutti per loro, non c’erano più pterosauri, erano scomparsi i rettili giganti, c’erano solo coccodrilli incapaci di mantenere la supremazia un tempo conseguita dai loro affini arcosauri.

Per parecchi anni si è ritenuto che gli Uccelli sono dotati di un’anatomia molto più uniforme rispetto agli altri vertebrati. Si è inoltre affermato che le strutture atte al volo hanno imposto particolari costrizioni alle mutazioni anatomiche, tali però da essere tollerate. Recenti studi hanno confutato questo punto di vista e hanno suggerito che l’evoluzione degli uccelli odierni si è svolta in un lasso di tempo che è più breve di quanto si pensi tuttora.

Il punto di vista tradizionale considera antenati degli uccelli attuali alcuni fossili forniti di denti che risalgono a 90 milioni d’anni fa, Ichthyornis, Baptornis e Hesperornis. Nessuno di questi fossili può tuttavia essere correlato in modo convincente con i nostri uccelli, i quali dovrebbero invece risalire a una delle antiche specie di volatili vissute circa 65 milioni d’anni fa. La dimostrazione geologica di una catastrofe risalente a 65 milioni di anni orsono rende verosimile l’ipotesi che la loro evoluzione si sia svolta in due tappe, cominciando sia prima che dopo la catastrofe. Questo concorda anche con lo scarso accumulo di mutazioni in grado di causare sostituzioni di aminoacidi nelle proteine degli uccelli odierni. Naturalmente, la discussione su quando gli Uccelli si siano effettivamente evoluti, è appena ai suoi albori.

Lasciatemi dire: tutto ciò è molto, molto interessante! Come spesso accade per le cose interessanti, anche quest’arco di tempo - che ha preceduto la comparsa del Pollo e dell’Uomo - non è scevro di difficoltà per menti come le nostre, abituate a scandire il tempo e gli avvenimenti col metro dei decenni, non certo dei milioni d’anni.


60 Milioni di anni fa circa

INTENSA ATTIVITA' OROGENETICA, CHE VA A FORMARE IL SISTEMA MONTUOSO DELLE ALPI, L'HIMALAIA; GLI APPENNINI. INTENSA E' SUL PIANETA L'ATTIVITA' VULCANICA CHE SCONVOLGE TUTTA L'ATMOSFERA CON I VAPORI

55 Milioni di anni fa circa

INIZIA L' EOCENE; dura 17 milioni di anni 
Da eòs = aurora e kainòs = recente: aurora del recente, inizio della vita attuale.

Prevalgono calcari ed abbondano anche i sedimenti di origine marina, formati da scheletri calcarei di Nummuliti, simili a monete.
Evidenti le differenziazioni stagionali, con un clima spiccatamente subtropicale in Europa.
Vigoroso sviluppo dei mammiferi placentati: Cetacei, Ungulati, Roditori, Carnivori, Chirotteri, Lemuridi. Merita di essere ricordato l’Eohippus, progenitore degli equidi, alto come una volpe e con 4 dita.
Agli inizi di questo periodo, 55 milioni di anni fa, comparvero famiglie di uccelli moderni, come gli anatidi; poco più tardivi gli psittaciformi: 50 milioni d’anni fa. Numerose le famiglie di fenicotteri e fenicotteriformi, di galliformi, di pellicaniformi e di gruiformi; particolarmente numerose le varietà imparentate con l’attuale Chachalaca. A questo periodo risale una forma africana correlata ai futuri Aepyornithidae del Neozoico, detti anche uccelli elefante.
Il clima, che si era riscaldato, si raffredda di nuovo e bruscamente prima dell’Oligocene, producendo estinzioni in mare - ma non tra i mammiferi terrestri -, abbassamento del suo livello per il formarsi di estesi ghiacciai, in particolare nell’Antartico.

(ibidem)

 NELLA FLORA ORMAI DOMINIO DELLE ANGIOSPERME MONO E DICOTILEDONI. DA ALLORA AD OGGI SI AVRANNO POCHISSIMI CAMBIAMENTI, RARE LE MUTAZIONI E LE EVOLUZIONI NEL REGNO VEGETALE.

50 Milioni di anni fa circa

IL MONDO ANIMALE HA ORMAI ESAURITO LE NUOVE SPECIE, E SI HA SOLO UNA EVOLUZIONE NEI MAMMIFERI, ALL'INCIRCA TUTTI QUELLI CHE ABBIAMO ORA, MA DOMINANO ORA LA SCENA GLI EMURI. UN NOSTRO LONTANO PARENTE.

40 Milioni di anni fa circa

IL CERVELLO DEGLI EMURI HA FATTO UN SALTO NOTEVOLE, HA LO 0,40% DEL PROPRIO PESO, PARI A 125 c.c. E HA QUASI 5 MILIARDI DI NEURONI ADESSO DIVISI IN NUOVE AREE E ZONE CON INCARICHI SPECIFICI.

37 Milioni di anni fa circa

INIZIO OLIGOCENE.  dura 13 milioni di anni 
Da olìgos = poco e kainòs = recente: vuol significare un lasso di tempo un poco più avanzato rispetto al periodo precedente.

I grandiosi fenomeni orogenetici segnano la fase parossistica del corrugamento alpino, determinando il sollevamento delle Alpi e degli Appennini. L’India si congiunge con l’Asia.
Si verifica un ulteriore sviluppo dei mammiferi con i primi rinocerontidi e un altro antenato degli equidi, il Mesohippus, con 3 dita. Compaiono le prime vere scimmie, Platirrine e Catarrine.
Alla fine dell’oligocene il livello marino raggiunge il minimo assoluto nella storia della Terra.

DAGLI EMURI ECCO LE PRIME SCIMMIE PROPLIOPITHECUS. POCHI MILLENNI E QUESTE PRENDONO TRE DIREZIONI (MUTAZIONI GENETICHE) EVOLUTIVE MOLTO PARTICOLARI CHE LE DIFFERENZIANO

30 Milioni di anni fa circa

LA PRIMA DIREZIONE: I PONGIDI (cervello di 395 c.c.) VANNO SUL SENTIERO DOVE AVREMO IN SEGUITO L'ORNOPITECO (480 c.c di cervello.), GIBBONE, ORANGO, SCIMPANZE' (575 c.c), GORILLA (685 c.c.)


LA SECONDA PRODUCE GLI OREOPITECHI (400 c.c) CHE VISSUTI PER 10 MILIONI DI anni NON HANNO PIU' AVUTO NESSUNA EVOLUZIONE, SI ESTINGUONO DEL TUTTO, FORSE RIMASTI SOCCOMBENTI DAGLI ALTRI PIU' AGGRESSIVI E DOTATI DI MAGGIORE INTELLIGENZA


LA TERZA VA SUL SENTIERO DELL"ANCIENT MEMBER OMINIDEA" (610 c.c.), DOVE AVREMO POI I RAMAPITECO del Kenia (710 c.c.), OMINIDI africani ( 790 c.c.) QUELLI CHE IN QUESTA ZONA SONO PIU' SOLLECITATI DALL' AMBIENTE.

28 Milioni di anni fa circa

NEL CLIMA CALDO TROPICALE DI QUESTO PERIODO, SI RIPRODUCONO MOLTEPLICI VARIETA' DI VEGETALI, PRIMA MARGINALI, ORA IN MODO LUSSUREGGIANTE; CREANO HABITAT E ALIMENTI IDEALI ALLO SVILUPPO E ALCUNI MOLTO  PARTICOLARI, RICCHI DI AMMINOACIDI.

28 Milioni di anni fa circa

MAGGIORE ALIMENTAZIONE SIGNIFICA MENO ESTINZIONE, LE MIGLIORI CARATTERISTICHE CREANO COSTITUZIONI ROBUSTE E  UNA PROLIFICITA' NELLA POPOLAZIONE, CHE HA QUINDI MAGGIORI POSSIBILITA' DI SOPRAVVIVENZA COME NUMERO DI SOGGETTI SEMPRE PIU' SELEZIONATI.

PROLIFICITA' SIGNIFICA ANCHE METTERE NEL CICLO BIOLOGICO-ECOLOGICO A DISPOSIZIONE IL PROPRIO CORPO ALLE ALTRUI MIRE ALIMENTARI, PERMETTERE AD ALTRI UN PASTO RICCO E CERTO.

RICCO E CERTO SIGNIFICA CRESCERE IN COSTITUZIONE FISICA, CRESCERE NELLA MUSCOLATURA, QUINDI NELLA COMPETIZIONE, ED ECCO I FELIDI, POTENTI, POSSENTI, VELOCI, SCATTANTI E AGGRESSIVI.

26 Milioni di anni fa circa

E' L'INIZIO DELL'EVOLUZIONE DEL 3° GRUPPO. TROVIAMO IL PRECONSUL ANCORA QUADRUPEDE; MA CHE HA GIA' IL SUO HABITAT SU ALBERI, USA POCO ZAMPE ANTERIORI, CON QUESTE SI ARRAMPICA E SCAMPA A MOLTI PERICOLI.

25 Milioni di anni fa circa

LA SAVANA E' OSTILE, LA LOTTA PER LA VITA DIVENTA MOLTO PIU' SOFISTICATA, CHI NON OSSERVA, CHI NON IMMAGAZZINA ESPERIENZE, CHI NON ELABORA NUOVE STRATEGIE ENTRA NELLA CATEGORIA DEI  SOCCOMBENTI.

OSSERVIAMO ANCORA OGGI UN BRANCO DI LEONI: E' UN NUMERO CHIUSO, VIVONO, SI SPOSTANO, ATTACCANO INSIEME COOPERANDO E USANDO L'ACCERCHIAMENTO CHIUDONO LA PREDA;.E' LA "STRATEGIA" DEL GRUPPO. ED E' UNA NOVITA' NEL MONDO ANIMALE. E' INDUBBIAMENTE UNA STRATEGIA ELABORATA DAL CERVELLO, NON HA PIU' NULLA  A CHE VEDERE CON LA SINGOLA LOTTA DELL'ESISTENZA.

22 Milioni di anni fa circa

INIZIO MIOCENE CON UN CLIMA PIU' FREDDO DEL PRECEDENTE QUASI TROPICALE , IN ITALIA I MARI CHE SI ERANO PRIMA  INNALZATI  INVADENDO TUTTA LA PIANURA PADANA, ARRIVANDO FINO A MONTE BOLCA NELLE COLLINE INTORNO A VERONA, ORA SI RITIRANO, SCOMPARE ANCHE L'ADRIATICO.

IL MIOCENE dura 12 milioni di anni 
Da méion = mezzo, meno, e kainòs = recente: meno recente del periodo che seguirà (Pliocene)

Si verificò un sensibile raffreddamento del clima, pur essendo la temperatura sempre superiore a quella attuale, e il ghiaccio antartico andò ulteriormente aumentando. I mammiferi cominciarono a differenziarsi maggiormente ed a costituire dei generi che possono essere considerati gli antenati diretti degli animali attuali. 20 milioni d’anni fa l’avifauna possedeva l’aspetto moderno. Fanno la loro comparsa i passeriformi.
La fase terminale del miocene è caratterizzata dalla cosiddetta crisi del Messiniano: il Mediterraneo va a secco a causa della chiusura dello stretto di Gibilterra per qualche milione di anni.

PROPRIO A BOLCA (VI) (VR) A 801 m DI ALTITUDINE, NELL'ATTUALE MUSEO DEI FOSSILI, TROVIAMO LE MERAVIGLIE INTEGRE DI QUESTO PERIODO, STUPENDI, GIGANTESCHI REPERTI ANIMALI E VEGETALI INGLOBATI NEI SASSI

20 Milioni di anni fa circa

IL CLIMA PERMETTE ANCHE IN ITALIA GRANDI MIGRAZIONI DI SCIMMIE; IN TOSCANA CI SONO QUELLE CHE SI ESTINGUERANNO PER UNA NON EVOLUZIONE(per pochi stimoli dell' ambiente e scarsa -allora- vegetazione fruttifera); GLI OREOPITECHI

19 Milioni di anni fa circa

INVECE DAL CEPPO ORIGINARIO DEL 3° GRUPPO RIMASTO IN AFRICA NASCE UN AGGREGATO MOLTO EVOLUTO, VA VERSO, O INIZIA, O DA' ORIGINE A L' OMINIDE; E' L' AUSTRALOPITHECUS (ha gia' 790 c.c. di cervello, 50 miliardi di neuroni)

18 Milioni di anni fa circa

NEL SOTTORDINE DEGLI ANTROPOIDEI COMPAIONO FORME CON CARATTERISTICHE OMINOIDEE, GLI DRIOPITECIDI EUROASIATICI, IL RAMAPITECO INDIANO E IL KENYAPITHECUS AFRICANO DEL KENIA. MA SI ESTINGUERANNO TUTTI.

17 Milioni di anni fa circa

A TERRA, C'E' GRANDE COMPETIZIONE PER IL CIBO; ALCUNI EMURI HANNO TROVATO RIPARO SU ALBERI, FORSE PERCHE' ASSEDIATI DA ANIMALI FEROCI, PERO' IL LORO STOMACO RECLAMA CIBO, E' QUINDI GIOCOFORZA DOVERSI ADATTARE A CAMBIARE LA DIETA

16.Milioni di anni fa circa

E SI ADATTANO, COME NEL MEDIOEVO, CHE ASSEDIATI DA NEMICI I NOSTRI AVI NON DISDEGNAVANO DI MANGIARE CANI, TOPI, GATTI, COLOMBI, O INVENTARE CON POCO, LE PIU' STRANE RICETTE DALLE GHIANDE AL FARRO

15 Milioni di anni fa circa

I NOSTRI EMURI, NEL DIGIUNO, ADDENTANO I FRUTTI, LE BACCHE, CAMBIANO PER NECESSITA' LA LORO DIETA, CHE INTERVALLERANNO (ed é un terno secco !!) CON QUELLA DEI GIORNI MIGLIORI, LA CARNE

14 Milioni di anni fa circa

DETERMINANTE ALLA FORMAZIONE DEL CERVELLO E' L'ALIMENTAZIONE, E QUESTI PRE-OMINIDI HANNO INIZIATO A MANGIARE CARBOIDRATI (Banane), VITAMINA C (Cocco), ZUCCHERI (I frutti vari) ecc . UNA RIVOLUZIONE DIETETICA NEL MONDO ANIMALE.

13 Milioni di anni fa

ABBIAMO NECESSITA' PER LA VITA DI 20 AMMINOACIDI, 8 DEI QUALI NON LI PRODUCIAMO NOI, MA CI VENGONO DALL' ALIMENTAZIONE E 5 DI LORO SONO INDISPENSABILI PER LO SVILUPPO DEL NOSTRO CERVELLO

GLI EMURI, NEL LORO HABITAT ARBORICOLO, CREANDOSI UNA LORO PARTICOLARE NICCHIA ALIMENTARE, INIZIANO A CIBARSI DI NON PIÚ SOLA CARNE MA DI BACCHE, FRUTTI, SEMI, ERBE, E LO FANNO PER LUNGHI PERIODI, TALI DA RIUSCIRE A MODIFICARE IL METABOLISMO, A PROVOCARE MUTAZIONI GENETICHE.

BACCHE E FRUTTI SONO GLI UNICI A CONTENERE ALCUNI ESSENZIALI AMMINOACIDI E PARTICOLARI VITAMINE CHE SONO INVECE SOLO IN PICCOLISSIMA PARTE PRESENTI NEI TESSUTI ANIMALI, CHE SI SONO FORMATI CON UNA DIETA CARNEA, OPPURE SOLO ERBIVORA.

12 Milioni di anni fa

DETERMINANTE DIVENTA LA VITAMINA C (acido L ascorbico) PRESENTI NEI FRUTTI, PER LO SVILUPPO DEL CERVELLO; (CON LE CONOSCENZE ATTUALI E' NOTA PRMAI LA CORRELAZIONE TRA I LIVELLI EMATICI DI C E ALCUNE FUNZIONI MENTALI)

LO DIVENTA ANCORA DI PIÚ LA VITAMINA E (bacche,mais,colza,olive,soia) L'IMPORTANTE ANTIOSSIDANTE (cattura i radicali liberi killer) DEI NEURONI (il cui rinnovo una volta nati con il feto, è inesistente - non così invece i dendriti che seguitano a ramificarsI anche all'età di cento anni)

MA E' IN ARRIVO DALLE SAVANE AFRICANE UNA RIVOLUZIONE ANCORA PIU' GRANDE, SONO I CHICCHI DI CEREALI, CON IL COMPLESSO B, O MEGLIO CONOSCIUTO COME IL FATTORE DI CRESCENZA.

PROTEINE ANIMALI E VITAMINE VEGETALI VANNO AD ATTIVARE NEGLI EMURI, I PROCESSI ESSENZIALI, DETERMINANTI PER LA NEUROLOGIA, MORFOLOGIA, LA FISIOLOGIA TUTTA.  DIVENTANO INSOMMA INTELLIGENTI OLTRE CHE PROPORZIONALMENTE BEN FORMATI COME STRUTTURA MORFOLOGICA.

INTELLIGENTI, PERCHE' INTEGRANO DIETA CARNEA ALLA VEGETALE, CIOE' GRASSI E VITAMINE. I PRIMI PERMETTONO ALLE SECONDE DI ESSERE UTILIZZATE DAL CERVELLO, CHE NON HA LIPIDI

(POCO INTELLIGENTI (meno di questi emuri) SONO QUELLE DONNE CHE NELLA DIETA MANGIANO CAROTE SENZA GRASSI (la vitamina A-è liposolubile- ed é  assimilabile solo con i grassi); E' COME MANGIARE SEGATURA (inutile e sprecato; perfino dannoso se abituale)

MA LA SCIMMIA FA ANCHE UN'ALTRA COSA IMPORTANTE, ALLATTA AL SENO; LATTE CHE CONTIENE L'ACIDO ALFA-LINOLENICO, L'ACIDO CERVONICO MATERNO (non presente in quello animale, ne' in quello artificiale)

(IL FAMOSO NEUROLOGO J. M. BOURRE AFFERMA OGGI CHE TUTTI COLORO CHE HANNO RICEVUTO TIPI DI LATTI ARTIFICIALI INADATTI, VALE A DIRE QUASI TUTTA UNA GENERAZIONE, HANNO CARENZE PREGIUDIZIEVOLI - E L'ACIDO CERVONICO E' IL PIU' IMPORTANTE)

IN LINEA DI MASSIMA INDICA LO SQUILIBRIO TRA ACIDI SATURI, MONOINSATURI E POLINSATURI CHE SONO RESPONSABILE DI ANOMALIE DI MEMBRANE NEURONICHE CHE CREANO TURBE COMPORTAMENTALI


AFFERMA CHE GLI EFFETTI DI UNA CARENZA DI ACIDO ALFA-LINOLEICO SULLA COMPOSIZIONE E L'ARCHITETTURA DELLE MEMBRANE E' DEVASTANTE E RILEVANTE NEI PERIODI NEONATALI. DEVASTANTI ANCHE IN ALCUNE DIETE IN GIOVANE ETA'.

E PER QUANTO IL CERVELLO POSSA ESSERE CONSIDERATO L'ORGANO MEGLIO PROTETTO DEL CORPO, DI FRONTE A CARENZE DI QUESTO TIPO, LE MEMBRANE CEREBRALI NON HANNO NESSUNA  DIFESA. SONO GLI ALIMENTI I SUOI PROTETTORI PRINCIPALI.

10 Milioni di anni fa

INIZIO PLIOCENE. Dura 11 milioni di anni 

Pliocene deriva da pléion = più e kainòs = recente: più vicino alle condizioni geografiche attuali.
Eventi degni di nota sono la formazione del Mar Rosso nonché la congiunzione delle due Americhe avvenuta circa 2 milioni e mezzo di anni fa.
Tra i mammiferi si definiscono ulteriormente i proboscidati, gli ungulati con equidi ed ippopotami, le scimmie antropomorfe con il genere Australopithecus. Il clima va ulteriormente raffreddandosi, preparando le alternanze freddo-caldo, preludio dei periodi glaciali e interglaciali.
Il Pliocene è il più breve dei periodi cenozoici: il suo limite superiore è posto intorno a 2 milioni di anni fa, l'inferiore intorno a 7 milioni di anni orsono, quando comparve il genere Gallus.
Alcuni sono dell’avviso che il genere Gallus sia comparso 8 milioni di anni fa.


 I PRE-OMINIDI AUSTRALOPITECHI AFARENSI, SONO DIVENTATI SEMPRE DI PIU' ERETTI,  (Home erectus) ANCHE SE SONO RIMASTI DEI BUONI ARRAMPICATORI ....E FORSE PROPRIO PER QUESTO CHE....

6 Milioni di anni fa

NEGLI SPOSTAMENTI I PRE OMINIDI HANNO CESSATO DI APPOGGIARE QUALCHE VOLTA LE NOCCHE, INIZIANO LA LORO CAMMINATA A DUE GAMBE, IN MODO ERETTO, ANCHE SE ANCORA MOLTO CURVI SULLA SCHIENA. PERCHE' ?

NELLA COLONNA VERTEBRALE NON E' AVVENUTA INVECE UNA MUTAZIONI RAPIDA COME NEL CERVELLO E LA COLONNA NON SOSTIENE EFFICACEMENTE IL CORPO ERETTO. INFATTI ANCORA OGGI IL 40% DELLA POPOLAZIONE ACCUSA MAL DI SCHIENA. INGEGNERISTICAMENTE LA NOSTRA COLONNA VERTEBRALE NON E' PERFETTA. L'EVOLUZIONE DELLA VOLONTA' INTELLETTIVA NON HA CORRISPOSTO IN PARALLELO ALL'EVOLUZIONE OSSEA.
(Una curiosità: l'uomo di oggi, dopo essere stato eretto tutto il giorno, alla sera misura come altezza meno del mattino)  

5 Milioni di anni fa

L'INTELLIGENZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI SOPRAVVIVENZA. IMPORTANTE E' LO SVILUPPO ENCEFALICO, CHE IN QUESTI anni SUBISCE UN BALZO CONSIDEREVOLE, SIAMO A QUASI 1000 c.c. CIRCA 70 MILIARDI DI NEURONI .

4 Milioni di anni fa

COMPARE IL PRE-HOMO

I primi resti ossei attribuibili con sicurezza a un nostro progenitore risalgono a poco meno di 4 milioni d’anni fa: si tratta di uno scheletro incompleto, ritenuto di sesso femminile per la forma del bacino, battezzato Lucy, venuto alla luce nel novembre del 1974 ad Hadar lungo il fiume Awash, in Etiopia, grazie alla spedizione del francese Coppens e dello statunitense Johanson.

Questa specie di ominidi fu scoperta, nello stesso periodo, anche da Mary Leakey a Laetoli, in Tanzania. Lucy è il più completo fossile pre-Homo mai trovato, essendo costituito da più di 60 segmenti ossei, ma sfortunatamente si sa poco sulle dimensioni e sulla forma del cranio. Comunque, si può dedurre che Lucy avesse dimensioni scheletriche ridotte: alla morte, avvenuta ad accrescimento ultimato, era alta un metro e sessanta e pesava da 22 a 36 kg. I maschi dovevano avere dimensioni maggiori.

 La ricostruzione dello scheletro di 4 specie di ominidi mette anche in evidenza la loro statura relativa e il loro portamento. Da sinistra si susseguono: Lucy, cioè Australopithecus afarensis - Australopithecus africanus - Australopithecus boisei - Homo sapiens. 

Secondo una teoria accreditata, Lucy apparterrebbe al tipo ominide dell’Australopithecus afarensis e da lei discenderebbero in linea diretta l’Australopithecus africanus propriamente detto e l’Australopithecus robustus. I loro resti sono distribuiti in una fascia di territorio orientale africano che va dall’Etiopia al Sudafrica.

Tra le forre d’Etiopia è comparso il fantasma di un anello mancante, capace di collegare più strettamente Lucy ad antenati più antichi, e che quindi sospinge l’origine dell’uomo verso parenti più stretti: le scimmie antropomorfe, simili agli attuali Scimpanzé. In Etiopia, nei sedimenti del fiume Awash e dei suoi affluenti, un’équipe di ricercatori statunitensi, giapponesi ed etiopi, coordinata da Tim White, ha scoperto i resti di 17 individui che apparterrebbero alla più antica specie di ominide conosciuta: Australopithecus ramidus.

Nella lingua degli Afar, abitanti della zona, ramid significa radice e il vocabolo si applica sia a piante che a persone. L’importanza della scoperta sta soprattutto nella datazione, collocabile in quel buco nero di fossili situato prima dei 4 milioni d’anni fa, momento cruciale della divergenza tra ominidi e scimmie antropomorfe.



INIZIO L'ERA NEOZOICA O QUATERNARIA,. GRANDE ALTERNANZA DI PERIODI FREDDI E DI PERIODI CALDI, GRANDE ESTINZIONI DI FAUNA E DI FLORA IN ZONE CENTRO NORDICHE, DOVE LA VITA DIVENTA RARA A CAUSA DELL'ALIMENTAZIONE POVERA, SCARSA OPPURE DEL TUTTO ASSENTE.

2 Milioni di anni fa 

ERA NEOZOICA - Antropozoica - Quaternaria - inizio: 2 milioni di anni fa 
Néos = nuovo, ànthropos = uomo.

Si distingue da tutte le altre ere per il diffondersi dell’Uomo. Due milioni d’anni fa comparve l’Homo habilis. Mezzo milione d’anni dopo, con la comparsa dell’Homo erectus non solo in Africa, ma anche in Europa e in Asia, di statura maggiore, costruttore di più avanzati utensili in pietra e in grado di utilizzare il fuoco per uso domestico e per difesa, l’evoluzione compie una tappa fondamentale.

Col trascorrere del tempo anche la struttura fisica dell’uomo andò modificandosi e parimenti il suo modo di vita si fece più complesso. I primi resti fossili attribuiti all’Homo sapiens risalgono a circa 250.000 anni fa; circa 40.000 anni fa comparve il primo rappresentante di una nuova sottospecie, detta Homo sapiens sapiens, o uomo di Cro-Magnon, che cominciò a costruire abitazioni e a vivere in comunità.

Le formazioni di quest’era si trovano rappresentate in tutte le terre emerse. Prevalgono i depositi morenici, i sedimenti alluvionali, il travertino e le torbiere. L’attività vulcanica fu notevole in varie zone, specialmente nell’Italia peninsulare (Monte Amiata) e insulare (Etna). Si completò il sollevamento delle catene montuose formatesi nelle ere precedenti, segnando la fase finale del corrugamento alpino.
Il clima fu caratterizzato da un abbassamento generale e intermittente della temperatura, che causò notevoli mutamenti soprattutto nell’emisfero boreale. Per cause non ancora ben definite si alternarono almeno 5 periodi freddi, glaciali, con 4 periodi caldi, interglaciali: si ebbero per conseguenza 5 vastissime espansioni glaciali separate da 4 lunghi intervalli durante i quali i ghiacci si ritirarono. I ghiacciai arrivarono a coprire un terzo dei continenti e si spinsero fin quasi al 39° parallelo nell’America settentrionale (all’altezza circa di New York) e al 52° in Europa (Berlino e Paesi Bassi), con segni evidenti nelle nostre Alpi e Prealpi. Per l’Europa, le glaciazioni del quaternario prendono il nome dal Danubio e dai suoi affluenti.

Le grandi glaciazioni del Quaternario - nome durata in anni fa 

Donau 
1.500.000 - 1.000.000 
Günz 
650.000 - 500.000 
Mindel 
400.000 - 300.000 
Riss 
200.000 - 120.000 
Würm 
75.000 - 10.000 


Come conseguenza delle glaciazioni si verificò più volte l’abbassamento del livello medio del mare toccando anche i 100 metri, mentre nelle fasi interglaciali si formarono potenti fiumane che coi materiali trasportati produssero estesi depositi alluvionali capaci di colmare golfi estesi come quello padano. La fusione dei ghiacciai del Pleistocene, sino a raggiungere le dimensioni attuali, ha causato l’innalzamento del livello del mare di circa 140 metri; dalla fine dell’ultima glaciazione la superficie marina è andata mediamente elevandosi di 1 cm per anno. 

Durante il Quaternario, i ghiacciai sono avanzati e poi si sono ritirati molte volte per periodi di centinaia di migliaia di anni. Nella loro avanzata i ghiacciai trascinano a grande distanza il materiale fine, ma anche i cosiddetti massi erratici. I materiali trascinati dai ghiacciai striano la pietra e l’enorme volume dei ghiacciai apre varchi ad U tra le colline e le montagne. Quando i ghiacciai si sciolgono depositano il materiale trascinato (loess) e la loro acqua può formare dei laghi glaciali nelle depressioni del terreno. Le glaciazioni hanno determinato grandi cambiamenti nel clima e quindi una grande variazione nel tipo di flora e di fauna locale. Se i ghiacciai avanzano, c'è meno acqua e pertanto il mare si ritira. Se invece i ghiacciai si ritirano è il mare che avanza. La betulla, un albero dei climi freddi, ed il pino un albero dei climi temperati si alternano e con loro gli animali tipici dei climi freddi (renne, orsi, mammut, rinoceronti lanosi, ecc.) si alternano con gli animali tipici dei climi caldi (ippopotami, antilopi, leoni, tigri, ecc.).

Il clima cambia periodicamente, alternando periodi glaciali freddi con periodi interglaciali caldi, perché cambia periodicamente l'intensità delle radiazioni solari. Se la temperatura si abbassa di 5-10 gradi, i ghiacciai non si sciolgono in estate, la temperatura dell'aria sovrastante diminuisce, aumentano le nevicate, i ghiacciai si espandono nell'anno successivo. L'enorme peso dei ghiacciai causa un abbassamento del terreno e un innalzamento quando i ghiacciai si sciolgono per cui la linea della costa marina è fluttuante. Se i ghiacciai si espandono, il livello degli oceani si abbassa con conseguenti regressioni della linea di costa, seguite da trasgressioni nei periodi interglaciali.

Le glaciazioni interessano sia la parte artica (Nord) che l'antartica (Sud) della Terra. In Europa i ghiacciai hanno raggiunto limiti diversi in ognuna delle quattro glaciazioni principali. Nelle glaciazioni più intense una enorme calotta di ghiaccio copre l'attuale Scandinavia, l'Inghilterra settentrionale e centrale, la Germania settentrionale, la Polonia e mezza Russia. A questa calotta di ghiaccio si somma l’enorme ghiacciaio delle Alpi. E' sgombra solo una striscia nella Germania centrale, che collega la attuale Francia e Spagna con la penisola balcanica e il Vicino Oriente.

 La glaciazione può durare svariate decine di migliaia di anni. Poi il fenomeno si inverte e i ghiacciai si ritirano lentamente alternando avanzate in periodi freddi e ritirate in periodi caldi con fluttuazioni della linea di costa. Durante le glaciazioni il mare si è ritirato collegando l'Inghilterra al continente,  la Spagna all'Africa e l'Italia all'Africa. Si è aperto anche un corridoio terrestre lungo l'attuale Siberia e Alaska attraverso cui sono passati asiatici nomadi che successivamente si sono diffusi in tutta l'America. Un altro corridoio terrestre, attraverso cui sono passati umani dell'Asia sud-orientale, ha congiunto l'attuale penisola di Malacca con le isole di Sumatra, Giava, Borneo, fino a raggiungere l'Australia.

2 - 1,5 Milioni di anni fa

DALL'HOMO ERECTUS ALL' HOMO HABILIS

La specie erectus viene caratterizzandosi a partire da circa 2 milioni d’anni fa.

Tipico di questi Ominidi è il progressivo e relativamente rapido aumento della capacità cranica, che nelle forme più recenti raggiunge 1.200 cm³; in base a ciò alcuni studiosi ritengono che si possa parlare di più tipi, alcuni dei quali con caratteri di vere sottospecie (il Sinantropo in Cina, il Pitecantropo in Indonesia e così via).

I reperti sono presenti in aree che a volte sono ricche di tracce d’accampamenti più o meno vasti, come quello nei pressi di Isernia. Dai resti dei pasti si deduce che i gruppi, più o meno numerosi, erano dediti alla raccolta e alla caccia, anche di grossi animali, e ciò fa presumere che fosse in atto sia una divisione del lavoro tra uomo e donna, sia una certa organizzazione sociale necessaria per la cattura e l'abbattimento di grandi prede.

Comparsi inizialmente in Africa orientale - Kenya, Tanzania, Etiopia - gli Homo erectus si diffusero in Africa meridionale e centrosettentrionale e, contemporaneamente, in Asia e in Europa.

 
I più antichi reperti attribuiti all'Homo habilis sono stati tutti rinvenuti in Africa orientale - Etiopia, Kenya, Tanzania - e nella Repubblica Sudafricana; finora nessun reperto è stato scoperto al di fuori di queste aree.

Fino a circa 1,5 milioni di anni fa l'Homo habilis è stato coevo di forme arcaiche e moderne di Australopitecine, rispetto alle quali mostra una maggiore capacità cranica, fino a 890 cm³, che rappresenta circa il 45% in più. Non ne esistono più tracce dopo 1,5 milioni di anni fa.

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