Stampa e tipografi
nel SALERNITANO

di Paolo Sgroia


I primi esperimenti di Johann Gutenberg cominciati verso il 1439-40, mirano alla possibilità di ottenere un numero illimitato di lettere identiche che si possono combinare tra loro in modo da comporre qualsiasi testo. Tra il 1445 e il 1448 Gutenberg stampa una grammatica e un calendario; e dopo le "lettere d'indulgenza" stampate nel 1454-55, dalla tipografia di Gutenberg escono i primi libri che ci sono noti: la "Bibbia delle 42 linee" (1455), il "Salterio" (1457), la "Bibbia delle 36 linee" (prima del 1460). 

Dopo il 1460 la stampa si diffonde rapidamente in tutta Europa. Il primo libro stampato in Italia è l'Ars grammatica di Aelius Donatus stampato nel 1465 da Corrado Schweinheim e Adolfo Pannartz.
 
Nel 1470 la stampa è introdotta a Napoli dal sacerdote Sixtus Riessinger, tipografo tedesco che da’ alla stampa fino al 1478 circa 48 edizioni d’opere giuridiche, di classici latini, tra i quali il Terenzio del 1471, e d’opere in volgare.

Nel 1501 Aldo Manuzio con la sua edizione dell'Eneide propone i formati maneggevoli e comodi, come l'ottavo; lo stesso Manuzio inizia l'uso della legatura editoriale del libro che in precedenza era venduto dall'editore in fogli sciolti e legato dall'acquirente.

Solo nel 1543 la stampa mobile arriva a Salerno per interessamento di Paolo Grisignani che fa stampare dal tipografo Celio d'Alife il libro Libellus de Pulsibus et Urinis
Nel 1544 giunge a Salerno il tipografo Francesco Fabri di Corinaldo che stampa l'opera In Aphorismos Hippocratis expositio. 
Il Fabri, che nelle sue opere si firma anche Fabro o De Fabris, come tanti del suo tempo è un tipografo nomade che lavora per conto di eruditi e ultimata l'opera si trasferisce in altri centri. Nel 1545, infatti, lo troviamo a Campagna su invito di Giovanni Antonio De Nigris e Marco Fileta Filiuli che avevano fondato una tipografia, la prima in tutta la provincia di Salerno. Il suo primo libro stampato è l'opera del De Nigris Repertorium super extravaganti constitutione Clementis Papae VII contra clericos non incedentes in habitu et tonsura una cum mirifico apparatu.

Nello stesso anno il Fabri stampa anche il libro del Filiuli Gesualdo Epistolarum familiarum libri tre; ancora nello stesso anno stampa il De Officio eius cui mandata est jurisdictio di S. Tronolo. Nel 1546 stampa il Capitula Regni una cum lectura insignis domini Sebastiani de Neapoli ac cum utilissimis et necessariis supplectionibus domini Ioannis Antonii De Nigris
Nel 1547 da alla luce due opere del giureconsulto Giulio Ferretti Questiones et decisiones utiles et gabellarum e Mirificus apparatus super tractatu de gabell. pub. mune. et one.

Dopo due anni trascorsi a Campagna il Fabri si trasferisce a Sarno su invito del vescovo Guglielmo Tuttavilla, dove stampa una sola opera per Benedetto De Falco. Ma nemmeno qui rimane a lungo, difatti, lo troviamo nel 1550 a Napoli, ospite di Giovanni Scoppa, per stampare il libro del giurista Annibale Troisi Ritus Magnae Curiae Vicariae Regni Neapolis.

Il tipografo nei pochi anni trascorsi nel salernitano è affiancato da due giovani discepoli che superano ben presto il maestro: Giovan Domenico Nibbio di Campagna e Tommaso Riccione di Laurino.
I due stampano per la prima volta in Eboli, nel 1557, l’opera del giurista ebolitano Prospero Caravita Commentarium super pragmaticam filiorum familias et prag. I de exulibus, dedicato al Principe d’Eboli Ruy Gomez de Silva; sempre nello stesso anno stampano in Eboli un commento sulla Pragmatica falsorum testium, emanato il 1° giugno 1556 da Ferdinando Alvarez de Toledo.

Dopo queste due edizioni il Nibbio lo troviamo a Campagna sua città natia per curare il 13 agosto 1561 la seconda edizione dei Capitula Regni di Antonio de Nigris. Nel 1564 stampa l’opera di Virgilii de Castro Expositio Pater noster e nel 1570 la Grammatica di Ioannis Sicinianensis.
In seguito il Nibbio si associa con lo stampatore napoletano Francesco Scaglione e nel solo anno 1570 i due stampano ben cinque libri. Dopo questi due brillanti tipografi che si distinsero per la varietà e la disposizione dei caratteri, non si hanno notizie d’altri illustri stampatori nella nostra provincia. Campagna continuerà l’arte impressoria con il benedettino Giovanni Caramuel Lobkoiz eletto vescovo di Campagna nel 1655, che fonda per uso personale una tipografia con sede prima nel Palazzo vescovile e poi a S. Angelo le Fratte. 

Dopo che il vescovo lascia Campagna, nel 1673, si perde ogni ricordo di stamperie locali fino al 1789 quando si pubblica il primo giornale salernitano Il Magazzino Enciclopedico che ebbe vita breve. Solo agli inizi del 1800 nasce in Salerno una tipografia stabile, la Tipografia dell’Intendenza, col preciso scopo di pubblicare gli atti governativi.

di Paolo Sgroia


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