LEWIS CARROLL, Angelo e demonio


 

 ALICE

NEL PAESE DELLE
MERAVIGLIE


di Maria Viteritti

Ho cominciato a interessarmi di Lewis Carroll, nome d'arte di Charles Lutwidge Dodgson, studiando fotografia. Prima d'allora non conoscevo nulla sulla vita dell'autore di Alice nel Paese delle Meraviglie; considerando quella storia nulla di più che una favola per bambini non pensavo potesse rivelare strane sorprese la biografia dell'autore. Invece no.
Nel mio manuale di fotografia c'erano diverse foto scattate da lui, che ebbe il merito di essere uno dei primi artisti in questo campo, attorno il 1850: erano foto di bambine, foto che l'autore definiva voyeristiche, ma che invece mi colpirono per la strana atmosfera che caratterizzava quelle pose, maliziose ed eteree al tempo stesso, proprio come le ninfette descritte da Nabokov. Una ragazzina in particolare mi richiamò alla mente questa idea: si chiamava Alice Liddel.



Subito non intuii il collegamento, poi lessi che Lewis Carroll era anche l'autore di Alice nel Paese delle Meraviglie, nonchè matematico e reverendo.... A questo punto la mia curiosità scattò. Insomma: chi era davvero questa figura poliedrica, artista e scienziato al tempo stesso, ossessionato- come scoprii- dalla piccola Alice in modo morboso? E perchè il momento in cui la sua passione per lei si faceva più intensa coincise con quello di maggiore intensità spirituale? Era dunque un angelo o un demonio?

Forse entrambe le cose. Charles Dodgson nacque il 27 gennaio il 1832 a Daresbury, un paesino nel Cheshire in cui il padre faceva il vicario. Charles era il terzo figlio, nonchè il più giovane dei due coniugi, Charles e Frances Jane Dodgson. Quando nel 1843 il padre diventò pastore a Croft, la famiglia si spostò nello Yorkshire del nord, e l'anno seguente il giovane Charles venne iscritto alla Richmond School dove manifestò subito le sue notevoli capacità matematiche.
Nel 46 passò poi alla Rugby School dove restò tre anni. In questo periodo cominciò ad esprimersi creativamente con la scrittura, in particolare con le poesie e i racconti che scriveva per divertire il fratello e la sorella, sottoforma di scritti raccolti in giornali.( fra di essi si possono ricordare "Useful and Instructive Poetry" , "The Rectory Magazine", e "The Rectory Umbrella").
Nel 1850 entrò a fare parte della Chiesa Cristiana a Oxford, dove si trasferì l'anno seguente, lo stesso in cui la madre morì.
Dopo il 1855(anno in cui dopo avere ottenuto varie onoreficenze, divenne vicebibliotecario della Chiesa Cristiana e professore di matematica, carica che conservò fino al 1881), Charles entrò in contatto con i Liddell, la famiglia di colei che avrebbe ispirato l'eroina del suo romanzo più famoso.

Il 55 fu un anno infatti importante per lui, prima perchè segnò l'incontro di Charles con la fotografia, di cui cominciò a interessarsi quell'estate influenzato dall'amico Reginald Southey , in secondo luogo proprio perchè conobbe il decano Henry Liddell che l'anno seguente lo introdusse a casa sua.
Fu allora che Charles conobbe le sue tre figlie, Lorina Charlotte, Edith e Alice. Affascinato soprattutto da quest'ultima, Charles ottenne il permesso di sperimentare con lei la sua passione fotografica. Molti studiosi sostengono il voyerismo insito nel mezzo fotografico, altri ritengono che l'obiettivo sia un occhio davanti a cui possiamo scegliere di farci fotografare incarnando i nostri desideri segreti perchè inconsciamente lo associamo a uno sguardo esterno.

Io credo che osservando alcune di queste foto (ne scattò moltissime su di lei) sia possibile notare la strana relazione che si strinse tra i due, nel misterioso sguardo adulto e infantile al tempo stesso di Alice, concentrato sull'occhio- obiettivo del suo amico. Perchè questo lui divenne per lei, un amico inseparabile, che con la scusa delle foto aveva cominciato a farle visita assiduamente, al punto che la madre gli impose di allontanarsi da quella casa. E' facile immaginare quale sia stato il dolore di Charles che si era legato in tal modo alla piccola Alice. Forse la decisione della signora Liddell era dovuta anche e soprattutto alla sua predizione per soggetti particolari da fotografare: Charles infatti amava immortalare giovani pre-adolescenti immerse in atmosfere fiabesche, per le quali aveva addirittura allestito una sorta di parco giochi nel giardino della propria abitazione affinchè le foto riuscissero meglio.

Fra le varie modelle, Charles fotografò anche la nipote di Tennyson, Agnes Weld, che possiamo vedere nella foto. Quando comunque, nell'inverno del 56, i coniugi Liddell partirono per una vacanza, Alice restò sola con una governante che permise a Charles di frequentarla assiduamente come prima. Lui riuscì a vederla anche dopo che i genitori tornarono: spesso la portava a fare gite in barca sul Tamigi.

Fu nel 58 che, quasi inspiegabilmente, prese i voti, e nel 61 divenne sacerdote. In questo periodo scrisse inoltre varie opere: alcuni libri di testo di matematica, e dei pezzi coi quali collaborò con la rivista "The Train". Quando il direttore della testata chiese lui di trovare un nome d'arte, Charles usò per la prima volta il nome con cui oggi è conosciuto. Scelse questo pseudonimo latinizzando il proprio nome: da Charles ricavò Carroll, e da Lutwidge, Lewis. Ma Alice era sempre la prima cosa nei suoi pensieri, fu grazie a lei che stese l'opera per cui è ricordato.

Ebbe l'ispirazione nel 62 durante una gita in barca con alice e un amico, Lord Tenniel, Charles ebbe l'ispirazione per Alice in Wonderland, e alcuni anni dopo, il romanzo fu pubblicato: Tenniel si occupò delle illustrazioni. Charles, nonostante l'esperienza religiosa, non riuscì più a contenere ciò che provava e cominciò a palesare i sentimenti che lo legavano alla ragazzina, esprimendo addirittura il desiderio di sposarla. La reazione della madre fu naturalmente inappellabile: Charles venne allontanato in modo definitivo e non potè più avvicinarsi ad Alice.

Nei suoi diari l'uomo descrisse questo periodo come un momento doloroso, tanto che viene spontaneo pensare che forse era stata proprio la madre di Alice a ispirargli il personaggio della Regina di Cuori nella favola. E forse, fu per allontanarsi dalla situazione difficile che decise di partire per il primo e l'unico viaggio all'estero, con l'amico Henry Liddon.
I due si recarono in Russia nel 67. L'anno seguente, il padre morì, e Charles si trasfer' con la famiglia (ancora, forse, per allontanarsi dall'amata) a Guildford. Ma l'ossessione per la giovane non lo aveva ancora abbandonato. Charles infatti scrisse il seguito di "Alice in Wonderland", "Behind the Looking Glass and wht Alice saw that", poco conosciuto in Italia. Dopo l'80, anno in cui cessò definitivamente l'hobby fotografico a causa di alcuni scandali che si stavano creando per le giovani ragazze fotografate ora anche nude, si dedicò soltanto a scrivere: ancora testi di matematica, e favole, tra cui i racconti di "Silvy e Bruno", nelle quali, oltre all'elemento fantastico, trattò anche delle tematiche serie. Continuò a scrivere finchè morì nel 1898.

LEWISS CARROLL E LA FOTOGRAFIA:

Fra le sue varie qualità di artista, come fotografo, Lewis Carroll fu uno dei più grandi ritrattisti dell'Ottocento. Questa tendenza stilistica fu una delle prime dirette conseguenze dell'invenzione fotografica, che permise anche alle classi non agiate di potere avere ritrtatti di sè o della famiglia, prerogativa che prima d'allora era stata soltanto dei nobili.
Pur di avere un ritratto, le persone resistevano a ore e ore di stressanti sedute davanti all'obiettivo. In questo periodo, approfittando della nuova moda, molti fotografi cominciarono a imprimere la propria impronta in questo tipo di fotografie, cercando di trasmettere una determinata atmosfera, o di cogliere una certa interiorità dietro agli sguardi e ai gesti del soggetto da rappresentare.

A capo di questa tendenza, furono la fotografa Julia Margaret Cameron e Lewis Carroll. La prima, tendeva a immortalare giovani fanciulle, tra cui anche Alice Liddell, conferendo loro un'aria evanescente e poetica assimilabile a quelle del Preraffaelitismo.
Ugualmente, Carroll si concentrò sulle bambine, di cui realizzò tremila immagini scattate tra il 1856 e il 1880. Queste, che rimasero per lo più nascoste agli occhi del pubblico contemporaneo (probabilmente per lo scandalo che si stava creando attorno a lui) vennero riscoperte solo versò la metà del Novecento assieme al suo diario, grazie allo storico Helmut Gersheim. Carroll prediligeva le ambientazioni fiabesche, con tocchi malinconici . Anche per lui fu evidente l'influenza dei modelli pittorici prevalenti (è in questo periodo del resto che si afferma il pittoralismo in fotografia, ancora influenzata dalle arti tradizionali): le sue immagini sono contrassegnate da valori formali e visivi, dal gusto della messa in scena tipico di un'opera d'arte.

E' difficile tracciare un giudizio complessivo su Lewis Carroll, proprio quelli elementi di sacralità e di profanazione che caratterizzano la sua vita. Come è in realtà difficile analizzare Alice nel Paese delle Meraviglie: si tratta davvero di una favola? Sono diverse le teorie psicologiche che vogliono vedere significati chiaramente erotici dietro molte pagine di quest'opera amata dai bambini di tutto il mondo.

Personalmente credo che lo strano rapporto che lo legò alla sua eroina per tutta la vita sarebbe rimasto invariato anche se questa fosse stata una donna, o un ragazzo. Certo, che, a quel punto, non sarebbe stato creata una delle opere di narrativa più amate del mondo.

Maria Viteritti

Per approfondimenti sull'arte fotografica di Lewis Carroll:
C. Marra, f Alinovi, Fotografia: Illusione o rivelazione?, ed. Il Mulino, Bologna 1981
C. Marra, Origini e sviluppi della fotografia nell'Ottocento, ed.Lo Scarabeo, Bologna, 2001
H. Gernisheim Lewiss Carroll photografer, New York, 1969

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