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LA GUERRA DI TROIA TRA MITO E STORIA

UN VASO RINVENUTO NEL 1998 NEGLI SCAVI  DI  "TROIA"


Estensore: Prof. Giovanni de Sio Cesari
 ( www.giovannidesio.it

INTRODUZIONE AL PROBLEMA

Le leggende connesse alla guerra di Troia cantate parzialmente da Omero, hanno avuto una influenza enorme nella nostra civiltà: dal mondo greco sono passati nel mondo romano ( Cesare  si dichiarava discendente di Enea) e poi in quello medioevale, nel Rinascimento, nel neo-classicismo , nel Romanticismo fino a noi.

Fino agli anni '80 lo studio dell'Iliade e dell'Odissea  costituivano una delle basi fondamentali dello studio della nostra Scuola Media e tuttora costituiscono un patrimonio comune della civiltà occidentale.

Noi cercheremo, in questo articolo, di fare il punto sulla attuale situazione sugli studi storici connessi a queste antiche leggende: cosa c'è di vero, di storicamente accertato in questi antichi racconti? Gli elementi specifici (ratto di Elena, inganno del cavallo, ecc) sono chiaramente leggendari; ma è mai esistita veramente la guerra di Troia, è mai esistita veramente Troia?

GLI SCAVI

Nel 1870 Heinrich Schliemann,  seguendo alla lettera le descrizione dell'Iliade, fece degli scavi  su una collinetta sulla quale sorgeva il villaggio Turco di Hissarlick: trovò effettivamente una antica città;anzi trovò molti strati, ciascuno dei quali corrispondeva a una città. Non  ebbe nessun dubbio nell'identificare in una di essa la Troia omerica e, in una serie di oggetti ritrovati, il "tesoro di Priamo  (che asportò senza troppo formalizzare). Ma Schliemann non era un archeologo ma un ricco mercante con la passione dell'archeologia e soprattutto con il sogno, covato fin da giovane, di ritrovare la Troia cantata da Omero. Scavò in fretta e senza metodo, per cui molti elementi preziosi per identificare i reperti, andarono irrimediabilmente perduti.

Altri archeologi continuarono poi, con maggiore competenza, le ricerche e  ritennero di identificare la Troia omerica in un altro strato. Le ultime ricerche sono state eseguite, in questi anni, da una spedizione guidata dal prof.  Manfred Korfmann dell'università di Tubinga.

Ciò che si è accertato  è che il luogo è stato abitato  dalla preistoria (dal 3200 a.C.) fino ai nostri giorni. Si contano nove strati: periodicamente la città veniva distrutta, ma risorgeva dopo qualche tempo usando come fondamenta le rovine della precedente: si tratta di un  procedimento molto comune che ritroviamo un po' dappertutto. Evidentemente il sito era considerato particolarmente idoneo, trovandosi in un luogo elevato dominante l'importantissimo stretto dei Dardanelli (Ellesponto per i Greci).   

SI TRATTA DI TROIA ?

Ma è corretto identificare uno di questi strati, non importa ora quale, con la Troia omerica?
L'unico elemento che mette in relazione  gli scavi di Hissarlick  con Troia ,è soltanto il fatto che i primi si trovano proprio nel luogo indicato dall' Iliade. Per il resto le ricerche ci indicano soltanto un luogo abitato ininterrottamente  da più di 3000 anni, ma nulla ci dice che uno di queste città si chiamasse Troia ( o Ilio), o che fosse distrutta da una spedizione di Greci. L' identificazione, quindi, con Troia, non trova alcun riscontro obbiettivo, nessun elemento sia pur genericamente probante.

Nessuna iscrizione, nessun documento di nessuno dei popoli del Medio  Oriente  accenna, nemmeno vagamente, ai fatti narrati da Omero: nessun elemento storico quindi convalida le antiche leggende.

TROIA IN OMERO

Si noti poi, che nei poemi omerici vi è una contraddizione di fondo: Troia viene considerata città straniera, nemica,  contro la quale i Greci sono tutti alleati come di fronte a uno straniero. Tuttavia i Troiani sono descritti in tutto simili ai Greci: hanno in comune lingua, costumi, religione; né l'autore greco mostra di parteggiare per i Greci, che è cosa davvero singolare.

Non vi è quindi nessuna indicazione della effettiva consistenza di un tal nemico: se i fatti narrati da Omero fossero il ricordo, sia pure profondamente trasformato di un fatto effettivamente avvenuto, sarebbe rimasto in primo piano nell'immaginario collettivo la "alterità"! di questa città nemica e non ve n'è invece nessuna traccia.

 La identificazione di Troia, in fondo, ci è impossibile perché di essa le leggende non dicono nulla che ce  la possa fare identificare.

E' MAI ESISTITO OMERO ?

Di Omero abbiamo solo notizie vaghe, leggendarie  che ce lo presentano come un poeta cieco e ramingo: ma è esistito effettivamente una persona che ha scritto l'Iliade e  l'Odissea, comunque egli si chiamasse? Noi sappiamo che la redazione dell'Iliade e dell'Odissea che ci è pervenuta, fu messa per iscritto nel VI secolo a.C., molto tempo dopo, quindi, la loro effettiva compilazione.

Pure in questo caso, nessun elemento ci conferma la esistenza di un vero e proprio autore singolo: è molto probabile che in effetti  i canti fossero opera collettiva, di un gran numero di poeti vissuti in tempi e luoghi diversi e che tali canti fossero poi ridotti a unità nel momento in cui furono messi per iscritto.
 

ILIADE ED ODISSEA

Comunque, appare inverosimile che l'Iliade e l'Odissea siano opera dello stesso autore: infatti esse hanno  ben distinti per ispirazione, struttura e temi.

ISPIRAZIONE: l'arete (il modello di eccellenza) che ispira l'ILIADE è la gloria, il desiderio smoderato di compiere una grande impresa che possa lasciare il ricordo  ai posteri.
Nell'ODISSEA invece, il motivo dominante è il desiderio di tornare alla famiglia, agli affetti familiari, al focolare. Gli eroi dell'Iliade abbandonano la casa, la famiglia per la gloria; Ulisse invece vuole tornare alla famiglia, non gli interessa la gloria.

TEMI - L'Iliade è un insieme di battaglie intramezzate dal lutto per i caduti e dalla preparazione di altre battaglie. Nell'Odissea non vi sono vere e proprie battaglie ma è il racconto di viaggi, di avventure, di astuzie.
Alla fine, il sanguinoso scontro con i Proci, è una  vendetta (o giustizia) personale, non una battaglia fra eserciti schierati.

STRUTTURA - : L'Iliade appare chiaramente come un insieme di episodi diversi, messi poi insieme da una trama generale (l'ira di Achille): prevalgono personaggi diversi nei vari episodi. L'Odissea invece, ha una trama ben organica e un solo protagonista, Ulisse, intorno a cui tutto ruota: L'Iliade dà più l'idea di un insieme di canti collegati, l'Odissea pare invece opera di una sola persona.

MONDO CULTURALE: appare alquanto diverso nei due poemi, più primitivo e antico il primo, più civile e più recente il secondo. Si pensi per esempio alle divinità: nell'Iliade entrano direttamente in lotta, a volte anche fra di loro; nell'Odissea, la concezione si fa meno antropomorfa: intervengono sempre nelle vicende umane, ma con un maggiore distacco; non arrivano a colpirsi fra di loro materialmente. Anche il mondo sociale appare diverso: nell'Iliade conta solo il re; nell'Odissea vi è una maggiore comprensione per l'uomo comune, i Proci stessi appaiono come un freno o un tentativo di freno all'autorità dei re: passiamo cioè a un  ambiente più democratico.

GLI ACHEI

E' il termine proprio con cui sono designati i  Greci, in Omero. Chi erano? Nessun dubbio questa volta che essi siano veramente esistiti. Attualmente, generalmente vengono indicati con il termine di Micenei, dal nome della loro città più celebre, Micene appunto.

Si tratta di una prima ondata di invasori venuti dal nord,  che occuparono la Grecia e distrussero la civiltà cretese, già comunque messa in crisi forse da un grande terremoto. Essi non formarono un organismo politico unitario, ma si ressero in piccole città indipendenti, retti da re guerrieri, gli eroi omerici, appunto.

Dopo il 1000 a.C. questa civiltà decadde (si parla di medio evo ellenico) per l'arrivo di nuove ondate di invasori della stessa lingua e cultura, che costituirono poi la Grecia classica.

Gli Achei si ridussero, poi, solo in una piccola e montuosa parte del Peloponneso ed ebbero un posto insignificante nello svolgersi della civiltà greca.


Ecco cosa -oggi- è rimasto a Micene:


1) PALAZZO IMPERIALE - 2) TOMBA DI AGAMENNONE
3) PORTA DEI LEONI - 4) LE MURA - 5) FONTE PERSEIA - 6) TOMBA DI ATREO


I poemi omerici narrano, quindi, questo mondo che appena si distingueva come lingua e cultura dai Greci dell'età classica. In che misura poi i poemi omerici effettivamente rispecchiano  questa civiltà, non è facile dire. Un caso esemplare è quello dei carri da guerra: nei poemi omerici essi sono presentati, ma non ne viene compreso l'uso: i carri infatti , con due uomini a bordo, un auriga e un combattente, venivano  lanciati in formazione serrata , un po'come i carri armati moderni. Nell'Iliade (nell'Odissea non sono mai presenti) invece, essi hanno la singolare funzione di portare il combattente , l'eroe, sul campo di battaglia; questi poi scende e combatte a piedI, una specie di fanteria motorizzata, diremmo noi. In un solo caso invece (nello scontro fra Achille e Asteropeo), gli eroi combattono restando sul carro, senza peraltro comprendere l'uso in formazione.

E' da ritenersi che era rimasta nella memoria collettiva dei cantori una eco di una civiltà ormai tramontata, ma essa era commista a molte fraintendimenti e sovrapposizioni, per cui è difficile stabilire quanto  nei poemi omerici faccia riferimento alla reale civiltà Micenea. 

In generale diremmo che la civiltà Micenea fu molto più industriosa e pacifica di quanto appaia nell'Iliade e che il carattere puramente guerriero è tratto invece, proprio dalle nuove ondate di Greci che avevano distrutto quella civiltà.

Estensore: Prof. Giovanni de Sio Cesari
 ( www.giovannidesio.it

su questo tema vedi anche "TROIA: FRA LEGGENDA E ...FICTION" > >

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