TABELLA BATTAGLIE NELLA STORIA

BATTAGLIA DI BREITENFELD

Data: 17 SETTEMBRE 1631
Luogo: BREITENFELD (Piccolo centro della Germania)
Eserciti contro: SVEDESE-SASSONE e IMPERIALE
Contesto: GUERRA DEI TRENTANNI

Protagonisti:
GUSTAVO II ADOLFO (Re di Svezia)
GIOVANNI GIORGIO (Elettore di Sassonia)
JAN TSERCLAES TILLY (Comandante dell'esercito imperiale)
GOTTFRIED HEINRICH conte di PAPPENHEIM (Generale degli Imperiali)

La battaglia

La battaglia di Breitenfeld si inserisce nel contesto della guerra dei Trentanni, una guerra di religione, cattolici contro protestanti.

Gustavo II Adolfo re di Svezia, difensore della causa luterana, era sbarcato in Pomerania, Germania, il 26 giugno 1630, per sostenere la causa protestante dei principi tedeschi. Con sé aveva un esercito efficiente, numeroso e bene armato, e in breve tempo aveva costretto il duca di Pomerania ad unirsi a lui come alleato.

L'antefatto che porterà alla battaglia di Breitenfeld fu l'assedio e la presa di Magdeburgo, città strategicamente importante posta a difesa del passaggio sull'Elba, da parte delle truppe imperiali al comando del maresciallo Tilly. Durante questo assedio re Gustavo II aveva inviato in soccorso agli assediati il generale Dietrich von Falkenberg con un contingente di circa tremila soldati, che però non furono sufficienti a contenere l'attacco degli imperiali guidati dal braccio destro di Tilly, Pappenheim, che il 10 maggio 1631 conquistarono la città e per quattro giorni massacrarono i circa trentamila abitanti. Un inutile massacro, nel quale lo stesso Tilly dovette intervenire per salvare il salvabile e fermare quell'orrenda carneficina.

La notizia del massacro di Magdeburgo colpì molto Gustavo II Adolfo, il quale si rimproverava di non essere riuscito ad accorrere in tempo per salvare la città. Deciso a vendicare tutto questo, il re svedese, 1l 24 giugno 1631, lascia Spandau e con il suo esercito muove verso l'Elba.

Il fatto di Magdeburgo indusse il principe protestante Giovanni Giorgio, Elettore di Sassonia, a firmare, l'11 giugno 1631, un patto con Gustavo II Adolfo e schierarsi con lui.

Nella piana di fronte a Breitenfeld, piccolo centro della Germania, il 17 settembre 1631, si trovano schierati di fronte i due eserciti nemici.

Da una parte quello svedese-sassone, agli ordini del re di Svezia, con circa cinaquantamila uomini, dall'altra quello imperiale, al comando del maresciallo Jan Tilly, con circa quarantamila soldati. A fianco di Tilly, il generale Pappenheim, considerato ormai il "mostro di Magdeburgo".

Proprio quest'ultimo, commise l'imprudenza di lanciarsi all'attacco con la cavalleria, abbandonando le solide posizioni. Era quello che voleva Gustavo II, grande stratega a cui si doveva l'innovazione della guerra di movimento mediante l'utilizzo di truppe leggere e agili.

Il re svedese fece in modo che la carica della cavalleria imperiale si esaurisse e affidò il compito al suo generale Banèr di contenerla. Questi riuscì dapprima a bloccare i cavalieri imperiali e poi a respingerli.

Nel frattempo lo stesso Gustavo II, aggirando alle spalle le truppe di Tilly, riuscì ad impadronirsi dell'intera artiglieria nemica posizionata sulle alture circostanti e la puntò contro lo stesso esercito imperiale.

A questo punto, alla testa di quattromila cavalieri, il re svedese attaccò al fianco lo schieramento nemico. Pappenheim, ferito, cercò di portare soccorso alle fanterie che si stavano disunendo sotto l'urto del re. Ma ormai la brillante manovra del sovrano aveva risolto la battaglia.

Lo stesso maresciallo Tilly, che si stava battendo coraggiosamente malgrado i suoi settantadue anni, era rimasto ferito due volte.

L'esercito imperiale lasciò sul campo di battaglia circa dodicimila morti e aveva perduto venti cannoni. Dall'altra parte gli svedesi lamentarono solamente circa mille morti e duemila quelli sassoni.

Per il re di Svezia sembrava ora aperta la via di Vienna, ma egli non la seguì e si attestò a Francoforte.

Ecco come Golo Mann ricostruisce la battaglia di Breitenfeld nel libro "Wallenstein":

"...La battaglia ha un lento avvio, il mattino del 17 settembre, tra Duben e Lipsia, sul Breitenfeld, verso le due infuria appieno, per terminare con il buoi: quarantacinquemila svedesi e sassoni, quasi altrettanti bavaro-imperiali; ma settantacinque cannoni contro ventisei soltanto. Questi gli effettivi. I soldati di Tilly, in gran parte di Wallenstein, al comando degli ufficiali di Wallenstein, sono assai esperti nella guerra; i sassoni, reclutati da poco, non conoscono il mestiere, benchè il loro comandante, Arnim, pretenda di saperlo. Inoltre gli imperiali hanno alle spalle la protezione della grande città di Lipsia, e il sole e il vento: una situazione favorevole. Alla sera i pretesi vantaggi sono svaniti, le truppe di Tilly sono in rotta, prigioniere o uccise; circa diecimila i superstiti. Gli svedesi catturano tutta l'artiglieria nemica, le munizioni, la cassa di guerra e gli stendardi. Grosso modo è successo questo: Pappenheim si spiega verso sinistra con la cavalleria, per avvolgere alle ali il fronte nemico, che ha aperto una conversione a destra, ma così si allontana troppo dal centro del suo fronte e dalla riserva; viene quindi sopraffatto dal "secondo attacco" di Gustavo Adolfo. Tilly con le sue "fortezze di marcia" mette in rotta il quadrato dei "Terzios", cioè i sassoni, ala sinistra dell'avversario, ma così apre il suo centro, in modo che le più mobili brigate svedesi lo assalgono di fianco, con i moschettieri e l'artiglieria leggera, che ha un gioco fin troppo facile con le masse serrate e le squadre di cavalleria, che arrivano da tutte le parti, condotte con perfetta sicurezza contro i goffi giganti, impotenti nella difesa".


( a cura di ENNIO DALMAGGIONI )
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Bibliografia: “MILES” - Fabbri Editori - fondamentale.
"Storia Universale Marmocchi" - SEI Ed. 1855 
" Storia Universale Cambridge" - Garzanti Editori
"Grande storia Universale"-  Curcio Editore
Istoria dell'Antica Grecia e Romana, Conti Ed. 1822.
“Storia d'Italia” - Montanelli - Fabbri Editori.


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