< prosecuzione  DALL' ONU ALLA UE

GLI ANNI CINQUANTA

VERSO L'EUROPA ?

OECE - UEP - CECA - UEO - EURATOM - CED - CEE 

(vedi qui ampia documentazione sul "Piano Marshall" Europeo)

Uno degli organi che differenziano le Nazioni Unite dalla Società delle Nazioni è il consiglio economico e sociale, che, al fine di compiere indagini approfondite circa i problemi concernenti le varie parti del mondo, ha costituito alcune commissioni economiche regionali. Quella relativa all'Europa fu istituita nel maggio 1946 dall'assemblea generale e cominciò a funzionare a Ginevra l'anno successivo. La Commissione si è articolata in vari comitati, dei quali alcuni si sono suddivisi a loro volta in sottocomitati e gruppi di lavoro. I risultati sono stati giudicati in complesso alquanto accademici.

l'OECE ( Organizzazione Europea di Cooperazione Economica )

All'indomani della seconda guerra mondiale, la situazione economica e politica dell'Europa era grave. Gli Stati Uniti se ne resero conto e compiendo un gesto ispirato a generosità e a lungimiranza politica - oltre che economica- si offrirono di intervenire con il massiccio contributo della loro economia e della loro industria; in espansione con la guerra, ma proprio per questo dopo la fine del conflitto il proprio mercato dei consumi era troppo ristretto rispetto alla opulenta produzione.

Il 16 aprile 1948 fu conclusa una convenzione che fondava l'OECE organizzazione comprendente quasi tutti i Paesi occidentali (16). Gli Stati Uniti e il Canadà, pur non essendone membri fu furono ammessi in qualità di associati. Gli stati membri si erano impegnati a 
"congiungere i loro sforzi economici, a intendersi circa l'utilizzazione delle loro capacità e risorse particolari, ad aumentare le loro risorse, a sviluppare e a modernizzare i loro impianti industriali ed agricoli, ad accrescere i loro commerci, a ridurre progressivamente gli ostacoli all'interscambio, a favorire il pieno impiego della mano d'opera, a restaurare o a mantenere la stabilità delle loro economie, e la fiducia nelle loro monete nazionali."

Previsto per un perido di quattro anni, cioè fino al 30 giugno 1952, l'aiuto americanO in Europa (detto anche PIANO MARSHALL) fu successivamente prorogato sotto forma di commesse militari.
La strutture dell'OECE si fondava su un consiglio comprendente i delegati di ciascun stato membro e su un Comitato Esecutivo avente funzioni direttive che si riuniva con periodicità più frequente del Consiglio. Con la successiva adesione degli Stati Uniti e del Canadà l'OECE ha poi assunto la sigla di OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)

La UEP ( Unione Europea dei Pagamenti)

Nel dopoguerra quasi tutti gli stati si erano trovati in gravi difficoltà per pareggiare le bilance dei pagamenti. Si era inoltre creato un grave disordine nei rapporti economici tra i diversi stati, retti, in genere, da accordi bilaterali di compensazione. A questa situazione confusa l''Unione Europea dei Pagamenti (UEP), organismo specializzato dell'OECE, ha sostituito un sistema fondato su un meccanismo permanente di compensazioni multilaterali, in virtù del quale ogni stato regola con gli altri le sue posizioni debitorie e creditorie. Nei confronti dell'Unione i paesi creditori furono favorevoli al suo scioglimento e al ritorno alla convertibilità delle monete, mentre i governi dei Paesi debitori insistevano per il suo mantenimento. In complesso l'Unione ha rappresentato un esperimento riuscito di collaborazione europea su base intergovernativa.

La CECA ( Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio)

La CECA è il primo riuscito esperimento per sottrarre un settore economico alla competenza degli stati, sottoponendolo ad una autorità sopranazionale. Nel 1950 il Ministro degli Esteri francese aveva proposto di "porre l'insieme della produzione franco-tedesca del carbone e dell'acciaio sotto un'Alta Autorità comune, in un'organizzazione aperta alla partecipazione degli altri paesi d'Europa. SCHUMANN intendeva così risolvere il contrasto franco-tedesco proprio in uno dei settori che negli ultimi decenni si era rivelato come fondamentale elemento di rivalità: l'industria pesante.
Caratteristica fondamentale della nuova istituzione fu la sopranazionalità. Esisteva cioè un organo esecutivo, che, entro i confini fissati dal trattato, poteva prendere alcune decisioni e pretenderne l'applicazione, anche  da parte degli stati membri che non fossero consenzienti con la decisione medesima. Organi della Comunità: l'Alta Autorità, l'Assemblea Parlamentare Europea, il Comitato consultivo, Il Consiglio e la Corte di Giustizia.

La Comunità aveva la funzione di "contribuire in armonia con l'economia degli Stati membri e mediante la istituzione di un mercato comune nelle condizioni stabilite dall'art, 4, all'espansione economica, all'incremento dell'occupazione ed elevazione del livello di vita negli Stati membri".

La CED (Presentata al Parlamento francese (Piamo Pleven) nell'ottobre del 1950  dopo contrasti e diverse insabbiature, l'Assemblea Nazionale Francese il 30 agosto 1954 la respinse.

La CED fu il primo tentativo, fallito, di porre termine al contrasto franco tedesco, anche in campo militare. La proposta era per una integrazione politica dell'Europa e costituzione di un'Assemblea per l'elaborazione del progetto di Comunità Politica.
Allo scoppio della guerra fredda, gli Stati Uniti si fecero assertori del riarmo tedesco, ma tale progetto incontrava la resistenza della Francia. Questa, tramite il ministro Pleven presentò una controproposta, nella quale si suggeriva la costituzione di una Comunità europea a carattere sopranazionale in cui i contingenti tedeschi fossero inquadrati insieme a quelli di altri paesi. La proposta accolta negli Stati Uniti con scetticismo fu recepita in seguito con maggior favore, cosicchè la sua realizzazione divenne ben presto uno dei punti fermi della politica americana. La struttura della nuova Comunità ricalcava quella della Ceca ed i suoi scopi erano unicamente difensivi: ogni aggressione armata in Europa contro qualsiasi degli stati membri era considerata come diretta contro tutti gli altri. Tuttavia il trattato non fu ratificato per l'opposizione francese.

La UEO ( Unione Europea Occidentale )

 Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna compresero che il voto francese aveva modificato i termini del problema, e che sarebbe stato impossibile associare la Germania al riarmo occidentale seguendo gli schemi europeistici. Si doveva ricorrere alla formula tradizionale, che non richiedeva agli stati membri nessuna rinuncia alla sovranità. Così con le conferenze di Londra e di Parigi del 1954 si restituiva la sovranità alla Germania, la si ammetteva insieme all'Italia nel Patto di Bruxelles, che in conseguenza prendeva il nome di UEO (Unione Europea Occidentale), e la si associava alla NATO.

Verso il MERCATO COMUNE EUROPEO

La Costituzione dell'UEO aveva contribuito al rafforzamento psicologico e materiale dell'occidente, ma aveva impostato un nuovo grave problema, quello del riarmo tedesco. Le garanzie e limitazioni poste dall'Ueo sembravano ora piccola cosa rispetto a un paese in piena fase espansiva. Agli stati del Benelux (Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo) si poneva quindi il problema di trovare un'altra forma d'integrazione. Non rimaneva aperto che il settore economico, essendo impossibile e inutile prendere iniziative nel campo militare e politico. Nell'incontro (Conferenza) di Messina del 1955 venne effettuata l'operazione chiamata rilancio europeo:  i paesi del Benelux presentarono un memorandum relativo all costituzione di un mercato comune, in cui si esaminavano le possibili tappe dell'integrazione europea sostenendo che essa poteva estendersi, tra l'altro, ai trasporti, all'energia in genere e a quella atomica in particolare. Il mercato comune doveva essere realizzato attraverso un'autorità avente il compito di studiare: la procedura e il ritmo di soppressione degli ostacoli ai liberi traffici tra gli stati membri; le misure per le politiche finanziarie, economiche e sociali; un sistema di clausole di garanzia; la costituzione di un fondo di aggiustamento per le industrie danneggiate dal processo di unificazione.
In campo sociale il Benelux riteneva indispensabile l'adeguamento progressivo delle norme vigenti nei vari stati, specie di quelle regolanti la durata del lavoro, la renumerazione delle ore straordinarie e il pagamento delle ferie. Il memorandum terminava suggerendo che si indicesse una conferenza internazionale. La Comunità Economica e la Comunita dell'Energia Atomica entrarono in vigore il 1 gennaio 1958, dopo oltre un anno e mezzo di negoziati.

Il trattato della Comunità, derivato dal RAPPORTO SPAAK e dalla successiva rielaborazione, si fonda sui seguenti principi: 1) Lo stabilimento di condizioni normali di concorrenza all'interno della Comunità, dirette ad abolire la protezione di cui godono alcuni settori industriali e agricoli; 2) L'adozione di speciali procedure dirette, in vista delle finalità di cui al punto precdente, a limitare gli interventi degli stati membri, e as eliminare le esistenti situazioni di monopolio; 3) La messa in comune delle nuove e vecchie risorse economiche, attraverso l'impiego del potenziale umano attualmente inutilizzato e la valorizzazione delle sone sottosviluppate; 4) favorire, mediante aiuti concreti, il reinserimento nel ciclo produttivo delle imprese e della mano d'opera, la cui attività sia stata danneggiata dal Mercato Comune.

Oltre ai principi, si afferma: "La costituzione del Mercato Comune si fonda su taluni capisaldi, che l'esperienza fa ritenere di probabile realizzazione, salvo che non si manifestano turbative. Innanzi tutto, l'allargamento del mercato dovrebbe condurre a una concentrazione delle imprese e contemporaneamente dovrebbe manifestarsi una espansione prodotta dalla concorrenza, con conseguente riduzione dei prezzi. Inoltre, sul piano tecnico-scientifico, la Comunità dovrebbe portare ad una concentrazione di mezzi ed intenti, con la relativa elevazione del livello della produzione e la semplificazione dei metodi industriali. Poi il Mercato Comune dovrebbe realizzare la libera circolazione delle merci, dei capitali, dei servizi e della mano d'opera. Infine dovrebbe promuovere lo sviluppo delle zone depresse esistenti nei sei stati membri".

1956 - 11 febbraio - I ministri degli esteri dei Paesi della CECA iniziano ad esaminare il rapporto Spaak riguardante un coordinamento economico dei vari settori; in primo piano quello   che concerne il campo dell'energia atomica. Il 21 aprile, il "COMITATO SPAAK" termina i lavori con un rapporto che prevede la creazione della CEE (Comunità Economica Europea) e di una Comunità dell'Energia Atomica. Il 29-30 maggio a Venezia la riunione dei ministri degli esteri della CECA, approvano il rapporto. Il 26 giugno  a Bruxelles iniziano i lavori per la costituzione della CEE e dell'EURATOM.

1957 - 25 marzo - A Roma i sei Stati della CECA sottoscrivono IL "TRATTATO DI ROMA", da cui nascono la CEE e l' EURATOM. L' Assemblea parlamentare delle comunita' europee diventa Parlamento europeo e vede rafforzato il suo ruolo consultivo. I suoi membri aumentano a 142, tutti delegati dai rispettivi Parlamenti nazionali.

1961 - 10 Agosto - Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca presentano domanda per entrare nella CEE

1968 - Entrano in funzione in base al Trattato di Roma, con largo anticipo l'"UNIONE DOGANALE" tra i Paesi della CEE e la tariffa doganale esterna comune.

Fra gli analisti ci sono i favorevoli e gli sfavorevoli. Motivi: queste due comunità la Cee e l'Euratom (insieme alla Ceca)  accrescendo progressivamente le loro attribuzioni, ridurranno la condizione dei membri a quella di stati partecipanti a formazioni a carattere federativo di nuovo tipo. E non c'è dubbio che l'attribuire ad organi di Comunità sopranazionale funzioni esclusive dello Stato, rappresenta una forma di rinuncia, almeno parziale, alla sovranità.

Tra sfavorevoli e favorevoli, non fanno previsioni sul modo in cui il tanto desiderato processo di unificazione politica potrà compiersi. Basti dire che nei trattati di Roma questo sviluppo tra gli stati (nonostante le diversità, i passati contrasti e gli assillanti problemi)  è quasi presupposto.
La speranza di tutti è che questa Piccola Europa (a Roma erano 6 i Paesi), il giorno in cui avrà consolidato le proprie strutture, eserciterà una notevole influenza sugli altri stati del continente. 

Insomma si hanno tutte le ragioni per credere che l'integrazione economica raggiunta mediante la Comunità troverà il suo completamento nell'unità politica, cioè nella costituzione di uno stato a base federativa, capace di ridare alla nazione europea e al suo popolo il prestigio e la sicurezza che il passato e l'avvenire presuppone.

 

e vedi anche tutte le date CRONO EUROPA fino al 1999


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