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CRONOLOGIA

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E PAESI

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1830 170 ANNI FA - 
I Personaggi politici di questo periodo  LA CARBONERIA 

*** RIVOLUZIONE LIBERALE IN FRANCIA e nei PAESI BASSI
*** FERMENTI E NUOVE IDEE RIVOLUZIONARIE IN ITALIA
*** MAZZINI - CIRO MENOTTI - FILOTETE - BUONARROTI
*** SCONVOLGIMENTI IN AMERICA LATINA
*** E LA POLONIA?  ABBANDONATA ! RUSSIFICATA!

 una panoramica generale sull'intero anno

Un anno di fermenti liberali in tutta Europa. Manifestazioni studentesche, ma anche di popolo, si svolgono un po' ovunque subito dopo i moti rivoluzionari liberali francesi scoppiati a Parigi il 27-30 luglio.
Pochi giorni prima, il 25 luglio, CARLO X, re di Francia, rispondendo alla nuova sessione parlamentare con lui in disaccordo fin dall'apertura della nuova Camera avvenuta il 18 marzo, con toni minacciosi, aveva emesso le "Quattro ordinanze", con le quali restringeva il diritto di voto, annullava la libertà di stampa, scioglieva il Parlamento appena costituito e  indiceva nuove elezioni con il suo autoritario nuovo regolamento elettorale.

I Francesi il 27 luglio insorsero, e questa volta non solo gli studenti ma il popolo, fra cui prevalgono gli operai, di sentimenti repubblicani. Prese le armi i ribelli assalirono e s'impadronirono dell'Hotel de Ville (il municipio). Temendo il peggio, una nuova Bastiglia, un'altra incontrollata rivoluzione,  i deputati liberali rivolsero allora un appello a Luigi Filippo, duca di Orleans , di dare vita a una monarchia costituzionale. Il 9 agosto, esautorato Carlo X,  Filippo dopo aver accettato il mandato, salito al potere (con l'appoggio anche della nuova borghesia liberale) pur rimettendo  in vigore la vecchia Costituzione del 1914, qualcosa fa cambiare: mette fine a quel sistema politico a Vienna  perfezionato (ma anche imposto un po' a tutti) dagli austriaci. 
La Francia infatti - rompendo i patti -  proclama il "non intervento" a fianco delle grandi potenze, e dichiara inoltre - per essere ancora più precisa  e rialzando la testa come ispiratrice e promotrice dei Diritti dell'Uomo-  che si opporrà a qualunque tentativo da parte delle stesse potenze qualora una di esse  fuori dai propri confini intervenga militarmente per reprimere moti indipendentisti di altri paesi.

Ma la Francia predica bene ma razzola male. I francesi anche loro vanno a caccia di colonie; stanno assediando paesi che sono da secoli indipendenti,  hanno un proprio sovrano, e hanno finora goduto la loro libertà; ancora  arcaica ma non soggetta a ipocrite regole imperialistiche occidentali.  La Francia infatti sta assediando quest'anno a colpi di cannone il   mite Madagascar per impossessarsene, sta conquistando con la forza l'Algeria, sta iniziando un periodo di colonizzazione forzata in Africa e in Asia, e  continuerà a farlo (in competizione con Inghilterra e l'Italia) nel  periodo pre e post hitleriano-mussoliniano, fino al 1940.

Comunque appena diffuso quel proclama francese "garantista", ne approfitta subito  il Belgio. Il 25 agosto scoppia l'insurrezione popolare francofona dei Paesi Bassi. Dopo violenti combattimenti con le truppe  olandesi degli Orange-Nassau, il 4 ottobre il Belgio proclama l' indipendenza delle terre fiamminghe. Londra subito dopo una conferenza gli riconosce l'indipendenza  e dichiara  lo scioglimento del Regno dei Paesi Bassi.
Conseguenze anche in Germania. In settembre moti popolari liberali scoppiano nel Braunschweig, in Sassonia e nell'Assia. La Prussia, per  prevenire le agitazioni introduce subito alcune riforme.
A Novembre, l'esempio parigino e dei belgi viene seguito dai polacchi con una insurrezione popolare che riesce a costituire un provvisorio governo rivoluzionario.

Questi successi, queste spinte dei movimenti liberali indipendentistici,  fanno riesplodere i fermenti anche in Italia. Sulla moda francese riappaiono le coccarde tricolori.  Si riaprono nuove prospettive rivoluzionarie e si riannodano le trame delle sette negli ultimi anni disorganizzate e frammentate.  In una di queste,  nella carboneria romana, in una trama cospirativa che vorrebbe liberarsi dello Stato Pontificio, viene coinvolto il principe LUIGI NAPOLEONE BONAPARTE, il futuro (poi vontagabbana) NAPOLEONE III. I cospiratori vengono scoperti tramite un traditore delatore; sono così arrestati e il principe coinvolto - anche se non era lui il promotore della congiura - espulso dallo Stato Pontificio.

Altro grande progetto rivoluzionario  verso la fine dell'anno a  Modena, di CIRO MENOTTI, che riesce a organizzare anche lui una manifestazione sovversiva;  appoggiando però lo stesso duca di Modena FRANCESCO IV (un Asburgo e  sposo di una Savoia, Beatrice) che nella sua doppiezza (nei confronti della sua dinastia e con i parenti sabaudi) fa capire di nutrire ambizioni nel voler costituire un Regno d'Italia indipendente dall'Austria e svincolato dalla Chiesa. Menotti ha quindi intenzione (sostenuto da un ambiguo Misley, un uomo di fiducia di Francesco) di affidare al duca il ruolo guida della rivoluzione per poi creare con lui  una monarchia costituzionale. Purtroppo Francesco IV finge di assecondare Menotti  solo per ottenere informazioni sui preparativi rivoluzionari e avere i nomi e le mosse dei vari congiurati. Il prossimo anno, allo scoccare dell'ora decisiva della ribellione, farà scattare il piano antisovversivo, butterà la sua "rete" nella sede operativa della rivoluzione,  farà arrestare tutti i capi rivoluzionari al completo e  lo stesso Ciro Menotti, che finirà poi impiccato.

Nel panorama dei vari progetti rivoluzionari, si inserisce poi la proposta di ANDROFILO FILOTEO (un anonimo autore che fece stampare e distribuire clandestinamente quest'anno un diffusissimo bizzarro "rivoluzionario" Catechismo, "ad uso degli italiani tutti", utenti di bettole o abitanti di palazzi, atei o seminaristi. Il decalogo divise e creò alcune perplessità tra i liberali: se fare una rivoluzione repubblicana (come quella progettata dai carbonari bonapartisti), oppure battersi per una monarchia costituzionale; che era poi la rivoluzione  pianificata da Menotti, con una "monarchia rappresentativa", con Roma capitale e con un sovrano scelto da un congresso nazionale.
Filoteo nel suo progetto combatte la dominazione austriaca, avversa il potere temporale della Chiesa ("al  Papa gli lasceremo solo San Pietro") e propone anche lui un nuovo regno d'Italia con un'assemblea costituente di deputati delle varie province e un governo con una costituzione liberale. Ma per il vertice, Filoteo indica un monarca sabaudo e non come  Menotti che vuol offrire la guida al poco affidabile duca di Modena Francesco IV.
(tradire Menotti fu una sua occasione perduta, lasciata in mano ai Savoia).

Infatti, affermava Filoteo,  a prendere l' iniziativa, a cacciare gli austriaci, a riprendersi il Lombardo-Veneto, i ducati centrali, lo Stato Pontificio, a togliere il potere temporale al Papa, e a fare l'Italia, doveva essere  compito di un Savoia (i fatti in seguito, con molto ritardo, si svolgeranno proprio come li ha suggeriti l'anonimo Filoteo. Purtroppo i Savoia (o meglio Carlo Alberto, che inizierà a regnare dal prossimo anno dopo la morte di Carlo Felice) tentenneranno (con molte ambiguità) venti anni, fino al 1848, con molto ritardo, poco convinti e alla fine con un esito quasi fallimentare nella Prima Guerra d'Indipendenza, con la catastrofica sconfitta di Novara, a Custoza, nonostante gli austriaci di Radezcky quasi spacciati.

Confusione e altre peplessità dentro le sette  anche con il giovane GIUSEPPE MAZZINI - che pur affiliato  alla carboneria nel 1827 (a 22 anni), non ha mai cessato di criticarla, e si é spinto, insieme ad alcuni coetanei, a una riflessione originale sulle cause che rendano impossibile l'unificazione del paese. Ora le sue critiche  quest'anno le va affermando a chiare lettere: "La carboneria é un vasto e potente corpo ma senza capo, chiusa in una cerchia di pochi iniziati, senza un programma, senza l'esigenza di rendere partecipe il popolo, quindi incapace di riuscire a creare una coscienza nazionale di massa".
Il prossimo anno, in agosto, scriverà il documento programmatico della sua nuova associazione: la Giovine Italia, a carattere repubblicano, nazionale unitario e democratico, che si differenzia dalle sette carbonare per la chiarezza del disegno politico, noto a tutti gli aderenti. E naturalmente non ignorato dai governanti reazionari molto attenti a questo giovane neolaureato in giurisprudenza, che sta sfornando articoli sui giornali con i suoi primi saggi letterari  impregnando le righe  con forti sentimenti romantici e patriottici. Ritenuti pericolosi
Infatti, fin da febbraio (quindi molto prima dei moti parigini) il foglio che pubblica i suoi articoli - L'indicatore livornese - segue la stessa sorte del precedente Indicatore genovese, fatto chiudere il primo gennaio dello scorso anno, dal governo sabaudo sardo . Anche a Livorno il governo toscano  - anche se più liberale dei Savoia - ne fa cessare la pubblicazione proprio per un articolo di Mazzini giudicato sovversivo e  pericoloso. Mazzini  rientrato poi a Genova,  con i moti rivoluzionari francesi di agosto in pieno svolgimento, i gendarmi  sabaudi  pagando un delatore riescono ad arrestarlo insieme ad altri carbonari. Lo processano per cospirazione politica e  Mazzini finisce  carcerato nel forte di Savona fino al gennaio del prossimo anno, quando poi verrà liberato, sarà bandito dal regno sabaudo, esiliato in Francia, a Marsiglia.

Dopo i moti di Parigi, se è molto forte la spinta rivoluzionaria che si riscontra in tutte le sette cospirative organizzate in Italia o formate all'estero dai patrioti esuli, non è inferiore la forte tensione che si riscontra dentro i vari governi  della penisola. S'intensifica la repressione, i controlli sono ancora più severi, e sono decretate altre plateali condanne a morte nel Regno borbonico delle Due Sicilie; mentre lo Stato Pontificio, nella oppressa  Emilia, temendo infiltrazioni  di studenti con ideologie rivoluzionarie dentro le università, vieta l'iscrizione a chi non è cattolico e "notoriamente devoto".

Nel corso dell'anno - l'8 novembre - muore a Napoli FRANCESCO I di Borbone; gli succede il figlio FERDINANDO II.
Pochi giorni dopo - il 30 novembre - muore pure papa PIO VIII, appena eletto lo scorso 31 marzo 1829. Segue un lungo e difficile conclave (64 giorni di sede vacante), fino al 2 FEBBRAIO del prossimo anno, quando verrà poi eletto papa GREGORIO XVI, il bellunese MAURO CAPPELLARI. Una elezione sollecitata in gran furia (dagli austriaci - forse scegliendo anche l'uomo) visto che per il 3 FEBBRAIO sono previste rivolte in varie parti d'Italia, ma soprattutto moti liberali nei ducati di Modena, Parma e nello Stato Pontificio.
A guidare però lo Stato della Chiesa (questo fin dalla elezione di Pio VIII)  è il  segretario di Stato cardinale GIUSEPPE ALBANI.  E' lui a gestire la  dura repressione nel periodo vacante,  e a farla severissima  il prossimo anno quando scoppieranno i tanti "temporali" rivoluzionari in Romagna e nella stessa Roma.

RIEPILOGO DEI   FATTI  IN CRONO

17 APRILE - Il duca FRANCESCO IV di Modena prende possesso anche del piccolo ducato di Massa e di Carrara dopo la scomparsa di sua madre Maria Beatrice d'Este.

16 MAGGIO - A Palermo la giustizia borbonica non perdona il sacerdote FILIPPO BARTOLOMEO e FRANCESCO SABATELLI. Per cospirazione contro lo Stato Regno delle Due Sicilie, sono condannati e fatti salire sul patibolo. Lo spettacolo é pubblico!

1 AGOSTO - Dalla fortezza dello Spielberg in Moravia, vengono graziati dall'imperatore austriaco e liberati (dopo dieci anni di prigionia) SILVIO PELLICO, PIETRO MARONCELLI e ANDREA TONELLI. Rientrati in Italia, Maroncelli si trasferirà prima in Francia (1832), poi in America (1833), mentre Silvio Pellico  tornato a Torino é assunto come bibliotecario dai marchesi di Barolo e riprende l'attività di scrittore. Essenzialmente la sua fortuna letteraria é  il libro Le mie prigioni: Pellico rievoca, con un forte  misticismo religioso,  la sua prigionia in forma di memoriale, ma nello stesso tempo lo imposta - rievocando  il duro regime carcerario austriaco - come un atto d'accusa che si trasforma (nel clima repressivo di questi anni) in una vera e propria opera di propaganda antiaustriaca. Metternich lo definì "un libro  di preghiere con dentro tante calunnie, comunque più dannoso all'Austria di una battaglia perduta".
In effetti, nel clima repressivo di questi anni 1831 e '32 (il libro esce  nel '32) le memorie di Pellico diventano una bandiera degli italiani antiaustriaci.

7-8 AGOSTO - Arrivano dalla Francia le prime notizie delle rivolte studentesche scoppiate il 27-30 luglio che hanno ottenuto un successo con la salita al trono del liberale Luigi Filippo. Giubilo in molte città italiane, con numerose manifestazioni che inneggiano alle stesse libertà ottenute dai francesi, e, come a Parigi, iniziano a girare in Italia, a Ferrara, le coccarde del tricolore francese, ma sostituendo il blu con il verde (nasce così la bandiera italiana).

28 AGOSTO - Nel clima rivoluzionario - che sta nuovamente aprendo in Italia nuove prospettive alle sette - temendo le emulazioni parigine la repressione dei governi dei vari regni e ducati, si fa più dura. I controlli pure. Gli inviti alla delazione sono strapagati. GIUSEPPE MAZZINI a Genova è appunto una delle tante vittime di un delatore. Arrestato e processato per i suoi precedenti scritti reazionari (su l' Indicatore genovese)  finisce nella fortezza di Savona. Liberato poi nel prossimo gennaio, espulso, a Marsiglia lo aspetta l'esilio.

10 SETTEMBRE - Dall'esilio invece, incontri segreti si svolgono tra il principe LUIGI NAPOLEONE BONAPARTE e la carboneria  romana. Si sta studiando la possibilità di fare anche in Italia una rivoluzione, offrendo il futuro regno d'Italia -  repubblicano - proprio al principe, già chiamato  Napoleone III (é figlio del fratello di Napoleone).  A Roma  indiscrezioni (tramite infiltrati delatori) raggiungono i governanti papalini. La trama viene scoperta, arrestati i cospiratori, mentre Napoleone  viene espulso dallo Stato Pontificie e si rifugia in Toscana.

20 SETTEMBRE - Sempre dall'esilio degli esuli,  FILIPPO BUONARROTI,  a Parigi, anche lui sta progettando una rivoluzione italiana interamente repubblicana. Di sovrani non ne vuol sapere, né vuole scendere a compromessi con loro. Insiste di lottare insieme al popolo per costituire una  repubblica tutta democratica.

1 NOVEMBRE - Diversa la situazione a Modena. CIRO MENOTTI assume la direzione della sua progettata rivoluzione. E' riuscito ad organizzare una serie di comitati insurrezionali in varie città e crede nell' appoggio di FRANCESCO IV. Il suo programma insurrezionale mira infatti a creare un Regno d'Italia sotto il governo di una  monarchia rappresentativa. Non ha nemmeno messo minimamente in conto il diabolico tradimento di Francesco. Pagherà con la vita questa imprudenza e farà fallire l'intera insurrezione.

3 NOVEMBRE - Sotto la spinta rivoluzionaria, che vuole emulare Parigi, lo Stato Pontificio prende severe misure repressive. Ma anche preventive. Nelle università per isolare i simpatizzanti liberali si concedono le iscrizioni solo agli studenti che sono di religione cattolica.

Ma l'anno si chiude con molti interrogativi. Quando e dove scoppierà la rivoluzione, che è ormai nell'aria. Fra l'altro con la morte di PIO VIII, avvenuta il 30 novembre, il conclave - fra mille veti politici esterni - non ha ancora eletto nessun papa. Così  la fine dell'anno si chiude con il soglio pontificio vuoto (lo sarà per l'intero prossimo gennaio).
Brutto presagio per la Chiesa, e incoraggiamento ad agire dei rivoluzionari.

ALTRI FATTI INTERNAZIONALI

*** """ POLONIA: La Polonia era stata spartita tra Prussia, Austria e Russia alla fine del XVIII° secolo. Dopo le guerre napoleoniche gran parte della Polonia si trovava sotto il dominio russo. Lo Zar Alessandro I aveva dato alla Polonia uno statuto autonomo con una costituzione autonoma progettata da Czartoryski. Purtroppo il nuovo Zar Nicola I, succeduto al fratello Alessandro dopo la sua misteriosa morte nel 1825, non era uno spirito liberale e finisce per snaturare la costituzione polacca. Di fronte alla possibilità che reparti polacchi possano essere inviati contro i rivoluzionari francesi e belgi scoppia nel 1830 un'insurrezione a Varsavia. Il governatore russo, il granduca Costantino, fratello dello Zar, fugge ed il Principe Czartoryski forma un governo nazionale. Il Parlamento autonomo polacco dichiara decaduta la dinastia russa. In tutta Europa nasce da questo momento un forte sentimento di solidarietà per la Polonia oppressa dai Russi. 
Il pianista CHOPIN è uno dei massimi interpreti del sentimento nazionale polacco. Nonostante la forte e nutrita solidarietà nessun governo liberale europeo interviene a sostegno dei Polacchi. Dopo qualche successo iniziale le truppe polacche vengono sconfitte a Grochow dal generale russo Diebic ed a Ostrolenka dal generale Paskjevic che conquista Varsavia e diventa il nuovo governatore della Polonia. Egli procede a punire i Polacchi per la loro insurrezione. Ogni autonomia viene abolita e viene intrapresa una spietata opera di russificazione. Lo Statuto Organico del 1832 fa della Polonia una qualsiasi provincia russa. Migliaia di combattenti polacchi per la libertà scappano all'estero, principalmente a Parigi. Questi esuli sono divisi in due partiti: i Bianchi o aristocratici guidati da Czartoryski ed i Rossi o democratici guidati da Lelewel che prendono parte o promuovono ogni movimento insurrezionale. L'ultima vestigia dell'indipendenza polacca, la Repubblica di Cracovia, viene soppressa con un pretesto nel 1846. (By: Pier Paolo Chiapponi) """

*** INGHILTERRA: Gravi disordini avvengono in Inghilterra dopo l'introduzione intensiva delle macchine. I telai e i filatoi a Manchester e le trebbiatrici nei campi tolgono continuamente il lavoro agli operai.   Inferociti dalla fame, si formano bande armate di disperati, che distruggono con assalti alle officine, ogni cosa. Seguono drammatici scioperi in tutto il paese con l'intervento dell'esercito per difendere gli stabilimenti d'avanguardia. Il governo, questa volta appoggiato anche dalla nuova borghesia produttiva liberale, nel compiere una dura repressione, così si giustifica: "dobbiamo salvaguardare il "nuovo" patrimonio produttivo inglese!!"

E' il primo sciopero storico, la prima lotta di classe (ancora disorganizzata, impulsiva, quasi disperata) del proletariato, che sta vivendo un periodo di squallore inumano sia dentro le "nuove officine" sia sui marciapiedi dopo aver perso il posto di lavoro in quelle vecchie. Le loro donne, non meno disperate, scendono anche loro in piazza, e  fanno la prima "espropriazione" della storia moderna assaltando i negozi e i magazzini alimentari.
Si convincono in molti che essere solidali si riesce forse a spuntare qualcosa; si creano quindi le prime cellule di quelle che diventeranno le Trade Union Sindacati,   che divenute forti,  inizieranno a ottenere alcune conquiste nel sociale, fra alcuni anni, a partire dal 1838.

*** Negli U.S.A viene votata la Legge che CONFINA GLI INDIANI NELLE RISERVE.
"sono degli ubriaconi, devono essere allontanati dalla società civile". Ma gli indiani, prima non conoscevano affatto l'alcool. Gli venne offerto  in gran quantità, quasi puro; un modo per sbarazzarsene, o per meglio falciarli con i fucili quando diventavano ubriachi. Viene compiuta una vera e propria "Pulizia etnica". Sistematicamente espropriate, le popolazioni indigene resteranno vittime di un vero e proprio genocidio. Alcuni recenti studi (prima mai approfonditi, oppure  mai resi pubblici),  dalla scoperta dell'America, quantificano questo sterminio  in questi termini, dei 100.000.000 di esseri umani prima residenti sul continente sono sopravvissuti  poco più di un milione.

*** In AMERICA LATINA la  Confederazione della Grande Colombia (guidata da BOLIVAR) entra in crisi. L'Ecuador proclama la propria indipendenza con presidente JUAN JOSE' FLORES (conservatore).
Poco dopo anche il Venezuela si dichiara stato sovrano. Mentre in Cile scoppia la guerra civile fra conservatori e liberali in lotta, ma  anche qui sono i primi - con DIEGO PORTALES - ad assicurarsi il potere.
Ad assecondare le tendenze autonomistiche e separatistiche é la Gran Bretagna, in vista di una possibile penetrazione commerciale nell'intera America del Sud. Commerci prima ostacolati dal "patto coloniale" (che li escludeva  con gli stati terzi). Insomma l'Inghilterra vuole fare affari con i nuovi "padroni"  che hanno preso, che stanno prendendo, o che hanno intenzione di prendere nel Paese il potere (che la l'Inghilterra non disdegna di appoggiare)

I questi ultimi trenta anni, con l'Europa  sconvolta e modificata (soprattutto per la grave crisi spagnola e portoghese - le due grandi colonialiste dell'America latina) i vincoli tra le colonie e la madrepatria s'erano prima  notevolmente attenuati, e nella Restaurazione quasi scomparsi.
La borghesia  ormai da tempo e di fatto autoctona (i creoli = discendenti di europei nati nelle colonie), è stata sempre esclusa dal potere politico e amministrativo, sempre in mano ai funzionari provenienti dalla madrepatria. Una situazione che aveva creato sempre forti tensioni tra i frustrati amministrati e gli arroganti amministratori. La crisi europea, la rivoluzione americana, e appigli alle idee illuministiche,  spinsero così all'azione i discendenti dei conquistadores. L'obiettivo però non era certo la piena indipendenza o la creazione  di stati sovrani liberali, ma quello di dare vita a giunte formate da una borghesia creola possidente e fondiaria. E questa   in varie fasi e in vari stati, dopo lotte intestine, e guerre civili, promulgano costituzioni autoritarie che consolida il loro dominio; il dominio di una "nuova" oligarchia agraria peggiore di quella precedente, e spesso in lotta con se stessa, visto che ci sono  due correnti di pensiero: quelle dei conservatori (i grandi possidenti di terre e di schiavi) e le idee liberali che però sono di una minoranza (maestranze europee, ex funzionari, artigiani, piccoli commercianti)  con pochi mezzi per poter affrontare i potenti. Quindi perennemente perdenti.

Nel 1816 sorsero gli Stati uniti del Rio della Plata (Argentina); nel 1818 il Cile; nel 1819 la Grande Colombia; nel 1821 il Perù;  nel 1825 la Bolivia. Tutte indipendenze precarie, ottenute e combattute con le tante guerre civili.
Nel 1822, meno traumatica la rivoluzione liberale in Brasile, ma poi nel 1889 (l'anno prima, tardivamente, era stata abolita la schiavitù)  ripiombò  in una repubblica oligarchica dominata, fino al 1930 dai grandi proprietari terrieri.
La popolazione di questi Stati, la trovate nell'anno 1853. Il censimento riportato utilizzato dal Marmocchi nella sua Geografia del Mondo, infatti,  si riferisce proprio a questi anni Trenta.

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***  CHARLES LYELL scrive PRINCIPI DI GEOLOGIA, sostenendo la teoria evoluzionistica  che ha trasformato la Terra. Scardina "di botto"  la Teoria della leggenda biblica del DILUVIO UNIVERSALE. Forte ripercussione negli ambienti ecclesiastici.

*** Henry Beyle con lo pseudonimo STENDHAL (1783-1842) scrive e pubblica il suo capolavoro: il romanzo Il rosso e il nero. Con il quale si fa iniziare la grande stagione del romanzo realista.

*** Pioniere e altro grande protagonista  del romanzo realista in Russia é SERGEEVIC PUSKIN; pubblica I racconti di Belkin

*** DELLACROIX, a Parigi, inspirandosi ai moti popolari di agosto, dipinge uno dei suoi capolavori: La libertà che guida il popolo (oggi al Louvre)

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