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CRONOLOGIA

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PERSONAGGI
E PAESI

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1834
Personaggi politici di questo periodo

*** I FALLIMENTI DI MAZZINI
*** GARIBALDI BANDITO DAL REGNO SABAUDO
*** INGHILTERRA - NASCE LA TRADE UNIONS
*** GERMANIA - INIZIA  LA ZOLLVEREIN

Iniziamo con una panoramica generale sull'intero anno

In ITALIA i tentativi insurrezionali  continuano in varie città italiane: In particolare a inizio anno i due tentativi congiunti organizzati da Mazzini con  i suoi proclami, per  far scoppiare una rivolta. Dalla Svizzera, la prima,  é una spedizione militare  in Savoia, organizzata e composta da un migliaio di volontari esuli italiani,  guidata dall'ex generale bonapartista  RAMORINO, che però va incontro a un fallimento; prima in un modo disonorevole (si gioca i fondi messi a disposizione),  poi con un centinaio di patrioti superstiti in armi viene bloccato ai confini dalle guardie svizzere, vengono disarmati, consegnati ai soldati piemontesi, arrestati.

A Genova altra disfatta della Giovine Italia nel tentativo di organizzare un coordinamento di forze locali indi congiungersi a quelle di Ramorino . Fra i protagonisti  l'ufficiale GIUSEPPE GARIBALDI. Dopo essere entrato a far parte nella marina del regno sabaudo, per organizzare meglio nelle file militari la cospirazione, nel riunirsi a Genova con i seguaci, si salva a stento da una trappola tesa dai gendarmi dopo la delazione di un infiltrato o un rivale di setta. Garibaldi evita la cattura  per aver preso la precauzione di arrivare all'appuntamento vestito da contadino.
Il motivo del fallimento sono le accese rivalità tra i cospiratori fino al punto da usare la delazione per sbarazzarsi degli avversari o mettendo in allarme la polizia,  che ha così  teso la trappola al fatidico appuntamento degli affiliati.
Sono due altri fallimenti clamorosi di Mazzini all' inizio dell'anno.

GIUSEPPE MAZZINI non si perde d'animo, in Svizzera, organizza dei movimenti di liberazione nazionali europei sotto la nuova bandiera della Giovine Europa, riunendo a Berna molti esuli delle nazioni della Santa Alleanza: Austria, Russia e Prussia. Ci sono polacchi perseguitati dallo Zar; italiani braccati dal Papa, dagli austriaci e dai Savoia;  E tedeschi liberali oppressi dai prussiani. La bandiera che tutti innalzano è una sola: quella dell'indipendenza.
La riunione di questi patrioti destano alcune preoccupazione nei governi dei rispettivi Stati, e questi fanno pressioni diplomatiche  al governo della confederazione elvetica per far espellere gli elementi rivoluzionari.
La confederazione accoglierà l'invito decretando l'espulsione dei rifugiati politici.
Scatta nel frattempo in Italia un'altra repressione dopo il fallimento della cospirazione genovese, contro gli affiliati della Giovine Italia, fra questi GIUSEPPE GARIBALDI che per tradimento viene condannato a morte in contumacia ed é costretto a riparare in fretta e furia a Marsiglia. 
Dopo varie peripezie nella città francese, ottenne un imbarco per Rio de Janeiro, dove giunge all'inizio del '36. Riprese i contatti con la Giovine Italia, ma divenne corsaro per lo stato del Rio Grande do Sud, affrancatosi al Brasile. Rifugiatosi a Montevideo, nel 1842  combattè la guerra civile uruguaiana contro i filoargentini a capo di una legione italiana, con parte della quale rientrò in Italia alla notizia delle rivoluzioni del 1848. Ma anche lui aveva accantonato la pregiudiziale repubblicana, si batté a fianco proprio dei piemontesi, gli stessi che l'avevano condannato a morte e al confino quest'anno.

15 FEBBRAIO - La retata dei rivoluzionari fatta al confine ginevrino ha il suo epilogo. Alcuni  rivoluzionari sono condannati al duro carcere, altri,  ritenuti capi, sono condannati a morte e fucilati -  BOREL e VOLONTIERI e altri tredici, compreso RAMORINO, che erano riusciti a mettersi in salvo, sono condannati a morte in contumacia. Il 12 giugno la stessa condanna raggiunge Giuseppe Garibaldi già fuggito a Marsiglia, ma non al sicuro. Dovrà guardarsi alle spalle per la nutrita presenza di genovesi. Il prossimo anno sarà costretto ad abbandonare il porto francese rifugiandosi in America del Sud.

15 APRILE - E' la data di nascita della Giovine Europa, fondata a Berna da Giuseppe Mazzini. La sua intenzione mettersi a capo dei movimenti indipendentistici europei.

8 MAGGIO - Gli inviti rivolti dagli Stati reazionari alla confederazione elvetica per espellere  i rifugiati politici si fanno più pressanti. Il Regno sabaudo e gli Austriaci fanno vere e proprie proteste formali, accusando la Svizzera di non procedere con rigore.
Interviene la Francia e la liberale Inghilterra. La prima con la sua ambasciata in Svizzera provvederà a rilasciare i passaporti per espatriare in Inghilterra fornendo perfino sussidi, la seconda é pronta ad accogliere i rifugiati che potranno vivere sull'isola britannica senza alcuna restrizione e in piena libertà di movimenti.

LUGLIO - Ma anche in Francia e nella stessa Inghilterra esistono grossi problemi all'interno del Paese.
Nella prima, con inizio a Lione poi a Parigi, scoppiano rivolte operaie contro le dure condizioni di lavoro. Il governo risponde con  repressioni mobilitando l'esercito, proibendo ogni manifestazione pubblica. Ma questi provvedimenti non fanno altro che moltiplicare le animosità e  le società segrete;  con un distinguo dalle altre, queste sono ora di orientamento socialiste. Nasce la Societè del Familles, la Societè des Saisons, la Lega dei proscritti, e sta formandosi la  Lega dei Giusti, quella che più tardi, nel 1847 diventerà la Lega dei Comunisti.

AGOSTO - In Inghilterra invece, il grosso problema, resta sempre quello Irlandese; il Paese non ha una autonomia e non è stata mai introdotta l'economia monetaria; lo scambio avviene con i prodotti della terra (principalmente in patate) e il lavoro del contadino che coltiva grano ma solo per gli inglesi. Non si vuole concedere la piena indipendenza all'isola. Forti contrasti in Parlamento, dimissioni di due primi ministri; ma il problema non viene risolto a favore degli irlandesi, anzi lo peggiora, e la carestia che scoppierà nei prossimi anni nel popolo contadino cattolico tenuto in sudditanza e in miseria da una minoranza proprietaria protestante, sconvolgerà l'Irlanda. Fra morti per denutrizione e migrazioni, da 8 milioni di abitanti, in due decenni l'Irlanda perderà metà popolazione, 4 milioni.

Mentre il mondo politico è in crisi per la questione irlandese, quello sociale, espresso dal movimento operaio inglese, inizia a cogliere i primi successi nei mutamenti sociali, con l'intesa, con l'organizzazione, con i movimenti sindacali, con le cooperative. Su iniziativa di  JOHN DOHERTY e ROBERT OWEN nasce la "Trade Union" (I SINDACATI). In breve l'organizzazione raccoglierà attorno a sè oltre 500.000 aderenti.

OWEN comproprietario di una filanda, ma acuto osservatore dei mutamenti sociali prodotti dalla rivoluzione industriale, pur non rinnegando il progresso reso possibile dall'introduzione delle macchine, teme  una degradazione fisica e morale della classe lavoratrice, per il prevalere nella società  di "cattivi caratteri" (egoismo e competitività senza scrupoli dentro il capitalismo emergente).
Contrario alla lotta di classe, Owen, indica la strada da seguire: le soluzioni pacifiche! Costruire fabbriche modello, ridurre gli orari di lavoro, limitare l'impiego di manodopera infantile,  creare servizi assistenziali e sanitari. Infine favorire la nascita di cooperative,  comunità agricole-industriali, "villaggi cooperativi". Di quest'ultimo ne fondò uno, ma fallito l'esperimento,  si dedicò all'organizzazione sindacale e cooperativo, creando quest'anno la Trade Union.
Le idee collettivistiche socialiste di OWEN assieme a quelle di SAINT SIMON, FOURIER, BLANC, furono etichettate come SOCIALISMO UTOPISTICO. Simili ma più anarchiche le idee di PROUDHON. Pur  scagliandosi contro il capitalismo, non ha nessuna simpatia per il collettivismo socialista, é invece partigiano  di libere associazioni di produttori, senza regole di mercato nè costrizioni.
Nel 1915, Mussolini fondando il Fascismo  oltre a voler tornare alla spiritualità mazziniana (lo abbiamo già ricordato lo scorso anno) chiese (?!)  pure,   creando il suo antipartito,  la libertà di tornare "all'anelito libertario di Proudhom e alla sua concezione dell'autogestione dei produttori, mirando alla realizzazione dell'inserimento rivoluzionario delle masse nello Stato". Insomma il Popolo alla conquista dello Stato. In questi progetti mussoliniani, non erano assente neppure le idee di FILIPPO BUONARROTI che in questi anni difficili,  contrapponendosi a Mazzini,  riteneva essenziale impadronirsi per via rivoluzionaria del potere statale ed instaurare una dittatura, come momento transitorio.

31 DICEMBRE - In GERMANIA, iniziata il 1° gennaio,  termina il primo anno di nascita della Zollverein con un lusinghiero successo.  La filosofia  di questa unione  era molto diversa da quella liberoscambista che si andava invece affermando in Inghilterra. .
In Germania era stato l'economista LIST che aveva lanciato l'idea di questa Unione Doganale protezionistica in funzione della produzione tedesca. Un sostenitore List, di una sorta di nazionalismo economico che invocava l'abolizione delle barriere doganali interne, ma intendeva proteggere con dazi elevati la produzione  della concorrenza estera. Erano del resto queste le aspirazioni della grande borghesia tedesca.

Il 22 marzo dello scorso anno era stata quindi creata l'unione doganale tra nord e sud: e  l'11 maggio successivo anche gli altri stati centrali erano entrati a farne parte.
Mediante la creazione di questo mercato nazionale protetto, nel giro di pochi decenni - nel 1867  - tutti gli stati tedeschi avevano aderito allo Zollerverein, eccetto Amburgo e Brema. Lo Zollerverein si rivelò un fattore di primo piano nella promozione dello sviluppo economico tedesco. Non immediate furono invece le sue conseguenze politiche, anche se esso costituì indubbiamente la prima tappa nel processo di unificazione della Germania moderna.
MA VEDI L'INTERA STORIA DI QUESTA UNIONE. PARTENDO DA 
FEDERICO II IL GRANDE

*** GERMANIA: Si tiene a Vienna una Conferenza dei ministri per diramare altre misure repressive contro i rivoluzionari e viene inasprita la censura sulla stampa. I fuoriusciti vanno o a Parigi come Marx e Heine o in Svizzera. Tre anni dopo, nel 1837, il re Ernesto Augusto di Hannover esonera dalle cariche universitarie sette docenti dell'Università di Gottinga tra i quali Dahlmann, Jacob e Wilhelm Grimm. (By: Pier Paolo Chiapponi)

*** PERKINS Costruisce e realizza il primo  FRIGORIFERO.

*** Sempre il modesto HENRY (questo inventore  che non brevetta mai nulla) dopo il rivoluzionario  MOTORE ELETTRICO costruisce il 1° RELE' (che attiva-disattiva la corrente con l'impulso programmato da una specie di disco rotante con dei contatti si-no). E' il principio dell'induzione elettromagnetica applicabile d'ora in avanti nei  banalissimi circuiti elettrici, dove la più semplice unità del "programma" è l'altrettanto banalissimo ON-OFF (acceso-spento).

HENRY non immagina neppure lontanamente che la sua invenzione,  i suoi relè, saranno impiegati cento anni dopo - nel 1936 -  dal russo  ZOSE, che  nel salotto di casa costruisce il primo (lo Zose Uno - Z -1) "COMPUTER" ELETTRO-MECCANICO proprio con una serie di relé. Utilizza l'idea di HOLLERITH (le schede perforate) e impiega come linguaggio il sistema binario di BOOLE. E' il primo ON-OFF della storia  in un circuito logico impiegato per calcoli matematici.  E' considerato il primo COMPUTER della storia,  il padre dell'elaboratore. Putroppo Zose non utilizza le valvole termoioniche già disponibili sul mercato per la radio, che renderebbe il suo calcolatore  velocissimo. Ma non molto lontano da lui le utilizzerà il russo-rumeno ATANASOFF BERRY (vedi 1932 - Scienza)  che abbandona i relè e le usa lui le valvole termoioniche. E' lui a battezzarlo COMPUTER, infatti la sua "creatura" la chiama  ABC, (Atanasoff Berry Computer) dove AB sono le iniziale del suo nome, mentre la C è usata per indicare per la prima volta il… Computer. L'origine del nome é molto semplice, in rumeno-russo, calcolare, si dice appunto còmputà = contare, dall'antica radice latina-romana, compurare= fare di conto.

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