HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1837
Personaggi politici di questo periodo  LA CARBONERIA 

*** IL COLERA IMPERVERSA IN ITALIA
*** LE PROCESSIONI CHE UCCIDONO
*** NAPOLI RISCOPRE LO SPORT "finisce il buio del corpo e dell'anima"
(e accende col modernismo anche le prime luci nelle strade)
*** MENTRE IN CITTA' SI  SPEGNE IN MISERIA LEOPARDI 

*** GLI USA E I 94 TRATTATI CON GLI INDIANI
*** INIZIANO I 64 ANNI DELL'ETA' VITTORIANA
*** OPPIO (COCAINA-MORFINA) PER LA CINA, POI PER IL MONDO

Iniziamo con una panoramica generale sull'intero anno

*** L'Epidemia di colera in Italia non accenna a diminuire. Si era attenuata nei primi mesi dell'anno, poi é riscoppiata con maggiore recrudescenza in Meridione, soprattutto a Napoli nei primi giorni di Aprile facendo registrare  altri migliaia di morti. Salgono così nella città campana a fine anno a 13 798 i morti, e non sta meglio Roma che registra 5430 casi mortali. Catania ne conta 6929
In Giugno esplode a Palermo con una virulenza tale che  nei paesi e città  vicine i cittadini organizzano delle ronde, dei cordoni protettvi brandendo le armi impedendo ogni accesso ai forestieri. Dalla  fine luglio si contano a Palermo già mille morti al giorno. Una ecatombe quotidiana che qualcuno pensa che vi siano soggetti portatori dolosi del morbo; queste voci alimentano una psicosi collettiva che fa scatenare linciaggi a malcapitati viaggiatori, indicati come malefici untori. Il terrore del morbo fà cosi compiere vere e proprie stragi di innocenti cittadini, a Palermo, Catania. Siracusa.

La stessa situazione è registrata in Abruzzo a Penne; qui scoppia una vera e propria insurrezione degli abitanti decisi a difendersi dai presunti untori. A stento l'intervento dell'esercito riesce a domare la rivolta.
In AGOSTO non viene risparmiata Roma con i primi 500 morti che inducono le autorità ad aprire un lazzaretto d'isolamento, ma a fine anno in città si registreranno oltre 5400 morti.  Un ritorno del morbo anche nel nord Italia  dove a  Genova si registrano già in ottobre oltre 700 decessi. Proseguono nel frattempo i tumulti a Palermo, e a Napoli. Nella città campana, oltre alla caccia all'untore, si aggiunge la caccia ai rivoluzionari, che i reazionari  accusano di voler approfittare della caotica situazione per rovesciare con una rivolta il governo borbonico. Seguono rivolte, linciaggi e arresti con una specie di corte marziale istituita dal governo per stroncare ogni tipo di rivolta.

Non sappiamo a cosa fu dovuta questa idea ( se fu una intelligente divagazione dei Borboni per spazzare via un pò l'angoscia funerea del colera) tuttavia segna il ritorno del tifo per uno sport. A Napoli come nel resto dell'Impero Romano, dopo il veto di Costantino e di Teodosio (quindi della Chiesa tutta) per ogni tipi di intrattenimento pubblico di spettacoli o di sport su tutto l'impero, tornano a correre i cavalli. E' il primo modesto contributo per togliere un po' di grigio dall'esistenza di una città e nell'anima di una popolazione, che non può essere solo alimentata con la  rassegnazione o peggio invitarla alla passività.

Da segnalare quest'anno, anche l'inizio da parte di Carlo Alberto di una serie di leggi per la modernizzazione delle strutture amministrative, promulgando nuovi codici, quello civile seguirà poi quello giuridico e penale e il codice del commercio; favorisce gli scambi abolendo alcuni dazi, sopprime le corporazioni, e si prepara a concedere l'elettività dei consigli comunali e provinciali. (Il fantasma di Napoleone fu sempre presente vicino a lui, e costantemente accanto ai giuristi)

LE DATE DEI FATTI IN CRONO

15 GENNAIO -  Dopo il fallimento in Italia della cospirazione del '34-35, e dopo le numerose condanne agli affiliati della Giovine Italia, che hanno disperso nelle varie carceri  o in esilio i maggiori capi, GIUSEPPE MAZZINI, a seguito delle pressioni diplomatiche  degli stati reazionari fatte al governo della confederazione elvetica per far espellere gli elementi rivoluzionari, é costretto anche lui con molti collaboratori a dover lasciare la Svizzera scortato da agenti, e a rifugiarsi nell'unico paese in Europa ancora sicuro: in Inghilterra, riparando con diversi seguaci a Londra.

1 FEBBRAIO - Condanne ed espulsioni nella Stato Pontificio di un centinanio di detenuti ospitati nella carceri papaline con le accuse di sedizione e attentato allo Stato. Sono costretti ad imbarcarsi per l'America del Sud, con destinazione il Brasile.

1 MARZO - Il progetto austriaco della ferrovia Milano-Venezia, diventa realtà. L'imperatore Ferdinando I, stipula  il contratto con la società a cui é affidata la costruzione della grande impresa. Il primo tratto di 13 chilometri Milano-Monza sarà inaugurato il 17 agosto del 1840.

1 APRILE  - A Napoli dopo i pochissimi casi invernali di colera che si erano registrati, con i primi caldi riscoppia violenta l'epidemia  in città. Dopo un mese già si contano oltre mille casi con cinquecento morti.

22 MAGGIO - Dopo Roma, severe condanne anche a Modena. Il Duca infierisce anche lui su oltre un centinaio di sovversivi che sono già nelle galere da anni, fin dai moti del 1831, comminando loro le pene definitive, fra cui 20 condanne a vita. Mentre condanna a morte in contumacia, ventinove esuli rifugiatisi all'estero.

1 GIUGNO - A Napoli il bilancio dei colpiti di colera e dei morti scatenano subito ondate di inquitudine e di angoscia, visto che davanti hanno una intera estate che moltiplicherà il flagello. Si mettono cordoni sanitari, ma non s'impediscono uno dei più micidiali veicoli della diffusione del morbo. La promiscuità nelle innumerevoli processioni che si svolgono nei quartieri e l'impudente consuetudine di baciare il piede del Santo protettore.

7 GIUGNO - La Sicilia, Palermo, Catania iniziano a tremare. Primi casi di colera nell'isola. Si isolano interi quartieri. Ma anche qui si fanno le processioni che diffondono il morbo.

1 LUGLIO - A Palermo scene d'inferno. Nella prima settimana  centinaia di morti al giorno, che diventano migliaia dopo pochi giorni, scatenano la ferocia degli abitanti. La stessa giustizia nell'ignoranza persegue elementi giunti sull'isola per altre ragioni ma sono accusati come presunti portatori dell'epidemia. L'esempio dall'alto fa  scatenare nella folla   l'irrazionale  linciaggio sui poveri innocenti malcapitati. Una caccia senza scampo "all'untore". Quella che si verifica a Penne il 23 dello stesso mese è una vera e propria rivoluzione che sfocia anche sull'aspetto politico con l'assalto alla gendarmeria, al municipio, la presa del potere per governare la città; ma che viene repressa  da reparti dell'esercito intervenuti in forze.

1 AGOSTO - L'epidemia non risparmia Roma. Si registrano i primi casi, poi nell'assolato agosto romano l'incubazione fa esplodere il morbo il 19 agosto, quando i morti inziano ad essere centinaia al giorno. Inutili i lazzaretti dove sono confinati i malati, inutili la distruzione col fuoco delle masserizie e le case dove abitavano  A fine anno si registreranno 5429 morti, su 9372   colpiti.

10 SETTEMBRE - A Napoli una nota di colore: Se il nero della morte è in continuo movimento anche di giorno, si cerca per la prima volta di rischiarare il nero della notte in città. Si inaugura la prima illuminazione notturna pubblica di alcune strade con le lampade a gas.
Dopo pochi giorni, altra novità:  il Campo di Marte, dove 1500 anni prima si erano fermate per sempre le ultime bighe, gli ultimi cocchi, gli ultimi giochi romani; ritorna la vita gioiosa, un po' di spensieratezza, le grida festose dei tifosi, la sfida e soprattutto i colori dei drappi, come a voler scacciare quello della morte, che a fine anno lo ha collocato  nelle case dei quartieri portandosi via di soppiatto 13.798 vite umane. Un lampo geniale dei borboni, per rimettere in piedi una città tutta in "ginocchio". Inutilmente.

1 OTTOBRE - A Bologna nemmeno sfiorata dal colera, ferve invece un iniziativa moderna. Un centinaio di benestanti notabile si uniscono per creare una banca. La locale Cassa di Risparmio.

NOVEMBRE - Debole riflusso del morbo che sembrava scomparso, in alcune città del nord. Ma la paura con l'inverno alle porte sembra passata. A Genova dove sono morte da luglio circa 700 persone, nel corso del mese non si registra nemmeno più un caso. E' l'occasione per gli scampati per fare un ringraziamenti al Signore con un grande Te Deum in cattedrale.
Come in altre città la giustificazione dell'ira di Dio é la solita "Dio ha voluto far scendere nell'Inferno i malvagi, e ha accellerato la morte dei giusti per averli accanto a sè nel Paradiso".

31 DICEMBRE - CARLO ALBERTO sul suo Regno fa entrare in vigore dopo la mezzanotte il suo Nuovo Codice Civile, redatto il 20 giugno, dopo sei anni di lavori di vari giuristi piemontesi. Non é un granchè, ma nell'insieme sostanzialmente è già un tentativo di una moderata politica di riforme. Anche perchè parallelamente si sta già lavorando a un nuovo codice penale ispirato a quello napoleonico del 1810.
Notevoli anche l'interessamento di Carlo Alberto sulla politica economica, con particolare interessamento alle tecnologie industriali e a quelle ferroviarie. Fervono preparativi per promuovere  incontri  e congressi di scienziati, con i liberali entusiasti ma con  i conservatori  molto freddi a queste iniziative, e con gli ecclesiastici addirittura ostili su tutti i fronti. Siamo alle prime espressioni di profondo disprezzo per tutto quello che sempre di più inizia a chiamarsi con un termine che  alla Chiesa è inviso e insopportabile: "modernismo". 

C'è d'aggiungere però che non insensibili a questo "nuovo mondo"  moderno alcuni cattolici iniziano a distinguersi nel panorama del pensiero politico con la cosiddetta  ideologia cattolico liberale, detta anche Neoguelfa. Hanno una visione che mira a conciliare tradizione e progresso, fede cattolica ed esigenze di una moderna società borghese, cercando di evidenziare quella innegabile "funzione civile" svolta dalla Chiesa nel corso della storia italiana. (questo lo aveva già capito e non lo negava perfino l'ateo Napoleone! Il concordato Consalvi del 1801 ne è la prova!).

----------------------------

*** AMERICA - In Canadà,  i coloni si ribellano agli inglesi, ma guidano questa volta le rivolte i coloni francesi, discriminate e mantenute in uno stato di soggezione economica oltre che burocratica. A Montreal nelle  manifestazioni di protesta contro i governatori   inglesi; avvengono scontri violenti e rivolte,  ma sono subito dagli inglesi represse nel sangue. I ribelli costretti a rifugiarsi neli Stati Uniti. La lotta fu solo rimandata. Tornerà ad accendersi nel 1849, quando una nuova ribellione arriverà a incendiare il Parlamento. Ma è tutto inutile. L'assoluta indipendenza alla "Colonia Canadà" fu concessa dall'Inghilterra solo nel 1931, ma sempre all'interno del suo Commonwealth; e dunque  rimase sempre aperta la Questione francofona della minoranza francese. Negli anni 1960 riesplose con veri e propri gruppi terroristici, il Front de Liberation du Quebec, e alla fine degli  anni Novanta non sono per nulla   finiti.

*** Intanto negli STATI UNITI, sono firmati (con una croce da parte degli indigeni) 94 trattati con gli indiani nativi di alcune aree che obbligano gli stessi a cedere milioni di acri di terreno indi costretti a trasferirsi ad ovest con vaghe promesse (mai mantenute) di ricevere terre o denari.
Molti, quelli che scampavano al "tiro a segno" della "canna tuonante", o come ha chiamato COLT le sue pistole. The peacemaker (Il paciere), o The great equalizer (Il grande livellatore) morirono  a milioni per malattie infettive, colera e altro; e non si sa fino a che punto furono naturali o provocate artificiosamente queste malattie per eliminarli. E' certo che un tipo di   "soluzione finale", di "pulizia etnica", fu attuato, perchè fu troppo repentina  la scomparsa di milioni di esseri "umani" dal territorio americano, in così  pochi anni.

*** A LONDRA dopo la morte del re d'Inghilterra GUGLIELMO IV avvenuta il 20 GIUGNO, sale sul trono inglese  la regina VITTORIA, nipote del defunto. Una successione in linea femminile che scatena polemiche e la separazione con dinastia degli Hannover, per la non osservanza della legge salica.   Per la Gran Bretagna é comunque l'inizio di una nuova era: la cosiddetta "ETA' VITTORIANA" che rappresentò uno dei periodi più felici e prosperi della storia inglese, caratterizzato da una notevole evoluzione politica e sociale e dal consolidamento dell'impero coloniale. Con la sua serietà e con il suo senso dell'autorità e della famiglia rialzò ben presto il prestigio della monarchia inglese, scosso dagli scandali del periodo di re Giorgio IV.
La Regina Vittoria dominerà la scena fino al 1901. Salita sul trono quest'anno a 18 anni (era nata nel 1819) ci resterà  per 64 anni.

 

*** Gli inglesi con la Compagnia delle Indie, su pressione dei commercianti inglesi -che hanno scoperto il florido commercio della droga in Cina- introducono massicci quantitativi di oppio coltivato in India aggirando la proibizione governativa cinese.   L'inarrestabile crescita del consumo determina l'espansioni di questa piaga sociale. 
Nel 1858 l'Inghilterra ne assume il pieno controllo, divenendo uno dei suoi maggiori introiti fiscali (15% delle entrate complessive). Monopolizzando le coltivazioni  (pari a 500.000 ettari) ne impediva il consumo in India per riversarlo interamente in Cina. L'imperatore cinese cercò di lottare per impedire la diffusione di questa spaventoso flagello con la Guerra dell'Oppio, purtroppo  le navi inglesi oltre che essere corazzate e a vapore possedevano i cannoni e non esitarono nel 1841 a risalire lo Yangzy minacciando Nanchino. La Cina fu travolta,  costretta ad aprire i commerci, a dare cinque porti agli inglesi e a cedere Honk Kong.
In parallelo sorsero poi in Europa  le innumerevoli raffinerie di eroina e poi di morfina. I primi studi sui devastanti effetti  fisici e mentali della droga venduta, scatenarono campagne antidroga in tutto il mondo. Molti Stati  disposero leggi severe per la sua introduzione,  ma ormai l'affare di questo crimine organizzato era diventato così grande che ogni lotta fu vana.
Poi la repressione cessò del tutto, quando nella prima guerra mondiale  si diffuse la pratica nelle autorità militari di mescolare oppiacei nel tabacco dei soldati in prima linea. Ovviamente dopo il conflitto la più o meno dipendenza da piccole o grandi quantità assunte causò l'espansione all'uso di droga anche in quei paesi che l'avevano fino allora impedita e combattuta.
A fine guerra si tornò (diremmo ipocritamente) a combatterla,  ma ormai la distribuzione era ormai entrata nei circuiti della grande criminalità organizzata e i clienti si erano  più che moltiplicati.
Comunque si registrò un calo dei consumi negli anni Venti eTrenta: Ma allo scoppio della seconda guerra mondiale, riesplose fortisssimo l'uso  sistematico degli stupefacenti su tutti gli scenari di guerra. Al vastissimo mercato si aggiunsero poi altre numerose droghe di sintesi, e molti  Paesi   si trasformarono in forti produttori di materia prima o di raffinazione. 
Nei vari "triangoli d'oro"  della droga -si disse- che operavano potenti organizzazioni criminali, ma non erano per nulla assenti -anzi spesso erano i referenti- i servizi segreti delle nazioni potenti in guerra. Come nella Seconda Guerra, o palesemente nella guerra in Vietnam ( 1960-1975) quando gli statunitensi per sostenere alcune tribù nella guerriglia anticomunista, favorirono la coltivazione e il collocamento del prodotto.

(vedi HONK KONG - LA GUERRA DELL'OPPIO)

*** COOKE e WHEATSTONE inventano (grazie ai modesti Henry e Morse)
IL TELEGRAFO ELETTROMAGNETICO.

*** GABELSBERGER concepisce ispirandosi a quella araba, un sistema di scrittura molto rapida:
LA STENOGRAFIA

*** A NAPOLI dove ha passato gli ultimi quattro anni di vita in gravi angustie economiche e in condizioni di salute sempre più precarie,  il 14 luglio muore GIACOMO LEOPARDI, assistito da Ranieri, un giovane nobile napoletano indubbiamente un  devoto di Leopardi anche se molti mettono in dubbio che sia stato capace di intenderne la vera grandezza. Ma non era il solo! Prima e anche nei primi decenni dopo la morte, la grandezza di Leopardi fu generalmente misconosciuta. Pochissimi aderirono alla sua  visione della vita e intesero la sua poesia. Giordano, Gioberti, Tenca e lo stesso De Sanctis, lo ammiravano come altezza poetica ma rimasero sempre molto freddi ad accettarne il materialismo e il pessimismo.

CONTINUA ANNO 1838 >