HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1839
I Personaggi politici di questo periodo

*** EPOCALE PER L'ITALIA: ESCE "Il POLITECNICO"
*** APOCALITTICA ALLUVIONE NELLA P. PADANA
*** LA PRIMA FERROVIA: LA NAPOLI-PORTICI
(lo sviluppo delle ferrovia in Italia e in Europa)
*** LA TECNOLOGIE STANNO UNENDO L'ITALIA, LA POLITICA DIVIDENDOLA
*** PRIME MALI IRREVERSIBILI  FRA NORD E SUD
*** NASCE IL MONDO DELL'IMMAGINE
*** E NASCE LA " SOCIOLOGIA " DI COMTE
***

Iniziamo con una panoramica generale sull'intero anno

*** "Il POLITECNICO" -  Lo abbiamo già accennato lo scorso anno, la comparsa di questa rivista rappresentò per l'Italia un terremoto sussultorio che fece crollare le mura delle fortezze della cultura - elitaria ma sempre medioevale. Fu  la rivista che indicò   "il segno dei tempi", quella che spazzò via i preconcetti cronici le   altezzose preclusioni, le ostruzioni, le mille interdizioni. Non per nulla in Ottobre, a Pisa,  al primo grande congresso degli scienziati (in un " gloria" di 421 cervelli) fu inaugurato il monumento a Galileo Galilei accompagnato da un discorso che metteva fine dopo di lui ad un altro periodo oscuro com'era stato quello precedente.

In un Paese siamo sempre portati a considerare  le guerre come le svolte di un'epoca,  mentre certi cambiamenti di direzione, perfino inversioni di marcia,  possono nascere anche da una rivista.
Con questo1° gennaio 1939, termina non solo un epoca ma segna la rinascita di una civiltà italiana che per tre volte aveva tentato di rimanere in vita per evolversi;   ma fu offuscata violentemente, resa impotente, o asservita. (rispettivamente la romana, la breve pausa dei Comuni, il Rinascimento).

Tutto il resto che poi avverrà dopo questo 1839 è nient'altro che una lotta di potere per poter dominare e appropriarsi della "immane forza" di questa nuova civiltà "moderna", o fare dei tentativi per  ricacciarla indietro. Cosa impossibile questi ultimi,   perchè, paradossalmente,  gli  avversari useranno fra breve proprio gli stessi mezzi di quel modernismo (processo d'industrializzazione) che stanno combattendo ora con tutte le loro forze, palesi o occulte. Lo Stato delle Chiesa si oppose con tutte le forze alla costruzione nel suo territorio di una qualsiasi ferrovia, perchè questa  "promiscuita" di popoli "avrebbe distrutto o modificato le culture locali". Anche se molti cattolici non erano per nulla d'accordo.
Infatti, lo stesso movimento Neoguelfista (ideologia cattolico liberale) nasce non dentro una parte della società cattolica agnostica, o soggiogata, o filo-materialista (com'é bollata dalla chiesa) ma dentro una frangia degli stessi cattolici molto impegnati in una riforma della chiesa, quelli che non vogliono rimanere a guardare dalla finestra un mondo in profonda mutazione oggettiva (lampante come le luci, rapida come i treni),  nè vogliono restare prigionieri di un ottica conservatrice (l'evangelica rassegnazione), ma uscire in libertà cercando di conciliare con il cattolicesimo tradizione e progresso. Il neoguelfismo più che una ideologia nuova, anche se comune a quella laica liberale, era diventata una vera e propria necessità della moderna società borghese (con dentro molti cattolici) che stava ponendosi più di un interrogativo. Mercati, produzioni, tecnologie, richiedevano cooperazione perchè si era all'inizio di una globalizzazione nazionale e con i primi vagiti di quella internazionale. Perfino la salute pubblica, e quella del territorio non era più un problema locale, ma "nazionale". Dopo il colera, questa vulnerabilità tornò alla ribalta con tutta la sua drammaticità a Novembre.

*** L'ITALIA era appena uscita lo scorso anno dall' insidiosa e luttuosa esperienza del colera, ed ecco che quest'anno, con le piogge dell'autunno arriva una devastante alluvione che colpisce l'intera Pianura Padana. E anche buona parte del Centro Italia. Gli argini dei fiumi si rompono già a partire dal Po di Torino, e uno dietro l'altra  città e campagne,  fino all'Adriatico sono a loro volta invase dalle acque. Così altri grandi fiumi affluenti. Catastrofici gli effetti della piena nel Mantovano con la distruzione di migliaia di case, campagne allegate, perdita di decine di migliaia di capi  di bestiame, decine di migliaia di senza tetto.
Se il degrado della penisola emerge ancora una volta in un modo drammatico, anche il degrado mentale dei governanti con le feudali divisioni territoriali - tornano ad essere   anacronistiche. Ormai tutti si rendono conto quanto questi territori sono interdipendenti l'uno con l'altro, perchè la natura cosi li ha voluti e così li ha creati.
Come potevano contenere  i Veneti le acque del Po nei loro efficaci argini, se non adeguati erano quelli piemontesi? (vedremo più avanti cosa stavano facendo invece gli altri Stati in Europa).
I dotti potevano fare tanta dialettica sull'unificazione, ma questa unità era già di fatto compresa anche dal volgo nel suo quotidiano. Se non esisteva una seria ed intelligente cooperazione, l'unica soluzione non poteva essere che quella dell'unificazione, anche a costo di prendere le armi.
Lo scorso anno, durante la pestilenza, più di uno aveva tentato.
Peccato che il "volgo pensiero" non ci è giunto "nero su bianco".
La dialettica, la cultura, i temi trattati, e il linguaggio anche di Balbo, Gioberti, o D'Azeglio (poi Cavour)  non è che arrivava al popolo, che era analfabeta al 90%, e quella di Mazzini (ancora più elitaria) non è che era  cosa pubblica. Tutti costoro   non "comunicavano" un bel nulla al "popolo". Non è, come vuole una certa storiografia risorgimentale, che costoro "risvegliassero" nelle masse un sentimento nazionale, che non c'era mai stato. La maggior parte degli intellettuali non conoscevano neppure l'Italia. Pochi si erano spinti oltre Firenze e Verona. Conoscevano solo le relazioni dei funzionari cortigiani che avevano tutto l'interesse a dipingere con tinte fosche gli altri Stati ( e ci riuscirono!). ( I Savoia poi! contro i Borboni, o contro gli stessi parenti austriaci era sempre stato un atavico sport). Dunque la loro cultura si era formata nel Palazzo,  e in questi anni,  stava uscendo dalla porta (del "potere"),  ma tentava con ogni mezzo di rientrarci  dalla finestra; per "prendersi" cosa? la guida del  popolo? No,  il "potere".

E ci riuscirono! dopo aver fatto compromessi con i precedenti "padroni" della vecchia cultura (che non aspettavano altro), e della vecchia politica pseudo-cattolica. Che così rimase ben in sella, cambiando solo residenza. Dai palazzi al Palazzo. Infatti 85 furono gli (ex conservatori-ex cattolici)   ex Principi, ex Marchesi, ex Baroni ex Conti, ex Duchi ad entrare nel Primo Parlamento d'Italia nel 1861,  insieme a 124 Notabili e 28 alti ufficiali militari. Nemmeno un solo rappresentante del popolo. Il voto "democratico" della nuova nazione "Italia libera unificata" fu dato solo all'1,9% della popolazione italiana, e votarono solo lo 0,9, cioè 239.583  persone.
Ogni ex feudatario e ogni ex ciarlatano fu quindi eletto da nemmeno 1000 consensi, naturalmente provenienti da ex amici, ex privilegiati, che ognuno si era allevato dentro il proprio "palazzo". Così fu fatta l'Italia!
Quando si trovarono a dover fare leggi, gestire il territorio, ognuno diede una mano all'altro per conservare o creare altri privilegi.

Il vero protagonista   di questi anni (che verrà ben utilizzato, percè faceva comodo) sarà solo il pittoresco GARIBALDI, ed essendo lui quasi mezzo analfabeta, era l'unico che riusciva a parlare agli analfabeti e a tirarseli dietro. Ma alla fine come vedremo fu trattato da analfabeta. All'incontro di Teano, il 26 ottobre del '60, quando consegnò il regno in mano a Vittorio Emanuele II (e alla cricca citata sopra) dopo aver sconfitto per lui i Borboni, non fu nemmeno invitato a pranzo. Si dovette accontentare di pane e formaggio al sacco, mentre gli altri  vanagloriosi principi, duchi, marchesi e conti di ogni schiatta (amici o ex nemici dei sabaudi)  a celebrare la "sua" vittoria nella reggia Borbonica.

MA RITORNIAMO AI FATTI DI QUEST'ANNO

*** Quasi l'intero 1939, era trascorso  senza  turbamenti politici notevoli. L'attenzione semmai si era riversata sulle importanti conquiste della scienza e della teconologia che stava rivoluzionando non solo il mondo accademico ma anche il modo di vivere delle persone. In molte città si erano svolti convegni scientifici di alto livello, come quello già ricordato sopra: il  Congresso di Scienziati a Pisa, organizzato dal Granduca di Toscana  LEOPOLODO II.
Alla riunione accorsero 421 prestigiosi scienziati che affrontarono tutte le discipline ch'erano in questo periodo all'attenzione del mondo intero: oltre la tecnologia e le scienze matematiche, ci si avventurò nelle ultime  frontiere della medicina,  zoologia, botanica, fisiologia, geologia,  fisica  e  chimica. Tutti  a fine congresso, dopo questa vendemmia durata 15 giorni, che ubriacò di nuove conoscenze anche il più instancabile e preparato  scienziato, avvertirono che a Pisa quest'anno era avvenuto un vero e proprio terremoto. Nel discorso su Galileo, il pensiero corse subito a Copernico. Ecco cos'era avvenuto, non solo un terremoto, ma  in Italia era piombata una seconda rivoluzione copernicana. D'ora in poi la vecchia cultura se voleva continuare ad esistere, lo poteva fare solo se accettava di girare attorno a quella nuova. Non c'era scampo!
"Problemi di natura etica-religiosa? I dogmi secolari? " Era un loro problema -dissero i liberali- intanto noi andiamo avanti; prima o dopo li metteranno anche loro da parte. Nell'ammalarsi per guarire dovranno chiamare i nostri scienziati non solo il prete; per spostarsi velocemente da un posto all'altro useranno le  tecnologie dei nostri ingegneri; per pubblicare, vestirsi, costruire, utilizzeranno i nostri tecnici, e per mangiare e bere bene avranno bisogno dei nostri agronomi, perchè la manna non è mai esistita. Le favole da oggi sono finite! E siate -cari cantastorie- almeno coerenti! Non disprezzate le comodità che vi diamo, le malattie che vi curiamo, e le delizie che vi dispensiamo.

I conservatori, perfino gli integristi, il liberal "eliocentrismo",  lo accettarono, lentamente, prima  in piccoli gruppi, poi più tardi, tutti! Anche i più intransigenti si adeguarono, con compromessi, accordi, patti, trattati, spesso con ipocrite complicità, come certi concordati,  per non rinunciare  alle "stanze dei bottoni" da dove si guida la società, anzi le masse. Non disdegnando naturalmente  i "salotti-mensa" della finanza nè i laboratori della scienza! Utilizzandola anche su se stessi quando questa scienza iniziò a svelare alcuni processi della fisiologia umana. Si stracciarono - con l'etica- le vesti per la semplice trasfusione di sangue, ma poi ne approfittarono anche loro. La semplice provvidenza non bastava più. E anche la rassegnazione molti iniziarono a considerarla il coraggio ridicolo di un uomo sciocco. Chi e' disposto ad agire e' disposto anche a soffrire senza provare umiliazione. Chi invece non agisce, non sa soffrire e non ha neppure stima di se stesso. Diventa un asociale, un solitario, un invidioso, un perturbatore. Le prime manifestazioni di operai in  Inghilterra di quest'anno sembra abbiano adottatoto proprio  la prima tattica. Agire  mettendo in conto il soffrire!

*** Questo "nuovo mondo" tecnico, e "nuovo mondo" sociale, sta appena iniziando. Anche a  Torino, nella Regia Università, ci si sta preparando per accogliere come a Pisa, un grande congresso di scienziati. Carlo Alberto non vuol essere di meno. Nella stessa università nascono centri studi sulle nuove tecnologie, in particolare quelle della metallurgia (che darà poi vita all'Arsenale- siderurgia e meccanica ferroviaria navale militare - in seguito quella automobilistica). Perfino le nuove esperienze della "fotografia torinese" iniziano a lasciare stupefatti non solo gli scienziati che se ne occupano, ma anche il comune cittadino nel vedere ("sembrano quadri!")  realizzate le prime vedute di Piazza Castello e del Palazzo Reale di Torino con i grandi  dagherrotipi (non ancora chiamate fotografie) eseguiti con apparecchiature e una tecnica d'impressione più avanzata dello stesso inventore delle prime riproduzioni fotografiche.

*** Infine a NAPOLI  la più spettacolare esperienza ed innovazione del secolo in Italia.  Il 3 OTTOBRE é inaugurata la PRIMA FERROVIA italiana: la Napoli-Portici.  Due locomotive trainano dieci vagoni con 258 passeggeri a bordo, sul primo tratto della costruenda strada ferrata Napoli-Nocera-Castellammare di Stabia-Salerno.
Abbiamo detto sopra, innovazioni che cambiano anche il modo di vivere, e Napoli é il primo test della nuova civiltà moderna "in movimento". I napoletani fanno anche debiti, ma non si privano della gita "fuori porta" a Castellammare. Hanno in città il mare davanti, ma a Castellammare é un'altra cosa!  Andare fuori città é "moda", oggi diremmo già consumistica. Insomma fu un successo strepitoso. Il turismo - o meglio il fino allora immaginario   "facemmoci nu' viaggio"  - fu una realtà alla portata di tutte le tasche.

*** GIUSTIZIA - A Torino, da segnalare l'entrata in vigore del nuovo Codice Penale. Sarà applicato dal 15 gennaio del   prossimo anno. Per quanto fondamentalmente conservatori, i legislatori e quindi lo stesso CARLO ALBERTO che lo promulga, devono tutti ispirarsi a quello introdotto da Napoleone nel 1810. Come del resto hanno già fatto molti altri Stati europei. Più nessuno osa sbarrare un suo articolo. Tutta la riforma della giustizia civile e penale, proseguirà su quello straordinario percorso già tracciato da Bonaparte, e con   piccole modifiche,  pure i successivi codici, fino ai nostri giorni.

Poco viene invece fatto sull'ampliamento di una mentalità del libero scambio all'interno della stessa penisola, mentre il nord va scoprendo sempre di più i mercati d'importazione e di esportazione da e su  territori europei e ormai anche extraeuropei.

I FATTI DELL'ANNO IN CRONO

1 GENNAIO - A Milano nelle edicole il primo numero della rivista letteraria-scientifica Il Politecnico.

FEBBRAIO - Rapporti amichevoli tra i Savoia e gli Asburgo con i la Russia dei Romanov. Alessandro figlio dello   zar Nicola II, e suo successore, giunge in Italia. Visita alcune città del regno sabaudo di re Carlo Alberto, e le città del ducato di Francesco IV di Modena. Non sono esclusi trattati economici, visto che in Italia inizia  ad  arrivare grano dall'Ucraina (anche se non ci sono ancora le ferrovie!)

MARZO - Profonda impressione   in Italia (dove la libertà anglosassone a  molti sembra appartenere ad un altro pianeta a confronto di quella italiana) e nel resto d'Europa, suscitano i moti popolari in Inghilterra, contro il governo guidato dai liberali (i Whig). I sudditi   londinesi non sono contenti delle riforme varate.  Malgrado molte conquiste nel sociale e nella riforma elettorale del '32, portata avanti proprio dal partito liberale, restano ancora molte insoddisfazioni tra i cittadini che chiedono tramite il Movimento Cartista che se ne fa portavoce, di allargare il suffragio universale e a voto segreto. Infine, - sollecitate dalle varie associazioni sindacali e dalle politiche democratiche e socialiste - ci si batte  per una più avanzata legislazione del lavoro, presentando la famosa People's Charter con più di un milione di firme raccolte. Il Parlamento la respinge, ma subito dopo iniziano manifestazioni in varie parti dell'Inghilterra, a Birmingham  e nel Galles.
Fra le altre richieste anche l'abolizione del protezionismo agrario, che verrà poi soppresso ma solo dopo un lungo iter parlamentare  fra qualche anno, nel 1845.

19 APRILE - Sempre a Londra viene formalizzato con un vero e proprio tratato, l'armistizio del 1833, con il re d'Olanda con il Belgio  e il Lussemburgo. Ad entrambi i due Paesi viene riconosciuta la piena indipendenza con un proprio sovrano, e la stessa Olanda si impegna ad aprire   i suoi porti alle navi belghe. E' un ritorno al commercio liberoscambista fra i due Paesi.

MAGGIO - In Francia una delle prime organizzazioni socialiste (Società delle Stagioni fondata da   LOUIS BLANQUI) con un tendenza cospirativa, inquieta Parigi e il governo, quando viene messo in atto  un tentativo insurrezionale. Viene prontamente represso dal governo, ma ne approfittano anche i liberali per chiedere la riforma elettorale e l'estensione del diritto di voto. I forti disagi dei lavoratori francesi, ma anche le difficoltà di mercato, insieme alle notizie inglesi (i cartisti in rivolta) hanno   riflessi pure in Italia in alcuni più "illuminati" regni (Toscana e Piemonte)  spingendo l'acceleratore su alcune riforme, prima che accada il peggio, visto che le condizioni socio-economiche con il calo delle produzioni agricole sono molto peggiori in Italia che non in Francia. Nonostante una periodo di tregua, nessuno sovrano reazionario si illude che le cospirazioni di matrice mazziniana siano finite, e che l'organizzazione sia stata sciolta.

GIUGNO - I costituzionalisti in Europa premono e ottengono anche delle vittorie. In Spagna, dove è in atto da mesi una guerra civile tra le due fazioni, i costituzionalisti vincono i carlisti e perdono il potere. Don Carlos é costretto a fuggire e a rifugiarsi in Francia.

LUGLIO - Guerra civile anche in Uruguay tra liberali (di Rivera,  I Colorado) ) e i conservatori (di Oribe, i Blanco). Contro quest'ultimo quindi a fianco delle truppe di Rivera, a difendere Montevideo dall'assedio di Oribe, partecipa l'esule italiano GIUSEPPE GARIBALDI fuggito dall'Italia dopo la fallita cospirazione di Mazzini e il bando di Carlo Alberto.

1 OTTOBRE - Tutta l'Italia (intendiamoci quella alfabetizzata, che è poco meno del 10%) guarda a Pisa. Si sta svolgendo il primo congresso di scienziati promosso da Leopoldo II granduca di Toscana.   Vi partecipano 421 ricercatori di ogni disciplina. Un'evento che si protrae per quindici giorni e saraìà di stimolo per far nascere varie riviste di settore, o a carattere generale.
Il successo della manifestazione, l'ultimo giorno porta i promotori e i partecipanti a decidere di ripetere ogni anno il convegno, portandolo in varie città d'Italia.

3 OTTOBRE - Come a voler suggellare il patto politica e tecnologie, economia e ricerca, mondo industriale e società,  quindi un cammino verso il benessere e il progresso, a Napoli si mette in moto la prima locomotiva sulla prima ferrovia italiana: la Napoli-Portici, il primo tratto della linea Napoli-Salerno voluta da Ferdinando II di Borbone re delle Due Sicilie. (dell'impatto con la popolazione ne abbiamo parlato all'inizio)

26 OTTOBRE - A Torino Carlo Alberto promulga  il nuovo Codice Penale. Dopo quello civile entrato in vigore nel 1838 il re sabaudo prosegue nel grande progetto di riforme che si concluderanno molto anni dopo la sua morte, nel 1855.

2 NOVEMBRE - E' l'inizio di un dramma per quasi tutta la penisola. Inizia a piovere senza più smettere, nel Nord per quaranta giorni, nel centro Italia per cinquanta. E se in quest'ultima i danni sono molti, quelli nel Nord sono apocalittici. Il grande fiume Po che non conosce confini politici inizia la sua opera di distruzione già in Piemonte, poi gonfiandosi ulteriormente con gli affluenti della pianura Padana, travolge argini, invade campagne e città seminando dove passa distruzione e morte.

9 DICEMBRE - Sono passati 37 giorni, la pioggia non é mai cessata di cadere. Il Po nell'incontro  con il Mincio trasforma tutto  il territorio mantovano in un mare sommergendo case, animali ed ogni cosa. Molte le vittime, decine di migliaia di persone rimangono senza casa, e diverse decine di migliaia sono le perdite di capi di bestiame in una delle zone  più ricche di allevamenti bovini.

31 DICEMBRE - L'anno in Italia si conclude con un ritorno a una relativa  normalità dopo il cataclisma delle inondazioni, ma è scossa da fermenti liberali provenienti questa volta da un territorio molto vicina: la Svizzera del Canton Ticino, che é quasi tutta incuneata tra la Lombardia e il Piemonte. Una vera e propria rivoluzione é partita da Lugano poi si é estesa a Locarno e a Bellinzona. Gli insorti disarmano la polizia, rovesciano il governo e ne costituiscono uno provvisorio che ha la ferma intenzione di fare delle riforme   costituzionali e  garantire libere elezioni democratiche nel Paese.
Le zone Lombarde dei Laghi (Como e dintorni) ma anche lo stesso Milanese, tutte sotto il dominio austriaco da ormai venticinque anni e con una scarsissima autonomia, guardano con molto interesse a questi sviluppi indipendentistici; e chi non aveva mai smesso di sognare, torna a sperare. Indubbiamente é servita a fare ricompattare le società segrete, ma anche a sollecitare i vari governanti a fare delle riforme liberali e a tentare accordi con i vicini territori. Gli altri Stati europei iniziano a fare grandi trattati commerciali con altre nazioni, mentre in Italia questa esigenza è solo drammaticamente avvertita ma politicamente non si fa quasi nulla per modificarla   nemmeno fra le piccole entità territoriali del Centro Italia, e nulla del tutto in quelle del Sud. Mentre nel Nord é in atto un lento processo d'industrializzazione e una specializzazione nelle campagne,  ma soprattutto stanno entrando prodotti  da altre zone (Africa del nord, Francia, Austria, e perfino grano dalll'Ucraina) che non sono più quelle del sud.
Purtroppo tutto é lasciato all'iniziativa privata, che senza una globale cooperazione e programmazione (progetti di comunicazione ferroviari e marittimi) andrà a creare una delle prime fratture del Nord Italia, con il Centro e il Sud.
Il terrore degli sovrani conservatori, quelli con i ceti agrari ancora antiquati (Centro e Sud)  temono che il libero scambio, l'abbattimento delle barriere doganali, nel creare entusiasmi commerciali (e di riflesso sociali), possano poi creare altri entusiasmi   ed assumere una dimensione politica. Insomma non vogliono perdere il loro piccolo trono "feudale".
Le esportazioni del sud verso il nord erano in questi anni ancora del 50%. Ma mentre il nord continuerà d'ora in avanti a progettare strade, ferrovie, gallerie, "liberoscambiste" con il centro Europa, il Sud convinto di essere insostituibile con il suo apporto alimentare non pensò minimamente a dotarsi di una rete di comunicazioni.
Nel 1858, il Piemonte con il Lombardo-Veneto avevano  costruito 1372 chilometri di strade ferrate sulle grandi direttrici, il Regno del Sud ne aveva appena 99 chilometri, fra l'altro quasi inutili, e con in mezzo (dalla Emilia -Romagna fino a Benevento) lo Stato Pontificio, che di binari non ne aveva messo nemmeno un metro; la ferrovia i Papi la odiavano. Portava alla perdizione il santo "villaggio".
Mentre in Sicilia la prima ferrovia comparve nel 1863  (la brevissima Palermo-Bagheria).
Nel 1861 (alla proclamazione del Regno d'Italia, erano in esercizio 2541 chilometri di strade ferrate, ma alla stessa data l'Inghilterra ne contava 14.600, la Germania 11.000, la Francia 4000.
Per la cronaca la prima linea ferroviaria era stata inaugurata in Inghilterra trenta anni prima, nel 1830; negli USA nel 1831; in Francia nel 1832; in Irlanda nel 1834; in Belgio e Germania nel 1835; in Russia nel 1837; in Austria nel 1838.

Ma non era avvenuta nel centro Europa solo la rivoluzione dei trasporti su ferrovia. In parallelo il battello a vapore aveva trasformato tutti i grandi fiumi europei in importanti vie di comunicazione fluviali. Già quest'anno, Rotterdam è collegata con Basilea (cioè con la   Svizzera!!). Migliaia di battelli navigano sul Reno, sull'Elba, la Vistola; e il Danubio con un trattato internazionale inizia a essere completamente dragato fino alla foce, nel Mar Nero, per permetterne l'intera navigazione.
Le vie d'acqua in Italia sui grandi fiumi che nel 1300 erano grandi risorse (Milano era collegata con Venezia) erano state invece del tutto abbandonate, e nel 1800 nemmeno ripristinate per le gelosie degli "staterelli". La conseguenza fu non solo il mancato sviluppo, ma il degrado del territorio, che seguitava a peggiorare poi con le alluvioni.

L'Italia poi unita, cercò freneticamente di recuperare terreno rispetto alle altre nazioni. Già nel 1876 la rete raggiungeva i 7780 chilometri (quella odierna  é di 16.340). Ma aveva ormai perso "il treno" rispetto agli altri paesi europei. Quella tedesca nel già   suddetto 1876 era addirittura di 28.000 chilometri, l'austriaca 17.300, la francese 22.000. E già nel 1869 gli USA avevano  unito la costa dell Atlantico con quella del Pacifico; un binario lungo 3000 chilometri chi si aggiungevano ai 90.104 chilometri; senza dimenticare il fluviale. Sul Mississipì nel 1930 navigavano 200 battelli a vapore, nel 1860 erano più di mille.
La rete mondiale ferroviaria era già nel 1870 di 209.168 chilometri. Dopo quindici anni, nel 1885 raggiungeva i 490.000
Quel cronista  napoletano all'inaugurazione della prima ferrovia italiana    (ironia della sorte!)  a Napoli che  esclamò  "la ferrovia modificherà il mondo" non immaginava che  avrebbe modificato proprio il Sud.

Infatti le ferrovie furono contemporaneamente causa ed effetto della conquista di nuovi territori, nuovi mercati, fecero sorgere nuove città, popolarono zone fino allora trascurate,  crearono assi di penetrazioni, ed assunsero anche un aspetto di grande interesse militare-strategico. Per molti Paesi fu lo strumento  di unificazione nazionale e politica, e in campo sociale aprirono nuove possibilità di lavoro alle masse proletarie creando collegamenti fra i grandi insediamenti industriali delle città e i piccoli centri delle campagne.

Peccato che alcuni lo avevano capito, altri no.
Carlo Alberto - pur con i tanti difetti che abbiamo elencati, e ne elencheremo ancora - ebbe invece una grande intuizione sullo sviluppo della ferrovia. Non voleva dipendere dagli inglesi. Oltre a erogare cospicui finanziamenti per far decollare l'ambito programma  di una rete ferroviaria in Piemonte  (il primo passo quest'anno è il progetto Torino-Genova)  Carlo Alberto ascoltò non solo l'esclamazione del napoletano a Portici, ma anche quella di Cattaneo  cronista all'altra inaugurazione del prossimo anno: alla Milano-Monza primo tratto della MI-VE. "La ferrovia  è un poderoso strumento di pubblica e privata prosperità".
In connessione con i lavori della TO-GE, Carlo Alberto fa mettere le basi a quella che sarà fra breve la "fabbrica della ferrovia". Il centro siderurgico che in seguito si chiamerà Ansaldo e che darà un fortissimo contributo  non solo alla crescita della ferrovia, ma a tutta la moderna industria metallurgica e meccanica italiana.
Abbiamo visto (dalle cifre)  che fu uno sviluppo limitato, ma il decollo dell'intera penisola non poteva certo venire solo da una  regione. Nè questa poteva andare a mettere le ferrovie dove Papi, Sovrani e "amanti della terra" non le volevano.
Il Ponte ferroviario sul Po a Piacenza (l'ex confine papalino) fu sempre osteggiato; ancora  nel 1903 durante la sua costruzione fu più volte distrutto. Si disse "dai barcaioli disoccupati che operavano con i traghetti".  Alcuni cronisti dell'epoca avanzarono dei seri dubbi; che i rivoltosi, queste duemila persone, erano stati ben addestrati per non fare unire l'Italia; questo  a quarant'anni dall'unione. Le "vipere" erano ancora vive!

*** IL 19-AGOSTO -  "Da oggi la Pittura é morta"  é il grido che lancia  il pittore DELAROCHE dopo che L. J. DAGUERRE ha ottenuto col procedimento di  NIEPCE (1825) la prima nitida FOTOGRAFIA non usando bitume ma lo ioduro d'argeno su lastre di rame. Un procedimento che chiamerà con suo nome
"DAGUERROTIPO". Da notare che non era ancora riproducibile in serie, ma dalla lastra usciva una sola copia. Comunqnue é  una rivoluzione epocale. Nasce il mondo dell'immagine. Nuove ricerche sulle espressioni visive.
Naturalmente sorsero le solite  polemiche dei conformisti. Si iniziò a parlare di fredda e sterile "riproduzione meccanica" , dov'era assente (sia nel paesaggio che nella ritrattistica)  quell'espressione che solo il pittore sa cogliere nella riproduzione e nell'esecuzione "artistica".

*** Esce a Parigi una sigolare rivista curata da Jean JOSEPH, CHARLES e LOUIS BLANC: Revue de progres. All'interno un saggio rivoluzionario dal titolo Organizzazione del lavoro. La proposta è la creazione di Iaboratori sociali ( Ateliers sociaux); una cooperazione tra lavoratori e Stato per abolire il capitalismo. Una utopistica socialistica che fu in seguito adottata ma il cui fallimento provocò l'insurrezione parigina del giugno del 1848. Esule in Inghilterra, rientrò poi nel 1871 come deputato, del Partito radical-socialista, di cui fu uno dei fondatori.

*** Suo quasi omonimo, LOUIS BLANQUI, cospiratore socialista. Affiliato alla carboneria dal 1824, a capo di alcune organizzazioni operaie di tendenza comunista ugualitaria, quest'anno è uno dei protagonisti della insurrezione parigina. Arrestato per i gravi disordini viene condannato all'ergastolo. Dalla galera uscì nel 1847, ma contrario al governo provvisorio fu nuovamente arrestato e rinchiuso in carcere fino al 1859.
Tra esili e carceri, non smise mai la sua lotta e di scrivere i suoi saggi. La sua "dottrina", detta il BLANQUISMO, ebbe una notevole influenza su tutto il   movimento  operaio ottocentesco

*** Sempre in Francia, é l'apparizione di Corso di filosofia positiva di AUGUSTE COMTE che provoca un grande interesse; é la sua nuova scientifica formulazione di leggi sull'organizzazione della società in senso positivo, una nuova "religione dell'Umanità" necessaria alla nuova epoca. Per esporre il suo progetto di quella che chiama "fisica sociale", Comte usa un termine nuovissimo "SOCIOLOGIA".
(l'argomento lo abbiamo trattato a parte sul link SCHEGGE. vedi
SOCIOLOGIA - COMTE )

 

*** Non minore impatto - in campo letterario - é l'uscita di STENDHAL, con il suo romanzo LA CERTOSA DI PARMA. La vicenda colloca nel giusto periodo un'individuo in  lotta con la società e la storia, costretto a rinunciare agli ideali individuali. Quest'opera di Stendhal, romantica per il culto dell'energia e per la passione che la pervade, anticipa nello stesso tempo il realismo e l'indagine psicologica di fine secolo.
Lo scrittore di famiglia borghese, nel 1800-01, nemmeno diciottenne, con Napoleone   aveva partecipato alla straordinaria campagna d'Italia (era presente nella famosa Battaglia di Marengo, prima della conquista di Milano). Poi fino al 1814 divenne un suo funzionario  viaggiando in missioni  in Germania, in Austria e in Russia. Dopo la disfatta napoleonica, messo a riposo forzato ( aveva 31 anni!), potè trasferirsi in Italia, a Milano. E qui che concepisce questo romanzo che é uno dei suoi più celebri, descrivendo in uno stile  autobiografico lo "scacco subito". Lo fa prendendo le mosse da fatti di cronaca e storici di altri tempi, che ricrea e  fa rivivere  nell'atmosfera della sua epoca. L'indagine psicologica è finemente condotta, tale da trasformare il romanzo in un saggio storico e in un vero e proprio studio dell'introspettività.

*** GIUSEPPE VERDI inizia la sua carriera di musicista presentando alla Scala di Milano la sua prima opera Oberto, conte di San Bonifacio.

CONTINUA ANNO 1840 >