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CRONOLOGIA

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ANNO 1847
LA CRISI ECONOMICA DEL 1846-1847
  -  "IL RISORGIMENTO"....scrive Cavour 
 LA POLIZIA NELL'800
I Personaggi politici di questo periodo

VEDI ANCHE I RIASSUNTI DI QUESTO PERIODO IN STORIA D'ITALIA

*** NASCE IL COMUNE DI ROMA
*** LA CONGIURA SANFEDISTA
*** GLI AUSTRIACI A FERRARA
*** INSURREZIONE A MESSINA
*** DIMOSTRAZIONI A NAPOLI
*** RIFORME IN ITALIA
*** RIFORME IN FRANCIA
*** FRANCESCO GIUSEPPE IMPERATORE D'AUSTRIA
*** SVIZZERA:  La "Guerra del Sonderbund"

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L'anno 1846 si era chiuso con molto ottimismo dopo l'ascesa al soglio pontificio del nuovo papa, mentre l'inizio di questo 1847 porta con sè del gran  pessimismo per  la  CRISI ECONOMICA (leggi sopra il link ) che sta investendo l'intera Europa. Una crisi economica che si sta inserendo come un cuneo in quella crisi politica ancora più critica, e di cui  già conosciamo le lotte, i mali e  le inquietudini delle popolazioni e degli stessi politici impegnati a gestirle queste ribellioni, a ispirarle o combatterle con la repressione.
Alcuni slanci nazionali e popolari mazziniani si scontrano con una realtà italiana ancora legata a uno stagnante immobilismo. Anche perchè gli ambienti locali sono quasi tutti estranei agli sviluppi della moderna economia. Ci sono ancora le tradizionali società contadine, e domina ancora un numeroso ceto di proprietari fondiari.

Aspirazioni alla cultura liberale europea sono presenti solo in quel gruppo di dirigenti e in una piccola minoranza di intellettuali e di politici che conoscono altre realtà, altre spinte sociali ed economiche, che  negli altri stati sono largamente in anticipo rispetto a quelle della penisola italiana,  ancora così arretrata. Da una decina d'anni questa nuova cultura liberale veniva avvertita e si era diffusa in questo gruppo, ma non era riuscita ad esprimere  le necessarie sollecitazioni. Che queste aspirazioni si potessero ottenere con  l'illuminismo e le esperienze rivoluzionarie che avevano rotto, negli altri stati, drasticamente con la tradizione, in Italia  non era neppure concepibile. Gli stati italiani, gli ambienti regionali e locali  erano così frazionati, che a malapena riuscivano a comunicare tra loro. Quindi se le utopie illuministiche o quelle rivoluzionarie non avevano futuro, anzi erano a rischio, non restava altro da fare che fare tentativi di mediazione. Pensieri moderati con aspirazioni più caute e obiettivi più limitati.

Il vantaggio era quello di far spostare verso lo schieramento liberale una buona parte del mondo cattolico conservatore 


Nella crisi che sta colpendo anche Queste inquietudini  si stanno moltiplicando e stanno allargando quel processo di unificazione sollecitato da  lotte e ribellioni dei costituzionalisti rivoluzionari (carboneria, Mazzini, Cattaneo  ecc) o da progetti moderati come quelli suggeriti da Gioberti, Balbo, D'Azeglio. Paradossalmente si sta accellerando questo processo e si sta ampliando anche in altri ceti, dopo l'avvenuta   elezione di Pio IX.
In Austria ci si preoccupa per le concessioni liberiste che sta distribuendo a piene mani   il papa, mentre in Piemonte  la preoccupazione è un'altra: c'è il timore che l'iniziativa per realizzare l'unità d'Italia sfugga  a Carlo Alberto e passi o al Papa o al popolo. Già si grida nelle piazze "Viva Pio IX".  Carlo Alberto esprime  in questa circostanza nuovamente la sua doppiezza; è perfino patetico. Per non che si sappia del giubilo delle popolazioni pontificie, proibisce persino di leggere i giornali di Roma  e della Toscana. Poi con un'altra "capriola" comparabile a quelle  del suo passato, stabilmente ambiguo, il soprannominato "Re tentenna", é pronto a correre ad aiutare le truppe del Papa a Ferrara.

 
Ma ritorniamo alla crisi economica,  che non è la solita, ma provecherà quella   scintilla che andrà a far esplodere il prossimo anno in quasi tutta Europa la nuova rivoluzione.
Paradossalmente questa  crisi era dovuta alla sovrapproduzione dei beni industriali, non al rincaro dei prezzi ma alla discesa dei prezzi. Un fenomeno nuovo per la storia del mondo, che ha iniziato a produrre con un uomo e una sola macchina quello che prima producevano cento uomini, e a trasportare cento  uomini con una macchina e un solo uomo.

Il nuovo sistema economico produceva più di quanto la popolazione - a basso salario - fosse in grado di consumare, e chi produceva smetteva di farlo, chiudeva quelle fabbriche che con tanta orgogliosa sicurezza aveva aperto. E nel farlo creava disoccupazione, aggravando ancora di più la situazione.

Un fenomeno, una malattia che sarà sempre presente nel sistema industriale capitalistico, e di cui allora non si seppero prevedere gli effetti disastrosi sull'intero sistema.  Un sistema che era nuovo, senza precedenti, non esistevano modelli.  In pochi anni la rivoluzione industriale   aveva premiato con enormi ricchezze alcuni disinvolti imprenditori. All'inizio -quando erano ancora pochi- costoro sostenevano - anticipando il positivismo evoluzionistico di Spencer di essere degli "eletti", affermavano ""...é la  manifestazione di una legge divina se noi siamo ricchi e gli altri poveri, e noi  lo siamo perchè siamo i più capaci,  é la natura divina che vuole così. Non è una tendenza  economica perversa".
Questa teoria  se prima era valida  solo tra ricchi e poveri, ora  iniziava   ad essere valida anche  tra ricchi e ricchi, quando  nel farsi una spietata concorrenza (abbassando sempre di più i prezzi per la sovrapproduzione) iniziarono anche loro ad azzannarsi come jene in una lotta senza quartiere.  Non rispettandosi nemmeno fra di loro che si consideravano "eletti".
OWEN che ha iniziato ora ad applicare nelle sue filande i principi umanitari viene attaccato con questa frase  "se cominciamo ad essere umani finiremo sul lastrico", e non avendolo convinto a smettere, furono disumani anche con il collega "eletto": gli fecero terreno bruciato attorno,  lo fecero fallire! Tolsero l'"eletto" umano dal mucchio, prima che infettasse altri che non volevano "cominciare ad essere umani".

Nel clima di questa grave crisi che colpisce non solo l'Italia ma l'intero continente, il crollo dei prezzi provocò la chiusura di molte industrie, molte fabbriche furono costrette a chiudere ed a dichiarare fallimento. Ciò provocò un grosso aumento della disoccupazione e quindi un ulteriore diminuzione dei consumi. Poi il   fenomeno si propagò, determinando il panico tra gli imprenditori e sommosse e tumulti della classe operaia, che rivendicava pane e lavoro.
Un personaggio  non aspettava che questa crisi, per lanciare il suo proclama e la sua dottrina.

"Proletari di tutto il mondo unitevi" è il  grido di MARX, che vede un futuro tutto della classe operaia, quando abolita la proprietà privata, eliminerà poi ogni differenza di classe. "I ricchi tremino perché in questa lotta verranno spazzati via dalla inarrestabile classe operaia, che non ha nulla da perdere se non le catene che li lega a loro". - Non è naturalmente il futuro Marx del socialismo scientifico, usa ancora gli slogan del socialismo utopistico,
Marx non è ancora trentenne, ma con il fenomeno in atto, inizia a percepire quelle basi economiche che determinano la struttura di una società; inizia ad approfondire l'analisi dei caratteri del modo di produzione capitalistico che inizia a "fare acqua" da tutte le parti.  Il concetto chiave di questa analisi, studio dei processi sociali nel loro divenire storico, sarà poi  il plusvalore.   Il grido di sopra non era rivolto solo al proletariato, ma anche ai capitalisti. Attraverso questa espropriazione di plusvalore il capitalista ottiene il profitto, ma crea il conflitto con gli operai, e questo conflitto - avverte Marx - causerà la debolezza dello stesso capitalismo. E mai il capitalismo, anche se quello di questo periodo era giovane, ebbe così tanto panico. Tutto il sistema mostrò tutta la fragilità di come era stato impostato; che era quello della jungla; peggio, perchè era stato improvvisato, non c'era equilibrio.

In Francia, con una situazione ancora più critica, a causa del calo delle produzioni agricole (anche questa a livello europeo)  il socialista L. BLANC  propone per i disoccupati  fabbriche di Stato (nazionalizzate) gestite dagli operai. Si tentò l'esperimento, ma fu un fallimento solenne. Per la grave crisi in cui era la Francia non erano sufficienti i palliativi e le improvvisazioni. Ci voleva uno stato forte, e seri studi economici e sociologici. Smith e Ricardo non bastavano più.  Mentre PROUDHON  e Comte non sono  ancora presi sul serio. Eppure dal primo, dal suo Del principio federativo, il mondo economico  e finanziario qualcosa prende da lui.  Le Leghe Doganali che sono nate e stanno nascendo  in varie Stati, hanno come punto cardine  il   principio federativo dell'"anarchico" che è conosciuto impropriamente come l'autore dello slogan "la proprietà è un furto".
Anche in Italia quest'anno si sta formando una Lega doganale. Paradossalmente non sono nè i liberali nè i repubblicani mazziniani  a proporla; ma a discutere le linee fondamentali di un progetto di lega doganale italiana (tipo Zollverein tedesca) è una congregazione cardinalizia dello Stato Pontificio. A prospettarla é monsignor GIACOMO ANTONELLI e viene concordata e firmata il 3 NOVEMBRE, con Toscana, Regno di Sardegna e Stato Pontificio. Leopoldo e Carlo Alberto (quest'ultimo firma ma non mantiene le promesse) accettano, ma ne escono mortificati; l' applauso va tutto al Papa "liberale", che guadagna così posizioni di prestigio nell'opinione pubblica di ogni stato.
(*) "La Deutscher Zolleverein, era entarta in vigore  il 1° gennaio 1834. Mediante la creazione di questo mercato nazionale protetto, nel giro di pochi anni  tutti gli Stati tedeschi avevano aderito allo Zollerverein, e si rivelò un fattore di primo piano nella promozione dello sviluppo economico tedesco. Non immediate furono invece le sue conseguenze politiche, anche se esso costituì indubbiamente la prima tappa nel processo di unificazione della Germania moderna".

Ritorniamo in Francia e alla situazione accennata sopra;   ne approfittano i moderati liberali per chiedere la riforma elettorale e l'estensione del diritto di voto. La grave crisi che proseguirà per l'intero anno, esasperando la popolazione, e questa richiesta non soddisfatta, scateneranno all'inizio dell'anno prossimo in febbraio la nuova rivoluzione, con barricate e scontri con la guardia nazionale, che alla fine passa dalla loro parte. E' la scintilla che farà esplodere a catena le insurrezioni pochi giorni dopo anche a Vienna, a Berlino, in Polonia, a Milano, a Venezia, in Sicilia. Non ne è immune neppure l'Inghilterra; imponenti manifestazioni scoppiano a Londra dirette dal movimento cartista. Ma è l'unica nazione che con un governo forte mantiene saldamente il controllo della situazione. Le agitazioni si esauriscono, segnando  addirittura la fine del cartismo come movimento di massa. L'Inghilterra,  come al solito in anticipo  sul resto d'Europa, ha risolto i suoi problemi per sempre. Eppure in Italia nessuno copia quel modello, uscito da una esperienza! Il paradosso é che diventano più moderati (opportunisti) i conservatori più degli stessi  liberali, perchè questi ultimi hanno deluso, non hanno progetti, hanno fatto troppe promesse che non hanno mantenuto perchè non hanno la forza e il vero capitale in mano.

Torniamo in Italia: Anche nei vari stati della penisola, la crescita dei prezzi alimentari e il crollo dei consumi dei prodotti industriali   provocano vaste agitazioni popolari.

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*** SVIZZERA -  """ A partire dal 1838 la Confederazione Svizzera conosce disordini politici interni crescenti. All'epoca la Confederazione era molto meno coesa di adesso. In molti cantoni, soprattutto protestanti, si sviluppano tendenze per il rafforzamento dell'unità della Confederazione e per una maggiore democrazia. Molte costituzioni cantonali vengono riviste in questo senso. Ne deriva una tensione crescente tra i cantoni liberali e quelli conservatori, tutti cattolici. L'ammissione dei Gesuiti a Lucerna porta alla creazione di bande irregolari contro quel cantone. A questo punto (1847) i cantoni conservatori (Lucerna, Schwyz, Uri, Unterwalden, Vallese, Zug e Friburgo) organizzano il Sonderbund, una lega di difesa dei loro privilegi che è potenzialmente uno Stato nello Stato ed un'organizzazione separatista. La Dieta Federale ordina lo scioglimento del Sonderbund. In seguito al rifiuto di sciogliersi scoppia la Guerra del Sonderbund. Si tratta di una guerra lampo. L'esercito federale svizzero sotto la guida del Generale Dufour sconfigge facilmente a Gislikon l'esercito del Sonderbund. L'anno successivo viene varata una nuova costituzione federale sul modello americano. C'è un Parlamento bicamerale (Assemblea federale) dotata di potere legislativo e composta dal Consiglio Nazionale (il Parlamento vero e proprio) e dal Consiglio degli Stati (rappresentanza cantonale). Detta Assemblea elegge il Consiglio federale composto di sette membri ed il Presidente federale che compongono il potere esecutivo controllato dal Tribunale federale. La Confederazione è competente per la politica estera, l'esercito, le dogane, le ferrovie e l'emissione della moneta. I Cantoni sono competenti per le questioni ecclesiastiche, l'istruzione, la giustizia e la stampa. (By: Pier Paolo Chiapponi)"""

*** SOBRERO inventa la NITROGLICERINA.

*** Un salumiere che poi farà i miliardi e costruirà un grande impero industriale, inventa con un banalissimo procedimento  il dado per il brodo; il suo nome, LIEBIG. Le sue capacità -per quanto banale era la sua invenzione- furono quelle di promuovere il prodotto, commercializzarlo, e adottare procedimenti sempre più sofisticati, dedicandosi alla continua ricerca della qualità; ed  infine,  capace di combattere certi pregiudizi, riuscire a venderne miliardi di pezzi costruendo nel mondo 60 stabilimenti.

CONTINUA ANNO 1848 >