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ANNO 1855
I Personaggi politici di questo periodo

VEDI ANCHE I RIASSUNTI DI QUESTO PERIODO IN STORIA D'ITALIA

***  ITALIA ALLEANZA CON INGHITERRA E FRANCIA
*** LA GUERRA IN CRIMEA e   LE SPERANZE DI CAVOUR 
*** COLERA IN CRIMEA E COLERA IN ITALIA
*** A PARIGI E LONDRA IL RE E CAVOUR 
*** SOPPRESSIONE DEGLI ORDINI ECCLESIASTICI
*** PIO IX SCOMUNICA I DEPUTATI E I SENATORI D'ITALIA
***LA MORTE E L'EREDITA' DI ROSMINI

8 GENNAIO - Nel governo del Regno di Sardegna, Cavour assume il ministero degli esteri. 

Cavour inizia subito dei colloqui per stringere un alleanza franco-inglese. Cavour voleva ad ogni costo uscire dall'isolamento politico del Piemonte, e farsi in qualche modo degli alleati, per avere in seguito un appoggio sia politico che militare in un futuro conflitto con l'Austria.
Ad "ogni costo" voleva dire entrare in uno dei tanti conflitti che le nazioni delle Santa Alleanza innescavano; per tanti motivi, non esclusi quelli per motivi di rancori e dissapori familiari e di invidie dinastiche. Come i matrimoni andati in fumo (tra le dinastie Romanov, Assia, Asburgo. La raccolta di lettere del principe Alessandro Assia (1823-1888) oggi in 17 volumi raccolte nel castello di Walchen sono illuminanti (Amori e odio tra principi).  Alessandro d'Assia era nato tedesco dei Battemberg, poi seguì sua sorella Maria alla corte russa, sposa del figlio dello zar Nicola I, Alessandro.
Ma a Pietroburgo Alessandro d'Assia fu allontanato brutalmente per aver fatto la corte alla principessa Olga; poi divenne genero della regina d'Inghilterra Vittoria; poi per ripicca con i russi divenne generale di Francesco Giuseppe (a Villafranca ci sarà lui a mediare con Napoleone III - ma anche lui a non far intervenire i russi in aiuto degli austriaci assieme a un amareggiato (offeso e sconvolto) nonagenario Radetzky  sostituito ("mi ha buttato via come un limone spremuto" (*)) dal giovane inesperto imperatore austriaco  (che lo ha definito "rimbambito") con Gyulai (l'autore poi di tanti guai degli Austriaci sull'Adda e sul Mincio e della disfatta).
 Il vecchio mitico generale (che per tutta la vita era rimasto sempre attaccato e grato a Nicola II) trova consolazione alla sua "liquidazione" proprio con il cognato dello neo-zar, Alessandro d'Assia e diventa anche lui per ripicca filo-zarista. Ricordiamo ancora che la sorella di Alessandro d'Assia, Maria, alla morte di Nicola II (alla vigilia della guerra di Crimea)  è diventata imperatrice. E il fratello da Verona scriveva "Sono costretto a vivere in campo quasi nemico, ma la mia profonda devozione e il mio amore va alla Russia" (*) (Memorie di A.d'A, Castello di Walchen).

Insomma Alessandro d'Assia divenne per quasi quarant'anni il principale  mediatore dei tre sovrani dell'Europa orientale e centrale. Lui sempre a correre da una capitale all'altra per appianare i contrasti tra le tre potenze con cui è imparentato e che (nonostante le beghe familiari - e forse proprio per questo genere di motivi- solo di lui si fidano.

Ma torniamo a questo 1855.

Una di questi contrasti fu la ripresa nel 1853 dell'espansionismo di Nicola I verso l'impero ottomano.
Preoccupate dell'imperialismo russo Francia e Inghilterra si schierarono nel marzo del 1854 in appoggio al sultano di Costantinopoli, invitando le altre potenze europee a entrare nella coalizione per difendere (dissero) l'equilibrio e la pace in Europa. (Non volevano che la Russia diventasse troppo potente; ma anche la medesima Austria non gradiva di certo una Russia sui Balcani.

Cavour sfruttò abilmente le speranze degli italiani, che non aspettavano altro che di vedere le potenze liberali europee aprire un conflitto contro il fronte delle potenze reazionarie che facevano capo a Russia e Austria (e soprattutto a quest'ultima). Cavour convinse così il Re sabaudo a entrare nella coalizione. Ovviamente dopo aver fatto patti con Francia e Inghilterra che a conflitto concluso la "questione italiana" sarebbe stata discussa sul tavolo delle trattative di pace.

3-10 FEBBRAIO - Cavour presenta alla Camera il progetto dell'alleanza che contempla l'invio di un corpo di spedizione in Crimea di 15.000 uomini e l'accettazione di un prestito di 25 milioni dell'Inghilterra.
 La proposta dell'intervento del Piemonte incontra vivacissime opposizione, tanto a destra quanto a sinistra. Brofferio, fra l'altro, accusò Cavour di non avere un preciso indirizzo politico e nemmeno di aver rispetto delle convenzioni e della moralità costituzionale. "L'alleanza con Inghilterra e Francia per poi andare a difendere la Turchia offende il Piemonte e disonora l'Italia. Abbiamo sfidato ogni specie di privazioni, ci siamo sottoposti a odiosissime tasse, abbiamo affrontato la bancarotta dello Stato nella speranza di buttar "fuori lo straniero", abbiamo consumato i nostri milioni, impiegato i nostri soldati;  e alla fine per far cosa? andare in Crimea per aiutare i Turchi!!! Se voi consentite questo trattato, la prostrazione del Piemonte e la rovina dell'Italia saranno un fatto compiuto":
Ma Cavour rispose pronunciando uno dei suoi migliori discorsi.
Si passò ai voti il giorno 10. Lo stesso fratello di Cavour votò contro, ma il risultato a scrutinio palese fu 101 a favore e 59 contro, e a scrutinio segreto 95 contro 63. Non restava che preparare i soldati e salpare verso la Crimea.

Poco mancò che il "capolavoro" politico di Cavour naufragasse, quando il......

2 MARZO ....muore lo zar Nicola I. Gli succede il figlio Alessandro II (consorte della sorella del principe Assia che così diventa cognato dell'Imperatrice).  Ma ormai in Europa la guerra è decisa ed è stata già organizzata. Ma la complicazione più grossa per Cavour - che spegne tutti i sogni liberali- fu quella che l'Austria (ambiguamente) non si schierò con la Russia e rimase neutrale - anzi l'infido Buol  il 2 dicembre dello scorso anno ha perfino fatto un'alleanza con le Potenze occidentali  e poco ci mancò che si mettesse decisamente a fianco (e da qui venne poi il dispetto dello zar Alessandro II a non prestare aiuto a Francesco Giuseppe nel '59, quando ad essere aggredita fu l'Austria. Infatti il giovanissimo zar amareggiato da questo mancato appoggio in Crimea, anche se più moderato nella politica espansionistica del padre, implora l'altrettanto giovanissimo Francesco Giuseppe: "ma come, mio padre ti amava come me, come un figlio, dovremmo essere fratelli e ora fai il fratricida?"(Ib.)

Quando gli anglo-francesi decisero di far iniziare la guerra da Kronstadt (puntando poi su Pietroburgo)  la famiglia imperiale temette di vedersi piombare addosso la dichiarazione di guerra dell'Austria, ed era già in procinto a lasciare la residenza. "L'Imperatore d'Austria è pazzo" scrisse Maria al fratello "Invece di fare il bene del suo paese, farà la sua rovina. Saperti al servizio di quest'Austria ingrata e perfida mi addolora" (ib, giorno 8 luglio 1854).
Dello stesso tono la lettera del marito al cognato "Non parlo della gratitudine, alla quale avremmo pure diritto, ma sarei lieto di capire qual'è l'interesse dell'Austria a fare una politica che renderà una guerra con noi. Cos'è che ci guadagnerà? Prevedo tristi risultati per il suo avvenire. Vedere il giovane imperatore a incamminarsi su una strada così sbagliatami strazia il cuore. Dio possa perdonarlo per il male che fa a noi e al suo stesso Paese" 
Il giorno stesso per l'indignazione fa togliere il quadro dell'imperatore austriaco da suo studio, e lo regala a un servo (Ib. lett. 10 luglio 1854)

Poi le potenze decisero di attaccare la Russia con maggior impegno in Crimea. Lontana dal cuore della Russia. Non essendoci ferrovie si sottraevano a eventuali rinforzi. Forse fu per questo motivo che a Pietroburgo non piombò la dichiarazione di guerra dell'Austria. Ma anche la sua neutralità fu considerata da Maria e da Alessandro II, un "tradimento". Nel '59 la ripagarono con la stessa moneta. Altro che Santa Alleanza!

1 APRILE - Tutto è pronto. Nel Regno di Sardegna entra in vigore lo stato di guerra. Viene nominato comandante del corpo di spedizione il generale Alfonso La Marmora. Da Torino partono il 13 aprile 18.000 uomini.  Ma è una guerra non "sentita". Ci sono molte reazioni nei patrioti. Tormenti di coscienze. Mazzini con comunicati clandestini non si risparmia a condannare la folle avventura.
Mentre Cavour con gli anglo-francesi stabilisce che quello italiano non è un corpo ausiliario ma che è a pieno titolo alleato.

9 MAGGIO - Il corpo di spedizione italiano arriva a Balaclava, in Crimea. Ma a decimarli duramente  non è la guerra che non hanno nemmeno iniziato, ma il colera. Forse portato in Crimea dall''Italia dagli stessi soldati. Il 7 luglio muore anche lo stesso La Marmora. Con lui cadono vittime dell'epidemia altri 1300 soldati. Mentre altri 3000 sono colpiti dal morbo.
I restanti, il 16 agosto sono impegnati contro gli attacchi dei russi sul fiume Cernaia, a Sebastopoli.
E' l'unica battaglia in cui sono coinvolti i piemontesi. La battaglia entra nella leggenda del Risorgimento, ma in effetti fu una modesto scontro. Le perdite furono 16 morti.
La conquista e l'occupazione di Sebastopoli fu poi fatta l'8 settembre ad opera dei francesi.
La conquista della più importante città -che era poi la fortezza dei russi- oltre che segnare la sconfitta, diventa subito oggetto di trattative.

20 NOVEMBRE - L'esito della guerra in Crimea, già dato per scontato in una totale vittoria, mette in moto tutta la diplomazia europea per aggiudicarsi ognuno i benefici, e per l'Italia porre subito la questione che gli sta a cuore. 
Il Re Sabuado con Cavour e d'Azeglio si recano prima a Parigi a incontrare Napoleone III, poi il 30 dello stesso mese sono a Londra a conferire con la regina Vittoria. Poi per la pace definitiva e le varie spartizioni il tutto viene rimandato a un congresso di Parigi che si terrà all'inizio del prossimo anno.

IL COLERA IN ITALIA

L'epidemia di colera che si era diffusa lo scorso anno, soprattutto nelle città costiere, ma anche a Milano, Roma, Firenze, e che aveva provocato circa 12.000 morti, si era arrestata nei mesi invernali, era poi ripresa nella primavera di quest'anno, ma poi nei mesi estivi era nuovamente esplosa. Si contarono 25.941 vittime.  Una delle città più colpite fu la provincia di Bologna che registrò 10.911 vittime di cui 3.533 nella sola città.

 SOPPRESSIONE DEGLI ORDINI ECCLESIASTICI

Nel corso dell'anno non ci fu solo la questione Crimea a mettere in crisi la politica piemontese. Anzi quella sulla discussione della legge sulle corporazioni religiose e l'incameramento dei beni ecclesiastici, rischiò di travolgere  il governo più volte. La questione non era nuova, ed era iniziata da tempo. Ma alcuni fatti rischiarono di vanificare tutti gli sforzi fatti con moderazione.
Intervenne come fatto scatenante la crisi detta "Calabiana", dal nome del vescovo di Casale Monferrato che propose a nome del clero piemontese il pagamento di una somma annua allo Stato sabaudo (928.000 lire), in cambio del ritiro della "legge sulla soppressione degli ordini religiosi" discussa animatamente da mesi in Senato e alla Camera. Ma a interporsi al Parlamento ci fu l'intervento di Vittorio Emanuele II che appoggia la proposta del vescovo.
I veri motivi non sono noti. Chi afferma che fu tentato di avere a disposizione quella somma, chi afferma che voleva essere sempre lui il protagonista della politica, mentre altri affermano che questa apertura al clero fu dettata dalla improvvisa scomparsa il 20 febbraio della moglie Maria Adelaide e l'11 febbraio del fratello Ferdinando duca di Genova. Si disse che i due lutti così vicini lo avevano riavvicinato a Pio IX e al clero piemontese. Ma ne approfittò subito lo schieramento clericale e quello conservatore sollecitando i re ad appoggiare la proposta del vescovo.

Ma tutte i tre motivi non furono sufficienti per evitare una crisi di governo. Questo sentendosi scavalcato polemicamente rassegnò le dimissioni. Ma la difficoltà a formarne un altro, e la forte reazione liberale costrinse  il  Re il 4 maggio a richiamare a riconfermare  gli stessi incarichi  a Cavour e al suo ministero.

Questa volta non si perse molto tempo. Il 23 MAGGIO il Senato presentò la definitiva proposta di legge e la mise ai voti, ottenendo 53 voti a favore e 42 contro. Il 29 MAGGIO la legge verrà sancita dallo stesso Re.

La legge per il clero fu pesantissima. E la reazione di Pio IX non si fece attendere. Fu altrettanto pesante.
Scomunicò tutti i deputati e i senatori che avevano approvato la legge. E tutti i mandanti, i consultori e gli aderenti che in qualche modo avevano contribuito ad approvare la legge o avrebbero contribuito ad applicarla come esecutori.

Gli ordini religiosi maschili che furono soppressi: Agostiniani - Carmelitani scalzi e calzati - Domenicani - Filippini - Certosini - Benedettini - Cisterciensi - Olivetani - Cappuccini - Passionisti - Canonici di S. Egidio - Servi di Maria e altri minori.
Quelli femminili:  Clarisse - Terziarie francescane - Celestine - Battistine - Benedettine cassinesi - Canonichesse lateranensi - Cappuccine -  Carmelitane scalze e calzate -Cisterciensi - Crocifisse benedettine - Domenicane - Terziarie - Francescane.

Oltre che alla soppressione furono incamerati anche i beni. La cui destinazione fu un vero e proprio "pasto" degli avvoltoi. 

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*** BOOLE sviluppa la logica matematica sul sistema binario. Sembra a tutti un gioco di un matematico bizzarro, invece aprira' gli orizzonti di una singolare matematica che diverrà il linguaggio fondamentale operativo, e fará in seguito funzionare i futuri computer elettronici

Boole, aveva ampliato i concetti di Leibniz, che li aveva a sua volta concepiti scoprendoli da una lettera mandatagli dalla Cina dal Gesuita Padre Bouvet. Il prete inviandogli lo schema degli esagrammi dei 64 segni Ching (il libro delle mutazion) potessero far corrispondere l'intera natura di tutti i fenomeni.
Leibniz ci appiccico' un fantasioso sistema matematico che a quanto pare, ora sappiamo, era già quasi fatto: Infatti, il Ching seguono la stessa progressione binaria dal numero 0 al 64. Con questa permutazione di due cifre 0 e 1 (se tracciamo una linea spezzata accanto a ogni Zero e una linea intera accanto a ogni Uno abbiamo l'esagramma che corrisponde al numero con quale iniziamo) oggi i flip-flop con questo sistema fanno funzionare i computer. Un circuito di serie di tali commutatori può formare un numero nella progressione binaria o indifferentemente un esagramma cinese. Infine abbiamo scoperto che i neuroni nel sistema nervoso centrale degli esseri umani obbediscono alle stesse leggi. Sono "inseriti" o "disinseriti". Vale a dire, o completamente passivi o attivi, anche senza riferimento al potere degli stimoli che li azionano (il sogno e' uno di questi) (ci avviciniamo al computer pensante).

Insomma un bel mistero che ci viene dall'antico Oracolo delle Mutazioni, vecchio di 4000 anni, dove l'analogia non puo' essere casuale. Perfino  un sofisticato computer, gli  occorrerebbero milioni di anni per ripetere in una forma casuale tale sistema. L'era dei calcolatori (vedi il computer basato sulle coppie del DNA), parallelamente alle nuove scoperte della neuroscienza (gli on-off delle sinapsi - ioni dei neuromediatori ecc. ecc.) stanno rendendo affascinante l'origine delle informazioni e sconvolgendo la conoscenza, visto che questa sta scoprendo com'è fatta la conoscenza stessa; come si immagazzina, come si riceve, come la si trasmette.

VEDI QUI L'INTERA STORIA 

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