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CRONOLOGIA

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PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 1858
IL "FIGLIO" EBREO DI PIO IX - "CASO MORTARA"
*** GLI ACCORDI DI PLOMBIERES

LA CONTESSA CASTIGLIONE

I Personaggi politici di questo periodo

VEDI ANCHE I RIASSUNTI DI QUESTO PERIODO IN STORIA D'ITALIA

*** FELICE ORSINI e  L'ATTENTATO A NAPOLEONE III
*** GLI ACCORDI DI PLOMBIERES
*** CAVOUR APPROVA UN PIANO DI INSURREZIONE A MASSA
*** GARIBALDI CREA I  "CACCIATORI DELLE ALPI"

14 GENNAIO -  I tentativi di Cavour per guadagnare simpatie ed appoggi internazionali alla causa italiana non furono senza difficoltà. Il primo ostacolo fu l'attentato che Felice Orsini, un democratico esule in Francia, organizzò contro Napoleone III, scagliando tre bombe contro la carrozza dell'imperatore diretta all'Opera. Rimangono uccisi due guardie di scorta e una cinquantina di persone ferite. L'imperatore ne esce illeso anche se riporta alcune ferite al viso. Gli attentatori sono subito arrestati, compreso l'Orsini.
Cavour utilizza questa occasione per realizzare il suo progetto. Presenta all'imperatore  l'Italia come una polveriera pronta ad esplodere, convinse Napoleone III  che era indispensabile risolvere la questione italiana prima che i gruppi più radicali (tanti Orsini) prendessero il sopravvento con altri atti di cospirazione.

27 FEBBRAIO  - FELICE ORSINI l'attentatore, prima di salire sul patibolo, scrive a Napoleone e sconfessa Cavour; affermando che il suo non era una cospirazione politica di un gruppo, ma di tutti i patrioti d'Italia. Il Paese che ha perduto l'occasione di rendersi indipendente nel 1849 per colpa proprio dei Francesi;  quindi esorta Napoleone  a pensare agli italiani e a unirsi agli italiani per cacciare gli austriaci dall'Italia.
Informato del contenuto della lettera, Cavour ne approfitta e la fa pubblicare sui giornali, trasformando Orsini in un martire, in un campione dei popoli oppressi dagli Austriaci. Punta su due risultati: far intervenire Napoleone a fianco di Vittorio Emanuele; ed eccitare gli animi degli italiani.

20 MARZO - A gennaio si era celebrato il processo con tante condanne a morte per i sopravvissuti della fallita impresa di Pisacane. A Lucca il primo marzo altre condanne a morte contro ventisei  capi di una associazione mazzinina che avevano guidato l'insurrezione di Livorno e Genova. Infine in questo 20 marzo il tribunale del Regno di Sardegna condanna a morte in contumacia  GIUSEPPE MAZZINI  e altri suoi complici per la stessa insurrezione di Genova dello scorso giugno.

1 APRILE - Il Re tramite Morozzo della Rocca, dopo l'attentato aveva inviato a Napoleone III  le felicitazioni per lo scampato pericolo. L'imperatore gradì la lettera, ma rispose al Re  tramite il suo aiutante da campo con accuse e una minaccia molto grave.
" Io amo e stimo infinitamente il Re, ho la più grande considerazione per il conte Cavour. Io desidero che essi siano convinti che ho sempre per il Piemonte le migliori disposizioni, ma io so che voi non avete polizia...la stampa è troppo libera...non vi è rispetto per la morale, per la religione , per l'ordine...Voi non avete leggi sufficienti per reprimerla... Io ho grande simpatia per la vostra bandiera, per la causa che rappresenta l'Italia, ma se non si fa nulla...la mia amicizia si intiepiderà ed io sarò costretto a legarmi strettamente con l'Austria. Che arriverà allora al Piemonte? Il solo vostro alleato sono io; credete forse di poter essere aiutati dall'Inghilterra? Ho fiducia nella lealtà e nel bel carattere del Re, ma, se non fa ciò che desidero, io non posso contare su di lui". (Francesco Cognasso, Vittorio Emanuele II,  Utet, To 1942, pag. 134)

Il Re quasi non voleva credere a queste parole, e rispose con un dispaccio nuovamente affidato al Della Rocca "Non fate l'imbecille, caro generale, se le parole trasmessimi sono testuali. ditegli all'Imperatore che non si tratta così un fedele alleato...io non desidero altro che essere suo amico".
Il dissidio che sembrava minaccioso scomparve: il Re e Cavour calmarono Napoleone III, e riuscirono a conservarne l'amicizia inviandogli un'altra lettera: "Io e Cavour amiamo molto Vostra Maestà e tutti e due noi attendiamo l'avvenire. Dobbiamo perfino calmare l'esaltazione dei nostri ragazzi d'Italia".

16 APRILE - Il Conte CAVOUR - in Parlamento prende la parola, accennando alle  DUE VIE DEL PIEMONTE. "" Dopo il disastro di Novara e la pace di Milano, due vie politiche si aprivano davanti a noi. Noi potevamo, piegando il capo avanti a un fato avverso, rinunziare in modo assoluto a tutte le aspirazioni che avevano guidato negli ultimi anni il magnanimo re Carlo Alberto. Noi potevamo rinchiuderci strettamente nei confini del nostro Paese, e chinando gli occhi a terra per non vedere quanto succedeva oltre il Ticino e oltre la Magra, dedicarci esclusivamente agli interessi materiali e morali del nostro Paese, noi potevamo, in certo modo, ricominciare e continuare la politica in vigore prima del 1848. Noi potevamo ricominciare quella politica prudentissima che non si preoccupava che delle cose interne.
L'altro sistema invece consisteva nell’accettare i fatti compiuti, nell’adattarsi alle dure condizioni dei tempi, ma nel conservare a un tempo viva la fede che ispirato aveva le magnanime gesta di re Carlo Alberto. Consisteva nel dichiarare la ferma intenzione di mantenere i patti giurati, ma di continuare nella sfera politica quella impresa che andò fallita sui campi di battaglia.
Non vi è rivolgimento politico notevole, non vi è grande rivoluzione che possa compiersi nell’ordine materiale se preventivamente non è già preparata nell’ordine delle idee. E se noi siamo giunti ad operare questo cangiamento nell’ordine morale e nell'ordine delle idee a favore dell’Italia, noi abbiamo fatto assai più che se avessimo guadagnato parecchie vittorie"" . (Atti Parlamentari-16 aprile 1858)

O per la scampata morte o per l'accorata lettera di Orsini, o per le lettere di Vittorio Emanule, nell'animo di Napoleone avvenne la misteriosa  crisi spirituale da cui uscì la decisione di intervenire in Italia.
 Ma c'erano molte cose da discutere prima.

6 MAGGIO -  La decisione a Parigi viene presa: un inviato dell'imperatore arriva a Torino per incontrare il Re e Cavour per assicurare la simpatia per la causa italiana che si ha a Parigi e avverte che Napoleone in un incontro segreto  avrebbe volentieri ricevuto il Cavour a Plombieres per discorrere sulla questione della liberazione dell'Italia, ivi compresa la strategia militare da adottare in caso di un suo intervento.
*** GLI ACCORDI DI PLOMBIERES

20-21 LUGLIO - A  Plombières, una stazione termale della Francia, Cavour  e Napoleone III s'incontrano e stipulano concreti accordi in virtù dei quali la Francia si impegna ad intervenire militarmente a fianco del Piemonte, se l'Austria avesse aggredito lo Stato dei Savoia o gli Stati che i Sabaudi avrebbero aiutato in caso di oppressione o interventi militari austriaci.  In cambio la Francia avrebbe ottenuto Nizza e la Savoia (li leggeremo il prossimo anno i patti) ed il controllo dell'Italia centro-settentrionale tramite due nuovi regni che sarebbero stati costituiti dopo il conflitto ed affidati a due principi francesi imparentati con i Savoia. (che non ci sono ma già si pensa a una unione matrimoniale dei Savoia con  i parenti di Napoleone)
Russia, Prussia e Inghilterra dovevano inoltre  rimanere neutrali.

 AGOSTO - Un mese intero di incontri segreti con diplomatici, ex ribelli, ex cospiratori, e altri soggetti dei vari stati pronti a divenire essi stessi ex austriaci. Cavour ha ora tutto l'interesse nel far scoppiare la guerra; ma ha numerosi problemi da risolvere: primo: farsi dichiarare guerra dall'Austria; secondo: fare una unione matrimoniale tra le due casate; terzo: organizzare qualche protesta in uno stato della penisola sotto la reggenza di sovrani austriaci; quarto: cercare di aumentare il numero di uomini del regno di Sardegna con dei corpi volontari magari guidati anche dal ribelle Garibaldi; quinto: far digerire negli ambienti vicini alla corte senza traumi la cessione della Savoia, e a Garibaldi quella di Nizza sua città natale.

19 OTTOBRE - Cavour le tenta tutte. Esibisce  vistosi preparativi militari alle frontiere. Organizza (vedi i proclami anno seguente) un corpo di volontari detti "Cacciatori delle Alpi" comandati da Giuseppe Garibaldi. Poi subito richiamato a Torino a Dicembre.

NOVEMBRE - Con la collaborazione di La Farina studia e approva una insurrezione nel piccolo ducato di Massa e Carrara; questo non possedendo un proprio contingente di soldati dovrebbero intervenire gli austriaci del vicino Ducato di Modena, e gli stessi austriaci stanziati nel quadrilatero di Verona; e questa sarebbe la miccia per far intervenire i piemontesi sia a Massa che a Modena a difesa dei cittadini aggrediti. 

31 DICEMBRE - Si chiude l'anno con una immane e intrigante attività di Cavour. Nei vari ricevimenti di fine anno, in tutte le corti europee i diplomatici (ma anche l'opinione pubblica) danno imminente la guerra contro l'Austria, dei Savoia alleatosi all'Imperatore francese. Non ci sono più dubbi quando il medesimo annuncia il matrimonio del cugino Giuseppe con la giovanissima figlia di Vittorio Emanuele, la quindicenne Clotilde (di cui leggeremo il prossimo anno)

*** In Inghilterra una parte era contraria, l'altra con il Ministro D’ISADRAELI aveva detto dal canto suo nella Camera dei Comuni: "Se le acque dell’Adriatico venissero turbate, la loro agitazione si sarebbe estesa sul Reno, e l’Inghilterra sarebbe stata forzata a sguainare la spada, non solo per motivi di civiltà, ma anche d’interesse."

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INDIA: Nel biennio 1857-1858 avviene il fatto più importante della storia del periodo coloniale in India: il Grande Ammutinamento. Ovvero le truppe indigene (i Sipahi o Cipays o Sepoys) si ammutinano contro gli inglesi. La storia del grande ammutinamento è curiosa: anche se il malcontento covava da tempo pare che le cause scatenanti siano state di natura religiosa. Alle truppe gli inglesi distribuirono dei nuovi fucili nei quali il meccanismo prevedeva il laceramento dell'involucro della cartuccia con i denti da parte del soldato. La cartuccia era imbevuta di grasso per la lubrificazione: i soldati indiani credettero che il grasso con cui era imbevuta la cartuccia fosse di origine animale e più precisamente bovina e suina. I soldati indiani erano di religione indù o mussulmana per le quali religioni i due animali erano tabù per opposti motivi. Pare che i soldati indiani ritennero che i loro ufficiali inglesi volessero contaminare le loro anime. La rivolta ebbe un iniziale successo: le truppe inglesi, poche di numero ed abituate ad appoggiarsi a truppe locali, furono sopraffatte in molti casi. L'ultimo Moghul fu proclamato imperatore. Ma gli inglesi fecero affluire rinforzi, si appoggiarono ai Sikh ed ai Gurkha e debbero ragione della rivolta. Purtuttavia non negarono le proprie responsabilità nello scoppio della rivolta medesima e le identificarono nell'inadeguatezza dello strumento di governo ovvero la Compagnia delle Indie che, con il Proclama di Hyderabad del 1858, fu sciolta e l'India divenne un diretto possedimento della Corona britannica governato da un consiglio con un Vicerè. La trasformazione fu completa quando nel 1876 la Regina Vittoria assunse il titolo di Imperatrice dell'India che fu portato dai suoi successori fino al 1947, anno dell'indipendenza dell'India. (By Pier Paolo Chiapponi)

*** MUSICA - Sulla cresta dell'onda i successi di R. KORSAKOV, BORODIN, MUSORGSKI, BIZET, OFFEMBACH, NICOLAI, SMETANA, J STRAUSS,
*** In Italia VERDI sta dominando. In 60 anni condiziona tutta la musica Italiana. Terminano tutte le espressioni di quella sinfonica.

*** IN AMERICA opera il POETA-VATE (ancora oggi insuperato) WHITMAN (che influenzera' non solo l'America ma moltissimi poeti d'Europa)

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