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CRONOLOGIA

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E PAESI

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1880
LIBERISMO e PROTEZIONISMO  - 
EMIGRAZIONE- POLITICA  E FENOMENO SOCIALE 
I Personaggi politici di questo periodo

* QUINTINO SELLA
* LE CONDIZIONI DI VITA IN ITALIA
* IL COLONIALISMO
 

 

29 APRILE - Alla Camera nella discussione al bilancio, il governo Cairoli posto in minoranza è costretto a dimettersi. Re Umberto scioglie le Camere  e fissa nuove elezioni politiche per il 16 maggio.

16 MAGGIO - Si svolgono le elezioni politiche generali. Sono chiamati alle urne 621.896 cittadini (il 2,2% della popolazione) ma votano solo 358.258 (il 59,2%).
I risultati: alla "Sinistra Storica" vanno 210 deputati, all'estrema Sinistra 80 e ai radicali 20, mentre la Destra conservatrice passa a 170 seggi dopo i 110 delle precedenti elezioni del 1876.

14 LUGLIO - Il nuovo governo dopo aver affrontato subito la questione dell'"Imposta sul Macinato", messa ai voti, vara la legge (178 voti contro 78 - due giorni dopo l'approva anche il Senato) per la riduzione graduale della tassa e la sua totale abolizione a partire dal 1° gennaio 1884.

27 SETTEMBRE - Giuseppe Garibaldi  scrivendo una accorata lettera al quotidiano romano "la Capitale", annuncià le sue dimissioni da deputato. "Non voglio essere tra i legislatori di un Paese dove la libertà è calpestata e la legge non serve nella sua applicazione che a garantire la libertà ai gesuiti ed ai nemici dell'Unità d'Italia".  "Tutt'altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa, miserabile all'interno e umiliata all'estero". Garibaldi si ritira definitivamente a Caprera. Il 26 gennaio si era definitivamente sposato con Francesca Armosino dopo aver ottenuto dalla Corte d'appello di Roma l'annullamento del precedente matrimonio (del 24 gennaio 1860) con Giuseppina Raimondi.

DICEMBRE - L'Internazionale dell'Alta Italia dopo aver fallito un tentativo di organizzare nel mese di maggio, a Milano, un congresso per la costituzione di un partito socialista, anarchici e socialisti evoluzionisti s'incontrano clandestinamente a Chiasso, in Svizzera. Il tentativo di cercare un unanime accordo fallisce. Prevalgono le tesi anarchiche e insurrezionali. A fine congresso la nomina di presidente dell'Internazionale va a CARLO CAFIERO.

*** INTERVENTI DI QUINTINO SELLA - A Biella QUINTINO SELLA si meritò un monumento nella più grande piazza; e dai biellesi se lo meritò tutto, per le sue riforme liberiste (anche se impopolari nel resto d'Italia) e per essere stato su vari fronti il primo a intuire la vigorosa azione economica per tentare di riacciuffare il resto d' Europa che stava decollando con il liberismo, l'industria, la finanza, l'istruzione, le aperture ai mercati mondiali.

A QUINTINO SELLA l'illuminata spregiudicatezza non gli mancava; l'aveva nel sangue! Suo padre PIETRO, nel 1816, da Seirang (Belgio) con un'operazione di contrabbando (rigorosa era la vigilanza protezionistica nei Paesi che avevano il monopolio del tessile) attraverso i valichi e viaggiando di notte per non farsi scoprire, introdusse la sua prima macchina per la cardatura della lana in una piccola fabbrichetta biellese a Croce Mosso (oggi estinta)

PIETRO SELLA poi nel 1831 sulle sponde del fiume Cervo, a Biella Chiavazza, fondò la sua prima grande fabbrica (oggi monumento archeologico dell'era industriale) e il figlio QUINTINO, scienziato mineralogo, viaggiando e assorbendo il meglio dall'Europa (le Finanze, le Banche, il Risparmio, l'Industria) proseguì l'attivita' dando l'impulso a tutto il settore, e acquisendo una popolarita' tale che presto non solo entro' in Parlamento ma divenne anche un grande statista, capace di sanare (spregiudicatamente e con tanta impopolarita' proprio nei ceti alti) in pochi anni le finanze italiane.

QUINTINO SELLA, uomo di polso, di grande vedute, resta nella Storia dell'Unita' d'Italia una grande personaggio; BIELLA- diventata merito suo la Manchester italiana in pochi anni - a lui deve tutto. Questo paese decentrato dalle grande direttrici,  a ridosso di alte montagne e valli, sarebbe oggi null'altro che un piccolo borgo come tanti. Il suo nucleo storico e urbano era al Piazzo (che oggi si raggiunge con la funicolare).
In questo stesso periodo, per rimanere nel settore tessile, POMA, un altro pioniere illuminato, fondo' la sua fabbrica su un preciso modello di Mulhouse (Alsazia). Costruì accanto alla fabbrica, il primo Villaggio Case per Operai. Per come era stato concepito (senza badare a spese) era e rimase (esiste ancora) un modello di urbanistica d'avanguardia, oltre che essere il primo intervento  a indirizzo sociale di un'azienda a beneficio dei propri dipendenti.

*** Con il risanamento della bilancia commerciale, il Governo CAIROLI concede un premio di consolazione alle masse, abolendo gradualmente l' imposta sul macinato (introdotta nel 1868) che aveva colpito soprattutto il ceto più debole che pagava più caro il pane (circa 10%) a causa della tassa che veniva prelevata direttamente ai molini

***In questo periodo, 11.000 paesi e frazioni d'Italia (la media é di 500 abitanti ognuno) vivono ancora in un isolamento secolare e per la misericordia di uno o due "potenti" latifondisti del posto. I trasporti sono ancora da inventare, le macchine agricole pure, i concimi chimici non esistono; quindi escluse le grandi città (che sono pochissime) e quelle costiere, la fame negli undicimila borghi é molta, e il pane come all'epoca romana é l'alimento principale, dopo la diffidenza per le patate
Quest'anno l'Italia é costretta (invece di fare una riforma agraria) a importare il 70% in più del grano prodotto l'anno precedente, per soddisfare una domanda fra l'altro   misera, perchè il pane costa ancora molto caro. Non tutti se lo possono permettere, soprattutto nei paesi rurali (le 11.000 frazioni ricordate sopra) che si alimentano principalmente con il granoturco (la polenta). Il cui consumo pro capite è di circa 36 chilogrammi. Considerando che il pro capite è l'intera Italia, e la polenta è consumata sola nell'Italia settentrionale, il pro capite delle regioni del nord è di 200-250 grammi di farina gialla a persona; e ci si confeziona circa un chilo di polenta (in pratica si mangia l'80% di "acqua", riempendosi solo la pancia di cereale cui mancano sia le vitamine sia le proteine. L'olio nel nord é rarissimo e carissimo, mentre la carne il consumo è riservato solo ai "signori". Sulla mensa p).

Se in questo periodo il Protezionismo subisce e subirà critiche, oggi a distanza di tempo e con una visione più realistica, il ruolo giuocato, anche se andò a creare squilibri nei settori sopra accennati, la scelta non poteva essere diversa, visto che in Italia mancavano strutture industriali, commerciali, risparmio, iniziativa privata, mercati; e soprattutto era molto carente l' istruzione.

Penalizzò pero' l'agricoltura, che rimase la cenerentola per altri cento anni, fino al 1980! (e lo vedremo) in un'Italia dove persisteva la sconsolante e miserabile condizione di vita di "villaggio", in tutte le regioni. Si abitava in miserabili case, dove era permanente la scarsa alimentazione, e sempre presente la pellagra e le malattie infettive.
Il grano non prodotto ma importato, costava soldi; e i denari nei "villaggi" del Nord non circolavano; la polenta invece SI ! Tanta!! Per la sua facile produzione e per l'alta resa.
Molto meno critica era invece la situazione nel meridione dove un altro tipo di alimentazione, umile ma ricca di aminoacidi e di vitamine causava meno disagi, meno rachitismo e l'immunità ad alcune malattie. Assente del tutto ad esempio la pellagra

Contrariamente a quello che si pensa, nel sud si riusciva a sopravvivere meglio e aveva davanti a se' più anni di vita di un abitante del nord. Ad esempio nel Veneto, in certe zone la malaria, la pellagra e la denutrizione (una delle cause della debolezza dell'organismo)  mieteva vittime in ogni età (nel 1866 a Bergamo erano morte 4.000 persone di peste, e a Trieste altrettante di Vaiolo. Mentre per morti di pellagra ogni governo cercava di nasconderle (e si hanno poche notizie in proposito - .

Con la miseria e le cattive condizioni igieniche, la media della vita di un uomo in questa Italia Unita degli anni 1880, non supera i 33 anni; media altissima a causa della  mortalità infantile con percentuali del 25 per cento dei nati dopo un anno, e il 44 per cento prima dei 5 anni.
Il curioso é che in questo periodo s'instaura un diverso regime demografico fra nord e sud, la mortalità infantile colpisce molto i paesi del Nord, (soprattutto per carenza alimentare - fisico molto gracile - minore difesa immunologica) mentre il Sud é caratterizzato in questi anni da un'alta demografia dovuta anche ad un'alta prolificità, quasi  compensativa. La mortalità infantile trova qui alte percentuali non per l'alimentazione (che è molto più ricca, di zuccheri, vitamine, aminoacidi) ma per le condizioni igieniche quasi inesistenti. Soprattutto nelle grandi città affollate ma senza fognature adeguate.

*** La politica del risparmio per il credito ai privati, promossa da QUINTINO SELLA, inizia a dare i primi frutti, si passa in 8 anni dal 5,4 % del PIL, al 26 % Inizia una vera espansione industriale ; inoltre c'è un vero boom nel settore edilizio nelle città, anche se interamente speculativo. Nel credito già operano sul territorio, 700 Sportelli del Risparmio Postale, 114 Banche Popolari, 116 Private, e 400 Casse di Risparmio

Lo Stato ripianato il bilancio non ricorre al credito con i titoli. Le banche private quindi assorbono il risparmio che é cosi' disponibile per gli impieghi produttivi. Ma l'abisso da colmare é grande. Nella produzione industriale dei vari Paesi, l'Italia é settima durante questo periodo d'oro, fino al 1887, grazie alle esportazioni che il resto d'Europa riesce ad assorbire. Anche se, come vedremo sotto, é settima ma con cifre irrilevanti. Settima perché non c'erano altri Paesi dopo l'Italia; settima ma ultima.

I Paesi vicini all'Italia hanno approfittato di queste convenienze (dovuti ai bassi salari italiani) e si sono dedicati più alacremente ad altri settori, soprattutto alle infrastrutture (basterebbe vedere il grandissimo divario nelle ferrovie). Poi una volta decollati su questo settore, abbandonarono l'Italia. Esempio la Francia, che assorbiva da sola il 40% delle esportazioni italiane. La media era di 450 milioni annui, che nell' '87 scendera' a 170 milioni, per poi cessare del tutto per i motivi che leggeremo più avanti, nel 1888.

Insomma i vicini all'Italia si erano avvantaggiati con i prodotti che a loro conveniva importare; che nel proprio territorio  costava molto produrre a causa degli alti salari. (in Inghilterra, erano 3,3 volte maggiori che in Italia).

I Paesi esteri con le innovazioni tecnologiche  inizialmente applicate su settori molto mirati, cominciarono  a diversificare su altri comparti e a produrre  i prodotti di consumo, coprendo non solo il loro fabbisogno,  ma invadendo pure il mercato italiano con i prezzi così bassi che tolse  all'Italia  anche le altre piazze. Quel poco che ancora esisteva in Italia, non più remunerativo, si cessò del tutto di produrlo. Si chiuse ad esempio l'intera "baracca" dell'agricoltura.

Per chi ha fresca memoria, era il primo copione che applicavano i Paesi d'oltralpe. L'Italia non paga di questa esperienza, ripetera' questo grande errore negli anni del Boom 1958-1963, quando si mise a produrre beni durevoli per le esportazioni e a importare scarsi beni di consumo (che a stento pareggiavano la bilancia dei pagamenti della importazione delle materie prime). Fino a quando i Paesi vicini iniziarono a camminare da soli anche con i beni durevoli non ritenuti prioritari, mettendo in crisi tutta la grande industria italiana.
Accadde così che l'agricoltura italiana lasciata ai margini per anni, dimenticata, arretrata, non meccanizzata, nel momento della grande domanda non riuscì a soddisfarla; nè i prodotti alimentari si potevano importare per il calo delle esportazione del settore industriale non più competitivo. Ancora una volta (quante volte!) si ricorse alla svalutazione della lira per aiutare l'industria ad esportare (interessate erano non più di tre gruppi - auto, gomma, chimica) e quindi a peggiorare ancora di più la situazione degli alimentari divenuti con le importazioni ancora più cari. Conseguenza: aumento della richiesta dei  pochi prodotti interni usciti da un agricoltura ancora arcaica, e inflazione al galoppo fino agli anni Ottanta. Si verificò quanto sta accadendo ora, cioè cento anni prima.

PRODUZIONE INDUSTRIALE OCCIDENTALE anno 1880 - TOTALE:
IL 30 % la Gran Bretagna,
23 % gli USA,
18 % la Germania,
15% la Francia,
4,2 % la Russia,
3,9 % il Belgio
mentre l' Italia fanalino di coda, il 2,4 %.
Gli addetti all'agricoltura in Italia sono il 70 %,
la Gran Bretagna è scesa al 20%,
la Francia al 39 %,
la Germania é al 41%.

*** Tumulti a Roma di anticlericali, che attaccano la processione di notte nelle strade di Roma in occasione della traslazione della salma di Pio IX da San Pietro a S. Lorenzo. I ribelli vogliono impossessare della salma e buttarla nel Tevere. Sono passati 983 anni (vedi 897) quando a Roma  s'era verificata la stessa scena e per gli stessi motivi: la ribellione alle angherie  e alle ingiustizie subite.

LEONE XIII, il nuovo papa, per l'incidente solleva indignata protesta al governo italiano, lancia anatemi sulla politica anticlericale dello Stato Italiano, minaccia di lasciare Roma e di andarsene in Austria. FRANCESCO GIUSEPPE allarmato invia subito il Conte HUBNER a Roma per distoglierlo dall'idea; non vuole un Papa agitato in casa sua. Amico sì, ma lontano.
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*** COLONIALISMO ITALIANO - 16 FEBBRAIO: Disattendendo le prudenti indicazioni del governo Cairoli di evitare qualunque azione che possa essere presa per un esercizio di sovranità nazionale il capitano di fregata Carlo De Amezaga decide in seguito ad un tentativo di furto nella colonia di considerare Assab un "prolungamento della nave da guerra", istituisce cioè la legge marziale nel territorio.

15 MARZO: Su invito del governo Giuseppe Sapeto, rappresentante della Compagnia Rubattino ad Assab, completa dietro l'esborso di 13000 talleri di Maria Teresa al sultano di Raheita Berehan l'acquisto di tutta la baia di Assab. Ma poi travalicando gli ordini pochi giorni dopo fa firmare al sultano di Raheita una dichiarazione che trasforma il suo piccolo potentato in un protettorato italiano (il governo timoroso delle reazioni inglesi rinnegherà questa dichiarazione). In seguito ad altri acquisti la Compagnia Rubattino controlla ad Assab 700 km2 e uno sviluppo di costa di 60 km.

*** EDMONDO DE AMICIS pubblica Cuore, che suscita grande commozione per il diffuso sentimentalismo e il languore del romanzo. Fa tenerezza, ma non agli industriali tessili che impiegano negli opifici centinaia di migliaia di bambini di 6-8 anni.

*** EMILE ZOLA da alle stampe il romanzo Nanà.

*** DOSTOEVSKIJ pubblica il romanzo I fratelli Karamazoff

*** A Napoli si inaugura la funicolare del Vesuvio. Per l'occasione LUIGI DENZA compone la celebre canzone Funicolì, funicolà.

***  EDISON pur avendo depositato il brevetto nel 1878, la lampadina la doveva ancora inventare. Ha passato in rassegna per il filamento 6000 materiali d'ogni genere, ma solo quest'anno ha scoperto che il banale filo da cucire di cotone bruciato,  é quello che fa al suo caso; al passaggio della corrente (usato come resistenza) il filo non bruciava perché già (carboni(o)zzato), pur restando un buon conduttore. Purtroppo il materiale se surriscaldato produceva una luce intensa poi si spezzava (chi ha provato una lampada da campeggio a gas con la retina incandescente quello é il principio) . Nasce cosí un prototipo di lampadina! a filo di carbonio. Molto più tardi con un filamento in tugsteno, più resistente (inoltre sotto vuoto) la soluzione al problema di Edison verrà risolta.

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