Robilant 
e la svolta del 1887

 

Il conte di Robilant, che era stato ambasciatore a Vienna per 14 anni, fu chiamato agli esteri da Depretis, nel 1885, quando la situazione internazionale veniva facendosi nuovamente minacciosa.

Nel settembre 1885, la Romania, contravvenendo alle decisioni del TRATTATO DI BERLINO del 1878, si era annessa la Rumelia. Fu la scintilla che incendiò i Balcani, l'area più instabile dell'Europa. Ne seguirono: 
- contrasti tra bulgari e turchi;
- contrasti tra greci e turchi;
- una guerra tra bulgari e serbi, vinta sul campo di battaglia dai primi ma al tavolo della pace dai secondi per un intervento diplomatico dell'Austria.

Soprattutto, nacquero dei contrasti, fortunatamente solo diplomatici, tra Austria e Russia che portarono alla liquidazione della Lega dei Tre Imperatori. Nello stesso tempo si arroventarono i rapporti tra la Germania e la Francia, la cui politica era di fatto diretta dal nuovo ministro della guerra, il generale revanchista Boulanger. Questi fatti e il riavvicinamento franco-russo, l'accentuarsi della rivalità coloniale franco-inglese, la minaccia di guerra anglo-russa per la questione dell'Afghanistan, preoccuparono molto Bismarck, il quale operò attivamente per rafforzare il sistema di alleanze costruito tra il 1878 e il 1882.

Robilant, uomo politico accorto e abile, seppe approfittare della situazione internazionale, che rimase fluida per due anni, per far ottenere all'Italia quei vantaggi tangibili che non aveva avuto nel 1882. Ora che la Germania e l'Austria avevano bisogno dell'alleanza dell'Italia, non gli fu difficile pretendere e imporre che la nuova Alleanza tutelasse gli interessi italiani nel Mediterraneo e nei Balcani. La sua strategia fu semplice ed efficace: per tutto il 1886 si mostrò riluttante ad iniziare le trattative per il rinnovo dell'Alleanza e intanto non si opponeva ad una proposta francese di accordarsi sul Mediterraneo.

Il trattato, della durata di cinque anni, venne rinnovato il 20 febbraio 1887, con l'aggiunta di due trattati bilaterali, uno italo-austriaco ed uno italo-gemanico. Il primo impegnava a mantenere lo status quo in Oriente, ma aggiungeva:

"Tuttavia, nel caso che, in seguito ad avvenimenti, il mantenimento dello status quo nella regione dei Balcani o delle coste e isole ottomane nell'Adriatico e nel Mare Egeo divenisse impossibile, e che, sia in conseguenza dell'azione di una terza potenza, sia altrimenti l'Austria-Ungheria o l'Italia si vedessero nella necessità di modificarlo con una occupazione temporanea o permanente da parte loro, quest'occupazione non avrà luogo se non dopo un accordo preventivo fra le due sopradette potenze, accordo basato sul principio di un compenso reciproco per ogni vantaggio territoriale o altro che ciascuna d'esse ottenesse in più dello status quo attuale e tale da dare soddisfazione agli interessi e alle pretese ben fondate delle due Parti".

Il secondo, tra la Germania e l'Italia: impegnava le due potenze ad operare per mantenere lo status quo in Oriente; dichiarava la reciproca libertà d'azione nella questione egiziana; stabiliva che la Germania avrebbe aiutato militarmente l'Italia nel caso di guerra provocata da iniziative francesi in Marocco o in Tripolitania; prevedeva il consenso tedesco nel caso che "i risultati di qualunque guerra intrapresa in comune contro la Francia inducesse l'Italia a ricercare garanzie territoriali verso la Francia per sicurezza delle frontiere del Regno e della stabilità della pace".

Pochi giorni prima, il 12 febbraio, uno scambio di note aveva concluso un trattato italo-britannico sul Mediterraneo. Le due potenze si impegnavano:

A questo accordo, al quale aderì anche l'Austria il 24 marzo 1887, seguì uno in base al quale la Spagna si impegnava a mantenere lo status quo nel Mediterraneo e a non concludere alcun accordo con la Francia, riguardante i territori nordafricani, che fosse direttamente o indirettamente rivolto contro qualsiasi membro della Triplice alleanza. A questo accordo, il cui contenuto fu approvato da lord Salisbury, aderirono anche la Germania e l'Austria-Ungheria.


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