HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 1901

< vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

 Economia- Le proposte di Wollemborg  
 
UN AGNELLI EBBE UN'IDEA  - 
Scoperte/Scienza   Cultura/Costume 


Siamo in Corso Dante a Torino, da 9 mesi si é inaugurata la nuova fabbrica FIAT, con 50 operai. Nell'0fficina dell'anno prima si erano costruite 8 autovetture. Nel nuovo stabilimento che vediamo alle spalle di Giovanni Agnelli, quest'anno se ne costruiscono 50, il prossimo anno 107, e nel 1906 saranno già un migliaio. In questo stesso anno 1901 in Italia si acquistarono 600 auto (50 della Fiat). Nel 1905, 8850 di cui 920 della Fiat. Nella foto il Modello Fiat 0, di 1846 cc.)

(vedi anche  UN SECOLO DI AUTO ITALIANE )

L' ITALIA CONTA 33.569.000 ABITANTI
La popolazione italiana che lavora è di 16.583.000 i non attivi 16.986.000

 

PRIMA TRASMISSIONE ATLANTICA

MARCONI 27enne il 12 dicembre fa la sua Prima Trasmissione Atlantica.
E' guerra  con le compagnie dei cavi telefonici, che vedono sfumare in un attimo il gran business appena iniziato dei cavi sottomarini telefonici.

L'inizio secolo e la situazione Italiana - L'abbondanza di manodopera favorisce a basso prezzo lo sviluppo economico, ma gli occupati non é che restano  indifferenti ma si attivano per fare delle richieste di miglioramenti dei salari, che in effetti sono molto bassi rispetto ai maggiori paesi europei; e se qualche ritocco c'è stato, questo é enormemente inferiore all'aumento che si é registrato nella produttività, anche se rispetto agli altri paesi la produzione in Italia risulta sempre carente, fra l'altro circoscritta solo in alcuni settori privilegiati a forte concentrazione di capitale.
Le richieste avanzate dalle varie categorie di lavoratori, seguite poi da alcuni ritocchi salariali non avvengono senza traumi, altrettanto quelli che si otterranno  nei successivi anni   (con un forte aumento dei conflitti sindacali). Comunque tutti vanificati dall'aumento dei prezzi dei generi di prima necessità (che l'Italia non produce a sufficienza ma deve importare)
L'intensità dello sviluppo è discreto, la media del tasso medio annuo del prodotto interno cammina al 2,6%.  Ma è il settore metallurgico, meccanico, chimico ed elettrico a conoscere per un intero decennio una crescita annua in media di circa il 12%. E' iniziato in modo dirompente la politica economica giolittiana con forti interventi di sostegno dell'industria, quali le commesse statali, i lavori pubblici e gli incentivi (con detassazioni fiscali) per le esportazioni, ovviamente per permettere all'Italia di importare qualcosa, ma che purtroppo spesso privilegiano solo le materie prime delle medesime industrie esportatrici. Un circolo vizioso che non terminerà nemmeno negli anni '60.

Sembrerebbe un periodo felice, invece il mercato capitalistico e industriale tende a portare via manodopera dalle campagne per concentrarle nel triangolo industriale che si sta formando fra Torino, Milano, Genova. E proprio dall'interno e soprattutto  dalle zone meridionali registreremo un impoverimento (tecnologico e strutturale) nello sviluppo dell'agricoltura e nella "media industria" di beni. In entrambi i due settori la tecnologia è del tutto assente; ci vorranno alcuni decenni per  renderli efficiente e ovviamente competitivi. L'abbiamo chiamata "media industria " ma in effetti sono aziende artigianali, casalinghe, con manodopera non qualificata;  quello che producono è a "vista", a "fiuto"; non hanno una strategia di mercato; inoltre i costi dell'energia sono alti e in giro veri tecnici non ci sono.

I conflitti sociali nelle grandi città del nord in pieno sviluppo e gli squilibri economici all'interno, che coincidono con un forte incremento demografico, favoriscono  le emigrazioni all'estero. (dal 7 x mille del '94 si passa al 10 x mille di quest'anno, sarà il 20 x mille nel 1905, del 25 x mille nel 1912 ) E' una moltitudine di gente che in Italia non ha speranze di trovare una occupazione; ed è un'emigrazione non a carattere temporaneo e su Stati europei come - in minor misura- avveniva  prima, ma è un abbandono definitivo dell'Italia, anche perchè è un'emigrazione transoceanica (del 67% in America).
Nel contempo nelle fabbriche italiane, sempre più,  ora non si cercano più manovali, ma operai capaci, svelti, alfabetizzati.

Avremo anche il paradosso che sarà proprio da questo esodo di gente povera, con le loro rimesse dall'estero (pari al 50% attivo della bilancia dei pagamenti) che si potranno importate le materie prime e le tecnologie che alla nascente industria italiana (veramente di pochi!) necessitava per fare il suo primo discreto decollo (quello strepitoso lo farà con gli anni che precedono e durante gli anni della guerra. Nell'ordine del 1000 per cento. Sia l'Ansaldo che la Fiat passeranno da 5000 a 50.000 operai).

Ma già questo discreto nuovo sviluppo porta subito con se' anche conflitti di rivendicazioni salariali che subito sfociano in scioperi selvaggi in varie località (1671 nel corso dell'anno), e sono molti quelli organizzati dai braccianti (il 47%  contro il 22% dell'industria); la polizia interviene in alcune agitazioni ed è costretta a sparare (nel Ferrarese, 27 giugno). Ma infine ottengono - quelli della Pianura Padana- 223.000 agrari)- notevoli vittorie salariali e danno inizio alle loro federazioni di categoria (Federterra - con punto di riferimento i Socialisti), coinvolgendo la "coscienza" sindacale degli imprenditori. E nasce pure (a Livorno, a Maggio) la FIOM che cura gli interessi dei lavoratori metalmeccanici. Ma non rimangono a guardare gli industriali, danno vita all'Assoc. Ind. Metallurgici, Assoc. Armatori, poi Birrai, Meccanici, Automobilieri, Saponieri, ecc. ecc.

POLITICA - La svolta liberale che sta rivoluzionando l'inizio del secolo, è avvenuto subito dopo l'insediamento al Governo di Zanardelli, con Giolitti agli Interni, che fra altre cose, afferma il diritto d'associazione politiche e sindacali e accenna ad un coinvolgimento dei socialisti in un prossimo governo. Papa Leone XIII (un pò allarmato) ai suoi cattolici con l'enciclica  "Graves de communi" fa una cauta apertura al liberalismo. E' il primo cedimento della Chiesa verso la borghesia, mentre un movimento politico cristiano in un congresso a Milano, accoglie come forma di lotta lo sciopero per la difesa degli umili. Buone le intenzioni ma il motivo di questa presa di posizione è quello di evitare che i socialisti riescano a dominare l'intera classe lavoratrice sempre più numerosa, concentrata in zone industriali, sempre più unita e sindacalizzata.

 Di SCUOLA non se ne parla; tanti progetti ma nessuno realizza qualcosa; il disagio è enorme per quelli che si recano all'estero. In una lista di emigranti in America vi figurano l' 89% d'analfabeti. C'è per loro alla partenza il "passaporto Rosso", che fa capire chi sei, da dove vieni, e come ti si può sfruttare nel migliore dei modi. Nel decennio emigreranno 9 milioni d'italiani. (vedi tabelle nel link "curiosita'). Nel '17 l'America -che già non ha più bisogno di braccia- chiuderà l'immigrazione agli analfabeti.

Ma il disagio è ancora più grande per chi rimane. Un disagio che si elimina certe volte con l'usanza di prendersi un Chinino (servirebbe per la malaria, ma con un po' di vino, fa un altro effetto, la vita è meno dura) è infatti una vera droga! La droga dei poveri! Una piaga che si diffonde fino al punto che la sua commercializzazione viene messa sotto controllo. Lo vende lo Stato, 30 milioni di grammi l'anno, su una popolazione di 32 milioni; i Veneti ne abusano con 5 milioni, i Napoletani solo lo 0,4 (l'angoscia a Napoli non è di casa, del resto gli alimenti che favoriscono la produzione nell'organismo di endorfine (im primo luogo la serotonina), nascono quasi tutti nel sud)

La politica economica dei governi giolittiani è di attivo intervento a sostegno dell’industria, con commesse statali, incremento dei lavori pubblici, intensificazione del protezionismo doganale. In occasione del rinnovo dei trattati commerciali con la Svizzera, la Germania e l’Austria-Ungheria, in precedenza incentrati sulle esportazioni agricole, vengono aggiunte clausole tese a favorire le esportazioni industriali, anche tramite facilitazioni fiscali.
La nuova stabilità raggiunta dalla lira e il miglioramento del bilancio dello stato, attraverso la riduzione degli interessi sul debito pubblico, incoraggiano l’afflusso di capitali esteri e spingono agli investimenti. Tutto ciò favorisce una buona disponibilità di mezzi di finanziamento per le imprese.

FEBBRAIO-MARZO - Il governo Zanardelli costituisce una commissione di nove membri sul progetto di legge di riforma tributaria presentata da Wollemborg (un economista). Il progetto prevede l’abolizione del dazio di consumo su farine, pane e pasta in gran parte dei comuni, ai quali andrebbero in contropartita i proventi derivati dall’aumento delle imposte dirette e alcune sovvenzioni da parte dello Stato. Per sostenere l’impegno finanziario del governo, il ministro delle finanze propone anche l’introduzione della tassa progressiva sulle successioni. La commissione respingerà il progetto. In giugno Wollemborg ripresenterà nuovamente il suo progetto alla Camera, modificato, ma che tuttavia non ha successo.
Il Consiglio dei ministri respinge anche il nuovo progetto di riforma tributaria: questo affrontava in modo più organico e incisivo rispetto a quello del marzo il problema della progressività delle imposte in base al reddito e tendeva alla quasi totale abolizione del dazio al consumo. Wollemborg si dimette da ministro delle finanze. Gli subentra P. Carcano che farà approvare un progetto di riforma molto più moderato, che non accontenta nessuno.

----------------

IN INGHILTERRA muore a soli 22 giorni dall'inizio del secolo XX, il 22 gennaio, uno dei personaggi epocali : la Regina Vittoria, dopo 64 anni di regno incontrastato. Finisce veramente il secolo IXX con quella che si potrebbe ben dire:   l'Età vittoriana" che era in sintesi un elevato livello di decenza e moralità ; autocompiacimento della propria crescita economica; prosperità del paese con l'immenso sviluppo scientifico e industriale; accettazione incondizionata dell'autorità e dell'ortodossia; consapevolezza della propria rettitudine. Valori definiti "borghesi" che in questo periodo però senza grandi traumi, seppe l'Inghilterra assicurarsi l'egemonia con ragionevoli compromessi e pragmatismo nelle contraddizioni col proletariato.

IN AMERICA il 6 novembre è ucciso il presidente degli Stati Uniti, McKinley, gli succede Theodore Roosevelt, che imprime con vari interventi una forte svolta liberale:  difende i consumatori, le classi lavoratrici, applica la legge antitrust, e inizia un poderoso programma d'armamenti che in brevissimo tempo trasformano con tendenze imperialiste gli Usa nella prima potenza economica mondiale al pari della Germania.

 

CONTINUA ANNO 1902 >