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"RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1926
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Ci si avvia con quest'inizio anno al totale smantellamento d'ogni dissidenza organizzata contro il fascismo. Le nuove leggi emanate da un governo, formato in aula solo dalla maggioranza che appoggia MUSSOLINI, continuano nella loro opera di costruzione di un sistema amministrativo e d'ampliamento del potere esecutivo estremamente gerarchizzato e compatto. I provvedimenti "per la difesa dello Stato" diventano severissimi con le nuove istituzioni di ordine pubblico e giudiziarie. Liberticide (le "leggi fascistissime") quando poi Mussolini sarà fatto oggetto di tre attentati.

All'inizio pur con provvedimenti severissimi, non erano queste istituzioni  caratterizzate da provvedimenti impopolari, Mussolini si dimostra molto attento a non suscitare un disagio sociale con il terrore, tanto é vero che...

Il 3 GENNAIO, porta a termine una severa pulizia dentro il suo partito, sciogliendo le squadre colpevoli di spedizioni punitive mirate ad uomini politici, giornali dissenzienti, sedi di partiti; che nonostante i suoi divieti si ricompongono, quasi a sfidarlo; ma la linea di Mussolini é dura, ad alcuni di loro fa il "vuoto", li isola, li espelle, anche quelli che gli erano stati accanto alla prima ora, che si definivano fedelissimi ma intanto remavano contro, criticandolo, qualcuno anche tessendo trame, convinto di avere i numeri per sostituirsi a lui.

Di veri avversari politici Mussolini non ne ha, la forma di protesta dell'opposizione - gli aventiniani - non siedono alla Camera dal 3 gennaio dello scorso anno. E' una compagine che si é sfaldata, si é messa da sola fuorigioco, e i suoi componenti stanno irreparabilmente sbagliando tattica. Le polemiche interne seguitano ad essere laceranti sulla linea da adottare. In dodici mesi non sono ancora riusciti a trovarne una; se rientrare in aula, proseguire la protesta o cos'altro fare.

Una protesta che fa trasformare Mussolini da accusato in accusatore: "Sono degli sbandati che finora hanno sperato sulla nostra tolleranza, e che vivono al di la' dei limiti dello Stato".

Inutili gli appelli perfino del Corriere della sera (quasi già imbavagliato e "agli ordini") che proponeva le dimissioni in massa di questi inutili 123 deputati, almeno come atto estremo di dignità, che suggelli se non altro la denuncia morale. Vale la pena riportare questo giudizio storico. "Il dramma della libertà e dello Stato liberale finisce maledettamente, per insipienza e irresolutezza nell'azione, per scarsa coscienza della realtà ed evasione da questa, verso teoriche intransigenze inconciliabili con la politica, sola e vera attività pratica dello spirito". Sembrano le parole di un vero e proprio de profundis. E quel che e peggio è che al capezzale ci sono uomini coscienti che sta avvenendo una "liquidazione" definitiva. Ne sentiamo un paio, autorevoli:

GIOLITTI quel famoso 3 gennaio, ad elezione conclusa senza l'opposizione, aveva sentenziato "La Camera ha il governo che si merita. Essa non ha saputo darsi in quattro crisi un governo, e il governo se lo é dato il Paese da se'". DELCROIX era stato anche lui perentorio e molto chiaro, chiarissimo con questa frase, che è un epitaffio:
"Se il fascismo é un bene, voi avete il torto di opporvi con minacce assurde e proteste vane; se il fascismo é un male, voi avete il torto di averlo scatenato con le vostre provocazioni e con i vostri errori. Nell'un caso e nell'altro voi non potete essere i giudici, perchè siete gli accusati".

Lo stesso Matteotti dopo il suo feroce discorso contro Mussolini, a coloro che credevano che le sue accuse fossero servite a qualcosa, a scatenare una rivolta parlamentare con tutti i mezzi che erano consentiti, deluso dai colleghi li apostrofò dicendo "No, il fascismo non cadrà, Mussolini non cadrà, in questo momento ha preso conoscenza della sua forza e della "nostra" debolezza". 

Il 16 GENNAIO, questa debolezza diventa plateale e anche "umiliante", in occasione della commemorazione della Regina Margherita morta il giorno 5. Un gruppo di aventiniani, i Popolari e i demosociali, disobbedendo alla linea del gruppo "scendono" dal Colle e si ripresentano in aula dando a Mussolini ancora una volta l'occasione per indicarli al disprezzo: "Si riparano dietro una morta, passano sopra le sacre spoglie della regina d'Italia, che amò intensamente il fascismo e fu intensamente amata. Se proprio vogliono rientrare in quest'aula, devono riconoscere che l'Aventino é fallito, e che la rivoluzione fascista é un fatto compiuto".

ARTIERI che ha disapprovato la condotta transfuga dei Popolari e dei demosociali, scriverà in seguito:
"A riconsiderarla oggi, tanta somma di errori commessa da una congrega d'uomini d'alta intelligenza politica, di vasta cultura, di chiara coscienza civile come Giovanni Amendola e i suoi amici, appare veramente incredibile".

Mussolini, con questi incidenti di percorso dell'opposizione, fa il braccio di ferro e il 7 NOVEMBRE di quest'anno, dopo il fallito attentato di ZANIBONI, che butta delle ombre proprio sull'Aventino, con una mozione chiederà la decadenza del mandato a tutti i 123 deputati, prendendo alla lettera l'articolo 49 dello Statuto, che ricordava che la funzione dei deputati deve essere assolta "al solo scopo del bene del re e della Patria", e non presentandosi in aula hanno fatto esplicito e pubblico atto di secessione". In pratica il totalitarismo gli era stato regalato, e questo poi ha preso il sopravvento, identificandosi il fascismo con lo Stato e così trasformando in reato ogni dissidenza (come in tutti i governi del mondo, anche quelli superlativamente democratici, quando i rappresentanti temono di perdere la propria autorevole poltrona)

Il fascismo torna ad acquistare credito, Mussolini é pronto a fiutare gli orientamenti dell'opinione pubblica; e a servirsene. La popolarità di Mussolini aumenta ed egli appare come l'unico esponente politico in grado di controllare la situazione.

Con la Libertà di stampa rilascia un'intervista a Londra sul Daily mail "Ho limitato la libertà di stampa perché gli allarmanti articoli di certi giornali screditavano l'Italia all'estero e provocavano conflitti nello stesso Paese, che non é affatto sull'orlo della rivoluzione ne' della guerra civile. In Italia tutto é calmo ed esiste un governo intenzionato a porre fine a degli abusi di certi sbandati....."; e dopo il suo attentato a opera di Zaniboni, dove bene o male l'attentatore fa capo a quelle forze politiche che Mussolini accusa di eversione, insiste "..... certi gentiluomini della politica si sono messi fuori gioco da soli, sbagliando tattica....".

E continua " ....la migliore strategia é quella di rimanere al proprio posto" poi  ribalta la situazione " Io ho provato un senso di isolamento, con Palazzo Chigi vuoto di parlamentari eletti dal popolo, spazzato da una bufera. Qualcuno si aspettava un gesto di forza in quei giorni, invece io ho taciuto, non si può andare incontro a certi sentimenti profondamente radicati di un popolo. Il regime non si processa. Quindi se le opposizioni pensano di fare un processo al regime mettendo in catena quelli accusati di illegalismo con episodi di illegalismo (l'attentato subìto) questo non é possibile, sarebbe un suicidio. I colpevoli saranno puniti. Ogni regime ha di questi episodi, e questi signori democratici dovrebbero rileggersi le pagine del terrore della rivoluzione francese, non parliamo di quella russa. Tutte le rivoluzioni hanno di questi episodi, perché le rivoluzioni non sono fatte su misura".

Mussolini sa di aver in pugno la situazione, tanto che a FARINACCI e a BARBIELLINI che si stanno organizzando con qualche "spedizione" manda a dire "tenga un discorso estremamente modesto che deve sorprendere tutta Italia per la sua moderazione. Devi distendere lo spirito della popolazione. La battaglia é ormai vinta su tutta la linea. Possiamo tenere un linguaggio moderato perché siamo sicuri della nostra forza e del nostro avvenire. Noi abbiamo fatto quello che avrebbero fatto altri, ma l'abbiamo fatto noi. Ora bisogna cloroformizzare le opposizioni e anche il popolo italiano; bisogna dire basta alla violenza, perché un conto é muoversi in un ambiente simpatico e altro muoversi in un ambiente ostile".

Nelle altre file dei partiti ormai la vita é diventata dura. GOBETTI il 16 febbraio muore in esilio dopo il pestaggio del Natale scorso a Torino; AMENDOLA per la stessa ragione morirà il 3 aprile, MENOTTI SERRATI l'11 maggio. I comunisti fanno il loro Congresso il 25 gennaio a Lione, dove troviamo TOGLIATTI, SCOCCIMARRO, RAVERA, RAVAZZOLI e naturalmente i segretario del partito ANTONIO GRAMSCI che ha presentato la sua Tesi (detta Tesi di Lione); vi afferma che il fascismo é la punta avanzata della borghesia e ribadisce l'attualità della rivoluzione, promuovendo l'alleanza dei contadini del sud con la classe operaia. Ma il 18 novembre lo stesso Gramsci é arrestato.

I socialisti, BASSO, SARAGAT, ROSSELLI, il 1° marzo a Milano tentano di avviare una riflessione ideologica sul socialismo, scoprire gli errori e i difetti. La disfatta aventiniana produce anche una coalizione con altre forze politiche repubblicane e democratiche, ma sortiscono solo in propositi e non in azioni valide. Nessuno ha delle idee chiare e tutto naufraga nelle chiacchiere.

Nel clima di intimidazioni ma soprattutto di incertezze il fronte dell'opposizione é vago, inconcludente e molte volte reazionario, che porta il fascismo a sopprimere con vari motivi varie testate giornalistiche definite "reazionarie". Cessano le pubblicazioni La provincia di Brescia, l'Unità, l'Avanti, Il Risorgimento, La voce Repubblicana, il Corriere del mattino di Verona, mentre Il giornale d'Italia cambia direttore e proprietario, cosi' Il Giornale di Sicilia, Il Gazzettino, Il Corriere, La Stampa e altri minori.

Come accennato sopra non hanno vita facile neppure i dissenzienti nello stesso partito fascista. FARINACCI il segretario, é invitato alle dimissioni in marzo, mentre il 5 novembre si assiste a una vera e propria epurazione, dove troviamo TURATI nuovo segretario del partito che agisce nella maniera più decisa nell'allontanare tutti coloro che non hanno fornito prova di fedeltà a Mussolini nel momento della crisi.

L'8 ottobre si vara il nuovo statuto del PNF; rigorosa l'appartenenza; ma ancor più rigida la selezione e le doti personali del direttivo, che non sono eletti all'interno del partito ma nominati direttamente da MUSSOLINI, che dal 12 ottobre va ad assumere personalmente pure il comando della Milizia e nello stesso giorno prende una serie di provvedimenti per "la difesa dello Stato".

Rocco in prima fila é il "legislatore del fascismo", fa revocare tutti i passaporti, istituisce il confino nelle isole, scioglie tutte le organizzazioni, le associazioni e i partiti dove é prevista una pena di dieci anni per chi li ricostituisce. Introduce la pena di morte. Compare pure il reato di "Attentato allo Stato".
(Una legge questa che sarà mantenuta in vita e mai revocata anche nel nuovo Codice della Repubblica Italiana attuale (anni 2000) detta "Legge Rocco", e che negli ultimi anni é stata più volte invocata per far cessare alcune intemperanze nei partiti dell'opposizione. Come la Lega. Nulla di nuovo sotto il sole!).

Va comunque a iniziare il fascismo nel corso dell'anno con una nuova facciata; un nuovo MUSSOLINI impegnato ora a varare una buona amministrazione; un apparato produttivo efficiente, un'agricoltura capace di produrre, e una sana politica economica per uscire da quelle difficoltà che sono state le cause del profondo malessere del paese fin dal 1919. In questi anni l'inflazione era cresciuta moltissimo: 100 lire del costo della vita di prima della guerra erano nel 1923, 490 lire, e in questo 1926 erano diventate 657. Occorrevano quest'anno circa 150 lire per acquistare una sterlina, quando nel 1922 ne bastavano 90.

Inoltre il Paese aveva un malessere cronico, lo squilibrio della bilancia dei pagamenti visto che l'Italia importava materie prime e soprattutto cereali. Bisognava quindi contrarre le importazioni imponendo economie al Paese e aumentare la produzione. Su quest'ultima, quella del grano (la spesa contribuiva era la metà dell'intero deficit) che é già partita, pur con notevole successo, ne abbiamo elencati pregi e difetti lo scorso anno.

In agosto si vara invece la "battaglia" per la sorte della lira. Ritornare al cambio con la sterlina a 90 lire, quella che sarà chiamata "quota 90", cioè una rivalutazione della lira.

Necessitano quindi economie che si attuano con provvedimenti vari, fra cui utilizzare prodotti con poche materie prime di importazione. Ecco quindi la creazione dell'AGIP il 19 maggio, che inizia a produrre carburanti miscelati con alcool o a fare ricerche petrolifere, poi la Viscosa a produrre fibre artificiali (dal latte il Lanital). Poi vediamo nascere il 2 luglio il Ministero delle Corporazioni che sovrintende alla produzione italiana e ne indica la quantità. Si limita il lusso, il consumo della carta, le costruzioni delle case di lusso, si argina la nascita di nuovi negozi, bar, osterie (Mussolini ne farà chiudere 25.000 "Spacci di rovinosa felicita'"), ritrovi notturni, pasticcerie. Il rilascio delle licenze commerciali d'ora in avanti é subordinato al severo programma del governo.

continua