ANNO 1929
(continua anno 1929 b)

POLITICA ESTERA

27 GENNAIO - L'anno inizia con un rifiuto di Mussolini. Quello di nuovamente firmare il trattato d'amicizia con la Jugoslavia. Comportamento che rientra in quella strategia che abbiamo accennato nei precedenti anni. Ha conti in sospeso con gli slavi per la questione dalmata e non ha gradito che abbiano firmato un "proditorio" (sua l'espressione)  trattato con la Francia.

IL 2 APRILE, Mussolini s'incontra col primo ministro inglese CHAMBERLAIN per riconfermare le reciproche buone relazioni d'amicizia tra i due Paesi.

IL 27 APRILE altre buone intenzioni d'amicizia sono estese in Medio Oriente con il primo ministro turco Rustu.

IL 3 MAGGIO, Mussolini con le stesse intenzioni vola in Ugheria assieme al primo ministro DINO GRANDI, che incontra a Budapest il suo collega Istvan Bethlen.

L'8 GIUGNO L'America entrata nella grande crisi, batte cassa all'Europa. Inizia a fare le richieste alla Germania dei danni di guerra (detto Piano Young). L'impegno é di pagare 121 milioni di marchi, da saldarsi in 59 anni, fino al 1988. Il governo tedesco ancora debole e succube firma il patto. Nasce però un comitato di lotta nazionale per boicottare e ribellarsi con tutti i mezzi al Piano Young, che é ora utile all'America, ma che metterebbe però in ginocchio definitivamente la Germania. A guidarlo troviamo HUGENBERG il principale seguace di HITLER.

IL 3 LUGLIO a Mosca si svolge il plenum comunista. In Russia credono ancora nella rivoluzione bolscevica mondiale dopo quella fatta nel loro paese che ha spazzato via da ormai dodici anni la borghesia zarista, ma non ha ancora risolto tutti i   complessi problemi di fondo. Economici innanzi tutto. Per costringere a lavorare nelle cooperative si deve ricorrere ad azioni di terrorismo. Siamo nella piena età dell'oro degli ispettori e dei tanti slogan, mentre attorno inizia lo squallore di quell'"uomo nuovo" che iniziò a raccontare lo scrittore Roth in Viaggio in Russia. Roth partito bolscevico, ritornò dopo la sua allucinante esperienza, monarchico. Unico nel panorama degli intellettuali. Mentre altri visitando la Russia per decenni gareggiarono in servilismo e in cecità; più che vedere ascoltavano le teorie, valide come principi sull'eguaglianza, ma  difettavano di praticità sostanziale.

Gli italiani che partecipano al plenum di quest'anno, ad ascoltare il progetto rivoluzionario mondiale, con TOGLIATTI, TASCA, DI VITTORIO, GRIECO ed altri, fanno presente che la situazione italiana é molto diversa.
Angelo Tasca si azzarda anche a dire che non crede proprio ad una crisi del capitalismo occidentale. Che una rivoluzione come quella russa non é proponibile né in Italia, né in Germania ma neppure in altri Paesi europei; che il pericolo semmai é il "socialfascismo"; quindi propone di unire tutte le forze di sinistra, comunisti e socialisti, per combatterlo. A Mosca sono intransigenti, credono solo alla rivoluzione, e queste tesi vanno punite. Tasca si era esposto troppo e al ritorno in Italia sarà espulso dal partito. Era l'unico in questi tempi che aveva capito qualcosa sia in Italia che in Russia, e anche l'unico ad avere il coraggio di dirle.

Diventa fra l'altro patetica anche l'espulsione dalla Russia di TROTZKIJ, il grande condottiero della Rivoluzione d'Ottobre; che caduto in disgrazia nel fare troppo il critico anche lui, vivrà in occidente scrivendo articoli, paradossalmente proprio contro il comunismo.

DISSENSO AL FASCISMO

Il dissenso non é solo in Russia sul "modello" comunismo, ma anche in Italia vi sono oltre gli oppositori "naturali", ormai pochi e tutti rifugiati all'estero, quelli all'interno dello stesso fascismo, sia fra quelli di lunga data e sia fra coloro diventati fascisti negli ultimi tempi o che lo stanno diventando sull'onda dei consensi sia esteri sia cattolici.

PERTINI é arrestato e condannato a 11 anni mentre rientrava in Italia con lo scopo di ricostituire i socialisti. GRAMSCI é in carcere (e inizia a scrivere i Quaderni). Rientrano anche i comunisti TOGLIATTI, RAVERA, LONGO convinti che il regime é in crisi e bisogna ricostituire un centro operativo interno. Ma iniziano le spaccature. SECCHIA fa la "svolta". Ma li ritroveremo più avanti.

MUSSOLINI vive un periodo di stanchezza, in tutte le molteplici attività nel Paese e con lui accentratore assoluto anche sulle piccole cose, forse accusa la fatica. Ha nelle sue mani 7 ministeri su 8 e seguire personalmente i lavori di ognuno é pesante. Il 12-Settembre si decide, ne abbandona 7 ai suoi più fidati (!) collaboratori, dove nell'ambizione di alcuni c'è però il dissenso, non in contrapposizione ideologica ma di potere (la Storia ne é piena! Quando si fa salire sui gradini qualcuno l'ambizione al potere diventa proporzionale al numero dei gradini che sale)

Si chiamano GRANDI, DE BONO, GAZZERA, SIRIANNI, BALBO, BIANCHI, BOTTAI, ACERBO, ROCCO, CIANO, che ritroveremo nel 1943 ognuno segnato da un destino, quello di congiurato (come abbiamo sempre visto nei fatti storici precedenti di 2000 anni). Mussolini tiene per se' solo il Ministero degli Interni, si ritira nella sala del Mappamondo a Palazzo Venezia. Ora é il Duce! Ma é il periodo dove iniziano i problemi più complessi e molto seri. All'orizzonte del suo destino c'è un uomo piccolo, con due baffetti, irrequieto, che sta salendo i gradini….

ALTRI FATTI

Il 18 GENNAIO entra in vigore il primo CODICE DELLA STRADA, dove per la prima volta ci sono le norme per i pedoni. D'ora in avanti, nell'attraversare la strada devono camminare sulle strisce pedonali. Una novità questa tutta americana, che sbarca anche in Italia con tante vignette ironiche sulla stampa.

IL 2 FEBBRAIO é imposto ai maestri delle scuole elementari il giuramento al fascismo. Nel 1931 si estende ai professori delle scuole medie e nelle Università. In queste ultime, nei GUF, gli studenti universitari iscritti al PNF sono ora 25.540 (nel '31, tutti) E'" La nuova leva dei dirigenti del domani"

IL 25 SETTEMBRE a Parigi é pubblicato di HEMINGWAY, Addio alle Armi, Mussolini ne impedisce l'edizione italiana per il riferimento poco lusinghiero che lo scrittore americano fa sulla Grande Guerra, dove lo stesso Hemingway ha partecipato, operando sul Monte Grappa e sul Col Moschin.

IL 25 DICEMBRE Pio XI si lamenta pubblicamente per le limitazioni del regime sulla stampa cattolica. Gli si ricorda che ha firmato con i Patti Lateranensi una ben precisa clausola: quella di allinearsi e di rispettare le leggi del regime, compresa quindi anche quella sull'educazione dei giovani che é legge di uno Stato sovrano.

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