ANNO 1939

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

WINSTON CHURCHIL 
IL SUO PRIMO DISCORSO ALLA RADIO
DOPO L'ATTACCO ALLA POLONIA 
"sono sicuro che ci aspettano dei guai"

Il 12 novembre 1939, dopo dieci settimane di guerra, l'uomo politico inglese, che ricopre la carica di ministro della marina inglese, ha l'incarico dal governo di parlare alla radio al popolo inglese.

"It is indeed a solemn moment when I speack to you...... E' davvero un momento solenne questo in cui vi parlo, la decima domenica dopo lo scoppio della guerra. Solenne ma anche pieno di determinazioni e di speranza. Mi trovo nella curiosa posizione di aver passato i primi mesi della prima guerra mondiale ricoprendo la stessa carica di ministro della marina che ricopro ora.
Mi guardo quindi molto bene dal parlarvi in termini troppo fiduciosi o eccessivamente ottimistici. Sono sicuro che ci aspettano dei guai. Ma ho questa senzasione, e ve la voglio comunicare, che la Germania che oggi ci assale sia un organismo di gran lunga meno solido e ben piantato di quello che ventun anni fa fu costretto dagli alleati e dagli Stati Uniti ad implorare l'armistizio.

Ho la sensazione, e anche la convinzione, che quel malefico uomo laggiù e la sua combriccola di complici non siano sicuri di sé, come noi lo siamo di noi stessi, che abbiano la coscienza sporca e siano tormentati dal pensiero e dalla paura di dover inevitabilmente pagare per i loro crimini e per l'orgia di distruzione in cui hanno gettato tutti noi. Mentre guardano stasera dalla loro Germania nazista, così sfacciatamente fastosa e chiassosa, non riescono a trovare un solo sguardo amico in tutto l'orbe terraqueo, non uno. La Russia li ricambia con uno sguardo di pietra; l'Italia distoglie gli occhi; il Giappone è perplesso e si ritiene tradito; la Turchia e l'intero Islam si sono schierati istintivamente, ma decisamente dalla parte del progresso. Le centinaia di milioni di individui che abitano l'India e la Cina - a prescindere dagli altri loro sentimenti - guarderebbero a un trionfo nazista con malcelato timore, ben sapendo quale sarebbe presto il loro destino.

La grande repubblica di lingua inglese al di là dell'Atlantico non fa segreto delle sue simpatie, o dei suoi dubbi, e traduce questi sentimenti in azioni di natura tale che ciascuno le può giudicare da sé. Il mondo intero è contro Hitler e l'hitlerismo. Gli uomini di qualsiasi razza e clima sentono che questa mostruosa apparizione sta fra loro e il passo avanti a cui hanno diritto, e per il quale sono maturi sia i tempi che l'epoca storica. Perfino nella stessa Germania ci sono milioni di persone che stanno al di fuori della massa tumultuosa di criminalità e di corruzione costituita dalla macchina del partito nazista. Si facciano coraggio in mezzo alle perplessità e ai pericoli, perché potrà darsi benissimo che l'estinzione definitiva di un dominio nefasto getti le fondamenta di una solidarietà fra tutti gli uomini in tutti i paesi, più vasta di quanto avremmo mai potuto progettare se non avessimo marciato insieme attraverso le fiamme".

(Questo discorso  alla radio lo abbiamo in originale. Lo metteremo in seguito).

Sta tramontando la politica adottata da Chamberlain, quella detta dell'Appeasement (dell'accomodamento) dell'ottimismo. Prima aveva convinto gli inglesi che la Germania era "il baluardo occidentale del bolscevismo",  ora nella situazione molto critica non riesce a convincere i motivi per cui gli inglesi dovrebbero battersi contro il "pericolo" Germania.

Churchill e il governo danno una svolta alla politica. Al discorso seguono tutti i preparativi per prepararsi a una guerra. Sono subito presi provvedimenti vari per la difesa; si aboliscono gli spettacoli e le manifestazioni con folla in locali chiusi, dal British Museum si prelevano le opere d'arte per riporle al sicuro, si aprono gli uffici di reclutamento per i servizi ausiliari composti da donne e anziani, si provano le sirene di allarme, si costruiscono rifugi antiaerei, e in vari punti della città, sul Tamigi e sulla costa vengono approntati vari punti di difesa contro le incursioni aeree.

Sul piano militare l'Inghilterra è comunque impreparata. Come dentro l'esercito francese,
i suoi generali sono vecchi (tutti dell'Ottocento),  hanno una concezione della guerra sorpassata, non hanno metodi né sono preparati a una guerra di movimento. Come dotazione hanno solo una brigata motocorazzata, chiamata "del deserto", l'unica che ha fatto una breve esperienza  ancora nel 1918 in Africa. 
Hanno solo il grande dominio del mare. Mentre la Raf, l'aviazione inglese, sta appena nascendo, vi sono ancora pochi aerei (circa 1200) meno potenti di quelli tedeschi, che li sottovaluteranno come mezzi di difesa e offesa;  ma sbaglieranno a sottovalutare anche la strategia degli stessi: infatti non potendo contare sulla supremazia tecnologica, gli inglesi faranno arretrare le basi aeree lontane dalla costa e da Londra, attirando gli aerei da caccia che scortano i bombardieri all'interno, ingaggiando dispersivi duelli, facendo così perdere loro l'autonomia per far ritorno alle proprie basi. (lo vedremo più avanti, nella Battaglia d'Inghilterra).

Comunque  Churchill solo il 4 aprile del 1940 assumerà la direzione generale del programma di difesa. Il 10 maggio Chamberlain si dimette da primo ministro e Churchill formerà un gabinetto di coalizione comprendente conservatori e laburisti. (questo quando ormai Hitler aveva già invaso il Belgio, i Paesi Bassi e il Lussemburgo).
(Il prossimo anno troveremo l'accorato appello di Churchill alla radio)

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Abbiamo detto sopra "come l'esercito francese". Infatti pur profilandosi gli stessi "guai" come li ha chiamati Churchill, il comandante supremo dell'esercito generale GAMELIN, ha accennato anche lui quest'anno -dopo la Polonia- che poteva "scatenarsi da un istante all'altro la tempesta",  ma non ha però preso i provvedimenti adatti a fronteggiare la situazione. E' del resto un vecchio generale; dopo l'attacco lo esonerano, ma viene messo PETAIN che ha anche lui 83 anni (cioè era già vecchio alla prima Guerra Mondiale) affiancato dal più giovane (!)  WEYGAND che però di anni non ne ha molto meno, ma 72, nato nel 1868!.  Entrambi assolutamente non sanno nulla delle moderne concezioni belliche. Inoltre al primo non gli dispiacerebbe fare un compromesso con la Germania, mentre il secondo é decisamente un uomo di destra, con forti simpatie filo-tedesche (Per Hitler sarà un ambo secco! Inoltre ha in Francia dalla sua parte una buona parte di comunisti - il patto russo ha fatto fare questo singolare "miracolo" ).

Né ha preso Gamelin in considerazione come si svolgerà la nuova guerra moderna, e quasi ignora del tutto le forze aeree e le forze corazzate, che saranno poi queste a travolgere tutto l'antiquato piano strategico unicamente difensivo costruito tutto sulla tanto magnificata e invalicabile linea Maginot. Così convinti e perfino così ostinati gli Stati Maggiori francesi che non pensarono minimamente a costituire delle forze nelle retrovie. Anzi richiamarono dai confini con l'Italia  undici divisioni per ammassare anche queste su quella linea che si rivelerà di "cartapesta".

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