ANNO 1944 (provvisorio) (anno 1944 . Terza Parte)
Sandro Pertini - Vice-Comandante del CLNAI

19 GIUGNO - All'interno del CLN Alta Italia viene costituito il Corpo Volontari Libertà al comando del generale RAFFAELE CADORNA. Vicecomandanti "politici" sono: FERRUCCIO PARRI (P.d'A.), LUIGI LONGO (PCI), SANDRO PERTINI (PSI), ENRICO MATTEI (DC), MARIO ARGENTON (PLI). Scopo: fare un unico comando e coordinare le operazioni dei vari gruppi di partigiani di ogni tendenza politica.

25 GIUGNO
- Il nuovo governo di Unità Nazionale con il decreto n. 151 stabilisce che alla fine della guerra sia eletta a suffragio universale una ASSEMBLEA COSTITUENTE che dovrà 1) scegliere la forma di Stato, 2) elaborare il testo della nuova Costituzione Italiana.

9 LUGLIO
- Togliatti a Roma al Teatro Brancaccio fa il discorso della "mano tesa". Disponibilità del PCI a realizzare un'alleanza politica con i socialisti e i democristiani. Togliatti é il primo forse a capire (!) la situazione ambigua che si sta creando con il premier inglese, al Brancaccio propone un'alleanza politica più ampia, e oltre i socialisti, invita pure la DC di De Gasperi. E' il "discorso della mano tesa", ma si delineano evidenti contrasti che allertano gli Alleati che ora danno ordini precisi ai capi partigiani: ubbidire solo ai Comandi Alleati. Ai loro ufficiali l'ordine é: impedire ai partigiani ogni autonoma iniziativa a carattere militare.

20 LUGLIO
- Primo Congresso della Democrazia Cristiana a Napoli dove si formano i quadri del partito, che subito dopo eleggono come segretario politico e alla direzione ALCIDE DE GASPERI.

Mentre si svolgeva questo congresso, dopo l'umiliazione fatta subire al governo di Salerno, gli inglesi umiliarono anche Vittorio Emanuele III. Da Ravello dove V. E. III, inizialmente si era trasferito, era poi sceso a Napoli, andando a dimorare a Posillipo nella sua villa Rosebery.
Senonchè giungendo a Napoli Re Giorgio d'Inghilterra, considerando gli inglesi nemico il re italiano, questo doveva sgomberare mentre vi soggiornava il loro sovrano. Era un invito irriverente, ma V.E. III dovette ubbidire, sgomberò su due piedi e se ne ritornò a Ravello.

20 LUGLIO
- L'Europa e il mondo é raggiunto da una notizia drammatica: trattiene il fiato, ma segue subito la delusione, é fallito l'attentato a Hitler che resta addirittura illeso dopo lo scoppio di una bomba fatta esplodere dentro un baracca dove stava tenendo una riunione, che va in briciole ma lascia il dittatore senza un graffio. L'attentato condotto da un gruppo di militari dissidenti che desiderano far finire la guerra eliminando il Furher, fallisce proprio per l'ingenuità nell'eseguirlo. Infatti nessuna bomba è catastrofica se viene fatta esplodere in un ambiente che non offre resistenza. Cinque chili di tritolo si possono far esplodere a tre metri senza ricevere nessun danno, mentre con la stessa quantità si può far saltare un ponte di dodici arcate o sbriciolare un palazzo di 10 piani se chi lo usa conosce la tecnica del sabotaggio.
Comunque i  congiurati incapaci di fare questo attentato pagarono con la vita la loro ignoranza; il giorno dopo furono tutti fatti fucilare da Hitler.


VEDI ATTENTATO A HITLER


4 AGOSTO
- Firenze é martoriata sia dai tedeschi in ritirata, sia con i bombardamenti degli alleati. I primi fanno saltare tutti i ponti sull'Arno. L'unico a essere risparmiato dai tedeschi é Ponte Vecchio, ma non viene risparmiato invece dagli alleati che non lo buttano giù del tutto ma ne fanno un cumulo di macerie.
I Partigiani della città (fortissima la concentrazione dei comunisti)  l'11 agosto impartiscono l'ordine di insurrezione;  Firenze si trasforma in un grande campo di battaglia fino alla vittoria. Poi entreranno con molta calma gli alleati con la città già ripulita da tedeschi e fascisti "mentre loro comodi pranzavano noi liberavamo Firenze" diranno i 2832 uomini con in mano solo 908 fucili, 48 mitra, 904 pistole e 1365 bombe a mano.
Gli alleati non si preoccupavano più di tanto; se la prendevano con calma; del resto dalla loro parte c'erano imponenti mezzi, uomini e i soliti aerei che ormai volavano indisturbati, a bombardare, bombardare, bombardare. Questo era l'ordine!

12 AGOSTO
- A Stazzena in Versilia, durante la ritirata i tedeschi puniscono il paese in un modo selvaggio, reo di non aver dato delle indicazioni sui partigiani che hanno condotto un atto di sabotaggio e rei di aver dato a loro asilo, fanno una rappresaglia, una carneficina. I 560 abitanti vengono tutti trucidati, il paese dato alle fiamme. A comandare la strage il maggiore Reder.

26 AGOSTO
- Si svolge la battaglia di Parigi. La 7a armata tedesca dopo lo sbarco alleato  a sud della Francia, presa dentro la tenaglia con le divisioni anglo-americane provenienti da nord e da sud viene accerchiata. Per primo a giungere alle porte della città è la 3a armata di Patton, che però cavallerescamente si arresta dando a una divisione di carri armati del generale francese Leclerc la possibilità di entrare primi.
De Gaulle entra a Parigi con gli alleati. Per la Francia la guerra é quasi finita, ma non le vendette e le numerose esecuzioni sommarie dei seguaci del filonazista Petain. Una carneficina fatta casa per casa. Come in Italia.

29 AGOSTO
- Churchill fa una visita al Vaticano, poi ripartendo dall'Italia lancia un messaggio agli italiani "Un dono sarà certamente dato all'Italia, quando saranno ristabilite le condizioni normali, il dono della liberta'". Ma l'Italia in dono da questo momento e fino al 25 aprile del 1945 riceverà 115.000 missioni di bombardieri, che costeranno 64.000 morti di inerti cittadini e la distruzioni di un patrimonio edilizio e artistico immenso, con una motivazione strategica quasi insignificante. Pochissimi i danni ai tedeschi. Si mirava a colpire solo il morale della popolazione italiana.

Lo scrive Roosevelt: " Noi dobbiamo sottoporre la Germania e l'Italia ad un incessante e sempre crescente bombardamento aereo. Queste misure possono da sole provocare un rivolgimento interno o un crollo" (lettera di Roosevelt a Churchill, del 25 luglio 1941. - Doc. 67, pag. 151 - Loewenheim- Langley- Jonas, Roosevelt and Churchill). - "...deve essere nostro irrinunciabile programma un sempre maggior carico di bombe da sganciare sopra la Germania e l'Italia" (Ib. del 31 ottobre 1942 , doc. 180, pag. 325) - "...io non credo che ai tedeschi piaccia tale medicina e agli italiani ancor meno ...la furia della popolazione italiana può ora volgersi contro intrusi tedeschi che hanno portato, come essi sentiranno, queste sofferenze sull'Italia e che sono venuti in suo aiuto così debolmente e malvolentieri.." (Ib. del 30 luglio 1943, doc. 246 . pag 358)


SETTEMBRE -  La battaglia di Arnhem - Nella seconda metà del mese di settembre del 1944 gli alleati , su proposta del maresciallo Montgomery, danno il via alla più grande operazione aeroportata della II° Guerra Mondiale: l’operazione Market-Garden. L’obbiettivo è quello di aggirare le difese tedesche della Ruhr , passando attraverso l’Olanda , penetrare nel cuore della Germania nazista e abbreviare la guerra di un anno. Un’enorme concentrazione di mezzi e uomini viene messa a disposizione del generale Browning comandante esecutivo dell’operazione:  la 101° divisione aeroportata USA, l’ 82° divisione aeroportata USA : generale Gavin  I “Red Devils” (divisione paracadutisti inglese) : Generale Roy Urhurquart Una brigata aeroportata polacca : generale Sosabosky , Il 30° corpo d’armata corazzato : generale Horrocks. 
L’operazione si svolge con il seguente piano : Un “tappeto” di truppe aeroportate deve conquistare tutti i ponti (alla spalle dei tedeschi) sui canali olandesi fino all’ultimo ponte , ad Arnhem sul Reno.
Le truppe Aeroportate dovranno tenere i ponti fino all’arrivo delle forze corazzate del 30° corpo di armata del generale Horrocks. L’ultimo ponte, quello di Arnhem, dovrà essere raggiunto, secondo le previsioni , in due o tre giorni.
L’esercito tedesco è in rotta e tutto si prospetta facile. Senonchè in quei giorni di settembre , l’alto comando tedesco , in previsione dell’offensiva di Patton, decide di portare nelle retrovie 2 divisioni corazzate delle SS al comando dei generali Bittrich ed Harzer. Le due divisioni verranno collocate proprio ad Arnhem. Gli alleati ignorano le informazioni della resistenza olandese e le poche ricognizioni fotografiche che mostrano i carri armati tedeschi ad Arnhem e danno il via all’operazione Market-Garden.  La tragedia si svolge in pochi giorni, il 30° corpo d’armata al 9° giorno di operazioni non riesce a raggiungere ancora Arnhem a causa di una fortissima resistenza tedesca, e l’unica strada di collegamento è continuamente cannoneggiata. I Red Devils inglesi ad Arnhem , nonostante una eroica quanto disperata resistenza, vengono prima circondati e poi massacrati dalle soverchianti forze tedesche. Al 10° giorno arriva l’ordine di ritirata per i paracadutisti : l’ultimo ponte che separava gli Alleati dalla Germania è rimasto ancora in mano ai tedeschi e Market-Garden fallisce. Dei 10.000 paracadutisti inglesi ne ritorneranno indietro solo 2000. (By:  Scarafiotti Fausto)


3 SETTEMBRE
- l'Ottava armata alleata riesce a sfondare la Linea Gotica sugli Appennini, ma é inspiegabilmente arrestata. Pur con una superiorità di uomini e mezzi, con di fronte un Kesselring che ha grossi problemi di rifornimenti, l'armata viene fermata. C'e' uno stallo e Clark che la guida è  infuriato, l'ordine lo ritiene inspiegabile "perche' siamo arrivati allora fin qui, se non possiamo andare avanti?". Ma se non c'e' una ragione militare, c'é però quella politica....infatti il...

7 SETTEMBRE
le truppe sovietiche dopo aver travolto le armate tedesche, con i suoi 912.000 uomini, 20.000 cannoni, 3000 carri armati e 3200 aerei, hanno  liquidato i tre Paesi Baltici, si sono affacciate su Briga, stanno travolgendo  ogni resistenza e sono  arrivate al confine della Iugoslavia unendosi ai partigiani slavi di Tito, che li accolgono come salvatori (il 9 dicembre entreranno a Belgrado già ripulita dai Titini).
Churchill a queste notizie entra in fibrillazione, non credeva in questa grande efficienza russa nè credeva che tutto sarebbe avvenuto in così brevissimo tempo. Ora teme dalla Iugoslavia uno sfondamento in Italia che non sarebbe difficile ai russi e ai titini, visto il grande sostegno delle numerose brigate partigiane italiane comuniste in Friuli e Venezia Giulia.
Churchill è molto preoccupato. I Balcani gli tolgono il sonno. Non c'e' altro da fare, urge combinare per il 9 ottobre un incontro con Stalin " Sistemeremo subito le nostre faccende nei Balcani". (vedi 9 ottobre).

Proprio dal Friuli (già  proclamata Repubblica Partigiana della Carnia) e dalla Venezia Giulia sorgono grandi contrasti fra i gruppi partigiani garibaldini e gli osovani azionisti della Osoppo. Tito propose inutilmente a questi ultimi un assorbimento nella sua armata slovena, che però non alzerà un dito quando proprio in questo settembre gruppi partigiani italiani della Osoppo verranno attaccati dai tedeschi. Tito ai superstiti della Osoppo non fa più un invito ma ordina che la brigata sgomberi la zona. Non si combatte più per la bandiera italiana ma per quella rossa. E' il tempo della strage di Porzus, dove cadde vittima il fratello di P. P. Pasolini, che scriverà sulla tragedia delle pagine strazianti (Lettere agli amici)

Gli storici sostengono che questa é una pagina amara della lotta di classe svoltasi parallelamente alla guerra di Liberazione: la strumentalizzazione tattica, anticomunista delle formazioni osovane non poteva che approdare a una tragedia. Lo scopo era chiaro: giocare rischiosamente alcune carte in anticipo in vista di quella che sarebbe stato poi la grossa disputa politica nel Friuli liberato.

Così scrisse poi Pasolini, ed é un epitaffio per tutti gli eccidi commessi da una e l'altra parte in ogni zona d'Italia: "Io credo che il loro rapporto con coloro che li hanno assassinati non sia altro che un rapporto tra Bene e Male; così essi sono morti in nome di quella spiritualità che é insita anche nel comunismo o anche nel peggiore degli uomini".

10 SETTEMBRE
- I partigiani liberano la Val d'Ossola dai tedeschi e danno vita alla Repubblica della val D'Ossola. Ma seguitano a diffondersi contrasti politici che portano a una palese rottura con gli alleati che li abbandonano del tutto al loro destino. Di circa 3600 uomini, ormai isolati e affamati, dopo pochi mesi, attaccati violentemente dai repubblichini (12 Nov.) si sbandano; gli ultimi 65 chiederanno aiuto alla vicina Svizzera, consegnando loro le ultime armi. Sono, con quelli sopra in Friuli i primi contrasti politici e ideologici all'interno della Resistenza destinati poi a esplodere apertamente nel dopoguerra.

19 SETTEMBRE
- Se a Nord gli "italiani" della Repubblica Sociale con le Brigate Nere sparano su altri "italiani" e se nel Friuli (e non solo in questo) partigiani " italiani rossi" sparano su partigiani "italiani bianchi". Nel Sud le cose non vanno meglio in quello che dovrebbe essere il Nuovo Regno dell'Italia "liberata" dai nemici. La polizia "italiana", anche qui spara su altri "italiani"  in una manifestazione a Palermo il 19 ottobre, su cittadini che reclamavano  la mancanza del pane. Sul terreno rimangono 30 morti e 150 feriti, tutti poveri disgraziati che avevano soltanto fame. Ideologie, armistizi lunghi e corti, non sapevano nemmeno cosa fossero.

23 SETTEMBRE
- Viene raggiunta e liberata dagli alleati, Rimini. Ma anche qui le truppe invece di avanzare o cercare di riunirsi a quelle di Clark nei pressi di Bologna, rimangono in stallo fino alla primavera successiva. Il contegno degli anglo americani acquartierati nelle città "liberate" comincia a preoccupare. Dilaga la prostituzione nei bassi ceti, a Roma per un pezzo di pane e qualche sigaretta e l'intraprendenza degli alleati con le donne, letteralmente attratte e sedotte dal loro ostentato e opulento stile di vita, superano il limite di guardia degli italiani, che puniscono le irretite peccatrici, pubblicamente tosandole. Ma non servono queste moralistiche punizioni per fermare la "miseria".

27 SETTEMBRE
- Inspiegabilmente l'offensiva alleata sul fronte italiano già lenta dopo la liberazione di Roma, viene sospesa pure sulla linea Gotica quando ormai potevano gli alleati benissimo proseguire verso la pianura Padana. E troviamo sempre il generale Clark che conduce l'armata, a imprecare contro i suoi stessi superiori "E' una vergogna che non ci si permetta di sfruttare questa vittoria".

Insomma i calcoli politici rallentano l'avanzata alleata che rimane inchiodata per cinque mesi su una linea che Kesselring non poteva più difendere di fronte alla superiorità numerica di uomini e di mezzi, anche se a Clark gli erano state già tolte 7 divisioni. Ma Clark è un militare, non un politico. Scrive Petacco " Può essere avanzata l'ipotesi, non suffragata da documenti che l'arresto abbia qualcosa a che fare, ancora una volta, col dichiarato proposito di non dare fastidio a Stalin, giungendo per primi sull'Istria e nella Iugoslavia superiore che sono zone di sua competenza. Vi sono prove indirette che avallano queste interpretazioni, come si potrà vedere alla fine della guerra." Churchill insomma manovra o ha già manovrato

Un ritardo che però permette a Mussolini di organizzare quattro divisioni italiane che addestrate in Germania fin dal gennaio, ora mette a disposizione di Graziani, e con altri suoi 4 battaglioni di Cacciatori delle Alpi fa scattare il 12 novembre una micidiale offensiva in grande stile dal Piemonte al Veneto con tremende rappresaglie nelle file partigiane; una offensica che permette di recuperare molte zone dalla Resistenza liberate.

28 SETTEMBRE
- MARZABOTTO - Il maggiore REDER, il "macellaio" di Stazzena, supera la sua malvagità operando con una atrocità senza eguali. Reo di aver ospitato gruppi di partigiani che hanno compiuto atti di sabotaggio fra Sasso Marconi e Marzabotto, la rappresaglia nel paese e terribile. I 1836 abitanti sono tutti uccisi e le case rase al suolo. Vecchi, donne e bambini (21 avevano meno di 5 anni) vengono massacrati. Se gli dobbiamo credere, lo stesso Kesselring ne fu stravolto. "Non é possibile che un tedesco (Reder) si sia macchiato di un così atroce delitto".

Per dovere di cronaca - anche se vista da una sola parte - riportiamo qui un articolo inviatici da Filippo Giannini, sulla complessa storia di Marzabotto. Da condividere o meno. Lasciamo il giudizio al lettore.

LA “MEZZA VERITA” E’ UNA “MENZOGNA INTERA”
La lunga strada verso Marzabotto

vedi pagina dedicata > >


9 OTTOBRE
- CHURCHILL vola a Mosca da STALIN. Vuole mettere fine  con un chiaro colloquio ai suoi dubbi e alle sue paure bolsceviche che abbiamo letto il 7 settembre. "Sistemiamo le nostre faccende nei Balcani. Procediamo a offerte e controfferte stiracchiate". Dal blocco appunti strappa un foglio a quadretti, sprofonda in una poltrona, e butta giù a matita la spartizione dell'Europa in una forma cinica (lo afferma lui stesso), sintetica e lapidaria. Traccia una riga al centro da una parte l'Inghilterra dall'altra la Russia. E comincia a scrivere le percentuali da mettere nella rispettiva influenza politica ed economica. Grecia 90% a noi 10% a voi. Bulgaria 25% contro il 75%. Ungheria 50% a 50%. Romania 10 a 90. Iugoslavia 50 a 50. e via di questo passo. Alla fine consegna il foglietto a Stalin, che legge e senza fiatare mette il suo OK. Churchill gli domanda "Non saremo troppo cinici per il fatto che abbiamo deciso questioni così gravide di conseguenze per milioni di uomini in maniera così improvvisata?". Ma gli scrupoli non albergavano in questa seduta. Ci saranno poi alcuni piccole modifiche apportate da Eden e Molotov ma la sostanza rimase quella.

Era dunque stata violata la Carta Atlantica firmata all'inizio del conflitto fra America, Russia e Inghilterra. I principi di libertà di quel solenne documento firmato dai Tre Grandi erano
1) non aspirare a ingrandimenti territoriali
2) nessun mutamento di confini non voluti liberamente dai Popoli interessati,  
3) si sanciva di rispettare il diritto dei Popoli all'autodecisione, e ...
4) ci si impegnava di ridare l'autonomia a quelli che ne erano stati privati.


Principi di libertà e di democrazia dove l'impegno era "un debito sacro" per il proprio e gli altri Popoli del mondo. (!!!)

Molotov scriverà nelle sue Memorie "Churchill era disposto a "svendere" i Balcani pur di mantenere il predominio sulla Grecia".
(Chi ha il Mediterraneo domina il mondo- dagli imperatori romani fino a Napoleone e fino all'aiuto degli inglesi a Garibaldi;  sempre il Mediterraneo è stato l'assillo di tutti)

Lo vedremo Churchill subito all'opera: quando si ritrovò i partigiani comunisti che avevano già buttato fuori i tedeschi e si stavano impadronendo della Grecia. Churchill giudicò necessario sbarazzarsi di loro. Confiderà (e quindi Molotov non sbagliava) nelle sue Memorie: "avevamo pagato il nostro prezzo alla Russia, e non dovevamo esitare a sbarazzarci di quella gente". Infatti il tentativo dei partigiani fu subito soffocato nel sangue; li bombardarono, li mitragliarono, li deportarono, li annientarono.
Stalin rimase in silenzio mentre i comunisti greci venivano fatti a pezzi. E' ancora Churchill a scrivere "Stalin non ci fece una parola di rimprovero, si attenne strettamente e fedelmente al nostro accordo del 9 ottobre, fatto sul foglio a quadretti". (!!)

(la stessa cosa fecero poi gli occidentali quando i russi invasero l'Ungheria e la Cecoslovacchia; non mossero un dito)

La Grecia fu quindi il primo Stato europeo che liberatasi dal nazismo e dal fascismo si ritrovò ad essere alla mercè dell'ex nemico, che era poi diventato l'amico salvatore, ma alla fine il  nuovo "nemico", il padrone, alla faccia della Carta Atlantica. L'Italia come vedremo a fine anno, se non trovava una soluzione interna avrebbe fatto la stessa fine; i 250.000 partigiani sarebbero stati spazzati via alla maniera greca. E i russi sarebbero rimasti a guardare (senza intervenire).
Tutti quei timori espressi dai politici italiani nel dopoguerra fino agli anni '70 (la tanto temuta invasione russa) erano solo frottole che raccontavano, utili solo a loro. I patti di Mosca e Yalta sarebbero stati sempre rispettati! dagli alleati, come dai russi.
Chi scrive negli anni '50 e '60 era dentro un reparto speciale della Nato. L'ultima preoccupazione dei  comandanti era proprio un'invasione russa; considerata "impossibile". La prima semmai era solo quella di stroncare sul nascere ogni velleità all'interno, sia nell'ambito politico (loro minacciavano di non dare più aiuti all'Italia) che militare (bisognava comunque essere pronti).
Pronti anche nel caso che i comunisti fossero arrivati a partecipare al governo con modi apparentemente legali. Bisognava "essere pronti" a intraprendere azioni per "assistere" quegli italiani (pochi o tanti non aveva importanza) che si sarebbero "opposti" al regime comunista.

Se non vogliamo essere ostinatamente disincantati, questa "opposizione" non era poi tanto difficile crearla, se solo ci fosse stata la volontà di crearla; per motivi grossi però, e non per quei "quattro gatti nostrani" che litigavano (anche fra di loro) solo per non perdere le ambite poltrone.


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