ANNO 1944 (provvisorio)

Le operazioni di guerra in ITALIA
GENNAIO - GIUGNO 1944


( QUI ingrandimento a pieno schermo per chi possiede il CD)
Ciò che scriveva la "Domenica d. C" il 2 aprile 1944: "Annidati tra le macerie di Cassino distrutta,
i soldati germanici resistono impavidi agli assalti degli anglo-americani,
stroncando decisamente ogni tentativo di sfondamento"

---------------------------------------

Oltre i brevi accenni già riportati nella prima pagina a inizio anno, in queste, elenchiamo cronologicamente le azioni belliche dei due eserciti che si stanno affrontando nel cuore della penisola: le truppe anglo americane e le tedesche. Queste ultime si preparavano ad una prova che poteva diventare decisiva per l'esito della guerra; ma mentre le divisioni guidate da Kesselring sono impegnate nella difensiva e arretrano, le angloamericane sono impegnate nell'offensiva, attaccano continuamente e avanzano, anche se molto lentamente.

I principali combattimenti a partire dal 3 gennaio, quando ripresero le attività belliche, si svolsero nella zona di Venafro, avendo gli angloamericani come loro obiettivo la conquista del bastione di Cassino che il generale Clark considerava non difficile per i mezzi e gli uomini che aveva a disposizione.
(le cartine dei luoghi le vedremo più avanti)

8 GENNAIO - Nel settore tirrenico, dove opera il Il corpo americano, una Task Force, il giorno 8 gennaio 1944 aveva aggirato e conquistato Quota 1109. Il giorno 9, la 10a e la 34a divisione (II corpo USA), conducono altri attacchi per conquistare Cervara e il Monte Trocchio.
Per il già accennato cambiamento di piani avvenuti a inizio anno (quelli del disimpegno) gli ultimi reparti della 45a divisione americana lasciano il posto alla 3a divisione algerina (Corpo di Spedizione francese, composta da neri). Un disimpegno che però permise ai tedeschi di sferrare proprio il giorno dopo un imprevisto forte contrattacco, non di grande efficacia, ma tuttavia causò numerose perdite nella V armata, e la nascita di alcuni problemi tattici per il successivo sfondamento. Solo con molto ritardo, e dopo tante perdite, ci si renderà conto di essere stati troppo ottimisti.

12-16 GENNAIO - Iniziano infatti, i preparativi per l'operazione “Shingle”: la stesura dei piani della forza aerea (caccia e bombardieri) che dovrà appoggiarla e un intenso addestramento del VI corpo USA comandato dal generale Lucas che dovrà eseguire lo sbarco anfibio, che viene fissato alle ore 2 del 22 gennaio nella spiaggia di Anzio-Nettuno.

Nel frattempo a sud, unità della 34a divisione superano Cervara e si impadroniscono delle alture attorno alla cittadina. Nel settore in cui opera il Corpo di Spedizione francese, la 3a divisione algerina sulla sinistra dello schieramento e la 2a divisione marocchina, sulla destra, iniziano gli attacchi verso Sant’Elia Fiumerapido.
Il giorno dopo il II corpo statunitense è a ridosso del Monte Trocchio, ultimo baluardo che sbarra la strada al fiume Rapido, poi il giorno 15, con l’appoggio del Corpo di Spedizione francese che gli copre il fianco destro, il Il corpo americano guidato dal gen. Geoffrey Keyes lancia un attacco in direzione del fiume Rapido conquistando il Monte Trocchio, ultimo rilievo prima del corso d’acqua.
E' giunto il momento per Klark di tentare lo sfondamento della linea Gustav, raggiungere la valle del Liri, proseguire, trovarsi all'appuntamento con l'operazione “Shingle” ad Anzio, e quindi prepararsi a sfilare sotto l'Arco di Tito a Roma.

Ma Clark non ha fatto i conti con Kesselring e con il territorio, dove i tedeschi hanno preparato una poderosa difensiva, contro la quale il generale americano vi cozzerà inutilmente per circa 4 mesi, pagando un altissimo prezzo in vite umane e perdite materiali.
Eppure il Servizio Informazioni alleato riferiva che i tedeschi accusavano “cedimenti dovuti alle perdite, alla stanchezza e alla demoralizzazione per l’andamento della guerra". Mai previsioni furono così clamorosamente smentite dai fatti.

Con queste informazione e con l'ingenuo ottimismo di Clark (dichiarato alla stampa), la sera del 17 l’artiglieria del X corpo britannico apre il fuoco contro le postazioni nemiche sulla riva settentrionale del Garigliano, mentre la flotta alleata al largo di Gaeta bombarda le vie di comunicazione tra le divisioni tedesche che combattono sulla costa in prima linea e quelle nelle retrovie.

Gli alleati tentano di assicurarsi il controllo del settore di Sant’Ambrogio ove confluiscono i tre fiumi Liri, Rapido e Garigliano, 2 brigate della 56a divisione britannica attaccano al centro del fronte; mentre sulla sinistra, la 5a divisione inglese attacca in direzione di Minturno e Tufo eseguendo anche una manovra aggirante dal mare realizzata con mezzi da sbarco oltre la foce del Garigliano.
Alle 9 inizia l’operazione “Panther”, veri e propri assalti della 5a, della 46a e della 56a divisione britannica oltre il Garigliano. Mentre i tentativi della 46a divisione, nei pressi di Sant’Ambrogio, falliscono, quelli delle altre due sono coronati da successo.

18 GENNAIO - All’alba tutte le unità della 5a e della 56a divisione (X corpo britannico del gen. McCreery) hanno stabilito teste di ponte sulla riva settentrionale del Garigliano e due brigate sono già avanzate di circa 1,5 km al di là del corso d’acqua occupandovi le prime pendici montuose da cui hanno ricacciato alcune compagnie della 94a divisione fanteria tedesca.
Il gen. von Vietinghoff, comandante della 10a armata tedesca, rimanda, preoccupato, l’invio in Francia stabilito in precedenza della divisione corazzata Hermann Gòring e trasferisce la 90a Panzergrenadiere dal settore adriatico sui Monti Aurunci per contenere l’attacco del X corpo britannico. Rinforza infine il settore spostando da Roma la 29a divisione corazzata. Intanto, più a nord, il Il corpo USA è impegnato nel lavoro di bonifica dei campi minati lungo i sentieri che conducono al Rapido.

19 GENNAIO - La 5a e la 56a divisione inglese allargano ulteriormente le teste di ponte al di là del Garigliano: la prima conquista Minturno, mentre la 56a si avvicina a Castelforte.



20 GENNAIO - Con i continui attacchi, numerose e sparse a macchia d’olio sono le teste di ponte gettate sulla riva settentrionale del Garigliano dalla 5a e dalla 56a divisione inglese. Nel settore in cui opera il Il corpo americano, la 36a divisione occupa senza molte difficoltà la riva meridionale del Rapido; ma quando tenta di attraversare il corso d’acqua all’altezza di Sant’Angelo in Theodice, incontra una violenta opposizione da parte dell’artiglieria tedesca che oppone un efficacissimo fuoco di sbarramento. Nel frattempo la 34a divisione (Il corpo americano) compie azioni diversive in direzione di Cassino.

21 GENNAIO - Dal porto di Napoli salpano le unità che trasportano il VI corpo USA destinato allo sbarco sulle spiagge di Anzio-Nettuno.
Nel frattempo l’attacco della 36a divisione alle posizioni tedesche sui fiume Rapido incontra una energica resistenza da parte tedesca: a sud di Sant’Angelo in Theodice il 143° reggimento riesce ad attraversare il fiume ma viene quasi subito ricacciato sulla riva meridionale. A nord di Sant’Angelo alcune unità del 141° reggimento fanteria hanno stabilito una testa di ponte che resta però inutilizzata perchè isolata.
Nel pomeriggio un nuovo attacco del 143° reggimento, preparato da un intensissimo fuoco di artiglieria, consente a 5 compagnie di stabilire un’altra testa di ponte che però durante la notte viene cancellata amche questa dalla reazione tedesca.

22 GENNAIO - Proseguono gli attacchi del II corpo USA e del X corpo britannico nel tentativo di superare rispettivamente i fiumi Rapido e Garigliano, ma senza esito
Com'era stata fissata in precedenza, alle ore 2 del mattino scatta l’operazione “Shingle”, lo sbarco nella zona tra Anzio e Nettuno, sulla costa tirrenica.


Partecipano all’azione, al comando del gen. John P. Lucas, il VI corpo americano di cui fanno parte la 1a divisione inglese del gen. Penney, la 45a divisione di fanteria statunitense del gen. W. Eagles, la 1a divisione corazzata USA, la 3a divisione di fanteria USA e numerosi reparti di "Rangers" USA e "Commandos" britannici. Imponente lo schieramento navale: 4 incrociatori, 24 cacciatorpediniere 6 navi trasporti e vare altre piccole unità per un totale di 243 navigli d'ogni sorta: numerosi i mezzi da sbarco e i mezzi anfibi.
I tedeschi schierano nel settore 2 battaglioni della 29a divisione Panzergrenadiere.
Per le insufficienti forze tedesche la sorpresa dello sbarco è totale, e le truppe alleate riescono in breve ad impadronirsi dei porti di Anzio e Nettuno perfettamente efficienti. Entro le ore 24 sono già sbarcati davanti ad Anzio e Nettuno più di 36.000 uomini. In particolare: a nord di Anzio, parte della 1a divisione britannica affiancata da Commandos; tra Anzio e Nettuno 2 battaglioni di paracadutisti americani; a sud di Nettuno, infine, la 3a divisione USA (sono di riserva la 1a divisione corazzata e la 45a di fanteria americana e il resto della 1a divisione britannica come “riserva volante”).
Aerei alleati lanciano su Roma 2 milioni di volantini che preannunciano l’imminente arrivo delle truppe liberatrici.

Nella stessa Roma, i tedeschi presi alle spalle, avrebbero dovuto ritirarsi più su di Roma, o almeno sulla linea dei colli albani. Ma la sensazione fu quella che tutto era perduto, è già i tedeschi stavano preparando i bagagli per partire, fatti sgomberare gli ammalati e feriti; fu chiamato il "terzo allarme". In effetti qualcuno lasciò la capitale. Nel frattempo i partigiani clandestini, credendo imminente la presa della capitale, uscirono tutti dai loro nascondigli e a comunicare agli anglo-americani.... "Se ne vanno".
Ma a non perdere la calma, fu il generale Kesselring, non si diede alla fuga, ma semmai dimostrò d'essere un capo di grande valore. Non aveva forze sufficienti e quindi non intendeva ingaggiare battaglia. Lasciò che sbarcassero, e pur tormentadoli con l'artiglieria, con gli stukas e gli Henkel, lasciò che si avvicinassero ai colli albani.

A favorire questo piano tattico dei tedeschi, furono gli stessi anglo-americani. Erano sì sbarcati, erano sì saliti a ben 50.000 gli uomini del gen. Lucas che avevano preso terra, ma invece di attaccare subito i tedeschi, nelle prime quarantotto ore, il comandante americano bada a consolidare la testa di sbarco (in attesa dei suoi carri armati e della artiglieria pesante) invece di lanciare immediatamente degli attacchi verso l’interno, sulle strade e sulle ferrovie indifese su cui passano i rifornimenti per i difensori della linea Gustav. Perdettero insomma tempo, nel frattempo i tedeschi costruirono un cerchio di ferro, e gli anglo-americani vi rimasero dentro. La loro indecisione, lasciò all'avversario tutto il tempo per far venire le divisioni da lontano. Fu insomma quella anglo-americana una operazione sbagliata, sia per la scelta dei luoghi, sia per il modo. Terminava così, il 23 gennaio, la prima fase delle operazioni di offesa, quando dopo essere sbarcato Cunningham per rendersi conto della situazione, il comando americano (il 2 febbraio. vedi) avvertì il Generale Lucas di mettersi in difesa. E lì restarono, pur tentando qualche volta (lo leggeremo più avanti) di uscire dalla stretta. Lo scopo dello sbarco era clamorosamente fallito. Anche perché Clark era ancora lontano, a districarsi e a insistere su Cassino.

23 GENNAIO - Sulla linea Gustav, mentre unità del Corpo di Spedizione francese del gen. Juin riconquistano Monte Santa Croce a nord della linea difensiva tedesca, la 34a divisione americana (Il corpo USA) si prepara a lanciare un attacco verso il Rapido, a nord di Cassino, in modo da aggirare la cittadina da nord e raggiungere quindi la strada statale n. 6 Casilina.

24 GENNAIO - Nel settore di Anzio le divisioni del VI corpo USA estendono la linea della testa di sbarco sul fianco sinistro avanzando verso il fiume Moletta con la 1a divisione britannica dei gen. Penney e sul fianco destro con la 3a divisione USA dove viene raggiunto il Canale Mussolini.
Mentre sulla linea Gustav, nel settore meridionale i tedeschi contrattaccano ricacciando indietro le divisioni inglesi del X corpo britannico riconquistando Castelforte e Monte Rotondo, a prezzo di gravi perdite. Più a nord, nella notte, la 34a divisione americana sferra l’attacco sul fiume Rapido per assicurarsi una testa di ponte al di là del corso d’acqua.

25 GENNAIO - Sulla linea Gustav continuano inutili i tentativi dei reggimenti della 34a divisione (Il corpo USA) per stabilire una testa di ponte al di là del fiume Rapido. Più a nord, sul fianco destro della divisione americana, il Corpo di Spedizione francese punta in direzione ovest e giunge al Colle Belvedere.
Il giorno dopo la 3a divisione algerina, dopo aver conquistato il Colle Belvedere, continua l’avanzata verso ovest e si impadronisce del Monte Abate.
Nella notte sul 27, nuovo attacco della 3a divisione americana in direzione del fiume Rapido; questa volta alcuni reparti riescono a stabilire una piccola testa di ponte poco a nord di Cassino.

27 GENNAIO - Nel settore meridionale della linea Gustav, le divisioni del X corpo britannico riprendono le operazioni per rafforzare la testa di ponte sulla riva destra del Garigliano: sotto un intenso fuoco di sbarramento tedesco, la 46a divisione punta in direzione del Monte Juga e la 5a verso il Monte Natale (a ovest della località di Santa Maria Infante). Più a nord, i reggimenti della 34a divisione (Il corpo USA) conquistano Quota 771 e il Colle Maiola, a nord di Cassino, avanzando molto lentamente per la efficace azione difensiva dei tedeschi. Conquistata Caira. il 168° reggimento della 34a divisione punta in direzione del Monte Cairo.
Sotto i contrattacchi tedeschi, la 3a divisione algerina (Corpo di Spedizione francese) è costretta ad abbandonare il Monte Abate.

28 GENNAIO - Nel settore meridionale della linea Gustav continuano gli sforzi delle unità del X corpo britannico per ampliare la testa di ponte sulla riva destra del Garigliano.

29 GENNAIO - Nel settore di Montecassino il 168° reggimento della 34a divisione USA, debitamente rinforzato con carri armati e artiglieria, avanza rapidamente in direzione delle Quote 56 e 213.

Ad Anzio, il gen. Lucas decide di passare all’attacco uscendo dalla testa di ponte: dispone ora di circa 70.000 uomini con 500 cannoni, quasi 250 carri armati e 5000 veicoli di vario tipo. Ma al posto delle scarse unità della 29a divisione Panzergrenadiere tedesca dislocate nella zona al momento dello sbarco il 22 gennaio, gli Alleati si trovano davanti una improvvisata ma non per questo meno efficiente 14a armata (un totale di 8 divisioni) agli ordini del gen. Eberhard von Mackensen. Kesselring ha avuto tutto il tempo per far giungere sul posto le divisioni da lontano.

La 3a divisione USA e la 1a britannica attaccano in direzione rispettivamente di Cisterna e Campoleone, ma vengono bloccate prima di raggiungere le due località. Il fronte comunque è leggermente avanzato.

30 GENNAIO - Sulla linea Gustav, unità della 5a divisione conquistano il Monte Natale mentre più a nord il 168° reggimento della 34a divisione respinge un violento contrattacco tedesco sulla riva occidentale del fiume Rapido.

31 GENNAIO - Nel settore meridionale della linea Gustav, la CXXXVIII brigata della 46a divisione (X corpo USA) raggiunge Monte Purgatorio. A nord di Cassino, il 168° reggimento della 34a divisione conquista il villaggio di Caira respingendo violenti contrattacchi nemici. Più a nord, i francesi riconquistano il Monte Abate.

1° FEBBRAIO - Sul fronte di Cassino, il 135° reggimento della 34a divisione americana (II corpo USA) lancia un attacco contro Castelleone e il Monte Maiola con l’appoggio dell’artiglieria del 168° reggimento (34à divisione USA) da Quote 56 e 213: ambedue gli obiettivi vengono raggiunti.

2 FEBBRAIO - Il gen. Lucas, comandante il VI corpo USA che opera nel settore di Anzio, riceve l’ordine di rinforzare le teste di sbarco, di sospendere l'attacco e prepararsi alla difesa.
Sulla linea Gustav continuano gli attacchi del Il e del X corpo alleato, ma sono ben controllate dalle forze tedesche del XIV corpo corazzato.

3 FEBBRAIO - Il gen. Alexander, comandante il XV Gruppo di armate, ordina la costituzione della 2a divisione neozelandese e della 4a divisione indiana inserendole nel corpo d’armata neozelandese e ponendole al comando del gen. Bernard Freyberg. Il nuovo corpo d’armata entra a far parte della V armata USA del gen. Clark.

3-4 FEBBRAIO - Nella notte, nel settore di Anzio, unità della 14a armata tedesca del gen. Mackensen lanciano un pericoloso contrattacco “di assaggio” verso il saliente che la 1a divisione americana ha creato nei pressi di Campoleone.

4 FEBBRAIO - Nel settore di Montecassino, il 135° reggimento della 34a divisione USA (II corpo) conquista Quota 593, il punto più alto di quella che gli americani chiamano “la cima a testa di serpente”, e Quota 445. L’Abbazia di Montecassino dista solo 900 m. Più a nord, il 168° reggimento conquista il Colle Sant’Angelo, ma un deciso contrattacco tedesco costringe l’unità americana ad abbandonare la posizione.

5 FEBBRAIO - Il II corpo USA continua la battaglia per Cassino con attacchi diurni e notturni che però non sortiscono risultati apprezzabili anche se alcuni reparti riescono, per breve tempo, ad attestarsi al margine della vallata su cui guarda l’Abbazia.

6 FEBBRAIO - Sul fronte di Cassino, gli americani del 135° reggimento (34a divisione USA) ritentano la conquista di Quota 593, poco lontano dall’Abbazia, in direzione nord-ovest.

7-8 FEBBRAIO - Nel settore di Anzio i tedeschi lanciano un nuovo contrattacco contro le posizioni della 1a divisione inglese (VI corpo USA) in direzione di Carroceto e Aprilia.
Nella notte sull’8 febbraio, nel settore meridionale della linea Gustav, il X corpo britannico lancia un attacco limitato in direzione del Monte Faito, nel tentativo di impadronirsi delle montagne dietro Castelforte e di aprirsi la strada verso la valle del Liri. L’attacco fallisce.

8 FEBBRAIO - Nel settore di Anzio continua il contrattacco tedesco nei salienti di Carroceto e Aprilia dove è attestata la 1a divisione britannica.
Nel settore meridionale della linea Gustav la testa di ponte stabilita dai reparti del X corpo britannico a nord del fiume Garigliano raggiunge la massima profondità con la 46a divisione britannica attestata su una vasta area a nord-est di Castelforte.
Il II corpo USA inizia un nuovo violento attacco per raggiungere la strada statale n. 6 (via Casilina).

9-10 FEBBRAIO - Ad Anzio il LXXVI corpo corazzato e il I corpo paracadutisti tedeschi conquistano i salienti di Carroceto e Aprilia scacciandone gli inglesi della 1a divisione del gen. Penney.
Nel settore di Cassino fallisce il tentativo del II corpo USA di raggiungere la via Casilina.

11 FEBBRAIO - Un nuovo tentativo da parte delle unità del II corpo USA di raggiungere la via Casilina resta senza effetto. A nord di Cassino, il 168° reggimento della 34a divisione USA tenta inutilmente di impadronirsi del Monastero di Montecassino, perchè finchè Cassino resisteva era negata agli anglo-americani la via per Roma.


1 Cassino - 2 Monte della Rocca - 3 Abbazia - 4 Stazione - 5 Fiume Rapido -
6 Ferrovia Roma-Napoli - 7 Strada Roma-Napoli
* Bombardamenti anglo-americani - *> Ripetuti attacchi via terra anglo-americani
_ _ _ _ _ _ Difese tedesche - . . . . . . . Linea fortificata tedesca

12 FEBBRAIO - Il corpo neozelandese del gen. sir Bernard Freyberg sostituisce sul fronte di Cassino il II corpo americano: il settore della 34a divisione USA, a nord di Cassino, passa alla 4a divisione indiana del gen. Tuker, mentre a sud di Cassino la 2a divisione neozelandese dà il cambio alla 36a divisione americana.
Il gen. Freyberg fa sapere che, prima di un qualsiasi altro attacco contro Montecassino, l’Abbazia deve essere bombardata.

13-14 FEBBRAIO - Mentre gli Alleati sospendono gli attacchi verso Cassino, la 4a divisione indiana (corpo neozelandese) prende le posizioni del 168° reggimento americano (34a divisione).

15-16 FEBBRAIO - 142 “Fortezze volanti” B-17 in una prima ondata e 87 B-25 in una seconda sganciano in totale su Montecassino circa 1.000 tonnellate di alto esplosivo.
L ’abbazia, fondata verso il 529 da san Benedetto, uno dei tabernacoli della cultura occidentale e cristiana, è completamente distrutta. Restano uccisi anche alcuni monaci.
L ’abbazia si riteneva a torto occupata dai tedeschi; in realtà era occupata dall'abate e dai suoi monaci.
Il monastero fu raso al suolo....
. e furono proprio le maceri fumanti a permettere ai tedeschi di resistere. Ogni muro, ogni anfratto, divennero le postazione delle micidiali artiglierie, su una posizione dominante, quasi impossibili da neutralizzare con un'offensiva terrestre.

La decisione di bombardare il monumento benedettino è stata presa in seguito alla richiesta del gen. Freyberg, comandante del corpo neozelandese, formulata il 12 febbraio: egli riteva infatti, che l’antica abbazia era stata trasformata dai tedeschi in una specie di fortezza dalla quale il nemico dominerebbe tutti i movimenti delle forze alleate nel settore rendendo sterile qualsiasi attacco. Il convincimento di Freyberg trova un notevole puntello nella testimonianza del generale britannico Henry Maitland Wilson, il quale, sorvolando a bassa quota l’abbazia, sostiene di aver visti soldati tedeschi nei suoi cortili. La realtà è un’altra, ma purtroppo si verrà a conoscerla solamente alla fine dei conflitto: non ci sono soldati tedeschi nell’abbazia. Il maresciallo Kesselring ha formalmente assicurato al Vaticano che l’abbazia non sarebbe stata occupata e che nessuno dei suoi soldati vi avrebbe messo piede: a tal fine è stata predisposta attorno all’edificio una specie di “zona franca” di 300 m di raggio vietandovi l’accesso a tutti i soldati. Per ogni eventualità, inoltre, i preziosissimi e antichissimi documenti conservati nell’abbazia erano stati già trasferiti dagli stessi tedeschi nella Città del Vaticano.

In campo alleato la richiesta di Freyberg suscita aspre polemiche.
Molti sono infatti decisamente contrari al bombardamento del monastero: il comandante dell’aviazione Ryder, ad esempio, contesta la testimonianza di Wilson mentre il gen. Keyes, che comanda il Il corpo USA, che è stato impegnato appunto nel settore di Montecassino, assicura che nessuno dei suoi soldati ha mai visto sparare un solo colpo di fucile dall’abbazia. A questo punto della polemica il gen. Clark, comandante la 5a armata USA da cui dipende il gen. Freyberg, e a cui spetta la decisione finale, passa la patata bollente al suo diretto superiore, il comandante del XV Gruppo d’armate, gen. Alexander. Questi, ritenendo fondata la testimonianza del gen. Wilson, e ordina di continuare il bombardamento.
Il risultato è la distruzione totale.

Vista a valle - Dell’Abbazia verso Cassino

Vista a monte - Da Cassino verso l'Abbazia

Ma gli Alleati non ne ottengono alcun vantaggio: il 3° reggimento tedesco paracadutisti del colonnello Heillmann, (un’unità scelta della 1a divisione paracadutisti del gen. Heidrich), occupa la posizione a monte e vi piazza la propria artiglieria trasformando le rovine di Montecassino in una specie di fortezza. Da qui i reparti tedeschi possono ora, non visti, controllare ogni minimo movimento dell’avversario a valle. Gli Alleati non hanno studiato comunque un coordinamento tra il bombardamento aereo di Montecassino e le successive operazioni terrestri : il gen. Tuker, ad esempio, comandante la 4a divisione indiana, ignora l’ora precisa stabilita per l’incursione e di conseguenza l’intervento delle sue truppe, eseguito fuori tempo, si riduce a poca cosa (alcune bombe di aerei alleati hanno colpito addirittura le sue posizioni) e per di più lui è diretto non verso Montecassino ma verso Monte Calvario, distante circa 1 km.

16 FEBBRAIO - Nel settore di Anzio, nuova massiccia offensiva tedesca della 14a armata del gen. Mackensen contro la testa di sbarco anglo-americana. L’azione costringe le truppe alleate presso a poco sulla linea del 29 gennaio. Ma anche le perdite tedesche, molto pesanti per un esercito già dissanguato, inducono Kesselring a sospendere l’offensiva. Non ebbe un momento di sosta.
Altrettanto gli anglo-americani, combattendo incessantemente, conquistando collina su collina, villaggio su villaggio, i tedeschi non cedevano un palmo di terreno senza resistere; Pur non avendo sul luogo truppe fresche, né riserve per attaccare a fondo e neanche per resistere a oltranza, gli uomini di Kesseling, contrattaccavano continuamente e tenevano le posizioni con tenacia, ma senza farsi distruggere, ritirandosi molto lentamente, sempre combattendo, su linee retrostanti in precedenza preparate e continuamente rinforzate. Nell'agire così, vi era un calcolato risparmio di vite umane nelle linee tedesche.
Mentre gli anglo-americani di Clark continuamente all'attacco, non solo avanzavano di poco ogni giorno, ma pagavano con molto sangue quel poco. Ogni giorno si trovavano di fronte una nuova linea, spesso più potente di quella raggiunta. Queste "sorprese" le avevano già trovate nei mesi precedenti e continueranno a trovarle nel mesi successivi.

17 FEBBRAIO - I pochi monaci superstiti di Montecassino vengono evacuati dalle autorità militari tedesche e condotti a Roma. Nella notte, unità della 4a divisione indiana danno l’assalto a Quota 593, a nord di Montecassino.

18 FEBBRAIO - Nella notte, massicci bombardamenti aerei e terrestri anglo-americani, rallentano gli attacchi tedeschi contro la testa di sbarco di Anzio.

19 FEBBRAIO - Nel settore di Anzio gli inglesi della 1a divisione riescono ad arginare l’avanzata tedesca: la situazione quindi si stabilizza, rinunciando i tedeschi ad ulteriori contrattacchi e gli Alleati considerando già un successo il mantenimento della testa di sbarco acquisita. L’attacco tedesco viene sospeso dopo la comunicazione fatta alle ore 14,30 dal gen. Westphal, capo di stato maggiore del maresciallo Kesselring, in cui si ammette che l’accanita resistenza, la superiorità dell’aviazione nemica e l’intenso bombardamento navale non consentono di rigettare in mare gli Alleati.

20 FEBBRAIO - Spostamenti di truppe nello schieramento tedesco: la 1a divisione paracadutisti del gen. Heidrich comincia a sostituire la 90a Panzergrenadiere nel settore di Montecassino. Dal fronte viene anche ritirata la 71a divisione di fanteria tedesca per essere schierata in un settore dei Monti Aurunci a nord della 94a divisione.

21 FEBBRAIO - Il gen. Freyberg, comandante il corpo neozelandese che opera nel settore di Montecassino, dirama un nuovo piano di attacco contro Cassino.

26 FEBBRAIO - Il gen. Heidrich assume il comando del settore di Cassino, la cui difesa è affidata alla 1a divisione paracadutisti. L’incarico di presidiare la cittadina e Montecassino è affidato al 3° reggimento paracadutisti al comando del colonnello Heillmann.

28 FEBBRAIO - Si sviluppa l’ultimo attacco in forze dei tedeschi contro la testa di sbarco alleata ad Anzio.
Nel frattempo il fango per le pessime condizioni atmosferiche, giocano a favore dei tedeschi, mentre per gli anglo-americani davanti a Cassino, il terreno è il loro peggiore nemico: gli automezzi sprofondano nella melma e la scarsa visibilità rende inefficace il fuoco dell’artiglieria.

29 FEBBRAIO - Nel settore di Anzio continua l’offensiva della 14a armata del gen. Mackensen contro le divisioni del VI corpo d’armata USA.

1° MARZO - Nella testa di sbarco di Anzio l’offensiva tedesca viene contenuta: sul fianco destro dello schieramento anglo-americano un tentativo di sfondamento nel settore di Ponte Rotto viene sventato dalla 3a divisione americana.

3 MARZO - Nel settore di Anzio la 3a divisione americana arresta un nuovo attacco tedesco in località Ponte Rotto: nel pomeriggio un contrattacco dell’unità americana consente la riconquista di qualche posizione. Poi per quasi due settimane, su questo fronte, cala il silenzio. Bisogna cambiare i piani che la resistenza tedesca ha stravolto.

11 MARZO - Nel settore di Anzio si iniziano i preparativi delle unità del VI corpo USA in vista di una nuova offensiva attorno alla strada per Albano.

15 MARZO - Nel settore di Anzio gli Alleati hanno sbarcato complessivamente circa 90.000 soldati americani e 35.000 britannici.
Si rimette in moto il fronte di Cassino su cui, dopo un pesantissimo bombardamento aereo (circa 1250 t di esplosivo sono sganciate sulle linee tedesche) preceduto da un violento fuoco di artiglieria, si lancia (ore 15,30) la 2a divisione neozelandese del gen. Freyberg. La resistenza tedesca è tenacissima e dopo una breve avanzata conclusasi con la conquista di Quota 193, gli attaccanti sono costretti a fermarsi per la brillante resistenza dei paracadutisti tedeschi della 1a divisione. Verso sera, la 4a divisione indiana conquista Quota 165.
Nel frattempo gli Alleati preparano l’operazione aerea “Strangle” (finalmente) mirante a strangolare, come dice appunto la parola, i movimenti delle retrovie avversarie al fine d’impedire i rifornimenti al fronte. Con il ritorno del bel tempo, dall’alba al tramonto aerei inglesi e americani bombarderanno e mitraglieranno strade, ponti, ferrovie e stazioni e ogni mezzo di trasporto alle spalle del nemico: questo oltre ai consueti bombardamenti sulle industrie e le città del Centro-Nord. I tedeschi potranno spostarsi solo di notte, cosicché ben pochi rincalzi e scarsissimi rifornimenti giungeranno alla prima linea.

16 MARZO - Mentre continuano ostinati, ma senza risultati apprezzabili, gli sforzi della divisione neozelandese del gen. Freyberg per conquistare Cassino e Montecassino, un violento contrattacco dei paracadutisti tedeschi della 1a divisione ricaccia indietro gli attaccanti sulle posizioni del 14 marzo.
Di fronte a questo nuovo smacco, Churchill si lamenta con Alexander e in un messaggio gli chiede se non ritenga sia il caso di interrompere questi inutili attacchi contro la valle antistante l’abbazia di Montecassino, per preparare un'azione avvolgente (“Ormai in questo settore”, commenta amaro il premier britannico, “sono state logorate da 5 a 6 divisioni”). Nella risposta, Alexander attribuisce esclusivamente al valore dei soldati tedeschi l’insuccesso degli Alleati: “La tenacia dei paracadutisti avversari è davvero straordinaria... Dubito che vi siano altre truppe al mondo in grado di resistere alla tempesta di fuoco cui sono stati sottoposti...”.
In effetti, Kesselring, in questa difesa a oltranza, si rivelerà straordinariamente capace. Per oltre un anno, a partire dalla difesa sul Sangro, prima sulla linea Gustav, poi nella Gotica, seppe trovare sempre geniali soluzioni strategiche, che resteranno negli annali militari.
Anche se dobbiamo dire, che fu in questo primo periodo favorito da un maltempo eccezionale, che costringeva gli assalitori a muoversi su un terreno micidiale, viscido e fangoso, e non sempre potevano farsi seguire dai rifornimenti, e in certi casi nemmeno dal bagaglio personale. Tuttavia il merito va tutto a Kesselring.

17 MARZO - Unità del corpo neozelandese penetrano nella parte orientale di Cassino e conquistano la stazione ferroviaria, ma non riescono a procedere per la tenace resistenza dei paracadutisti tedeschi.
il 18 fallisce il primo contrattacco tedesco per la riconquista della stazione di Cassino.

19-20 MARZO - Nel settore di Montecassino, fallisce un contrattacco tedesco nel tentativo di riconquistare Quota 193, ma si allenta la morsa alleata. Gli scontri sono di una violenza inaudita. Durante l’azione tedesca si verifica un episodio cavalleresco che ha il sapore di antiche guerre: viene concordata e attuata tra le due parti una tregua di due ore per sgomberare dal campo di battaglia i numerosi morti e feriti. Gli Alleati prestano le loro barelle ai tedeschi e distribuiscono ai feriti e ai soccorritori sigarette e cioccolato.
Negli alti comandi intanto sono definiti piani per l’operazione aerea “Strangle”.

21 MARZO - Il gen. Alexander, comandante il XV Gruppo di armate, convoca a rapporto i comandanti delle unità impegnate lungo la linea Gustav per considerare l’eventualità di sospendere immediatamente le operazioni. A questa possibilità si oppone decisamente il gen. Freyberg, tuttora convinto che le sue truppe siano in grado di sfondare il fronte di Cassino.

22 MARZO - Ulteriori violenti attacchi del corpo d’armata neozelandese in direzione di Montecassino si rivelano completamente infruttuosi, mentre il prezzo in vite umane pagato è altissimo.

23 MARZO - Alexander decide di sospendere gli attacchi frontali contro la linea Gustav. In attesa della buona stagione, segue sul fronte di Cassino una nuova fase di calma.
Viene intanto avviata sul piano operativo l’operazione “Strangle”, azione aerea su vasta scala per interrompere le vie di comunicazione tra l’italia centro-settentrionale e il fronte.
Il grande ottimismo nello sbarco non aveva fatto prendere in considerazione questa strategia, che oggi molti studiosi militari, ritengono doveva essere prioritaria.

26 MARZO - Avviene una piccola rivoluzione nello schieramento delle unità alleate sulla linea Gustav: tra l’altro l' VIII armata inglese assume il controllo dei settori fino ad ora riservati al Corpo di Spedizione francese e al corpo neozelandese. Quest’ultimo viene sciolto, mentre il V corpo britannico è chiamato a presidiare il settore compreso tra Palena e la costa adriatica, dove Leese è invece inchiodato.

27-28 MARZO - Anche nel settore di Anzio la 34a divisione americana sostituisce la 3a davanti a Cisterna.

29 MARZO - Così pure nel settore del fiume Garigliano il X corpo britannico del gen. McCreery viene rilevato dal Corpo di Spedizione francese del gen. Juin e dal II corpo USA che prende posizione all’estrema sinistra dello schieramento alleato, sulla costa tirrenica.
Con questi cambiamenti, in fase di attuazione, non vengono prese grosse iniziative offensive per tutto il mese di Aprile. Solo ai primi di maggio riprende a muoversi la macchina bellica con altri piani militari..

10 MAGGIO - A Caserta, i comandanti militari alleati danno gli ultimi ritocchi al piano dell’offensiva che verrà sferrata l’indomani a Cassino.
L’operazione prevede sostanzialmente lo sfondamento del fronte nemico sull’ala destra della 10a armata tedesca per poter quindi raggiungere la via Casilina. Lo schieramento alleato prevede sulla sinistra del fronte la 5a armata USA con il II corpo americano a sud e il Corpo di Spedizione francese più a nord, a coprire il settore della costa tirrenica alla confluenza dei fiumi Liri e Rapido (la 36a divisione USA funge da riserva).
Sul settore destro dello schieramento alleato (VIII armata britannica) sono schierati (da sud a nord) il XIII corpo britannico (e più arretrato il I corpo canadese), il Il corpo polacco, il X corpo inglese e, infine, sulla costa adriatica, il V corpo britannico. In totale, sul fronte di Cassino, sono schierate 16 divisioni alleate contro 7 divisioni tedesche.
Dal canto suo Kesselring ha completato una serie di linee difensive lungo la penisola italiana che comprende, alle spalle della linea Gustav, la linea Hitler (poi ribattezzata “catenaccio Senger”), la linea Caesar (a protezione di Roma) e infine la linea gotica che, ultima difesa, dovrà bloccare l’avanzata alleata all’altezza di Firenze.

11 MAGGIO - Alle 9,05 il gen. von Vietinghoff, comandante la 10a armata tedesca, comunica al feldmaresciallo Kesselring, suo diretto superiore, che sul fronte la situazione è calma e non si sta verificando niente di pericoloso: i suoi comandanti di corpo d’armata gli hanno riferito di non avere l’impressione che stia per accadere qualcosa di speciale. Verso sera Vietinghoff lascia l’Italia per raggiungere il Comando Supremo di Hitler a Rastenburg, dove deve ricevere una decorazione.
Ma è la giornata sbagliata, e la calma era solo apparente.
Nella mattinata il premier inglese Winston Churchill telegrafa al gen. Alexander, comandante il XV Gruppo d’armate: “Tutti i nostri pensieri e le nostre speranze vi accompagnano in quella che spero e credo sarà una battaglia decisiva.., avendo come obiettivo la distruzione completa delle forze armate nemiche a sud di Roma”.
Ore 23: 2000 cannoni aprono contemporaneamente il fuoco su una linea che va dai monti a est di Cassino fino al mare martellando per 45 minuti le difese tedesche del settore. Alle 23,45 partono all’attacco le fanterie.

12 MAGGIO - Il Corpo di Spedizione francese del gen. Juin sferra un poderoso attacco contro le posizioni della 71a divisione di fanteria tedesca a sud della località di Sant’Ambrogio sull’alto Garigliano: alle ore 3 il 4° reggimento di tiratori marocchini (2 divisione marocchina) conquista il Monte Faito.
Intanto i reparti polacchi del gen. ANDERS giungono fino ai piedi delle rovine dell’Abbazia ma ne sono respinti dalla pronta reazione dei paracadutisti tedeschi che fanno strage degli attaccanti. Come conseguenza delle gravi perdite subite, il gen. Anders (Il corpo polacco) è costretto a far arretrare sulle posizioni di partenza la sua 5a divisione: il Colle Sant’Angelo, a nord di Montecassino, resta saldamente in mano ai paracadutisti tedeschi.

(vedi: ANDERS E QUELL'INDOMITA ARMATA POLACCA )

13 MAGGIO - La 4a divisione (XIII corpo britannico) riesce ad ampliare la sua testa di ponte sulla riva settentrionale del fiume Rapido.
Nel settore del Corpo di Spedizione francese del gen. Juin, la 2a divisione marocchina conquista i monti Girofano e Maio facendo saltare il cardine meridionale della linea di Cassino e aprendo cosi la strada per Roma. Verso sera, la 1a divisione marocchina raggiunge il Liri (a nord): all’altezza dell’abitato di Sant’Apollinare l’ala settentrionale della 71a divisione fanteria tedesca ha ceduto di schianto, mentre anche nel settore meridionale i francesi guadagnano terreno.
La 4a divisione marocchina e la 3a algerina sono penetrate nella linea Gustav conquistando Castelforte e Damiano e, successivamente, il Monte Ceschito.
Nel settore meridionale l’88a divisione americana (II corpo USA) conquista Santa Maria Infante.
vedi: "L'INCREDIBILIE BATTAGLIA DI SANTA M. INFANTE" )


I reiterati attacchi delle forze polacche del gen. Anders contro Montecassino nella notte sul 14 vengono agevolmente respinti dal II battaglione del 3° reggimento della 1a divisione paracadutisti tedeschi.

14 MAGGIO - La 78a divisione (XIII corpo britannico) riesce ad attraversare il fiume Rapido nei pressi di Sant’Angelo in Theodice e a stabilire e consolidare una testa di ponte al di là del corso d’acqua.
12.000 fra marocchini ed elementi della 4a divisione da montagna al comando del gen. Guillaume (Corpo Francese) attacca in direzione del Monte Petrella, nel gruppo dei Monti Aurunci.

15 MAGGIO - La 78a divisione inglese (XIII corpo britannico) raggiunge la strada Cassino-Pignataro mentre più a sud la 1a divisione motorizzata francese entra a San Giorgio al Liri.

16 MAGGIO - Nel settore meridionale della linea Gustav l’88a e l’85a divisione americana (II corpo USA) inseguono le unità della 94a divisione tedesca che si stanno ritirando verso nord-ovest: i reggimenti dell’85a divisione avanzano sulla costa in direzione di Formia lungo la statale 7 mentre i reparti dell’88a puntano in direzione di Itri.
Alla destra del settore in cui opera il Il corpo USA i reparti franco- marocchini del gen. Guillaume occupano in rapida successione i monti Petrella e Revole nel gruppo dei Monti Aurunci. A sud di Cassino il I corpo canadese del gen. Burns, fatto affluire dalla riserva, attacca in direzione di Pontecorvo sulla linea Senger. Poco più a nord, la 78a divisione inglese (XIII corpo britannico) avanza in direzione di Piumarola. Il II corpo polacco riprende gli attacchi in direzione di Montecassino dopo essere stato riorganizzato e potenziato.

17 MAGGIO - L’85a divisione USA (II corpo americano) raggiunge Formia mentre sulla sua destra alcune unità dell’88a si avvicinano a Maranola e altre puntano in direzione del Monte Grande.
Nel settore francese, gli algerini del Corpo di Spedizione francese conquistano Esperia che è stata abbandonata dai tedeschi, incontrando subito dopo però una feroce resistenza sulla strada che da Esperia porta verso Sant’Olivo. Alcune unità francesi proseguono in direzione del Monte Oro, poco a nord di Esperia, da cui si domina la linea Senger.
La 1a divisione motorizzata francese continua l’avanzata lungo la riva meridionale del fiume Liri, ma viene fermata dal fuoco del nemico attestato sul Monte Oro e dalle mine.
Con la conquista del Monte Faggeta da parte della 4a divisione motorizzata marocchina, il Corpo di Spedizione francese controlla la strada Itri-Pico, cioè la rotabile di cui si serve per i rifornimenti il XIV corpo corazzato tedesco.
Nel settore di Cassino, le divisioni del II corpo polacco conquistano Colle Sant’Angelo e Terelle, a nord di Montecassino.

17-18 MAGGIO - Durante la notte i paracadutisti tedeschi iniziano a ritirarsi da Montecassino: la loro posizione è diventata insostenibile dati i numerosi sfondamenti della linea Gustav, a sud di Cassino, da parte delle forze alleate.

18 MAGGIO - Nel settore di Montecassino, il 12° reggimento polacco “Podolski” prende d’assalto le rovine dell’Abbazia: alle 10,30 la bandiera polacca sventola sulle macerie del monastero benedettino. Ma il tributo di sangue pagato dai polacchi è altissimo. I pochi superstiti si immoleranno poi nella battaglia di Piedimonte San Germano.
A sud-ovest di Montecassino, il I corpo canadese del gen. Burns si trova di fronte al cosiddetto catenaccio (o linea) Senger (già linea Hitler), una serie di posizioni fortificate sulla linea Piedimonte-Aquino-Pontecorvo. I francesi avanzano in direzione di Pico incontrando una forte resistenza.

19 MAGGIO - Nell’estremo settore meridionale del fronte, sulla costa tirrenica, le unità dell’85a divisione USA (II corpo) raggiungono Gaeta abbandonata dai tedeschi: poco più di 70 km dividono le forze del II corpo USA dal perimetro della testa di sbarco alleata ad Anzio.
Più a nord, ancora sul fronte della linea Gustav, l’88a divisione (l’altra unità del II corpo americano) raggiunge il Monte Grande. I francesi dei Corpo di Spedizione del gen. Juin si avvicinano a Pico dopo aver raggiunto e superato Campodimele.

20 MAGGIO - Unità dell’88a divisione americana (Il corpo) superano Fondi e si dirigono verso il Monte Passignano. Mentre i francesi raggiungono Pico, il II corpo polacco inizia la battaglia per Piedimonte San Germano. Il gen. von Senger und Etterlin, comandante il XIV corpo corazzato tedesco, sostituisce la 71a divisione di fanteria, ormai decimata dagli attacchi del Corpo Francese, con una formazione fresca, la 26a Panzerdivision.

21 MAGGIO - Imbarcatosi su mezzi anfibi a Gaeta, il I battaglione di fanteria americano (85a divisione del II corpo) sbarca a Sperionga senza incontrare resistenza. L’88a divisione americana conquista Monte Calvo e Cima del Monte.
Il gen. Clark, comandante la V armata USA, ordina a Truscott, comandante il VI corpo USA attestato nella testa di sbarco di Anzio, di sferrare l’attacco contro le posizioni tedesche alle 6,30 del 23 maggio.
Contemporaneamente l’VIII armata britannica attaccherà in forze da nord per sfondare la linea Senger (già linea Hitler).

22 MAGGIO - Nel settore di Anzio e dell’VIII armata inglese si svolgono azioni preliminari in vista deil’attacco generale del 23 maggio. Intanto, mentre nel settore in cui opera il Corpo Francese crolla la linea Hitler (o Senger), Kesselring predispone un piano sistematico per la ritirata della 10a armata del gen. Vietinghoff dalla valle del Liri attraverso Valmontone e Palestrina.

23 MAGGIO - Inizia l’offensiva generale nel settore di Anzio e in direzione della linea Hitler. Nel perimetro di Anzio, alle prime luci dell’alba, più di 500 cannoni alleati aprono il fuoco contro i reparti della XIV armata di Mackensen, mentre 60 bombardieri leggeri effettuano incursioni su Cisterna per preparare il terreno all’attacco delle divisioni americane del VI corpo. Al termine del bombardamento si muovono rispettivamente da nord a sud del perimetro la 45a, la 3a e la 1a divisione corazzata USA. Nonostante la violenza e la simultaneità dell’attacco alleato, la linea tedesca tiene.

Nella costa adriatica, nel settore dell’VIII armata inglese del gen. Leese, il I corpo canadese si spinge fino sulla strada Aquino- Pontecorvo spezzando la linea Hitler (Senger). Nel corridoio irrompe la 5a divisione corazzata canadese.

24 MAGGIO - Continuano gli scontri attorno alla testa di sbarco di Anzio e sulla linea Hitler (Senger). Nel settore di Anzio i tedeschi conservano il possesso di Cisterna ma la 1a divisione corazzata americana riesce a raggiungere la statale n. 7 a nord di Latina: gli Alleati si sono così incuneati tra la 10a e la 14a armata tedesca. Hitler dà a Kesselring il permesso di ritirare le sue armate (Gruppo C) sulla linea Caesar, una linea difensiva che partendo dalla costa tirrenica, a circa metà strada tra Anzio e il Lido di Ostia, arriva sull’Adriatico all’altezza di Pescara toccando Albano e Valmontone e passando a nord di Avezzano, Popoli e Chieti. Per ritardare quanto più possibile la marcia, peraltro abbastanza cauta, degli Alleati, i tedeschi compiono efficaci azioni di retroguardia. Le truppe di Vietinghoff si salvano soprattutto grazie a tali azioni condotte in particolare dagli uomini della divisione corazzata Hermann Gòring.

Sulla costa tirrenica l’85a divisione americana (II corpo) conquista Terracina da cui i tedeschi si sono ritirati. Mentre nel settore settentrionale del fronte (VIII armata britannica), unità del I corpo canadese conquistano in mattinata Pontecorvo, costringendo i tedeschi nelle posizioni fortificate a nord di Aquino. Intanto la 5a divisione corazzata canadese raggiunge il fiume Melfa e nella notte stabilisce una testa di ponte sulla riva settentrionale del corso d’acqua.

25 MAGGIO- Il II corpo USA, che sale verso nord lungo la costa tirrenica, si ricongiunge al VI corpo USA che ha intanto sfondato il cerchio tedesco che chiudeva le forze alleate nella testa di sbarco di Anzio (il VI corpo si schiera nel settore costiero prendendo il posto del II, che rimane sul fianco sinistro dei francesi).
La 3a divisione conquista Cisterna e Cori, mentre la 1a divisione corazzata americana progredisce in direzione di Velletri. Con un fronte così ampio e consolidato al gen. Clark, comandante la V armata USA, si presentano due possibilità: puntare direttamente su Roma e conquistare la città ricavandone gloria e prestigio e un’eco propagandistica di importanza straordinaria, oppure puntare il più velocemente possibile verso nord con tutte le sue forze per intrappolare (cosa fattibile) la 10a armata tedesca di Vietinghoff.

Militarmente e strategicamente la seconda possibilità significherebbe probabilmente la fine della guerra in Italia; ma Roma attira Clark in maniera irresistibile. Vuol fare Storia.
Nel settore dell’8a armata, l’avanzata alleata prosegue velocemente grazie anche alla rapidità con cui i tedeschi si ritirano: mentre la 78a divisione britannica supera Aquino, unità del X corpo inglese conquistano Monte Cairo e le divisioni del II corpo polacco del gen. Anders entrano a Piedimonte San Germano.
Anche il XIII corpo britannico raggiunge il fiume Melfa.

26 MAGGIO - Continua l’avanzata alleata su tutto il fronte a dispetto della crescente resistenza tedesca.
Mentre sul fianco sinistro la 45a e la 34a divisione (VI corpo americano) avanzano fino sulla linea Stazione di Campoleone-Lanuvio, la 1a divisione corazzata tenta invano di raggiungere Velletri su un terreno impossibile. Nel settore in cui opera il II corpo USA, l’85a divisione rafforza le sue posizioni a ovest di Priverno. A notte inoltrata unità della 88a divisione (II corpo USA) avanzano dal settore di Roccasecca per superare la valle di Amaseno.

27 MAGGIO - La 3a divisione USA (VI corpo) conquista Artena respingendo alcuni contrattacchi tedeschi. Mentre unità dell’88a divisione (II corpo americano) raggiungono Roccagorga, più a nord i francesi conquistano Amaseno, Castro dei VoIsci e il Monte Siserno.
Nel settore dell’VIII armata, unità del I corpo canadese attraversano il fiume Liri e occupano Ceprano. La 6a divisione corazzata (XIII corpo britannico del gen. Kirkman), appoggiata dall’8a divisione indiana, continua gli attacchi per raggiungere Arce.

28 MAGGIO - Nel settore meridionale il VI corpo incontra una crescente resistenza da parte delle forze tedesche. Continua invece senza sorprese l’avanzata del Corpo Francese attraverso i Monti Lepini.
Nella notte sul 29, i tedeschi si ritirano da Aree lasciando il campo al XIII corpo britannico.

29 MAGGIO - La 1a divisione corazzata USA (VI corpo) attacca sulla strada per Albano, conquista verso mezzogiorno la stazione di Campoleone, ma la sua avanzata viene rallentata dalla decisa opposizione del I corpo d’armata paracadutisti tedesco. Anche contro la 34a divisione americana nel settore di Lanuvio continua strenua la resistenza tedesca.
Nel settore dell’VIII armata britannica, il I corpo canadese inizia l’avanzata da Ceprano verso Frosinone.

30 MAGGIO - Nel settore della V armata USA, nonostante i ripetuti attacchi e la loro superiorità, i tedeschi tengono le posizioni tra Albano e Velletri.
Più a nord, il I corpo canadese continua l’avanzata verso Frosinone.

31 MAGGIO - Il VI e il II corpo americano ricevono l’ordine di lanciare un’offensiva verso i Colli Albani. Albano continua ad essere difesa dagli attacchi delle unità del VI corpo USA. L’85a divisione (II corpo statunitense) conquista Lariano e raggiunge le posizioni oltre la strada che collega Velletri ad Artena.
Nel settore dell’VIII armata, il I corpo canadese entra a Frosinone mentre il X corpo conquista Sora.

1° GIUGNO - Continua la pressione delle truppe alleate contro la 14a armata tedesca che resiste sia nel settore di Albano che in quello di Lanuvio. Mentre a sud dei Colli Albani il 141° reggimento della 36a divisione USA conquista Velletri, dopo una durissima battaglia, il II corpo dà inizio all’offensiva finale in direzione di Roma puntando verso la strada statale n. 6: sul fianco sinistro l'85a divisione attacca il Monte Ceraso incontrando una fiera resistenza.
Sul fianco destro del II corpo USA, la 3a divisione americana lancia una offensiva in direzione nord, verso Valmontone.
In seguito allo sfondamento della linea Gustav, il feldmaresciallo Kesselring, comandante il Gruppo d’armate C, ordina alla 10a e 14a armata di ritirarsi combattendo fino alla linea gotica, una linea fortificata che taglia trasversalmente l’Italia dal Mar Ligure (tra La Spezia e Viareggio) fino all’Adriatico all’altezza di Pesaro, passando a nord di Lucca e Pistoia per scendere quindi a sud di San Marino e risalire poi fino all' altezza di Pesaro.

2 GIUGNO - In seguito al graduale disimpegno delle forze tedesche, gli Alleati avanzano su tutto il fronte dal settore di Albano a quello di Lanuvio, dalle alture ad est dei Monti Cavo e Tano alla statale n. 7 (VI corpo USA).
Nel settore del Il corpo USA, unità dell’85a divisione conquistano Maschio d’Ariano, i monti Fiore e Ceraso, spingendosi fino quasi alla statale n. 6 che viene invece tagliata oltre San Cesareo da truppe dell’88a divisione. Continua l’avanzata del 7° e del 30° reggimento (3a divisione USA) rispettivamente nei settori di Palestrina e Valmontone (quest’ultima località è stata da poco abbandonata dalle truppe tedesche).

3 GIUGNO - L’avanzata alleata prosegue speditamente su tutto il fronte: cadono, tra gli altri centri, Albano, Lanuvio e Frascati, mentre unità della 3a divisione americana e del Corpo di Spedizione francese avanzano lungo la statale n. 6.

Nel settore dell'VIII armata britannica, il I corpo canadese raggiunge Anagni.
Il feldmaresciallo Kesselring riceve da Hitler l’autorizzazione a ritirarsi da Roma, anche se l’operazione di disimpegno è già in corso da qualche tempo: secondo il piano di Kesselring, i combattimenti a sud e a sud-est di Roma devono continuare il più a lungo possibile per consentire l’evacuazione delle truppe di stanza nella città, e soprattutto alla 14a armata di ritirarsi al di là del Tevere. L’operazione riesce: d’altra parte, rispettando lo status di “città aperta” proclamato per Roma fin dal 13 agosto 1943 e anche in seguito ad accordi con i capi della Resistenza, gli ex occupanti non fanno saltare i ponti sul Tevere né altre costruzioni. In cambio la loro ritirata non viene molestata da azioni partigiane.

4 GIUGNO - Unità della V armata USA convergono su Roma.
Mentre le ultime retroguardie tedesche abbandonano la capitale, nei sobborghi meridionali entrano i primi reparti del gen. Clark: alle ore 19,15 l’88a divisione americana raggiunge Piazza Venezia.

5 GIUGNO - Ingresso trionfale a Roma delle truppe alleate, sorprese dall’accoglienza entusiastica riservata loro dalla popolazione che non solo saluta il ritorno della libertà, ma anche la fine della guerra, delle persecuzioni, delle deportazioni e spera anche che sia finita la fame.
Il re Vittorio Emanuele III, secondo gli impegni presi, con la firma del documento a Ravello, lascia il regno nelle mani del figlio Umberto di Savoia, che ne assume la luogotenenza generale.

Traversata la “città aperta”, gli Alleati si lanciano alI’inseguimento della 14a armata tedesca, il cui comando sta per essere assunto dal gen. Lemelsen. Per poter giungere a Roma la V armata americana ha perduto 30.000 uomini (tra morti, feriti e dispersi); 12.000 sono le perdite dei reparti dell’VIII armata britannica; contro le 25.000 dei tedeschi.

5-6 GIUGNO - Contemporaneamente, in Normandia, avviene il più imponente ma anche il più tecnologico sbarco della Storia. Dall'Inghilterra, via mare, via cielo, raggiungono la Francia su 6000 mezzi navali di ogni tipo 2.800.000 uomini, mentre sopra le loro teste come protezione volano contemporaneamente 13.000 aerei. Il 28-8 arriveranno a Parigi, il 7-3-'45 sul Reno. Ma in Italia dalla stampa che abbiamo visto all'inizio nella nostra prima pagina, sembra quasi che stia vincendo la Germania, mentre questa in effetti sta subendo la piu' grande disfatta della sua storia, aggredita con la stessa tecnica e la stessa strategia che Hitler ha insegnato a tutto il mondo: le truppe aereotrasportate (paracadustisti e alianti) i blitz fulminei, i genieri che ricostruiscono i ponti in un istante, e alle Ardenne aggirano il Vallo Sigfrido come i tedeschi avevano aggirato a suo tempo la Maginot.

Benché a mezzanotte del 6 gli Alleati non abbiano ancora raggiunto gli obiettivi previsti dal piano “Overlord”, tutti gli sbarchi (ad eccezione di quello sulla spiaggia “Omaha”) sono riusciti bene ed ora le truppe angloo-americane hanno stabilito ampie teste di sbarco.
Col sorgere del sole la battaglia si riaccende: il problema più urgente per gli Alleati è consolidare le teste di sbarco e raggiungere quanto prima la linea che avevano contato di raggiungere entro la sera precedente.
Per i tedeschi è questione di vita o di morte riuscire a respingere gli avversari prima che questi abbiano la possibilità di allargare la breccia aperta nelle loro difese costiere.
Il gen. Eisenhower, in visita al fronte, ordina al V e al VII corpo USA (la armata del gen. Bradley) di convergere, dopo aver conquistato rispettivamente Isigny (29à divisione) e Carentan (101à divisione d’assalto).
La 4à divisione del VII corpo avanza verso nord in direzione della linea Quinéville-Montébourg, ma viene fermata dalla decisa opposizione tedesca sulla linea di fortificazioni di Crisbecq e Azeville. Intanto colonne dell’8° reggimento convergono verso Ste-Mère-Eglise per sostenere le unità dell’82à divisione aviotrasportata nel respingere un pericoloso contrattacco tedesco da nord. Altre unità dell’82à divisione raggiungono la riva orientale del fiume Merderet, ma al ponte La-Fière incontrano una violenta resistenza. A sud di Ste-Mère-Eglise unità della 101a divisione aviotrasportata, che si trovano sulla riva settentrionale del fiume Douve, sospendono temporaneamente gli attacchi per stabilire una testa di ponte al di là del corso d’acqua: in compenso ricevono la resa dei distaccamenti tedeschi di Le Port e La Barquette. Il V corpo USA, con la 29à divisione sulla destra e la 1a sul fianco sinistro, avanza in direzione di Isigny e Bayeux.
Unità della 29a divisione raggiungono la regione di Saint-Laurent e si spingono in direzione sud-ovest verso Louvières e Montigny. Sul fianco destro del settore, in cui opera la 1a divisione USA, elementi del 26° reggimento non riescono a conquistare Formigny; al centro, il 18° reggimento preme in direzione di Engranville, Mandeville e Mosles; il 16° reggimento, sulla sinistra, conquista Huppain.
I tedeschi mantengono saldamente il possesso, lungo il fiume Dròme fino alla sua confluenza con L’Aure, dello stretto corridoio che divide le forze inglesi e americane. Verso sera iniziano a sbarcare le truppe della 2a divisione USA.
Nel settore in cui opera la 2a armata britannica, la 50a divisione (XXX corpo inglese) supera Bayeux (che viene presa miracolosamente intatta) e con alcune unità si spinge a sud della statale 13 che collega Bayeux a Caen: la stessa operazione viene compiuta più a est, vicino a Caen, da una brigata della 3a divisione canadese (Il corpo).
( VEDI LO SBARCO IN NORMANDIA )

6 GIUGNO - TORNIAMO IN ITALIA - Il VI corpo USA (V armata) prosegue verso nord: unità della divisione corazzata statunitense raggiungono le posizioni a circa 40 km a nord di Roma.
Nel settore in cui operano le unità dell’VIII armata britannica, il XIII corpo avanza rapidamente a est del Tevere e la sua 6a divisione corazzata sudafricana raggiunge con un’azione rapida e improvvisa Civita Castellana. Sul fianco destro l’8a divisione del X corpo inglese insegue i tedeschi in direzione di Subiaco.
Il gen. Lemelsen sostituisce von Mackensen al comando della 14a armata tedesca, che viene rinforzata sul fianco destro con la 2a divisione (appiedata) della Luftwaffe.

7 GIUGNO - Su disposizione del gen. Alexander, l'VIII armata britannica del gen. Leese dovrà intensificare gli attacchi in direzione della linea Arezzo-Firenze (ad eccezione del V corpo che presidia la costa adriatica), mentre la V armata americana del gen. Clark dovrà procedere lungo la fascia tirrenica puntando in direzione di Pisa, Lucca e Pistoia. In entrambi i settori l’avanzata dovrà avvenire il più rapidamente possibile. Intanto unità della 43a divisione USA occupano Civitavecchia e il suo porto che, per quanto danneggiato, potrà servire come punto di sbarco dei rifornimenti per le truppe che operano in prima linea.
Verso sera il gen. Clark ritira dal fronte il Il corpo americano del gen. Keyes (85a e 88a divisione) e lo sostituisce con il Corpo di Spedizione francese del gen. Juin. La 6a divisione corazzata sudafricana, seguita dalla 78à (XIII corpo britannico), dirige verso Orvieto, importante nodo stradale.

8 GIUGNO - L’avanzata del VI corpo USA (V armata) viene rallentata a sud di Tarquinia da azioni di disturbo tedesche. Il II corpo USA giunge a una decina di km da Viterbo. Nel settore inglese il V corpo britannico, posto a presidio della costa adriatica, prosegue la marcia verso nord in conseguenza del ritiro delle truppe tedesche. Al centro dello schieramento alleato la 6a divisione corazzata sudafricana (XIII corpo) compie rapidi progressi in direzione di Orvieto.
La 6a divisione corazzata inglese viene fermata a Passo Corese a ovest di Monte Maggiore.

9 GIUGNO - Nel settore del VI corpo USA, unità della 34a divisione entrano a Tarquinia. Senza un solo colpo di fucile anche Viterbo cade, nelle prime ore del mattino, in mano alla 1a divisione corazzata USA. Nel settore operativo dell’VIII armata britannica viene fissato un nuovo confine lungo il Tevere tra il XIII e il X corpo, per cui unità del XIII (6a divisione corazzata britannica e 4a divisione fanteria) passano al X corpo.
Nel settore del XIII corpo, la 6a divisione corazzata sudafricana prende contatto a Viterbo con unità della 1a divisione corazzata americana (V armata) e si spinge in avanti in direzione di Orvieto. Dal canto suo la 6a divisione britannica (X corpo) continua l’avanzata in direzione di Terni.
Anche la 1a divisione corazzata USA, dopo l’85a e l'88a viene ritirata dal fronte, mentre il IV corpo USA assume la responsabilità del settore occupato dal VI corpo USA (il cui comando è trasferito a Napoli) e dalla 36a divisione (gen. Crittenberger).

10 GIUGNO - Le divisioni del V corpo britannico (VIII armata) proseguono l’avanzata lungo la costa adriatica e raggiungono Chieti e Pescara. Nei pressi di Bagnoregio le retroguardie tedesche rallentano la avanzata della 6a divisione corazzata sudafricana (XIII corpo). Forte resistenza incontra anche il X corpo davanti a Terni, mentre la 2a divisione neozelandese conquista Avezzano.

11 GIUGNO - Nel settore in cui opera il Corpo di Spedizione francese,mentre la 1a divisione motorizzata conquista Montefìascone, la 3a divisione algerina entra a Valentano. La 6a divisione corazzata sudafricana (XIII corpo britannico) non riesce ad aver ragione della resistenza tedesca sotto Bagnoregio.
Un’altra divisione corazzata. la 6a britannica, attraversa il fiume Galantina e raggiunge Cantalupo da dove i tedeschi si sono ritirati.

12 GIUGNO - Continua l’avanzata del IV corpo americano lungo il settore tirrenico del fronte, rallentata però dalla crescente opposizione dei reparti motorizzati tedeschi della 14a armata. Con il compito di proteggere il fianco destro del IV corpo e mantenere i contatti con i reparti del Corpo di Spedizione francese, viene costituito uno speciale raggruppamento affidato al gen. Rufus Ramey e formato dal 9° squadrone di cavalleria da esplorazione, dal 14° reggimento della 36a divisione USA e da altre unità.

13 GIUGNO - Nel settore dell’VIII armata britannica, la 6a divisione corazzata sudafricana spezza il fronte nemico a Bagnoregio e si dirige verso Orvieto. La 6a divisione corazzata britannica (X corpo) avanza in direzione di Terni.

14 GIUGNO - Mentre la 1a armata tedesca del gen. Lemelsen si ritira lentamente mantenendo con le retroguardie il contatto con il nemico, continua l’avanzata del IV corpo americano (V armata USA) nel settore tirrenico del fronte in direzione nord e nord-est, verso Livorno e Firenze. Al centro dello schieramento alleato la 6a divisione corazzata sudafricana (XIII corpo) entra ad Orvieto senza combattere.

15 GIUGNO - Il IV corpo della V armata USA raggiunge il fiume Ombrone (il cui attraversamento inizierà col calar del sole) e invia alcune pattuglie verso Grosseto.
Il VI corpo, da poco ritirato dal fronte, viene assegnato alla 7a armata USA in vista dell’operazione “Anvil”, che prevede lo sbarco alleato nel Sud della Francia.
Nel settore inglese, mentre continua l’avanzata del V corpo lungo la costa adriatica, la 3a divisione britannica sostituisce al fronte la 4a divisione indiana.

16 GIUGNO - Unità del X corpo britannico si avvicinano a Perugia, mentre i tedeschi stanno completando il ripiegamento della 10a e della 14a armata dietro la linea gotica.

17 GIUGNO - Nel settore orientale dello schieramento alleato (VIII armata britannica), il V corpo inglese viene rilevato dal II corpo polacco. Improvvise, violente piogge rallentano i movimenti del X corpo britannico; comunque quando viene completato un ponte sul Tevere circa 5 km a nord di Todi, l’avanzata su Perugia continua lungo tutte e due le rive del fiume. A sud-est di Perugia l’8a divisione incontra una ferma resistenza da parte tedesca.
Unità del Corpo di Spedizione francese sbarcano all’Isola d’Elba e ne iniziano l’occupazione. Il 19 completeranno l'occupazione dell'Isola.

18 GIUGNO - La 1a divisione motorizzata del Corpo di Spedizione francese del gen. Juin raggiunge Radicofani, località a nord-ovest di Orvieto che domina la strada Firenze-Roma.
Nel settore inglese, le colonne che convergono su Perugia incontrano una certa resistenza solo nei pressi della città. Nella notte sul 19, i tedeschi abbandonano Città della Pieve che viene occupata dagli inglesi del XIII corpo.

20 GIUGNO - Le unità della V armata USA sono giunte a metà strada tra il Tevere e l’Arno. Mentre alcune unità del Corpo di Spedizione francese vengono fermate sul fiume Orcia, tributario dell’Ombrone, la 1a divisione motorizzata, durante la notte, viene sostituita sul fronte dalla 2a divisione marocchina essendo stata designata a prendere parte alla operazione “Anvil” che prevede lo sbarco sulle coste meridionali della Francia. La 6a divisione corazzata (X corpo britannico), entra a Perugia senza incontrare resistenza.

21 GIUGNO - Nel settore dell'VIII armata britannica le avanguardie del II corpo polacco raggiungono il fiume Chienti e vi stabiliscono, nonostante che il nemico abbia preparato una linea difensiva, una testa di ponte. La 6a divisione corazzata sudafricana conquista le alture che dominano Chiusi ma non riesce a penetrare nella città. La 36a divisione (IV corpo USA) continua la sua lenta avanzata lungo la statale n. 1 giungendo a circa 12 km da Grosseto.

22 GIUGNO - Il II corpo polacco è costretto ad abbandonare la sua piccola testa di ponte sul fiume Chienti, nel settore orientale del fronte. Le unità della V armata USA continuano la loro lenta avanzata verso nord.

23 GIUGNO - Dopo una dura battaglia, alcune unità del XIII corpo britannico entrano a Chiusi, ma un contrattacco tedesco isola gli Alleati. La 4a divisione assume il comando del settore centrale del XIII corpo inglese tra Vaiano e il Lago di Chiusi, rilevando alcune unità della 78a divisione.

24 GIUGNO - La 1a divisione motorizzata è la prima unità del Corpo di Spedizione francese a lasciare il teatro di operazioni italiano per partecipare all’operazione “Anvil”, ossia allo sbarco nella Francia meridionale.
Nel settore della V armata USA, il IV corpo continua la sua avanzata verso nord, impegnato dalla decisa opposizione delle retroguardie tedesche.
Il Gruppo Guillaume (del Corpo di Spedizione francese) attraversa il fiume Ombrone con la consegna di proseguire verso nord fino ad incontrare la 1a divisione corazzata del IV corpo americano.

25 GIUGNO - La 36a divisione del IV corpo americano conquista il porto di Piombino senza combattere: è l’ultima azione in Italia di questa divisione designata a partecipare alla operazione “Anvil” sulle coste meridionali della Francia. Il Corpo di Spedizione francese inizia in forze l’attraversamento dell’Orcia, mentre la resistenza tedesca si affievolisce.
La 78a divisione (XIII corpo britannico) riesce ad espandere tra molte difficoltà la sua testa di ponte presso Pescia. La 4a divisione riesce a sloggiare da Vaiano le retroguardie tedesche. Al calare della notte, dopo violenti combattimenti durati tutta la giornata, i tedeschi si ritirano da Chiusi.

26 GIUGNO - Nel settore tirrenico la 34a divisione, che sostituisce la 36a, destinata all’operazione “Anvil”, avanza verso il fiume Cecina.
Il Corpo di Spedizione francese, superato con gravi perdite l’Orcia, punta in direzione di Siena. Al centro dello schieramento alleato, la 6a divisione corazzata sudafricana (XIII corpo britannico) entra a Chiusi.

27 GIUGNO - Il X corpo inglese avanza nel settore compreso tra la riva orientale del Lago Trasimeno e il Tevere dopo la ritirata generale dei reparti della 10à armata tedesca dalla linea Albert.

29 GIUGNO - Mentre il IV corpo americano con la 34a divisione a sinistra e la 1a divisione corazzata sulla destra avanza lungo la statale 68, che corre parallela al fiume Cecina, la 6a divisione corazzata sud- africana (XIII corpo britannico) raggiunge Chianciano senza entrare in contatto con le retroguardie tedesche. Le posizioni dell’8a divisione indiana vengono rilevate dalla 10a divisione indiana.

29-30 GIUGNO - Nel settore occidentale del fronte (IV corpo americano) unità della 34a divisione USA vengono duramente impegnate poco lontano da Cecina dalla 16a Panzergrenadiere SS.
A oriente, sul fronte in cui operano le divisioni dell’VIII armata inglese è in corso una generale ritirata della 10a armata tedesca di Vietinghoff. La 6a divisione corazzata sudafricana raggiunge Acquaviva e Montepulciano e la 78a Castiglion del Lago.



Le operazioni di guerra in Italia
da LUGLIO a DICEMBRE 194
4 > > >


   < < inizio ANNO 1944