ANNO 1946 (provvisorio)
(Anno 1946 - Quarta Parte)

Papa Pio XII - Eugenio Pacelli
Pio XII Pio XII Eugenio Pacelli, nato a Roma 2 Maggio 1876. Consacrato sacerdote 1899. Nella Segretaria di Stato dal 1901 al 1939. Nel 1915 Missione segreta a Vienna. Nel 1920 accreditato come Nunzio Apostolico presso il Governo del Reich e si trasferisce a Berlino nel 1925. Nel 1929 presta il suo contributo per la firma del concordato con la Prussia. Il 2 marzo 1939 e' eletto Pontefice. Nel 1948 in occasione delle elezioni, fa valere la sua autorita' per evitare al Paese una svolta a sinistra. Il 1° luglio 1949 con un decreto del Sant'Ufficio, scomunica chiunque aderisce al Partito Comunista o in qualche modo possa favorirlo o aiutarlo. Sei mesi dopo proclama l'anno 1950 il dogma dell'Assunzione. Tutte le contrade d'Italia sono percorse dal baldacchino con la "Madonna Pellegrina", accentuando la frattura con le chiese riformate. Muore il 9 Ottobre 1958

*** PADRE LOMBARDI E GEDDA

22 DICEMBRE - Nel suo discorso pastorale PIO XII scende in campo in modo palese e chiaro. Parla nella sua omelia del grave pericolo comunista. I seguaci della Stella Rossa li indica come incarnazione dell'Anticristo, la Russia "Un popolo senza Dio"  e minaccia scomuniche. Termina con una invocazione che sembra una dichiarazione di guerra "O con Cristo o contro Cristo".

Dopo la disfatta della DC, soprattutto a Roma (La Città Santa in mano rossa), Pio XII guardò con preoccupazione lo scenario italiano, i successi elettorali dei comunisti, e ruppe le esitazioni dando apertamente l'appoggio a De Gasperi e al suo partito.

Da questo momento la DC non deve più preoccuparsi, non deve educare l'elettorato, non deve trasmettergli valori e non deve creare un apparato elettorale, perché la Chiesa ha già tutto questo, da duemila anni.

E ha due uomini che si riveleranno, pur con tutte le riserve e le critiche della opposizione, gli uomini giusti per condurre quello che verrà poi chiamato nella politica italiana il "periodo del confessionismo". Adottando mezzi e i sistemi che fanno quasi parte dell'antropologia della Chiesa. (vedi anni 306-320 - Costantino)

GEDDA

LUIGI GEDDA é l'uomo giusto, quello che ci vuole, con il suo zelo frenetico e il suo dinamismo per mobilitare tutte le associazioni cattoliche, tutte le parrocchie d'Italia, i centri ricreativi e assistenziali, le associazioni, il lavoratori cristiani (ACLI), le corporazioni di categorie varie (crea associazioni cristiane di medici, professori, universitari, di mestieri, di contadini, edicolanti, cinematografari, artisti, giornalisti, editori, ecc. ecc. Chi non ne fa parte ha la sua strada tutta in salita in ogni settore pubblico e privato). Gedda entra nei giornali, fonda riviste, domina sulla radio e quasi più nulla é lasciato in mano ad altri e nulla lasciato al caso. ( VEDI GEDDA QUI

DE GASPERI é l'altro uomo giusto. Non é compromesso con il fascismo. Non é mai entrato come attivista nella lotta all'antifascismo, e neppure in alcun comitato. Non é un dichiarato monarchico  e non è neppure  un repubblicano. Non ha  militanza fascista e neppure esperienze prefasciste, quindi nessun conto in sospeso da saldare. Non é un sacrista e non é nello stesso tempo ne' un Romolo Murri ne' un Don Sturzo capace di sfidare le alte gerarchie vaticane. E' invece un abile tessitore.

De Gasperi stesso dichiara " Noi siamo pluralisti, non siamo totalitari, noi contiamo su alleanze e fiancheggiatori, su forze spirituali al di fuori di noi, come le forze dei cattolici militanti; come quelle scolastiche; sulle forze autonome del sindacato, sulle associazioni economiche. Quindi un complesso di importanti relazioni e connessioni che legano il partito a queste collaborazioni, a questi contributi indipendenti da esso. Il partito e' il quadro di una realta' piu' vasta, che deve interessare il campo elettorale e, per suo mezzo, il popolo".

Un De Gasperi abile nel curare i rapporti con le forze antifasciste, a tenere a freno gli integristi invasati, ed é abile a promuovere con la stampa il suo pensiero globale che andava in varie direzioni. Agli imprenditori e operai diceva che aveva bisogno di entrambi perchè  altrimenti rendeva vano il prestito che lo Stato aveva sottoscritto (emesso il 31 Ottobre che porterà nelle casse statali 231 miliardi), rendeva vani gli aiuti americani, e rendeva vano senza la loro collaborazione ogni sforzo organizzativo per ricostruire il Paese, la società, l'economia.

Rivolgendosi invece a quelle categorie che si erano quasi defilate o stavano alla finestra: la classe media che stava vivendo inquietudine non sapendo da che parte stare; e rivolgendosi anche a tutto quel mondo fatto di burocrazia, statale e pubblica, magistratura, esercito, università, parastato, anche questi tutti timorosi di essere messi da parte da questo o quel partito, li tranquillizzò fece capire che aveva bisogno anche di loro per costruire la nuova Italia, e che   "nessuno avrebbe torto loro un capello".

Fu così abile (fu un vero capolavoro della sua politica) che convinse anche il capo dei comunisti. Non solo facendogli mettere la firma ma anche trasformandolo in un utile messaggero. Infatti PALMIRO TOGLIATTI col suo partito approvò nella Costituzione l'art.7 (I Patti Lateranensi fatti da Mussolini - Stato Chiesa,  indipendenti e sovrani ) convinto che fosse rispettato l'art.3 (Davanti alla legge pari dignità, senza distinzione di religione...ecc)

I preti non gli furono  riconoscenti di quella importante firma. Il 30 aprile del '48 il Card. Ruffini con una lettera al Ministero degli Interni chiedeva di mettere fuori legge il PCI, e  il 1° luglio '49 il Sant'Uffizio emise il decreto di scomunica dei suoi aderenti e insieme  gli amici degli aderenti, cioè compresi i partiti che si alleavano (vedi manifesto riportato nell'anno 1948).
(Vale la pena rileggere cosa disse Togliatti al momento della votazione sull'Art.7)
QUI

Togliatti aveva votato l'inserimento dell'art. 7 ! Ma voleva il rispetto dell'art. 3 del medesimo testo. Se disatteso portava pari pari, nel nuovo aspetto politico istituzionale, al Concordato stipulato sotto il regime fascista fra Stato e Chiesa, a tutto vantaggio ora di quest'ultima. (Mussolini con il concordato ebbe appunto l'appoggio di tutta la Chiesa, nel '29)

In questa occasione Togliatti fece anche il "messaggero" che serviva al partito cattolico. Lui voleva la pace religiosa. Non avrebbe mai immaginato questo ribaltamento di ruoli e l'ingratitudine " la classe operaia non vuole una scissione nel Paese per motivi religiosi. Noi non vogliamo la guerra" . Per farla breve l'articolo 7 passò con 350 voti, 149 contrari. A favore i comunisti, i democristiani, i qualunquisti. A risultati ottenuti Togliatti affermò con ottimismo "Questo voto ci assicura un posto al governo per i prossimi venti anni".

Non fu un buon profeta, fra poco scenderanno in campo gli "arditi della fede", i "baschi verdi", che addestrati da Gedda canteranno "siamo arditi della fede/ siamo araldi della croce/ siam un esercito all'altar"-. Poi verranno le mobilitazioni con i "Treni dell'Amicizia", e la spettacolare " Peregrinatio Mariae", l'anno della Madonna (una cosa nuova, mai avvenuta in precedenza, inventata) che in ogni piu' piccolo paese d'Italia mobiliterà le 27.647 parrocchie, 66.351 chiese, 3172 case religiose maschili, 16.248 case religiose femminili, 4.456 istituti di assistenza e beneficenza, i 249.042 ecclesiastici, fra cui 71.072 preti, 27.107 religiosi professi e 150.843 professe.

Ci fu così una enfasi irrazionale nelle migliaia di processioni che si tennero in ogni angolo della penisola; sempre più  in crescendo, che sbigottivano perfino agli addetti. La psicosi poi delle madonne che piangevano si diffuse in ogni angolo d'Italia. "Perché e' addolorata dalla "belva comunista" si disse " e piange dal dolore". (Questo accadeva anche alla statua di Giunone e a tanti altri dei antichi a Roma duemila anni prima quando le cose andavano non per il verso giusto). I radiomessaggi del papa diventarono martellanti, indirizzati ogni volta a una categoria precisa; l'abbraccio ecumenico c'era ma era rivolto solo a una categoria: solo ai cattolici di provata fede.

L'infallibilità episcopale e sacerdotale si dilatò. Ogni curato era un vescovo, ogni vescovo un papa. Questo "confessionismo", questa esaltazione si insinuò nella vita di tutti i giorni. La Chiesa dentro lo Stato. E fu molto difficile dalla campagna fino agli alti impieghi in città trovare un posto di lavoro se si era contro o non si partecipava con solerzia. Perfino in famiglia liti fra mogli, sorelle, figlie con gli ex partigiani, gli ex prigionieri, ex lavoratori, ex illusi.
Le prime con le loro tradizioni ataviche, correvano nelle chiese e nelle processioni, gli altri a rodersi il fegato. E quasi si vergognavano nell'acquistare dagli attivisti in strada il giornale l'Unita' che ormai ogni edicola si rifiutava di vendere. (C'era la scomunica  per chi lo stampava, lo leggeva, lo diffondeva).

PADRE LOMBARDI gli "spot elettorali con "il microfono di Dio"

Poi sorsero (grande invenzione di Gedda) i Comitati Civici; poi dalla radio cominciò a tuonare Padre Lombardi, con il suo "Microfono di Dio". Non contento di far arrivare la sua "voce dal cielo"  (allora non c'era la Tv) Dio lo si trovava in ogni piazza d'Italia, tutte affollate, monopolizzate con la mobilitazione di preti, monache, associazioni, parrocchie, boys scout, ad ascoltare l' oratoria di Lombardi, che era decisamente straordinaria, una eloquenza  che strappava gli applausi alla folla in delirio. Lui, tribuno nato, con la sua irruenza, come un ciclone, martellava, scuoteva, anatemizzava, criminalizzava i comunisti "senza Dio" nelle piazze. Trascinava la folla all'esaltazione e nello stesso tempo gli incuteva tutto il terrore della prossima Apocalisse, il cupo avvento dell'Anticristo "rosso" dall'Est.

Una vera e propria crociata contro i comunisti, particolarmente e fortemente polemica contro questi "atei senza Cristo, senza Dio, senza anima, figli del demonio con le mani sporche di sangue"

Gedda giustificò questa lotta appellandosi agli antichi martiri della Chiesa " questa fede che abbiamo radicata in noi é fino al punto di dare per essa se necessario il sangue". Per lavare l'onta della Città Santa in mano agli atei comunisti,  con il suo fanatismo, minacciò perfino De Gasperi (che risentiva di questo smacco, ma non era angosciato come Gedda) di dare vita a una forte coalizione clerico-fascista indipendentemente dalla DC degasperiana.
(Qui Gedda fu anche ingenuo perchè rivelò implicitamente la tipologia dell'elettorato della DC)

Inizia così il 1947. Con la riaffermazione del potere temporale della Chiesa.
Oltre le manifestazioni di sopra, l'esenzione fiscale agli enti ecclesiastici, la legislazione matrimoniale, i severi controlli sull'editoria, i riti religiosi collettivi, l'istruzione pubblica, la selezione dei quadri direttivi nelle aziende private o pubbliche, la persecuzione verso i "nuovi pagani" le scomuniche, ricordavano proprio i metodi dell'antropologia ecclesiastica dei tempi di Costantino.

Era sceso in campo l'esercito della fede: altri Arditi. Nel Paese, molti si adeguarono al nuovo corso che prometteva, prometteva, prometteva. Ma attenzione, come nel fascismo, un bel giorno, anche questo clima si spense da solo, tutto era stato appoggiato su una base di argilla. Verrà il '68, e poi negli anni '90 tangentopoli. DC a piangere, i comunisti a godersi la disfatta, e non tanto per loro merito, ma dovuto a personaggi mediocri che i leader si erano allevati in casa.

31 DICEMBRE - Finisce l'anno con un colpo di scena. Il 26 dicembre per iniziativa di GIORGIO ALMIRANTE, nasce il Movimento Sociale Italiano (MSI). Il bacino di adesioni è inizialmente composto dai reduci di Salò, familiari e parenti dei caduti, dai colleghi e dagli amici (circa 300.000) dei 15 mila "martiri" (ma si afferma 40-50 mila), secondo Almirante  giustiziati sommariamente senza un regolare processo e alcuni uccisi solo perchè portavano la divisa di quello Stato che in quel momento era sul territorio del Nord sovrano, quindi non fanatici ma giovani richiamati dalle regolari liste di leva. E non si potevano certo opporre. Fuggire, disertare, lo poteva fare solo chi era solo senza una famiglia; perchè a questa sarebbero ricadute le conseguenza (come in tutti i regimi, anche quelli altamente democratici (vedi in America durante la guerra nel Vietnam!)

Il 31 dicembre, Almirante, fa il suo storico discorso......

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