ANNO 1947 (provvisorio)
( Anno 1947 - Seconda Parte )

Infatti il movimento non si estinse con l'avvenuto arresto del perturbatore Finocchiaro nell'ottobre dello scorso anno, ma prese altri connotati e altre turbolenze con un uomo (ma si dira' dopo che era solo un bandito) SALVATORE GIULIANO che fu dichiarato delinquente a tutti gli effetti dalle autorita' dopo la strage a Portella delle Ginestre. Un movimento -si disse- di chiaro indirizzo mafioso (latifondista) ma che poteva avere anche altre motivazioni o mire politiche, visto che attacco' una semplice manifestazione di lavoratori di sinistra alla festa del 1° Maggio (e ricordiamo che alle libere elezioni della prima assemblea regionale, che si erano tenute 10 giorni prima, il blocco della sinistra aveva ottenuto il 30,4% e i democristiani il 20,4% ; quindi bisognava reagire. Anche qui l'America entrò in fibrillazione e prese alcune misure cautelative (con chi, lo possiamo solo immaginare).
 
Il mistero Giuliano (che verrà poi ucciso in un modo molto ambiguo nel '50 da   suo cugino Pisciotta) non é stato mai risolto. Si sostiene che fosse legato alla sfera d'influenza che esercitò il Boss LUCKY LUCIANO nella famosa questione dell'appoggio dato allo sbarco degli Alleati, in una Sicilia il cui territorio era in parte ben controllato dalle cosche in USA, e che permise agli americani di fare lo sbarco e di risalire tutta la penisola; anche se le cose non andarono poi per il verso giusto.

(Una buona ricostruzione, che descrive le controversie, i litigi, le divisioni, le invidie, le debolezze, le incomprensioni e la disorganizzazione complessiva che hanno intralciato e resa tormentata l'operazione dello sbarco anglo-americano, dal giorno della sua progettazione fino ai suoi esiti ultimi, è contenuta nel libro del Ten Col. Americano Carlo D'Este "1943, lo sbarco in Sicilia" Mondadori 1990)

Lo sbarco in Sicilia, soprannominato Piano Husky è su tutti i libri di Storia riportato in mille modi diversi e per questo non uno solo è credibile. Rimane il mistero di alcune difficolta' di questo sbarco anglo-americano sull'isola, che contrariamente alle aspettative si rivelo' una faccenda lunga, difficile e sanguinosa, pur con grande impiego di mezzi e di uomini, mentre quelli dell'Asse erano invece scarsi e male equipaggiati, e nonostante questo con una brillante operazione di ritirata sul continente messa in atto dai tedeschi (sulla Linea Gustav che abbiamo accennata negli anni '43 e '44) riuscirono a portare in salvo il grosso delle truppe che finira' per rendere ancora piu' complicata e lenta la successiva penetrazione in Italia delle forze anglo-americane. Ma alcuni fatti ci dicono che tale lentezza fu voluta, infatti ci fu nel Sangro un vero e proprio disimpegno il 31 dicembre del '43 quando Churchill tolse dal comando Montgomery per organizzare lo sbarco in Normandia.
La battaglia sul Sangro finì il 29 dicembre da entrambe le parti. Entrambi i due contendenti a Orsogna, rimasero inchiodati per mesi, fronteggiandosi a soli mille metri di distanza.

Insomma lo Sbarco in Sicilia e' una pagina tanto importante quanto poco conosciuta della nostra storia perche' avvolta nel mistero. Ma quel mistero seguita a condizionare forse non solo il territorio ma anche la vera e propria politica italiana. Forse ne sapremo qualcosa quando nel 2008-2010 usciranno le Memorie di Andreotti.

Sembra che ci furono accordi politici per gestire in modo indipendente l'Isola da parte di organizzazioni che in USA contavano molto nel governo. In cambio della mobilitazione furono forse concesse importanti spartizioni, e forse  futuri accordi geopolitici che determinarono altri accordi di gestione del territorio isolano negli anni che seguirono.

Dopo lo sbarco, a Ragusa gia' il 5 gennaio 1945 era partito il primo Movimento Separatista Siciliano, e a Comiso venne in quel giorno proclamata una Repubblica Siciliana che nel corso del mese organizzo' perfino una propria forza armata, l'EVIS, l'Esercito volontario per l'indipendenza della Sicilia. Il 31 marzo i separatisti di quel Finocchiaro - che abbiamo gia' conosciuto sopra - chiese alla costituenda ONU di proclamare l'indipendenza della Sicilia e in maggio si formo' il primo nucleo di combattenti, con uomini che rifiutarono di rispondere alla chiamata alle armi del Regno del Sud. A dar loro una mano scesero le loro donne in piazza con il "Non si parte!". Ne nacque una rivolta con interventi dell'esercito che in pratica mise contro siciliani contro siciliani . E questo infiammo' gli appartenenti al movimento separatista che si trasformarono (in base alla legge del Regno del Sud) in ribelli, come ne' piu' ne' meno i Partigiani e la RSI del Nord. Una lotta della liberta' anche questa molto sentita da entrambe le due fazioni in forte contrapposizione.

E, si badi bene, quel Salvatore Giuliano, che le autorita' indicarono poi come un bandito, l' EVIS lo aveva nominato nel settembre del '45 colonnello dell'armata. Ma il movimento rappresento' un tale pericolo che pochi giorni dopo il 3 ottobre venne arrestato lo stesso Finocchiaro e mandato al confino. Il 16 ottobre inizio' una guerriglia dei separatisti che pero' non ebbe immediatamente un grande successo. Ma servi' a qualcuno, perche' a novembre sempre del '45 una Consulta elaboro' un progetto meno traumatico: uno Statuto molto speciale per la Regione, che venne discusso e approvato in pochi giorni, e poi senza fiatare, successivamente subito ratificato dall'Assemblea Costituente.

Il Finocchiaro stranamente lo ritroveremo non più ospite dalle galere ma seduto in Parlamento, a sostegno dei democristiani, come deputato dei separatisti, tanto da permettersi il 14 FEBBRAIO 1947 (cioe' quest'anno) al dibattito sulla fiducia al nuovo governo De Gasperi una dura requisitoria contro i suoi "colleghi" democristiani accusandoli di aver spartito alcune cariche pubbliche esageratamente superpagate in Sicilia. Una Sicilia che  sta costruendo autonomamente e formalmente il suo Statuto Speciale che e' molto simile a una indipendenza di fatto. (In pratica l'idea del Finocchiaro fu fatta uscire dalla porta e poi fatta rientrare dalla finestra, mettendo in un angolo a non nuocere lo stesso "pericoloso" Finocchiaro).

Ma il 20 APRILE di questo anno 1947 si terra' la prima assemblea regionale che si e' costituita, dove troviamo il Blocco della Sinistra come il primo partito sull'isola con il 30,4% e la DC con il 20,5%. Il primo ha guadagnato rispetto alla Costituente di quest'anno un 9%, il secondo ha perso il 13%. E dopo questi allarmanti risultati, 10 giorni dopo ci furono i fatti di Portella delle Ginestre. Una strategia della tensione che innescò un terribile processo repressivo, pari a quello dell'Unita' d'Italia.

E quindi le cose cambieranno ancora; i latifondisti (trasfughi del movimento separatista) troveranno un altro ben preciso punto di riferimento politico e di protezione a Roma, dopo l'allontanamento degli spettri dei partiti della sinistra e dal gruppo separatista di Finocchiaro. Come era forse nei patti del 1943. Quali patti? Ricostruiamoli......

Nel maggio del 43, prima dello sbarco, Washington, aveva reclutato 4 alti esponenti della mafia siciliana di New York con ottimi collegamenti sull'isola sicula. Li fece poi addestrare come ufficiali e li mise a disposizione dell'Ammiraglio Hewit come ufficiali del servizio informazione tenendolo all'oscuro della loro falsa identita', e questo perche' l'Ammiraglio e il Dipartimento della Marina stessa si erano precedentemente rifiutati di accettare i servigi che Lucky Luciano, che da tempo in prigione, si era offerto di dare, personalmente ai servizi segreti in cambio di una riduzione della sua pena.

I servizi segreti agirono quindi senza informare i responsabili delle operazioni. Sbarcati i quattro falsi ufficiali a Licata nel Giorno D, 9 Luglio 1943, questi, con in mano una lunga lista di nomi fornita dai Servizi, iniziarono a contattare quei personaggi di alto spicco della mafia siciliana estradati nei precedenti anni dagli Stati Uniti per vari crimini, per ottenere le necessarie informazioni, collaborazioni, appoggi degli isolani, sabotaggi vari, operazioni investigative, dove operarono da veri professionisti quali erano: cioe' abili scassinatori. Infatti penetrarono addirittura nel quartiere generale dell'Asse, vi aprirono la cassaforte e prelevarono quelle informazioni che occorrevano agli americani.

La questione del contributo della mafia americana alla liberazione della Sicilia e' resa oscura dalle ambiguita' e dalle contraddizioni quando poi alcuni alti ufficiali del Pentagono resero testimonianza sull'apporto dato da alcuni  personaggi della malavita organizzata americana. Come quello di uno dei falsi ufficiali, il piu' esperto ad aprire casseforti in America, che era poi il boss Paul Alfieri; o  raccontarono i retroscena, come Pantaleone, che addirittura avanzo' anche il dubbio che l'operazione era servita perfino per sopprimere e quindi sostituire la mafia locale con quella italo-americana che puntava a gestire totalmente l'isola con i grandi profitti che intravedeva nel dopoguerra. Max Corvo che diresse questi falsi agenti (ma allora perche' fu lui a guidarli?) che era il funzionario dei servizi strategici americani, nego' sempre che avessero dato un grande contributo.

Rimane pero' il fatto che quando gli americani istituirono l'Amgot (il governo americano dei territori occupati), questi si trovarono di fronte a problemi enormi sull'isola, e si ricorse ai locali. Alla nuova mafia cadde la manna dal cielo (e questo era stato previsto). Riuscirono, come afferma Pantaleone, a infiltrarsi in tutti gli uffici della nuova amministrazione, occupando le cariche ufficiali, riuscendo a ottenere (e qui spicco' Don Calo' Vizzini e Vito Genovese) il controllo dei trasferimenti e dei trasporti dei beni in tutto il continente con i migliaia di camion necessari, fra l'altro messi a disposizione (si disse inconsapevolmente) dalla stessa Amgot.

Anni prima VITO GENOVESE, ex capo della mafia di New York - nella citta' americana era in attesa di essere processato - con un volo rientrò in Italia a Nola e divenne fin dal 1938, interprete dei servizi d'informazione dell'esercito degli Stati Uniti. Fece poi ritorno a New York a sbarco avvenuto, e stranamente in America caddero tutte le accuse di assassinio fattigli in precedenza, ritorno' libero, riprese il dominio incontrastato di re della droga, elimino' il suo piu' temibile rivale il boss Anastasia e tutti coloro che ostacolavano la sua ascesa, ma si fece incastrare da un altro boss, FRANK COSTELLO, che trovo' il modo negli anni '60 per eliminarlo e mandarlo con le sue accuse in prigione per quindici anni.

Rimane poi anche il fatto che LUKY LUCIANO (sebbene non si sia mai avuta una prova di un "accordo", ma anzi alquanto imbarazzata la marina americana nego' sempre di aver avuto aiuti, anche se poi successivamente ammise sì di averne avuti, ma di scarso valore) fu rilasciato sulla parola nel gennaio di questo 1946, estradato da chi lo aveva imprigionato per assassinio sia lui che Vito Genovese, cioe' dal governatore di New York, Thomas Dewey, e in febbraio ritroviamo il boss in Sicilia libero, dove visse felicemente fino al 1962.

Anni felici dove in Sicilia si apri' il colossale business degli alimenti base, come pasta, sale, olio, cereali ecc. per il continente affamato, e dei beni di lusso, come le sigarette, gli alcolici, in seguito la droga ecc. ecc. L'Italia e l'Europa dilaniata dalla guerra, che stava risorgendo con i grandi aiuti americani, offrivano enormi possibilita' di profitto, e queste possibilita' non sfuggirono certo di mano a chi aveva gia' in precedenza buttato le basi per gestirle.

Tutti questi favori ebbero non solo una contropartita in termini di denaro facile, ma anche un prezzo politico. Immediato, a medio termine e a lungo termine, sotto forma di controllo del territorio e varie immunita'. E anche se apparentemente si e' continuato a contrastare alcune illegali situazioni, tali favori hanno sempre fortemente condizionato la politica italiana in forma permanente, indubbiamente di sudditanza, e non ancora del tutto finita. E questo per rispettare i segni di una gratitudine di una contropartita ben precisa di cui poco sappiamo, ma che alcuni fatti ci fanno immaginare.

(per approfondire consigliamo di procurarsi la piu' ricca ed esauriente ricostruzione di questi fatti, scritti da un grande storico militare statunitense, Carlo D'Este. 600 pagine di documentazione su Lo sbarco in Sicilia. Ediz. Bitter Victory, Massachussets 1987. E di Michele Pantaleone The Mafia and politics, New York 1966)


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GUGLIELMO GIANNINI e il suo "UOMO QUALUNQUE".(UQ)
A fine 1944, era nato, dall'iniziativa e dalla penna del commediografo  Giannini,   questo settimanale satirico, poi si trasformò in un "movimento d'opinione" dove lo slogan del programma era proprio "qualunquistico", cioè "abbasso tutti, siamo stufi di tutti, non ci rompete più le scatole".
"Dei politici non abbiamo bisogno; sono fetenti, fetentoni, fregnoni, panscrementi, carogne, e simili. Ci basta un buon amministratore e un buon ragioniere". "I politici sono farabutti, falsari, un immondo brulicare di politica verminaia". Queste le frasi nelle sue "vespe" settimanali soprattutto indirizzate agli uomini del CLN, a Togliatti, Nenni, Silone ecc. cioè ai comunisti e a tutta la sinistra italiana. Quindi sembrava un fascista.  Invece Giannini era un buon regista, e tutte le sue invettive anche volgari facevano parte non del mondo politico ma teatrale; satira politica di un buon commediografo qual'era.
L' irriverenza, l'improperio, diventa per lui un gioco e la sua fortuna. Il settimanale arrivò a vendere 800.000 copie. Costituitosi poi in partito il 19 febbraio 1946, Giannini ottiene qualche successo sia nelle elezioni per la  Costituente (con il 5,3% dei voti) che nelle amministrative.

Ma in questo 1947 la svolta. Lui aveva sempre dato l'impressione di essere un fascista, ma più tardi  confesserà a Enzo Biagi,  "Io non lo sono mai stato, ma mi credevano tale. C'era gente che acquistava il giornale che costava 40 lire ma non le valeva tutte, e quasi mi vergogno di quel successo, ma la folla per quello che dicevo e scrivevo mi applaudiva".
Giannini tenta di stabilire quest'anno prima delle alleanze con il PLI e la DC, poi improvvisamente fa una virata, si avvicina a Togliatti, all'uomo cui non aveva risparmiato l'ingiuria, la villania, l'insolenza.
Risultato: grande delusione e dissenso dentro l'UQ con molti simpatizzanti filofascisti e monarchici. Il movimento si sfascia e i suoi simpatizzanti confluiranno dentro il PNM (monarchici) e nel MSI.
Nel 1948 si presenterà alle elezioni apparentato con i  Liberali. Considerando che questi ultimi avevano alla Costituente il 6,8% e l'UQ il 5,3%,  insieme   ottennero alla Camera  solo il 3,8%, fu insomma una disfatta per entrambi.
Il PLI risalirà la china, ma l'UQ  si trascinerà fino alle elezioni  del 1953 come indipendente, questa volta nelle liste della DC, poi Giannini cambiò ancora nel '58 mettendosi con i monarchici,  ma  non riuscì mai a farsi eleggere, e del suo partito non se ne sentì più parlare, anche perchè il 13 ottobre 1960 GUGLIELMO GIANNINI morì; aveva 69 anni; era nato a Napoli il 14 ottobre del 1891.

Nel 1946 aveva dato alle stampe "La FOLLA".
E' questo uno dei migliori libri che ho letto (e riletto più volte) in vita mia (anche se ne ho 30.000 nella mia biblioteca - e il suo anche autografato)
Consiglio a tutti di leggerlo, è meglio di un qualsiasi trattato di politica, di sociologia, di filosofia.
Adatto in ogni tempo, attualissimo, e soprattutto in questi ultimi tempi, dove certi politici fanno venire il voltastomaco.

 

AMPIA RICOSTRUZIONE SU GIANNINI IN
http://www.storiain.net/arret/num100/artic3.asp

segue

http://www.storiain.net/arret/num101/artic4.asp

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(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)