ANNO 1959 (provvisorio)

CULTURA E COSTUME

*** LA LEGGE MERLIN
*** I "delinquenziali" JEANS

*** BRIGITTE BARDOT conosce in questo periodo la sua più alta popolarità. Vi rimandiamo al Costume dell' ANNO 1956. L'anno della sua scoperta e del suo successo mondiale.

Mezzanotte, 20 settembre 1958 . Le "case chiuse", chiudono

***Sono tre mesi dal 20 SETTEMBRE,  che è in vigore la "LEGGE MERLIN" . Questa legge prese il nome dalla anziana senatrice socialista, ex combattente partigiana, che condusse una sua personale lotta, con testardaggine, portandola avanti fin dal 1948, sempre derisa sia dai conservatori che dai progressisti.
La sua legge abolisce le case di tolleranza finora affidate al controllo dello Stato dal 1883. Erano in attività al momento della chiusura 560 case ed ospitavano 2700 prostitute.
Da notare che si era esenti dal confessare al prete la frequentazione, perché questa non rientrava nei peccati. Non era affatto immorale.
(A parte i ricordi personali, anche Gian Franco Venè, in Vola Colomba, pag. 244, afferma "Il catalogo dei peccati da recitare in confessione non prevedeva la visita al casino di Stato")

Cosa abbastanza curiosa:  non si accettava ed era peccato perfino avere il desiderio di un piacere sessuale, ma nello stesso tempo, si era esenti dal confessare di essere stati in una casa di tolleranza a soddisfare questo piacere. Infatti non dovendo confessare la frequentazione implicitamente non era peccato. Mai nessun teologo mi ha mai spiegato questa contraddizione nella morale cristiana. Che in un certo senso non considerava la dignità umana di queste donne, meretrici fin che si vuole, ma pur sempre nostre simili. Insomma era pur sempre una offesa alla "donna" che veniva considerata oggetto, quindi al di fuori della "morale" vigente.
Quello che si faceva dentro questi locali non li riguardava, e le persone che vi prestavano l'opera erano considerate a quanto pare solo oggetti.

Non avevano l'assistenza spirituale, a loro negata, e proprio per questo forse non potevano ricevere quella comprensione umana di cui abbisognavano. Erano un nulla alla mercè dell'ipocrisia umana. Forse per questo le chiamarono "chiuse", mentre per una variopinta clientela di ogni eta', censo, istruzione, condizione sociale, erano "aperte". C'erano quelle per i poveracci, ma c'erano quelle per i ricchi, dove gli arredamenti erano sfarzosi,  donne di ogni nazionalita', giovani, bellissime, educate, anche istruite e di "classe" per gli esigenti borghesi.

In ogni citta' ne esisteva una o piu' di una di "case". Ogni quindicina vi si alternavano le 3400 (tante erano nel 1948, 2700 nel 1958) ospiti in una rotazione continua. Alcune volgari nell'aspetto e nei gesti, altre invece gradevoli, educate, riservate, con una carica umana e una ricchezza di esperienze che le faceva diventare per alcuni la confidente delle proprie pene familiari e personali del loro cliente. Per molti la "visita" al "casino" era un abitudine non necessariamente legata a un vero e proprio rapporto carnale, ma a un rapporto umano, anche se spesse volte (soprattutto in gruppo) veniva vissuto goliardicamente. La rotazione era uno dei tanti motivi escogitati per non far nascere amicizie che potevano pregiudicare l'equilibrio del locale e quindi del "lavoro".

Ma avvenivano comunque. Per un collega dell'autore che scrive, di un reparto speciale di paracadutisti di stanza a Merano, quel rapporto detto sopra fu cosi' intenso e improvviso, che la notte del 20 settembre, alla chiusura definitiva della "casa", prese come moglie una di queste donne costruendo una famiglia. Una scelta che anche dopo molti anni  si rivelò un'unione felice e per nulla avventata.

Nella campagna che fu una vera e propria crociata, l'oratoria della Merlin, mise in piazza spudoratamente cio' che persino i preti ritenevano doversi tenere segrete: cos'erano le case, chi le abitava, come si vestivano, cosa si faceva e quanto costava la marchetta. Cioe' quel gettone che dava diritto a cinque minuti in camera che andava dalle 200 lire in quelli di terza categoria, alle 500 in quelle di prima. Un quarto d'ora costava dalle mille alle 2000, un ora dalle 2000 alle 4000.

Scrive Vene' "Le donne, spose e madri, intimamente giudicavano le case di piacere un pubblico servizio utile a placare gli eccessivi bollori, ad allontanare le amanti dai mariti, a preservare l'unita' della famiglia, a collaudare la maturita' fisica dei figli diciottenni. Ne conoscevano gli indirizzi, ne rispettavano il mistero". (Questa è comunque è l'opinione di un uomo; molto discutibile da una donna, sposa, madre). 

Lo stesso atteggiamento era tenuto dalla Chiesa che quindi non lo metteva nel catalogo dei peccati da confessare, e non di meno questo atteggiamento lo teneva lo Stato che sovrintendeva le "case" e obbligava le "signorine" a frequenti controlli sanitari.

Fu stravolto tutto. "Signori, da domani 21 settembre solo piu' puttane a borsa nera e nelle strade" si congedò la tenutaria alquanto amareggiata. Infatti il fenomeno sempre più in crescendo, si diffuse negli angoli delle strade, prima in periferia usando come alcova la macchina, poi l'"esercito" scese liberamente nelle vie del centro, quindi negli alberghi, mentre altre si organizzarono in autonomi appartamentini e iniziarono a esercitare la professione libera, i cosiddetti "massaggi". Salirono i prezzi e si abbassarono (del tutto esenti, rispettando così la ipocrita privacy) i controlli sanitari. 5.000 in macchina, 10.000 in camera, piu' 2000 per l'albergo, fu subito la nuova tariffa di quest'anno.
Era appena l'inizio della "libera professione". Infatti la legge puniva solo lo sfruttamento e il favoreggiamento, ma non la liberta' di esercitarla. Era dunque sancita la liberta' di vendere il proprio corpo a chicchessia.

E se prima nessuno aveva mai pensato di "fare la puttana", alcune studentesse, impiegate e anche madri di famiglia, trovarono in alcune loro parrucchiere (delle procacciatrici infallibili in questi anni) la possibilita' di guadagnare qualcosa e di "divertirsi" con uomini facoltosi per comprarsi l'ultimo spolverino, farsi piu' spesso la messa in piega, o acquistare i costosi "profumi" senza dover chiedere soldi a mariti e padri che di fronte a una spesa che andava verso questa direzione, non erano capaci di far altro in casa che delle tragedie, salvo andare loro a spendere i soldi in ben altre direzioni.

A inasprire questa tendenza, dove la donna stava scoprendo i prodotti della bellezza ci pensò anche una "tempestiva" canzone moralista,  straziante:  "Mamma mormora la piccina, compri solo profumi e belletti e non balocchi per me". Ma non era vero! Semmai ne compravano ancora troppo pochi!

Usa shampoo .............ITALIA 19% -.OLANDA 80% -.G.B 63% -.FRANCIA 69% -.GERM. 68%
Usa profumi ...............ITALIA 20% -.OLANDA 68% -.G B 43% -.FRANCIA 85% -.GERM. 69%
Maquillage donne........ITALIA 15% -.OLANDA 58% -.G B 58% -.FRANCIA 55% -.GERM. 49%
Uso del rossetto .........ITALIA 22 %-.OLANDA 58% -.G B 73% -.FRANCIA 61% -.GERM.41%

La scoperta delle case chiuse abusive (alcune di alto bordo) iniziarono a fare notizia, sui giornali con nomi e cognomi delle tenutarie (che venivano condannate a tre anni di lavori agricoli nelle case penali) e la "flora" risulto' essere un mondo femminile insospettabile, di tutto rispetto, mentre la "fauna" era composta da altrettanto insospettabili professionisti, commercianti, perfino preti, che potevano contare ora sulla riservatezza, su luoghi molto piu' anonimi di prima e su "merce" di prima scelta e di ogni eta' e professione, che aveva un sapore molto diverso, e alle volte anche amaro; a Trento, in quella casetta di piacere che era sulla strada del Monte Bondone, un padre si imbattè nella propria figlia e un altro nella propria moglie. Erano solo i primi inconvenienti. Le storie boccaccesche superarono la fantasia dell'autore di Certaldo.

Le tenutarie di queste "case di piacere", venivano punite con qualche anno di "case da lavoro" agricole o manifatturiere.

Poi le case abusive diventarono cosi' tante che la notizia "non faceva piu' notizia". E di "case di lavoro" non se ne parlò più. Era cambiata totalmente una societa'. I rapporti con l'altro sesso degli italiani non necessariamente divento' un mercimonio. Le donne con la loro maggiore liberta' e autonomia di scelta iniziarono anche loro a desiderare il piacere senza tabu', a scegliersi l'uomo con cui gioire in un rapporto d'amore senza veli di ipocrisia. Una conquista della donna ma anche una conquista (o ridimensionamento) dell'uomo che, se gradevole, simpatico, pulito, provò il narcisistico piacere non di scegliere, ma di essere scelto. E se frustrante è il non essere scelto, esaltante è il sapere di esserlo. Qualcosa gli uomini ci guadagnarono!

Nelle strade alla fine rimasero le extracomunitarie, e la clientela fu quella meno esigente, quella meno intraprendente, con meno occasioni interpersonali, piu' sbandata, isolata, senza molta fantasia, disinteressata al feeling e al profondo rapporto di amicizia fatto di tanti interessi in comune con il proprio partner con cui ci si unisce, che oggi, molte volte, sono proprio queste caratteristiche a farci desiderare una persona, anche indipendentemente dal sesso. C'e' comunione di spirito, non quello che si voleva arbitrariamente indirizzare, ma quello che ognuno prova dentro di se', che e' inconfondibile perche' nostro, non violentato, non deviato, non represso, ma solo nostro.
Il peccato visto con certe ottiche comincio' a non esistere piu'. Del resto questo lo vede solo chi con i suoi problemi personali non solo non comprende gli altri ma é incapace di comprendere soprattutto se stesso.

I puritani si scatenarono. Ma l'evoluzione era ormai una fatto compiuto. I preti demonizzarono, ma trovarono un muro di gomma (piu' tardi con la legge del divorzio e dell'aborto, il muro diventò di cemento) A schierarsi a favore furono anche una buona parte di chi votava democristiano. Una apostasia - sentenziarono alcuni!

E ancora..."Se un tale per sua scelta fa il vinaio, non puo' dopo prendersela con chi beve acqua fresca, ne' obbligarlo con la minaccia della punizione a bere vino e fargli ripudiare l'acqua, ma seguiti a coltivare le sue "pecorelle" quelle che trovano nello "spirito" la propria "illuminazione" la propria "esaltazione". Lui dovrebbe essere tutto metafisico, teologico. Che cosa gliene importa e cosa ne sa di quell'inebriante freschezza che da' quella "sorgente" della vita posta nella "cavita" del "monte".
E vista la sua "vocazione" a fare il vinaio, nemmeno potrebbe capire perche' e quale piacere si provi nel dissetarsi in quella "sorgente". E' un incompetente! "Nulla dire se non cio' che puo' dirsi, e su cio', di cui non si puo' parlare, si deve tacere" e' la filosofia di Wittgestein. Il metodo corretto della filosofia applicata a questi tempi "di ribellione".

(BOB DYLAN, menestrello della protesta con chitarra, armonica e invettive sempre pronte (prima di mutar pelle - e lo fece tre volte- vedi 1967) mandava proprio con le sue canzonette questi messaggi " Non criticate/ Cio che non riuscite a capire/ I vostri figli o le vostre figlie/ Non potete comandarli" e ai giovani "non seguite i capi". Poi anche lui (nel 1997) comincio' a ubbidire ai capi, ai potenti, al mercato e a stringere la mano ai pontefici. Fu un terremoto. Perfino San Francesco, il "poverello" si ribello', mando' in quei giorni proprio un terremoto; il palco a Bologna sussultava con il Bob sopra, mentre ad Assisi la terra tremava).

COSTUME - I BLUE JEANS

 Ma il peccato lo si vedeva ovunque. E' peccato da un paio d'anni, e si proibiscono in diverse scuole del Paese, far indossare i blue-jeans ai ragazzi. Si scatena in questi anni una crociata contro i teddy boys per episodi di ordinaria delinquenza che il caso volle che vestissero Jeans. Flipper, Juke-box e Blue jeans, affermavano tutti i giornali, favoriscono le bravate e le violenze; e quindi i blue-jeans divennero il simbolo esteriore da criminalizzare. In molte scuole alcuni presidi rimandavano a casa sia ragazzi che ragazze (pochissime) che li indossavano, i capi ufficio dei dipendenti pubblici li proibivano sul lavoro ailoro dipendenti. L'autore che scrive, in un grande albergo di Stresa, fu invitato ad alzarsi e andarsene dal signorile ristorante "per conservare il decoro del locale" disse il direttore.

Se ne parlo' sempre con disprezzo da ogni giornale e su ogni rivista. Finche' un giorno comparve GIANNI AGNELLI in pubblico indossando un paio di jeans, dicendo che era un capo molto pratico da indossare in molte occasione della giornata; che dava un senso di libertà. Da questo momento tutti i giornali tacquero, le crociate si estinsero; questo capo di abbigliamento diventò la più diffusa immagine di uomini e di donne nella quotidianità, abolendo perfino la distinzione dei sessi.
E "la donna non si mettera' un indumento da uomo, perche' chiunque fa tali cose e' in abominio del Signore" (Deutoronomio cap.XXII) non fu più tabù.



L'omologazione avvenne in poche ore, il mattino dopo, qualcuno alla stessa Fiat si presentò negli uffici con i jeans guardando negli occhi con aria di sfida il proprio capoufficio che non sapeva più che pesci pigliare dopo quanto era avvenuto così in alto. Insomma un altro (ipocrita, perfino senza senso) "baluardo" del costume cadeva a rotoli, a pezzi, nella polvere. Ed erano solo un paio di pantaloni!

Fece comunque effetto quando più tardi una ditta, che si era data un nome abbastanza singolare ma premeditato, con un gigante manifesto sui muri d'Italia ci fece trovare due floridi glutei di una modella in blue jeans corti, con la scritta dal timbro blasfemo e dissacrante "chi mi ama mi segua". "Evangelismo e sesso. Bestemmia lieve intrecciata al sorriso. Nel rogo delle illusioni si spegne il secolo" scrisse qualcuno.
A parte il bigottismo, non era certo di buon gusto.
La pubblicita' trovo' nei jeans la sua nuova frontiera segnando il limite massimo di questa rivoluzione che la fantasia degli addetti cominciò cavalcare al galoppo.


CULTURA

*** WTIGHT MILLS in America esce con il saggio L'immaginazione sociologica; una feroce critica sul formalismo dominante americano e invita a ricostruire oggettivamente i meccanismi sociali concreti. Scrive insomma l'attualita' di quel momento dove la nuova generazione (la beat= ribelle) sta muovendosi con tutte le sue espressioni (musica, nuovo cinema, comportamenti, indipendenza, on the road) e hanno autonomamente gia' scoperto la nuova fase, lasciando i sociologi, gli psicologi e gli economisti spiazzati al "nuovo vento" che in parte modifichera' la societa' americana (vedremo infatti dove andra' a finire il patriottismo con la guerra in Vietnam, che nessuno della nuova generazione voleva).

*** ERNESTO CHE GUEVARA il rivoluzionario argentino, pubblica il manuale La guerra dei guerriglieri. Determinante il suo apporto nelle battaglie partigiane di Fidel Castro a Cuba, il "Che" con questa sua opera infiamma le rivoluzioni di tutti i Paesi latini. Avra' ammiratori in tutto il mondo, diventando un mito non solo nei paesi di sinistra ma nella stessa America e in Europa, compresa l'Italia. Un simbolo della ribellione contro gli imperialisti, i guerrafondai e i politici che predicano la democrazia con la dittatura del liberismo selvaggio.(ne riparleremo nel 1967 e '68)

*** FRANCOIS TRUFFAUT presenta a Cannes il suo film I 400 colpi. Suscita uno scandalo assieme a...
***ALAIN RESNAIS che presenta Hiroshima mon amour. Entrambi due film che avranno una grande influenza nel cinema francese contemporaneo e che prendera' il nome di Nouvelle vogue". Il primo parla della solitudine di un adolescente nella nuova societa' del tempo, cosi' distaccata dai problemi della nuova generazione e che spesso ferisce con il gratuito sarcasmo o colpevolizza; il secondo con una grande forza espressiva, é la storia di due amanti con straordinari flash back di dialoghi, drammatici pari alle scene. Anch'esso un capolavoro del cinema.

*** JEAN LUC GODARD presenta un nuovo modo di fare cinema, gira Fino all'ultimo respiro. Breve e burrascosa storia d'amore, che divento ' manifesto del cinema francese; che piaceva soprattutto ai giovani. Girato in strada in mezzo alla gente, senza tanti mezzi, molto lontano dai modelli classici come narrazione e movimento diventa un capolavoro nella storia del cinema. Ha 4 stelle. E fu determinante il contributo di un giovane attore, JEAN PAUL BELMONDO al suo esordio, altrettanto quello di JEAN PIERRE MELVILLE.

*** PIER PAOLO PASOLINI esce con Una vita violenta. Lo abbiamo gia' acccennato nei fatti politici, e quale sorte ebbe questo romanzo al premio letterario di Crotone. Opera che inizia a scuotere la borghesia; non per nulla quest'anno in questa occasione gli viene affibbiata la nomina di "perturbatore della societa'".

***QUASIMODO prende il Nobel; CALVINO scrive Il cavaliere inesistente;

*** MONICELLI gira La Grande Guerra, ROSSELLINI, Il generale Della Rovere. In entrambi la banalizzazione della retorica su una guerra che sappiamo perche' fu fatta e come ando' a finire. Ma in questo periodo eravamo nell'Alleanza Atlantica, l'America si stava organizzando per il Vietnam, e Pella in America voleva farci gia' preparare a una guerra atomica con i russi (vedi in storia 3 aprile) e certi film venivano comodi. 
Intonacatura della storia patria con ideologie giustificazioniste, apologetiche. Prima presentano "l'arte di arrangiarsi" di alcuni lazzaroni protagonisti, la loro vilta', poi gli stessi sono in grado nei momenti decisivi di compiere "scelte giuste" per mettersi a posto la coscienza. Insomma il messaggio iniziale è la "sporca guerra", poi questa diventa "guerra santa". Cioè un motivo valido per morire con l'eroismo della...disperazione.

*** ZURLINI presenta invece il suo film Estate violenta. Lo sfondo e' il 25 luglio, la caduta del fascismo. Un film decisamente antifascista che indugia a farci vedere gli orrori. Ma e' anche il ritratto di un mondo borghese e delle sue piccole viltà civili.

*** GUNTER GRASS in Germania, vero intellettuale del dissenso antiborghese del proprio tempo, profeticamente scrive l'inquieto Tamburo di latta.

MUSICA LEGGERA- Al Festival di San Remo DOMENICO MODUGNO e JOHNNY DORELLI fanno il bis, vincono con la canzone Piove, (ciao ciao bambina urlata, che segna una svolta nella canzone) al 2° posto GINO LATILLA e ARTURO TESTA con Io sono il vento, mentre al 3° ACHILLE TOGLIANI e TEDDY RENO portano alla ribalta la canzone Conoscerti

FINE ANNO 1959  (CULTURA E COSTUME)


ALLA PAGINA PRECEDENTE

CRONOLOGIA GENERALE