ANNO 1966 - (provvisorio)
( Anno 1966 - Quarta Parte )

LE FASI DEI NEGOZIATI DI PACE IN VIETNAM

BIOGRAFIA DI HO CHI MIN (vedi)

18 DICEMBRE - "Possibile la pace? qualcuno non la vuole". - "Jhonson riceve il rapporto di FANFANI e La PIRA (sono i due latori di un messaggio segreto consegnatogli  da Ho Chi Min, che non doveva essere pubblicato. Il silenzio era una delle condizione.  Ndr). E' un messaggio-appello,  per rendere possibili negoziati di pace, una cessazione del fuoco in terra, in aria e nel mare. Ma  viene invece reso noto (da un giornale di provincia, il Saint Luis Post) poi  pubblicato dal dipartimento di Stato (Infine da tutti i giornali e anche in Vietnam- facendo infuriare Ho Chi ). Inoltre, Rusk, il  segretario, sostiene che gli Usa non corcordano con la tesi avanzata da Hanoi "Siamo lontani dall'essere persuasi che le dichiarazioni di Ho Chi Min citate dalle fonti italiane  dimostrino un reale desiderio di esaminare tale questione senza condizioni" (Com. Ansa, 18 Dic. ore 02.40).
Insomma la solita formula per non fare un passo indietro. 

Il giorno prima, il 17, nella proposta di pace vietnamita, secondo gli Usa non c'erano condizioni per far cessare la guerra! Ma Ho Chi Min, in queste trattative, aveva chiesto il segreto, doveva anche lui salvare la faccia nel suo Paese, e quindi dopo la "imprudente pubblicazione" smentì il 19 quello che era disposto a fare. Parla Fanfani: "Ho Chi Min aveva espresso  un "forte  desiderio" per un regolamento pacifico e aveva indicato che Hanoi era disposto a trattare la pace senza condizioni preliminari e senza chiedere in particolare il ritiro delle truppe americane"( Com. Ansa, 17 Dic, ore 23.20)

Ma a quanto sembra gli americani non avevano nessuna intenzione di far finire la guerra. Rimase un mistero chi aveva dato il messaggio al giornale di provincia, che così compromise i contatti con Hanoi, che per ovvi motivi "ha smentito l'esistenza di un messaggio inviato al Presidente degli Usa attraverso Fanfani" (Com. Ansa, del 18 Dic, ore 21.15)

INTANTO TUTTA LA VICENDA  VIETNAM inizia a diventare tragica e assurda e in molti casi anche ambigua.
"Gli Usa ammettono di aver usato l'impiego di gas, Ma "da fonte autorizzata americana è stato precisato che il gas è stato disseminato da elicotteri con personale "vietnamita" (Com. Ansa, 23 marzo, ore 10.30)
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MEZZ'ORA E ARRIVA IL FEROCE COMMENTO: "Il New York Times pubblica un editoriale in forte polemica con il governo:  Condanna l'uso dei gas. "La colpa è dell'uomo bianco: Nel Vietnam   dei gas sono stati forniti da uomini bianchi i quali hanno approvato il loro uso contro gli asiatici. E' questo un fatto che nessun asiatico, che sia comunista o no, dimenticherà mai. Gli Stati Uniti affermano di combattere nel Vietnam la libertà, la giustizia e gli altri principi morali, contro il comunismo e per la sicurezza del mondo libero. Servendosi di gas nocivi, l'amministrazione Jhonson applica il vecchio adagio che in guerra tutti i mezzi sono buoni, ma in questo caso si tratta di una guerra nella quale la posizione morale degli Stati Uniti è altrettanto importante dei proiettili" (Com. Ansa, 23 marzo, ore 11.07)

MA SI INSISTE NEI PROCLAMI - "La parola d'ordine è: "uccidere i vietcong". Lo ha dichiarato il generale Greene partendo da Da Nang visitando le installazioni e le posizioni occupate dai Marines "in  modo che siano pronte a tutto" (Ib, 28 aprile, ore 14.15)

"Protestano le mamme americane con dei cortei a New York spingendo delle carrozzine con i figli invalidi, capeggiati da un pediatra, per una immediata cessazione del fuoco" (Ib. 11 aprile, ore 18.36)

21 DICEMBRE - Clamoroso all'interno del Direttivo del Gruppo Parlamentare Socialista. Viene trasferito il deputato socialista LORIS FORTUNA alla Commissione Lavori Pubblici. Non potra' cosi intervenire al dibattito che si svolgerà in febbraio. Doveva essere discusso proprio il suo progetto per il DIVORZIO IN ITALIA. La decisione suscita molta sorpresa negli ambienti politici e viene interpretata (anche se era chiarissimo) come un ricatto fatto dagli ambienti cattolici ai socialisti.

24 DICEMBRE - Nel Vietnam su tutto il fronte cessano per 48 ore ogni attività di guerra. Sono stati gli americani a lanciare l'idea di una pausa per celebrare il Natale. Ma dopo poche ore dall'inizio della pausa, riprendono le ostilità con più vigore e con maggiore distruttività. Furono tali che il tribunale internazionale "Bertrand Russel" denunciò pubblicamente i crimini e le atrocità che stavano commettendo gli americani in Vietnam.

Tuttavia "Il generale GIAP non si impressiona: "indipendentemente dal numero di soldati che gli americani possono inviare in Vietnam e del punto a cui porta la escaletion della guerra, il popolo delle due zone del Vietnam è fermamente deciso a combattere ed è convinto che otterrà la vittoria" (Com. Ansa. 22 dic. ore 12.20)

Nella stessa notte PAOLO VI, già addolorato dal drammatico scenario di guerra, celebra con altrettanto immenso dolore la rituale Messa di Mezzanotte nella martoriata Firenze.

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(pagine in continuo sviluppo -(sono graditi altri contributi o rettifiche)