ANNO 1969 - (provvisorio)

SCOPERTE E SCIENZA
(in costruzione)

Un uomo pensa se osserva  si incontra e parla con altri uomini.
Se vive da solo, esiste solo. E' un nulla!.

Chi già ha, riceve ancora. Chi invia e condivide, ottiene.



PRIMO CUORE ARTIFICIALE
vedi sotto


PRIME SCOPERTE SUL CERVELLO
vedi sotto

SCIENZA SPAZIALE IN PRIMO PIANO

 
Sono le 4, 17 primi, 43 secondi di domenica 20 luglio 1969, ora di Houston.  NEILL ARMSTRONG discende sul suolo lunare e pronuncia la sua storica frase : "E' solo un piccolo passo di un uomo ma e' un grande balzo per l'umanita'". Lo segue poi ALDRIN mentre COLLINS li attende in orbita attorno alla Luna. Hanno volato sulla navicella madre "APOLLO 11" con il vettore missile "Saturno" e si sono posizionati nell'orbita lunare; poi la prima astronave spaziale "Aquila" con agganciato il modulo lunare "LEM" permette loro di scendere sulla Luna, posarsi dolcemente sul satellite, prelevare dei campioni, indi ripartire e ricongiungersi alla navicella madre che li riportera' sulla Terra.

Pochissimi sono a conoscenza  (la Tv non disse nulla, e i giornali neppure) perfino chi visse in diretta quelle ore, che durante  tutta la missione americana c'era contemporaneamente in parallelo quella russa, senza equipaggio a bordo, ma del tutto identica, compreso un modulo per l'allunaggio. Le navicelle sia americane che russe partirono insieme e viaggiarono (alla Nasa temevano perfino uno scontro) a pochissima distanza l'una dall'altra; poi sulla Luna quando Aldrin e Amstrong atterrarono, i russi si misero in orbita intorno al satellite e attesero gli eventi inanellando 40 orbite non molto distanti da quella di Collins, fin quando la missione americana terminò con un successo completo.
Se gli americani avessero fallito (e tenuto con il cuore in gola tutto il mondo e fatto venire i sudori in fronte a quelli della Nasa) sarebbero entrati in azione i russi in quella che sarebbe stata una vera odissea nello spazio con il più spettacolare salvataggio della storia spaziale, con degli effetti psicologici politici immaginabili.
Gli americani tornarono sulla terra e i russi forse dalla rabbia fecero schiantare sulla Luna il Lunik 15.

( vedi
LINK DEDICATO

PRIMO CUORE ARTIFICIALE

SCIENZA - COOLEY un cardiochirurgo abbandona la tecnica del trapianto di cuore col sistema di Barnard  (i motivi sono quelli di un irrisolto problema sull immunita' da rigetto) e adotta quella di DE BAKEY. Installa nel petto una vera e propria macchina: il CUORE ARTIFICIALE.
E' ancora uno dei primi esperimenti e anche finito male, infatti il paziente mori'. Si diffuse subito una grande sfiducia su questo nuovo sentiero della cardiochirurgia (fra l'altro con una lite di Cooley con De Bakey che aveva costruito questa specie di cuore artificiale ma non l'aveva ancora sperimentato sull'uomo). Gli ostinati non credettero a questi "miracoli", ma questa nuova tecnica procedette velocissima; in breve tempo vennero risolti tutti i problemi "meccanici" ed "elettrici" e ovviamente anche quelli del rigetto

((Un cuore perfetto e permanente sara' fatto solo nel 1982 da JARVIK, detto poi il Cuore di Jarvik, il jarvik 7. E saranno centinaia di migliaia i pazienti che ricorreranno a questo tipo di intervento)).

E se gia' prima, dopo la straordinaria impresa di Barnard, l'opinione pubblica nell'apprendere che il nostro cuore era con quello di un altro, intercambiabile, ed era rimasta sconvolta e delusa, visto che tramontava anche il mito letterario che rappresentava il cuore la sede dei sentimenti, dell'affetto e dell'amore, lo sconcerto fu ancora piu' grande quando dalle fotografie sui giornali si inizio' a vedere il cuore che assomigliava a un piccolo carburatore di un motorino. E se prima ci si consolò dicendo che il cuore era un muscolo come un altro, ora si affermava che non era neppure quello, ma solo una semplice macchinetta funzionante a batteria, che fa camminare l'uomo,  come un carburatore fa camminare un auto. E lo sgomento fu ancora più grande.

Alla prima operazione di Cooley l'esito come abbiamo gia' detto fu tragico, ed era proprio quello che aspettavano i denigratori per attaccarlo ferocemente. Si era andati secondo quelle Cassandre troppo al di la' della scienza, e troppo era il delirio di potenza di questi chirurghi. Cooley inizialmente fu stroncato dalle polemiche. Ma alla fine trionfo' la sua tecnica.

Si assisteva (dopo quella del sangue (Vedi 1910) alla caduta di un altro mito, il "cuore umano". Si inizio' allora a dire che e' nel nostro cervello dove risiedono i sentimenti, l'affetto e l'amore. Si sposto' insomma il problema etico e quello della creazione verso quella parte di cui non si conosceva ancora nulla. Per poco pero'........

PRIME SCOPERTE SUL CERVELLO
JOHN C. ECCLES
(Neuroscienziato - Nobel sulla trasmissione sinaptica cerebrale)

Infatti nello stesso tempo JOHN C. ECCLES sta iniziando lo studio del cervello. Sta nascendo con lui la neuroscienza. Sta trattando alcuni problemi come i meccanismi centrali della trasmissione sinaptica, la connessione cervello-mente, il libero arbitrio, l'evoluzione culturale e l'autocoscienza. Discute e analizza i meccanismi che portano alla differenziazione, che guidano geneticamente o nel corso dell'apprendimento i collegamenti tra neuroni, con il problema connesso della possibile base neurale della memoria. Sta trattando la nascita e la conduzione degli impulsi nervosi, cioe' come i nostri neuroni comunicano; i meccanismi, come avviene il passaggio dell'eccitamento da una cellula all'altra a livello periferico.

Sta scoprendo la trasmissione sinaptica a livello centrale, nei due aspetti contrapposti: eccitamento e inibizione: l'apertura e chiusura delle membrane e la trasmissione chimica e poi elettrica attraverso gli assoni del messaggio verso i neuroni.
Fra le tante cose che riporta in uno dei piu' straordinari volumi di scienza apparsi nel corso dell'anno, The understanding of the brain, troviamo spiegata e illustrata, la nascita, la trasmissione e la codificazione delle informazioni sotto forma di segnali elettrici scaturiti dai quanti di energia ionica del sodio che provocano la differenza di potenziale elettrico tra le due membrane delle sinapsi (che scopre essere fra i -30 mV a membrana chiusa e a +70 mV aperta). In sostanza scopre il meccanismo ionico dell'impulso nervoso e i meccanismi ionici dell'inibizione pre e postsinaptica.
Ma lo stupefacente e' dove ci parla della separazione dei due emisferi cerebrali dominante e non dominante. Ci illustra e completa nei minimi dettagli, la prima ricerca sperimentale di Sperry: infatti questo scienziato dopo aver tagliato in due il corpo calloso che unisce i due cervelli, quello dominante da quello non dominante, scopre che i due cervelli sono speculari, ma uno è la sede delle informazioni che vogliamo tenere appartate (mondo 1), l'altro invece (mondo 2) è quello che reagisce subito dando risposte immediate agli stimoli della realta' che lo circonda.
Sperry ha gia' compiuto questa eclatante operazione su 20 soggetti umani affetti di crisi epilettiche (lo scontro fra le informazioni dei due emisferi che provocano i conflitti, le inibizioni, la libido, i traumi psichici, le follie) e ha ottenuto un risultato spettacolare, la separazione ha eliminato le crisi, significa che una parte del cervello non entra in conflitto con quell'altra parte che inibisce o condiziona le risposte dopo averle movimentate e comparate. Insomma Sperry accerta che la sede di quella che chiamiamo coscienza, nulla altro e' che la comparazione delle informazioni residenti contemporaneamente nei due emisferi in continua sinergia fra di loro con i messaggi-eco del passato (entrambe le due masse hanno anche un'area arcaica) e i messaggi del presente (quelli intellettuali, recentemente acquisiti nella piu' giovane neocorteccia)

I due cervelli vagliano insomma le informazioni per darci una risposta ottimale. Risposta scaturita da un centro di informazioni arcaiche situate nell'ipotalamo (cervello primordiale - che controlla le funzioni vegetative ma è anche implicato negli stati d'animo - è questo centro a produrre la serotonina) assieme a quelle scaturite dalla neocorteccia (di origine intellettuale, piu' recente) che subito dopo la nascita ha iniziato ad accumulare altre esperienze, e che molte volte, soprattutto le prime volte, entrano in conflitto per inibire quelle arcaiche legate spesso alla conservazione della specie.

Quindi sempre condizionate le risposte dai conflitti di esperienze recenti o remote, e nelle quali le seconde agiscono spesso prepotentemente sulle prime se queste non sono state consolidate da   informazioni introdotte criticamente, cioè costruite pezzo per pezzo.
Infatti si impongono  le arcaiche se i messaggi introdotti sono prefabbricati da altri, quelli che spesso assediano e superano impunemente la fortezza del nostro cervello non vigilante perche' siamo distratti e occupati a far altro, ad esempio mangiamo e guardiamo uno spot pubblicitario in Tv.

Non basta infatti dire che è bello buttarsi giù da un aereo, bisogna prepararsi a inibire certe spinte primordiali, altrimenti è un disastro emotivo.

(Es. -Buttarsi da un aereo la prima volta, si ha sempre paura; il cervello arcaico, l'istinto primordiale della conservazione domina, sa che il salto nel vuoto significa morte, e anche se abbiamo nella neocorteccia l'informazione (teorica) che abbiamo sulle spalle il paracadute, il messaggio "proibitivo" non cessa di dominare.
Solo dopo il primo lancio e dopo aver inibito queste spinte (se ne siamo capaci - alcuni sono infatti negati a ricacciare dentro questa dominanza dell'informazione primordiale), il primo salto nel vuoto diventa una nuova esperienza  capace di bloccare il messaggio antico che ci spinge a non saltare. Poi la "coscienza" prende atto con uno o piu' salti che non vi e' pericolo, e solo allora l'informazione recente riesce a dominare su quella dell'ipotalamo arcaica, e ci permette di saltare anche da diecimila metri con il sorriso sulle labbra e senza tante esitazioni.
L'autore ha riportato questo esempio perche' e' stato istruttore di paracadutismo, e ha potuto osservare quali sono i comportamenti di certi uomini che si credevano coraggiosi. Anche quelli che volevano fare i paracadutisti (una grande forza di volonta', ma pur sempre da una decisione intellettuale, dettata dall'emulazione, imitazione, avere più soldi ecc.) non potevano fare i paracadutisti! (troppo prepotenti i messaggi negativi provenienti dalle arcaiche cellule per questa nuova esperienza). E a spingere nel vuoto una persona in queste situazioni di conflitto, si rischia di troncare traumaticamente le connessioni fra cervello primordiale e quello recente della neocorteccia. Avviene un cortocircuito. Una dissociazione della realtà culturale (dei nostri miseri e recenti diecimila anni). A dominare soltanto quella arcaica. 

Ed essendo stato l'Autore anche istruttore di roccia, ha notato che le stesse esperienze avvengono su chi e' negato ad arrampicarsi su una parete a strapiombo). La vertigine e' legata agli stessi meccanismi di sopra. Inutile insistere. Non esiste corda di sicurezza che sblocchi un acrofobo (chi ha paura del vuoto). Ad alcuni il panico arriva a metà strada, s'incrodano in parete, non si muovono più) 

Nella civilta' moderna esistono ancora soggetti che provano angoscia nell'attraversare una piazza vuota (agorafobi), hanno il terrore di essere assaliti da una fiera nella primordiale savana. Si attenua la fobia solo se sono in gruppo (col branco) come fanno ancora alcuni animali nella savana (gli uomini pure, in piazza in gruppo sono perfino spavaldi, se poi gridano l'aggressività è doppia, tripla)

Ritorniamo a Eccles che concluderà il libro, senza lasciarsi andare a una disputa filosofica su un tema fin troppo discusso: il Libero Arbitrio (ma accanto ha un grande amico, ispiratore e guida, su questo sentiero a lui estraneo: il filosofo KARL POPPER). Tutto cio' che ha da dire e' che il libero arbitrio e' un fatto di esperienza. E' qualcosa che ciascuno di noi prova. Nessuno avrebbe immaginato che il libero arbitrio esistesse se non ne avesse fatto esperienza, con il che intende la capacita' di effettuare delle azioni che sono state si' architettate dal pensiero, o almeno tentate di effettuarle, ma senza subire grandi conflitti con le esperienze arcaiche precedenti. Non e' infatti sufficiente dire "ti manca la volonta'", occorre un patrimonio genetico che abbia gia' potenzialmente la "volontà". Quindi il campo si restringe a piccole scelte, non certo a quelle "biologiche" primordiali.
E queste piccole scelte avvengono solo nelle ultime informazioni depositate nella neocorteccia fin dal primo giorno che vediamo la luce e sentiamo dei rumori. Soprattutto se di queste informazioni ne abbiamo avute tante, attenzionali e tali da crearci una logica razionale nell'usarle.

Sono sufficienti pero' alla nascita due lesioni, una nella trasmissione elettrica degli assoni dell'udito e una negli assoni della vista, e non si forma nei neuroni nessuna connessione dendritica e sinaptica che sono poi quelle che vanno a costruire con tante ramificazione i depositi di informazioni, e reciprocamente poi operano comparazioni associando le stesse (creano le nostre decisioni, formano la nostra cultura, il nostro agire, il vissuto e la rappresentazione del mondo).

Se persistono le due lesioni sopra accennate, tutto rimane tabula rasa. Vuoto!. Infatti un individuo sordo e cieco non ha nessun contatto con il mondo, non ha una personalita', non ha una presa di coscienza della coscienza, non ha quindi una autocoscienza, perche' non puo' ascoltare ne' vedere. Non potra' mai comunicare col mondo o ricevere un segnale da esso, ne' potra' mai crearsi una rappresentazione del mondo come volonta' perche' non ha "nessuna volontà". E' un vegetale! Non ha infatti ramificazione nei neuroni della neocorteccia, ma solo quelle del vecchio cervello arcaico con le semplici funzioni primarie tipiche di un essere biologico.

In sostanza un uomo potrà iniziare a pensare solo se ha degli scambi di informazioni; da solo non lo può fare. Anche se esiste, lui non lo sa, nè potrà mai saperlo, nè sa  che vive dentro un universo, nè sa che esiste una cultura, la musica, l'arte, una religione, quindi... un libero arbitrio.

(Ci sono poi alcuni purtroppo che nascono e hanno udito e vista perfetta ciononostante la utilizzano poco e si fanno guidare dagli altri. Fanno cosi' anche le pecore, ruminano e mangiano l'erba che gli "consiglia" un qualsiasi "cane" "abbaiando").
(Sono quelli che vogliono entrare perchè sollecitati dentro un altro ambiente che non e' il loro, e per farlo violentano la loro natura, che spesso è perfino migliore di coloro che vogliono imitare. (Vedi sotto il fenomeno Droga)
---------------------

*** SU VENERE - I russi nella corsa spaziale che si sta ingaggiando con gli americani inviano il 16 maggio e fanno atterrare su Venere due sonde spaziali, Venus 5 e Venus 6 che trasmettono dati sulla temperatura, densita' e composizione dell'atmosfera del pianeta.

*** SU MARTE - Dopo il fantastico viaggio sulla Luna, gli americani al contrario dei russi scelgono un'altra destinazione, inviano una sonda, il Mariner 6 il 31 luglio sul pianeta rosso che lo sfiora a 3.400 chilometri.


< ANNO 1969


CRONOLOGIA GENERALE    ALLA PAGINA PRECEDENTE