ANNO 1972 - (provvisorio)
( Anno 1972 - Terza Parte )

Sulla morte di FELTRINELLI "Potere Operaio" scrive "Lo dipingono ora come un isolato, come un avventuriero, come un deficiente o come un crudele terrorista. Noi sappiamo che dopo aver distrutto la vita del compagno Feltrinelli ne vogliono infangare e seppellire la memoria, come si fa con i parti mostruosi. Si', perché Feltrinelli ha tradito i padroni, ha tradito i riformisti. Per questo tradimento è per noi un compagno. Per questo tradimento i nostri compagni delle organizzazioni rivoluzionarie, gli operai di Avanguardia chinano le bandiere rosse in segno di lutto per la sua morte. Un rivoluzionario è caduto".

La cronaca - A Segrate, un uomo, travestito e con documenti falsi (a nome di un certo Vincenzo Maggioni), è stato rinvenuto ucciso, dilaniato, da due esplosioni di candelotti di nitroglicerina,  sotto un importante traliccio elettrico; se le cariche fossero scoppiate, tutta Milano  sarebbe rimasta praticamente paralizzata; treni, metropolitana, filobus ecc. 
A riconoscere, "l'uomo ricco che non poteva soffrire i ricchi", è proprio il molto discusso commissario CALABRESI. 

16 MARZO - "Milano - Negli ambienti della procura milanese, dove sono in corso incontri e accertamenti, si dice che il nome dellattentatore è "un nome grosso, molto noto a MIlano". In realtà già da stamani circola la voce che il nome sia quello dell'editore GIANGIACOMO FELTRINELLI"  (Comun. Ansa, 16 marzo, ore 13.42).

"Roma - Un documento, sottoscritto, fra gli altri, da Camilla Cederna, Giuliano Spazzali, Enzo Paci, Marco Fini, Paolo Portoghesi, Novimento studentesco milanese e "Manifesto", afferma che "Feltrinelli è stato assassinato" (Ib. ore 18.40)
"Il "Manifesto" precisa in un comunicato di non essere tra i firmatari"(Ib. ore 19.30)

" Il corpo dell'attentatore di Segrate è quello di Feltrinelli. Il riconoscimento è avvenuto questa sera all'obitorio" (Ib. ore 23.51)

Feltrinelli era convinto che in Italia le destre fossero in procinto di preparare un colpo di Stato "d'accordo con alcuni apparati del potere esecutivo e oscuri porta parola dell'industria e della finanza" (questa è una versione), e che operasse deciso ad attrezzare parte delle sinistre extraparlamentari militarmente - rispolverando i GAP (di partigiana memoria) - in modo da organizzare nella clandestinità un "contro colpo di Stato" che paralizzasse quello della destra".

L'editore oltre che possedere moltissimo denaro per mettere in atto questo disegno dal punto di vista logistico, era un uomo di proporzioni internazionali nel movimento delle estreme sinistre, e ha indotto molti osservatori degli organismi antispionistici (lo vedremo poi con il rapporto della CIA) a pensare, che esistesse un collegamento con il piano mondiale dei TUPAMAROS; documenti che rivelano che le Brigate Rosse si stanno preparando a passare ad azioni violente come quelle sudamericane: "requisizioni", "verdetti", "guerriglie urbane", "espropriazioni proletaria", "attentati",  sequestri di politici e industriali da mettere nelle "carceri del popolo", per poi  processarli "come nemici del popolo".
Vale la pena leggere
chi erano i Tupamaros (vedi - poi torna a leggere questi giorni) e come questi ispirarono l'infantilismo rivoluzionario italiano, pur avendo sott'occhio il clamoroso fallimento delle rivoluzioni sovietiche e quelle cinesi; che sia in Francia sia in Germania, erano state liquidate e stroncate in pochi mesi con ben altra maturità civile e volontà politica, perfino... dalla sinistra trotzkista. Vale la pena di leggere il capitolo Tupamaros perché accadono in altri Paesi, molte cose che hanno un'analogia inquietante con quello che sta accadendo in Italia in questo mese, nel prossimo e nei prossimi anni.

16 MARZO - Imbarazzo al ministero della difesa, nel governo e in certi partiti. L'ammiraglio GINO BIRINDELLI (comandante del settore Mediterraneo Nato - Non della congrega della San Vincenzo) appare in una clamorosa intervista su Il Secolo, dove esprime i suoi dubbi sull'obbedienza alle istituzioni in caso di vittoria delle sinistre, e dubbi sull'obbedienza ad eventuali ministri comunisti. Per dare ancora più peso alle pesanti affermazioni annuncia di aver dato la sua adesione al MSI-DN. Tutto questo a pochi giorni dalle elezioni politiche. Un grosso regalo ad Almirante, che il prossimo anno  nominerà Birindelli presidente del partito.

1-3 APRILE - Si tiene a Rimini il convegno nazionale di Lotta Continua. In un intervento, ADRIANO SOFRI afferma che "è necessario preparare il movimento ad uno scontro generalizzato che ha come avversario lo Stato e come strumento la violenza rivoluzionaria". Intanto il suo giornale prosegue imperterrito nella campagna "infamante" (lo ammetterà in seguito lo stesso Sofri) contro il nemico numero uno: il commissario Calabresi. Non solo accusato di aver ammazzato Pinelli, ma indicato come il "depistatore delle indagini sulla matrice terroristica dei neofascisti, l'uomo che pratica la violenza quotidiana al servizio del potere, il nemico del proletariato".

11 APRILE - "Roma - E' uscito oggi il primo numero del nuovo quotidiano del mattino "LOTTA CONTINUA", Direttore del giornale è la giornalista ADELE CAMBRIA" (Comun. Ansa, ore 11.22)

12 APRILE - Il ministro degli Interni RUMOR, dopo gli sviluppi delle indagini sul caso Feltrinelli, che hanno scosso l'opinione pubblica e ha inquietato tutto il mondo politico (alcuni si chiedono sgomenti, ma quanti altri Feltrinelli esistono allora nell'industria e nella finanza? "che tradiscono i padroni" come afferma trionfalisticamente LC), e dopo gli interventi di Sofri a Rimini, fa scattare una vasta operazione antiterroristica su tutto il territorio nazionale. Sono controllate 163.000 persone, di cui 469 sono arrestate per possesso di armi o mezzi di propaganda eversiva. Le perquisizioni in varie "centrali" di gruppi estremistici, hanno permesso di trovare numerose armi da guerra e alcune carte nei covi di Milano dell'ex Gap dialniato a Segrate.

"Un vero e proprio programma di organizzazione militare. Così è stata definita la serie di appunti trovati nell'appartamento di via Legnano 32. Prevedono la formazione  di squadre, di plotoni, di compagnie, di un comandante. Dotazioni di materiale e mezzi; bombe, micce, bottiglie incendiarie. Gli obiettivi sono indicati in caserme, centrale telefoniche, scuole, automezzi della polizia e altri"  (Comun. Ansa. 21 Marzo, ore 22.37)

 Queste carte confermerebbero alcuni collegamenti di due "centrali" del Feltrinelli con il gruppo tedesco a Francoforte di A. BAADER e della U. MEINHOF. Gruppo che in pochi mesi ha abbattuto cinque funzionari della polizia, sconquassato con bombe le redazioni dei giornali di tutta la Germania, seminato dappertutto il terrore. Confermano inoltre le indagini, l'esistenza in Italia delle "avanguardie del popolo armato" pronte a passare ad azioni violente dello stesso tipo (queste conferme vengono dalla CIA; piombata a Milano da Francoforte).

Pronto e immediato l'attacco di "Potere Operaio" - Milano - In una conferenza stampa. Due dei principali esponenti del movimento, Oreste Scalzone e Franco Piperno, hanno detto, a proposito della morte di Feltrinelli, che si è trattato di "un complotto organizzato, attraverso i fascisti, direttamente dalla Cia". Essi hanno aggiunto che Feltrinelli faceva parte dei Gap (gruppi di azione partigiana), un movimento politico che si svolge nella clandestinità" (Comun. Ansa, 21 marzo, ore 17.43)

18 APRILE - Il giudice SOSSI (teniamo a mente questo nome!) a Genova, PM nella requisitoria, ha chiesto (e sono state date) pesanti condanne e quattro ergastoli ai componenti della "22 Ottobre", gruppo responsabile di attentati, rapimenti, e per l'uccisione del fattorino Floris, oltre a furti di armi. Sossi inizia a non ricevere simpatia, è soprannominato il "dottor manette". Fa arrestare il nipote di Togliatti ed ex capi partigiani, accusati di far parte delle BR. Indaga su "Soccorso rosso" di DARIO FO, un'organizzazione - afferma il magistrato - dove si celerebbe un piano eversivo e una rivolta nelle carceri. Lo scontro tra Dario FO e SOSSI è violento e infuocato. Sull'Unità e sul Secolo XIX Fo dichiara: "Sossi ha imbastito una farsa che in teatro finirebbe al primo atto tra i fischi". - 
Sossi, "Era un uomo al centro di mille polemiche" titolerà il Corriere d. S. del 19 Apr.'74, quando entrato nel mirino delle BR, un commando con una fulminea impresa rapisce il magistrato e comunica: "Deve pagare! Sossi è rinchiuso nella prigione del popolo, e sarà condannato a morte se non sono subito rilasciati gli 8 detenuti in carcere".

5 MAGGIO - A Pisa, sede storica di Sofri e della sua prima rivista Nuovo impegno, convergono gruppi di extraparlamentari per impedire che si svolga un comizio della destra dove è impegnato a parlare per la campagna elettorale del MSI-DN, Giuseppe Nicolai. Avvengono scontri e cariche fra dimostranti e poliziotti. Si registrano numerosi feriti; muore un giovane di vent'anni, "l'anarchico" Franco Serantini.

7-8 MAGGIO - Si svolgono le elezioni politiche. Risultati alla Camera (fra parentesi i seggi) DC 38,7% (266) - PCI 27,1% (179) - PSI 9,6 (619 - PSDI 5,1% (29) - MSI-DN 8,7% (56) - PLI 3,9 (20) - PRI 2,9 (15) - PSIUP 1,9 (0) - MANIFESTO 0,7 (0) - SVP 0,4 (3) - V.AOSTA 0,1% (1).
Grande escluso il PSIUP, con neppure un deputato alla Camera; di Unità Proletaria a quanto sembra più nessun italiano vuol sentirne parlare.- L'esordio invece dell'ex presidente delle ACLI, Livio LABOR, con il suo partito autonomo, il Movimento dei Lavoratori, fa un flop, 120.000 voti. Flop anche nel "Manifesto" che ha candidato VALPREDA, l'anarchico; non va oltre i 224.000 voti. La DC conserva gli stessi seggi del 1968. Ne guadagna due invece il PCI. Mentre il PSI fra spaccature e incomprensioni dal 14,5% del '68 precipita sotto la soglia del 10%. Buono il risultato del MSI-DN che ha inglobato i monarchici; insieme ottengono un 8,7%, contro un 5,8 delle precedenti elezioni e guadagnano 56 seggi al posto di 30. Con le ossa rotte il PLI che da un 5,8% precipita a un 3,9, e perde 11 deputati su 31, e 8 senatori su 16. Il partito dell'imprenditoria si è assottigliato, e vista la stagnazione della DC, del PRI e il crollo del PSI, ognuno può vedere dove sono andati i voti: a destra!

17 MAGGIO - "Milano -Il commissario capo LUIGI CALABRESI, dell'ufficio politico della questura di Milano, è stato ucciso stamani a colpi di arma da fuoco. Il delitto è stato compiuto nei pressi dell'abitazione di Calabresi, in via Chetrubini 4." (Comun. Ansa, ore 10.01)
"Secondo le prime notizie , Calabresi è stato ucciso allae 9,20 a colpi di pistola da sconosciuti giunti sul posto a bordo di un'autovettura. Sembra che si trattasse di un uomo e di una donna. Calbresi, mortalmente ferito, è caduto a terra sul marciapiede. Alcune persone hanno tentato di portargli soccorso; quindi è giunta un'autoambulanza, che lo ha portato all'ospedale, ma il dottor Calabresi nel frattempo era morto. L'auto usata dagli aggressotri sarebbe stata trovata abbandonata in via Adalberto da Giussano e sarebbe risultata rubata" (Comun. Ansa, ore10,30)
"Milano - Il nome del commissario Calabresi venne alla ribalta della cronaca subito dopo la morte dell'anarchico Giuseppe PInelli, nella notte fra il 15 e il 16 dicembre 1969. Convinti che il Pinelli fosse stato ucciso e poi gettato dalla finestra del quarto piano della questura di Milano, dove veniva sottoposto ad interrogatorio da parte di alcuni funzionari dell'ufficio politico, gli amici dell'anarchico e alcuni organi di stampa della sinistra extra parlamentare non esitarono ad attribuire al commissario Calabresi la responsabilità della morte del Pinelli. Un'accusa precisa, con scritti e vignette, venne fatta dal periodico "Lotta Continua", diretto da Pio Baldelli. Calabresi veniva indicato dal giornale come l'esecutore  materiale della morte dell'anarchico.
Dopo la morte di Pinelli, il commissario venne fatto segno ad ogni sorta d intimidazione e di minacce. Le telefonate che lo minacciavano di morte raggiunsero una tale frequenza che Calabresi fu costretto più volte a cambiare numero di telefono di casa.
Attualmente il commisssario si occupava, unitamente al dirigente dell'ufficio politico della questura Antonino Allegra, delle indagini SUL CASO FELTRINELLI e sull'attività delle cosiddette BRIGATE ROSSE" (Comun. Ansa, ore12.08)

17 MAGGIO - E' ucciso il commissario LUIGI CALABRESI dopo la campagna "infame" condotta da Lotta Continua, per la misteriosa morte dell'anarchico PINELLI all'indomani della strage di Piazza Fontana.  Calabresi, 34 anni, responsabile capo dell'ufficio politico della questura di Milano indicato dalla estrema sinistra come il responsabile della morte dell'anarchico e del depistaggio delle indagini sui neofascisti, è abbattuto con tre colpi di pistola alla nuca sulla soglia di casa da un individuo, che in un primo momento è indicato appartenente a un gruppo militante dell'estrema destra (!).
Da due anni Calabresi viveva blindato, poche le sue comparse in pubblico, perché su di lui si era scatenato l'odio degli estremisti. L'ultrasinistra non aveva dubbi. PIO BALDELLI sul giornale di SOFRI, Lotta Continua, lo scriveva a caratteri cubitali,: "Pinelli è stato ammazzato e Calabresi è il suo assassino, l'esecutore materiale". Il commissario dichiarandosi innocente lo querelò. Ma a furore di popolo, fu poi indagato e si celebrò il processo. A giudicarlo e assolverlo troviamo il giudice D'AMBROSIO, non certo un uomo di destra. Ma la campagna si fece ancora più feroce; Calabresi iniziò a ricevere minacce di morte, da telefonate, da lettere anonime e ormai apertamente dai cortei che ripetevano da due anni gli slogan più infamanti. Sui muri, manifesti ostili, turpi, spietati; Calabresi era ritratto con le mani grondanti di sangue. L'omicidio era nell'aria. E avvenne l'esecuzione, a freddo, in questo mattino di maggio; un uomo già ucciso e massacrato da mesi da una campagna infame; ma anche lasciato molto solo davanti a una morte annunciata.

Tutti i partiti condannano l'efferato episodio. Ma Il Manifesto ribadisce di considerarlo responsabile e invita a non piangere sulla sua "morte come su quella di una vittima innocente" anche se dichiara che chi l'ha ucciso è un pazzo provocatore" (il sospetto c'è). - Su Lotta Continua invece, che secondo alcuni ha ispirato l'assassinio, Sofri scrive che lo considera "un atto di giustizia", "La violenza si rivolge contro i nemici del proletariato, contro gli uomini che della violenza più spregiudicata hanno fatto la loro pratica quotidiana al servizio del potere. L'omicidio politico non è certo l'arma decisiva per l'emancipazione delle masse dal dominio capitalista così come l'azione armata clandestina non è certo la forma decisiva della lotta di classe....ma queste considerazioni non possono assolutamente indurci a deplorare l'uccisione di Calabresi, un atto in cui gli sfruttati riconoscono la propria volontà di giustizia". Affermazioni post-mortem molto ciniche davanti a un dramma che non è solo umano, ma è politico. Coinvolge le istituzioni di un Paese. Quel Paese che si vorrebbe cambiare "in meglio", "emanciparlo", con "la volontà di giustizia".

"Milano - Il sostituto procuratore Viola ha dichiarato "finora non è stato ancora raccolto alcun elemento valido che possa portare ad una rapida identificazione degli assassini. Certo - ha aggiunto- non si è trattato di un gesto di un pazzo isolato, ma di un delitto che rientra nel piano di una organizzazione. Un delitto politico pianificato. In questo vile episodio esistono delle responsabilità morali forse anche da parte di certa stampa" (Comun. Ansa. ore 18.56).

Ma la campagna continua anche dopo morto. "Nella camera ardente della questura con un flusso di visitatori ininterrotto durato  tutta la notte, nei paraggi sono comparse scritte sui muri; una pattuglia ha fermato cinque giovani in Via Concilio che con bombolette di vernice avevano scritto "Pinelli è stato vendicato. Oggi Calabresi, domani i padroni. Viva la giustizia proletaria"(Ib. 20 maggio, ore 10.18)

CALABRESI a 27 anni era giunto a Milano nel 1965 a dirigere l'ufficio politico. Nel '68 Capo commissario, diventa un autorevole ma anche un autoritario funzionario molto attivo a contrastare la contestazione studentesca. E' lui nelle piazze e nelle università a incitare gli uomini nelle cariche diventando, suo o non suo malgrado, per il mestiere che fa, odioso. E' lui a occuparsi per primo della sinistra extraparlamentare. Lui a conoscere i covi anarchici; ed è lui a trovarsi nel dicembre '69 a svolgere le indagini subito dopo la strage di Piazza Fontana e a portare in questura Pinelli, un anarchico che durante l'interrogatorio si sfracella in circostanze misteriose nel cortile della stessa questura. Ed è ancora lui, morto Pinelli, a mettere dentro un altro anarchico: VALPREDA. Il giovanissimo funzionario è accusato dall'estrema sinistra, di depistare le indagini per non far emergere la matrice neofascista. In realtà, prende solo ordini. Non dimentichiamo che Calabresi ha solo 30 anni, mentre nelle alte sfere degli apparati conservatori, esistono ancora funzionari e politici che dopo il '45 non sono stati rimossi ma guidano il ministero degli interni e gli apparati polizieschi.

Infatti, alla questura di Milano arrivarono dopo la strage di Piazza Fontana, ben altri personaggi inviati da Roma. Una squadra politica, che esautorò (questo però non lo scrissero i giornali) il commissario dalle indagini e gli lasciarono "come regalo" solo la sua convinzione iniziale: che a mettere la bomba nella banca dell'Agricoltura erano stati gli anarchici. Tutto il resto rimarrà sempre un mistero. Compreso il suo assassinio. Dopo la campagna colpevolista di Sofri e compagni, puramente dialettica, anche se dura e impietosa, era poi facile ucciderlo se qualcuno aveva un interesse a fare il doppio gioco, sacrificando se era necessario anche il commissario. Faceva comodo per dare una svolta repressiva, e i responsabili erano quasi palesi, facile a indicarli, dopo quello che avevano scritto e... quello che non avevano scritto o fatto trapelare. Questa è una delle tante ipotesi. (ma Machiavelli  ha insegnato quest'arte agli italiani e a mezzo mondo).

Su questa esecuzione, nel dicembre del 1987, ci sarà una svolta clamorosa. Erano passati nel frattempo diciassette anni di buio totale. Un militante di LC, ex operaio alla Fiat, il pentito MARINO, confessa di essere stato l'esecutore materiale del delitto e indica i suoi mandanti: SOFRI, PIETROSTEFANI, BOMPRESSI. Si celebrano dieci processi, ma la verità nel 1999 non è ancora venuta alla luce. Nemmeno una confessione è bastata, che alcuni ritengono essere di un mitomane o costruita a tavolino.

31 MAGGIO - A Peteano (GO), una bomba messa dentro un'auto uccide tre carabinieri  accorsi dopo aver ricevuta una telefonata anonima. Anche questo delitto avrà un percorso d'indagini molto complesse e piene di misteri. Altrettanto quello giudiziario quando venne la confessione di uno degli autori, VINCENZO VINCIGUERRA, che rivelerà al processo, nel 1990, esserci stati dei legami con una fantomatica struttura parallela dei servizi segreti. 
Il processo farà esplodere il "caso Gladio", quella struttura segreta incaricata a svolgere un servizio informativo e pronta con proprie forze a intervenire nel caso di una invasione dei sovietici o nelle attività clandestine dei comunisti in Italia. Saranno coinvolti alcuni grossi personaggi delle istituzioni, che non negheranno affatto l'esistenza di questa struttura (ignota però a moltissimi noti politici, perfino governanti). La Gladio - si afferma- rientrava nel quadro dell'Alleanza Atlantica, e COSSIGA (uno dei pochi a conoscerne l'esistenza assieme ad ANDREOTTI e indirettamente MORO) ne difenderà la legittimità.
Era sorta questa "rete clandestina" in forma molto segreta nel 1956 con un accordo statunitense, denominata Stay Behind (e in codice Gladio). Non fu estranea all'operazione Piano Solo del 1964 (crisi politica, emergenza al centrosinistra, golpe - emerso al Processo DE LORENZO (SIFAR) - Espresso), e fu operativa nel periodo del terrorismo degli "anni di piombo" che gli aveva permesso con moltissime infiltrazioni di non fare oltrepassare la linea di demarcazione ai militanti degli opposti estremismi. In sostanza, le basi poste in quell'intesa svolsero delle opportune e preliminari attività contro l'eventuale espansionismo dei comunisti in Italia (*). E le presunte trame cospirative interne legate ad episodi stragistici (di servizi deviati) furono sempre considerate delle semplici accuse della sinistra, quando in nome della sicurezza dello Stato, in vari processi si opposero una serie di "omissis". Tanti quelli di Moro. Era del resto proprio lui nel 1964 (vedi) al centro della famosa crisi; con al Quirinale Segni fortemente contrario al centrosinistra (Piano solo).
(*) Attività che consisteva anche nel bloccare ogni possibilità di poter entrare a far parte in alcuni apparati chiave dello Stato. Non c'erano i computer, ma la rete dell'apparato informativo era efficiente nei controlli incrociati, e setacciava la vita privata dell'aspirante creandogli un muro impenetrabile. Non l'incontrario; le infiltrazioni nei (poco accorti) gruppi estremistici erano molto accurate. Poteva anche accadere, che molto bene addestrati, alcuni soggetti, conoscevano molto bene le ideologie della sinistra ed erano anche dialetticamente più abili; tali da infiammare le platee degli stessi militanti estremisti. 

4 GIUGNO - Discorso combattivo di ALMIRANTE a Firenze; afferma che il MSI è pronto a "surrogare" lo Stato (questo lo disse anche Mussolini nel '22) se il governo continua a venire meno alla sua funzione, ed invita i giovani allo scontro fisico con l'estrema sinistra. Non dimentichiamo, l'adesione di BIRINDELLI del 16 marzo, né del risultato ottenuto alle elezioni da una buona parte dei voti del PLI, che ha subìto una grande sconfitta ma sta ugualmente entrando in Parlamento con tre ministeri nel governo Andreotti II.


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