ANNO 1972 - (provvisorio)
( Anno 1972 - Quarta Parte )

9 GIUGNO - L'obiezione di coscienza in Italia inizia ad avere un terreno favorevole nell'ambiente istituzionale, tanto che alla fine dell'anno sarà ammessa dalla legge. Non ha però la corrispettiva attenzione dentro il Vaticano. Le forti polemiche dentro la Chiesa erano partite da Don Milani (vedi 1966, febbraio) ed esplodono quest'anno con don FRANZONI a Roma, nella comunità benedettina di San Paolo Fuori le Mura, dove ha preso le stesse dure posizioni dello sfortunato parroco di Barbiana, e  chiede anche l'abolizione del concordato. Gli costa un'ispezione del Vaticano per la disubbidienza alla gerarchia ecclesiastica.

25 GIUGNO - Dalla Corte Costituzionale è dichiarata legittima la richiesta avanzata del fronte antidivorzisti, che ha raccolto 1.370.000 firme, per indire un referendum abrogativo della legge n. 898 sul divorzio. Inizia la campagna antidivorzista in grande stile, convinti i promotori, che la maggioranza della popolazione italiana esprimendosi democraticamente è contraria. La campagna, aspra e combattuta, non parte però toccando l'aspetto religioso, ma quello che FANFANI, vero crociato antidivorzista, individua nei foschi pericoli di natura civile, quindi laico. E' lui a mettere l'accento soprattutto sui pericoli sociali del divorzio. Paradossalmente a convincersi che questa è la furberia vincente degli antidivorzisti, sono i comunisti, che hanno cercato in ogni modo di evitare il confronto referendario e ora vi si apprestano con il più cupo pessimismo. Convinti di una sconfitta, non adottano nessuna strategia pur di evitare una "guerra di religione"; che non ci sarà. Gli italiani all'appuntamento si mostreranno infinitamente più moderni del più ottimista comunista. Tutti sbaglieranno l' analisi sulla situazione "reale" dell'Italia. Soprattutto sulle donne. Un pianeta questo del tutto sconosciuto!

26 GIUGNO - ANDREOTTI vara il suo secondo governo (DC, PSDI, PLI, con il voto del PRI e SVP) con i socialisti che tornano all'opposizione. A questo governo è dato l'appellativo "di centralità democratica", ma la corrente di sinistra democristiana come nel precedente governo Andreotti I, bolla la compagine d'essere questa, una espressione di "centrodestra" e non vi partecipa. E' insofferente alla partecipazione dei liberali che hanno ricevuto da Andreotti il ministero del tesoro (MALAGODI), quello dei trasporti (BOZZI) e del turismo e spettacolo (CONFALONIERI). RUMOR in questa "espressione", rimane invece ben saldo e inamovibile nella sua poltrona del ministero degli Interni. Andreotti riceve il 7 luglio la fiducia alla Camera con 329 sì (DC, PSDI, PLI, PRI, SVP) e 288 no. Debole invece la maggioranza al Senato, 163 sì, 156 no. Andreotti inoltre deve sostenere gli attacchi di molti candidati esclusi dalle poltrone ministeriali, o dalle commissioni parlamentari e si prepara a governare  con molte difficoltà.

28 GIUGNO - ALMIRANTE dopo il combattivo discorso di Firenze del 4 giugno, è raggiunto, emessa dalla Procura di Milano, da una autorizzazione a procedere per la "ricostituzione del partito fascista".

8 LUGLIO - I monarchici del PDIUM dopo l'alleanza nelle ultime elezioni, molto positiva come risultato, sciolgono il partito ed entrano a far parte del MSI-DN di Almirante.

13 LUGLIO - Il risultato negativo invece del PSIUP, che li ha lasciati fuori dalla Camera all'ultima consultazione, fa decidere al partito lo scioglimento.Viene deciso di confluire dentro il PCI. Non senza problemi. Infatti, VITTORIO FOA con una minoranza convergerà in seguito con il gruppo del "Manifesto" per fondare il Partito di unità proletaria (PDUP), mentre altri ancora respingono l'adesione al PCI ed entrano nel PSI.

23 LUGLIO - AGOSTINO BIGNARDI al Consiglio nazionale del PLI, per l'impegno assunto nel governo da MALAGODI, è eletto e lo sostituisce come segretario del partito.

24 LUGLIO - CGIL CISL UIL a Roma si costituiscono in federazione in attesa di un'unità più organica. Da ogni sindacato, indipendentemente dal numero degli iscritti, entrano nel direttivo trenta membri. Non senza uno strascico di polemiche. Il segretario della CISL, BRUNO STORTI, che si oppone ad una corrente di destra che non vuole l'unificazione, il 25 settembre si dimette da segretario. La polemica prosegue fino in ottobre, e alla conta in una verifica interna nel consiglio, Storti ottiene per un voto una modesta vittoria, 67 voti a favore del suo ritiro delle dimissioni, contro 63 no e 3 astensioni. Una risicata maggioranza che si porta dietro già le prime forti incrinature.

5 AGOSTO - Scontro al consiglio nazionale della DC.  FORLANI esprime il suo dissenso sull'attuale governo; "l'eccezionalità del momento - afferma - ne richiede uno adeguato. Si allea al segretario democristiano l'ala sinistra, che ritiene la compagine governativa un centrodestra e la bolla di essere di natura "restauratrice". MORO invece fa presente che il rischio di un bipartitismo è rovinoso in Italia e che porterebbe solo alla radicalizzazione. Ma nella segreteria già inizia un ribaltamento di ruoli, dove vedremo fra breve (nel giugno prossimo) il ritorno di FANFANI alla segreteria democristiana, che apre nuovamente al centrosinistra dopo il XII congresso della DC, e cinque giorni dopo assistiamo al getto della spugna del governo Andreotti già nato sotto una cattiva stella. Il mutamento di direzione avverrà per la disponibilità di Berlinguer con la sua proposta: il "compromesso storico".

12 AGOSTO - In concomitanza delle Olimpiadi che iniziano il 26 agosto, il governo dà il via alle trasmissioni sperimentali della televisione a colori. LA MALFA mette subito i bastoni nelle ruote, è convinto che questa sia la premessa per dare il via all'introduzione definitiva di quella che ritiene essere una spesa voluttuaria degli italiani e minaccia di uscire dal governo se si procede in tal senso. Il distacco dalla realtà è abnorme. Si vorrebbe in sostanza che tutto l'apparato televisivo entri in funzione per soli pochi giorni e poi mandare a casa fior di tecnici; far produrre alle aziende un centinaio di televisori e poi chiudere.

Purtroppo la sua richiesta è accettata, e per tre anni, fino al 1977 (24 febbraio) le trasmissioni a colori non avranno ufficialmente inizio. Bastano questi cinque anni, per mettere del tutto fuori mercato il comparto industriale che era pronto fin da quest'anno a sostenere la concorrenza estera. Aziende (come la Rex) con le tecnologie e gli impianti di produzione già pronte a competere con i migliori produttori mondiali. Il ritardo penalizzò e causò danni irreparabili in alcune e la scomparsa di altre dal mercato, con gravi ripercussioni sull'occupazione futura sulle nuove tecnologie.
Non rimase che chiudere gli stabilimenti e guardare sconsolati il resto dell'Europa. La Svizzera, infatti, trasmette già quest'anno a colori un terzo dei suoi programmi che sono captati dal Piemonte e dalla Lombardia. Capodistria metà dei suoi programmi a colori raggiunge invece le Tre Venezie, l'Emilia, l'Umbria e tutta la Costa adriatica fino a Pescara. Mentre la Francia mette un ripetitore in Corsica e così  copre la Liguria e la Toscana. Un totale di oltre 10 milioni di utenti su 12 milioni esistenti. Affari d'oro per gli antennisti delle televisioni chiamate "pirata".

27 AGOSTO - Dopo gli incidenti nella manifestazione di Parma del giorno prima, in cui è stato ucciso un militante di Lotta Continua, il movimento attribuisce ai neofascisti l'assassinio dell'operaio, un giovane di vent'anni, e per vendetta è organizzata una spedizione punitiva nella città dove viene devastata la locale sede del MSI-DN.

21 SETTEMBRE - Dopo varie polemiche, e manifestazioni della sinistra, viene concessa dal governo italiano agli Stati Uniti l'Isola della Maddalena per la propria base di sommergibili nucleari. Nel frattempo viene organizzata con le migliori tecnologie, la Base logistica e strategica di Vicenza: la Setaf. Un grande ombrello delle forze del Sud Europa, in grado di coprire l'intero Mediterraneo. Fra le tante manifestazioni pacifiste corrono le voci e s'inalberano cartelli affermando che proprio a Vicenza in una collina trasformata in gruviera (of limit ad ogni italiano, compreso i politici) vi siano i depositi di alcune bombe atomiche e varie rampe di lancio missilistiche nel sottosuolo. Quel che è certo è che il suolo della base e della collina è considerato a tutti gli effetti "suolo americano" esentato da ogni controllo di qualsiasi uomo politico e perfino dalla magistratura italiana.

20 OTTOBRE - Ci sono sviluppi sulla strage di Piazza Fontana. Il 27 agosto sono incriminati FRANCO FREDA e GIOVANNI VENTURA dell'estrema destra padovana, quali mandanti e organizzatori della strage. Poi seguono altri avvisi di procedimento per omissione d'atti d'ufficio al questore di Roma, ad altri funzionari di polizia e del Ministero degli Interni e al capo dell'ufficio politico di Milano. Il giudice è D'AMBROSIO. Lo stesso, ricordiamo, che ha assolto Calabresi.

21 OTTOBRE - Sui treni stipati da migliaia di metalmeccanici diretti a Reggio Calabria, all'imponente (60.000) manifestazione conclusiva della conferenza sindacale sul Mezzogiorno, indetta dalla CGIL, UIL, CISL, esplode una bomba che provoca sei feriti; ma sono rinvenute in altri vagoni 10 bombe  confezionate in un modo rudimentali che non sono esplose, ma che avrebbero potuto provocare una strage.

Giorni prima il segnale che partiva da Reggio dai sindacati, era stato quello di una "strategia globale". Il rifiuto della politica dell'elemosina. Lotta all'arroganza capitalistica che ha emarginato e dissanguato tutto  il Sud. Un mutamento degli indirizzi della politica nazionale. Una trincea della classe operaia estesa anche nel Sud oltre i cancelli della Fiata Torino o la Pirelli a Milano", e aggiungeva che.... "i notabili DC, dovranno fare i conti d'ora innanzi con uno schieramento più vasto e con una linea operativa a livello nazionale". Indubbiamente qualcuno non era proprio d'accordo!!!

24 OTTOBRE - A Reggio Calabria e in tutta la Sicilia è proclamato uno sciopero generale con una manifestazione ..."contro i provocatori attentati terroristici secondo un piano preordinato dalle forze reazionarie".

5 NOVEMBRE - In un clima di tensioni e incertezze, dopo i fatti di Reggio, FORLANI, il segretario della DC, allarma il Paese parlando in un comizio a La Spezia. "Dalla fine della guerra ad oggi sta avvenendo nel paese il più pericoloso tentativo reazionario. Sappiamo da nostri documenti in possesso che è in atto ed è in corso un piano eversivo organizzato e finanziato da forze interne e con appoggi internazionali". - La polemica inizia, e sono infastiditi gli stessi democristiani, che da più parti chiedono "se sa qualcosa, parli più chiaro, e faccia nomi e cognomi". Anche la stampa sollecita, ma Forlani non è in grado di aggiungere altro, ha solo seminato il terrore, tirato il sasso e ritirato la mano.

9 NOVEMBRE - Polemiche e resa dei conti, ma non definitiva, a Genova, al XXXIX congresso del partito socialista. Due gli schieramenti contrapposti a discutere la magra figura alle ultime elezioni e a chiedere mutamenti di rotta alla segreteria; una corrente capeggiata da DE MARTINO vuole il ritorno al centrosinistra e si oppone a quelli favorevoli invece ad una svolta a sinistra. La conferma di questa linea autonomista demartiniana vengono dai voti del comitato centrale, il 58% contro il 42%, e De Martino è eletto segretario. Mutamenti nell'organigramma dove sono più di uno con la nomina a vicesegretario, BETTINO CRAXI e GIOVANNI MOSCA, LAURICELLA e MANCA, SIGNORILE e LANDOLFI.
DE MARTINO non avrà vita facile con "l'amato" centrosinistra per quasi quattro anni; ha il percorso sempre minato dai comunisti dopo il berlingueriano "compromesso storico", che la DC accoglie concordando diverse strategie col PCI e riservando ai vecchi alleati "schiaffi", che fanno esplodere De Martino: "Chiedono, benevolenza e appoggi ai comunisti e noi siamo trattati con palese disprezzo". Ma non è costruttiva la sfuriata, la "rivolta dei quarantenni" con CRAXI in testa, trasformeranno nel '76 l'Hotel Midas di Roma nella sua Caporetto.

14 NOVEMBRE - E' approvata una legge che concede ai detenuti la libertà provvisoria prima della sentenza anche per i reati più gravi. Detenuti in attesa di giudizio sono scarcerati, fra questi VALPREDA, l'anarchico in carcere da due anni per i fatti di Piazza Fontana; considerato dall'opinione pubblica innocente anche perchè non sono emersi alcuni indizi. E' stato proprio il suo caso a sollevare la questione e ad interessare il Parlamento che emana questa legge che sarà ricordata come "Legge Valpreda". L'anarchico dopo pochi giorni è rimesso in libertà.

19 NOVEMBRE - Per evitare uno scontro frontale e impopolare con la forza sindacale i cui rapporti si sono deteriorati per tante ragioni, compreso un travaglio interno, GIANNI AGNELLI (portavoce della sua ma anche d'altre grandi aziende dinamiche ad elevata occupazione) propone e si dichiara disponibile a preferire un patto tra i produttori per ridurre lo spreco e l'inefficienza, pur di non abbassare i salari. Dal canto suo inaugura a Mirafiori le nuove tecnologie nella propria azienda: i ROBOT. Le scelte strategiche della Fiat per far fronte al periodo congiunturale, oltre quelle già adottate negli anni precedenti (decentramento, subappalti, terzisti), se ne sono aggiunte altre indirizzate verso le nuove tecnologie produttive. Sono scelte obbligate per: a) Per contenere la pressione salariale. b) Per la perdita del controllo sulla forza lavoro negli stabilimenti. c) Per la crisi internazionale che provocano un maggior costo nelle importazioni e di riflesso l'aumento del costo della vita e di conseguenza l'aumento dei salari, ora quasi pari a quelli europei, causando incompetitività e quindi meno esportazioni.

Perdurando i tre fattori negativi: a, b, c, sopra accennati, l'orientamento del grande gruppo privato torinese è quello di rispondere ristrutturando in direzione di forti innovazioni tecnologiche che consentono elevati aumenti di produttività con forti riduzioni di manodopera, quindi competitività e ripresa delle esportazioni.

Sono scelte dettate da una logica imprenditoriale moderna ma purtroppo cadono in un momento molto critico, ed è il calo della domanda interna, quindi della produzione, che riceverà poi un'altra trenda  "botta" con l'austerity. Infatti, il prossimo anno si andrà "tutti a piedi" per contenere le importazioni di petrolio, di conseguenza caleranno ancora le vendite. Il governo sensibile alle richieste correrà ai ripari, svalutando, di fatto, la lira (20%), che favorisce nuovamente questo tipo d'esportazioni, ma nel frattempo penalizza enormemente tutte le importazioni di prodotti di largo consumo non eliminabili. Questi subendo forti rialzi lasciano poca liquidità da destinare ai beni opulenti come le auto e di conseguenza cala ulteriormente la produzione. Un circolo vizioso che durerà anni, anche se la prossima svalutazione premia la Fiat, che riprende le esportazioni, e premia tutti gli esportatori di capitali datisi alla fuga dopo il varo della politica restrittiva del governo che, fallita su ogni fronte, causerà una forte disoccupazione, una forte inflazione e una forte recessione, che registra già il meno 3,6% nel reddito lordo alla fine di quest'anno, ma toccherà il meno 12,7% negli investimenti nel 1975, e porterà nel 1976 ad un aumento del costo della vita del 21,8%, e il costo del denaro a sfiorare il 30%. (Le abbiamo già accennate nella iniziale premessa).

L'Italia termina così l'anno con un'economia che sta cadendo in ginocchio, e la speranza di avere qualche chance per rialzarsi nel 1973 è già compromessa perché non ci sono spiragli. Aumenterà il debito pubblico, la lira entrerà nel serpente valutario creando successivo peggioramenti, l'inflazione arriverà a due cifre (16,8%) e i politici in perenne litigio non sapranno fare altro che inventarsi misure di austerità e pagliacciate come il blocco dei prezzi, e lasceranno gli italiani sbigottiti quando decideranno che bisogna andare a piedi per salvare l'economia del Paese, perché possediamo le macchine (se ne sono accorti ora) ma non il petrolio, le lampadine, i cinema, la televisione, le insegne, ma non l'energia, le campagne ma non i raccolti, le stalle ma non i bovini (un'altra scoperta!). E nelle strade delle città, auto ferme con le loro trombe a fare l'unica musica, il silenzio, che sarà stato piacevole per alcuni, ma il turbamento dovuto a tante riflessioni era nel volto di tutti, e non era la fine di un sogno, ma l'inizio di un incubo. Alcune cornacchie iniziarono a gracidare da qualche giornale parlando di "suicidio dell'occidente", "finita la civiltà del consumismo", "fallito il liberismo selvaggio", "resa dei conti del capitalismo". Avevano dimenticato, gli italiani! Che c'era una "Terza Italia". Ma ne riparleremo a suo tempo.

Poi c'è il terrorismo! A parte Montanelli che lo definisce "una caciara", Bocca scriverà in seguito nel Il provinciale: "Alle prime manifestazioni del terrorismo non capivo, non volevo capire. C'eravamo tanto battuti noi giornalisti per denunciare la strage di Stato, le trame nere e adesso nel nostro teorema irrompevano questi sconosciuti.... (i "rossi" - N.d.R.)... e continuavo a non capire o a non voler capire anche quando passarono ai primi sequestri di persona". A non capire e a non voler capire non era il solo. E chi capì ne approfittò per instaurare un autogoverno selvaggio, un "doppio stato", sempre più aggressivo, dove sia il vecchio sia il nuovo, in perfetta complicità si concesse l'immunità con i reciproci controlli nei successivi venti anni.
Una cosa Montanelli la centrò quando scrisse "Evidentemente per mettersi al riparo da futuri rivali avevano preferito reclutare gli adepti nel pattume delle mediocrità. Ma ai mediocri, per andare avanti e far carriera non resta che l'intrallazzo. Ed è proprio questo che sta dilagando nel nostro Paese"

31 DICEMBRE - Scade la Convenzione fra Stato italiano e la RAI per il monopolio dei servizi di radioaudizione, televisione. Il rinnovo dell'esclusiva alla RAI è oggetto di vivaci polemiche in vari settori dell'opinione pubblica, polemiche che contestano l'attuale regime monopolistico e sollecitano una liberalizzazione sull'esempio di quanto avviene in altri Stati europei. Nulla da fare. Ci si avvia verso l'austerità lamalfiana. Intanto imperversano quelle chiamate "straniere", "private", "locali", si emanano divieti, oscuramenti, abbattimento di antenne dette "pirata", che la Corte costituzionale nel '74 dichiarerà illegittime.

ANNO 1972 - FINE

L'intera versione dei fatti sulla situazione Italia, può sembrare tutta negativa. C'era indubbiamente anche il lato positivo. Visto però solo da coloro che in questi anni riceveranno grandi benefici economici, carriere fulminanti. Tutti pronti a confermarvi, che questi anni, furono i migliori della loro vita e il momento magico per fare "fortuna", e aggiungeranno che intelligenti politici ebbero delle grandi "illuminazioni". Questi soggetti lo possono dire. Del resto tutti i miliardi del debito pubblico fatti in questi anni, qualcuno li ha pur presi, quindi a costoro è andata molto bene, non hanno proprio nulla da recriminare; solo noi che non abbiamo preso nulla contestiamo, così i nostri figli domani, e così  i nostri nipoti dopodomani che dovranno invece pagare e pagare - forse per un secolo intero - per chiudere la voragine che ha inghiottito milioni di miliardi andati nella tasche dei fortunati.


 < < inizio ANNO 1972         continua con i fatti internazionali >