ANNO 1973 (Pagine in costruzione) MESE DI MAGGIO

3 MAGGIO - Guerra alla TV privata. La prima, TELEBIELLA. Viene realizzata via cavo, quindi senza etere interferenze, ma viene considerata "pirata". Il NUOVO CODICE POSTALE - norme che vengono subito applicate in questo giorno - dichiarano fuorilegge l'emittente. Il ministro in persona, GIOIA, ne impone l'oscuramento, la denuncia,   la fa mettere sotto sequestro. L'acquisterà poi il palazzinaro Berlusconi per il suo complesso residenziale alle porte di Milano.......

Sta iniziando l'impero......., una grande avventura al primo atto:

17 MAGGIO - Una bomba esplode in mezzo alla folla davanti al portone della questura di Milano, durante la cerimonia della scopritura del busto alla memoria di LUIGI CALABRESI nella ricorrenza della sua morte. E' presente alla manifestazione il ministro degli Interni MARIANO RUMOR che evita per un contrattempo di pochi secondi di essere al centro dell'attentato e vittima. Il bilancio é di quattro morti e 53 feriti. E' individuato subito l'autore della strage: GIANFRANCO BERTOLI, un anarchico veneziano che però il circolo di Marghera smentisce, "Non è dei nostri, mai visto". Al suo processo nel 1975 farà emergere fantomatici collegamenti con i servizi del SIFAR e lo stesso Bertoli affermerà di essere solo un esecutore di ordini di una delle tante (Venti) organizzazioni che facevano parte della "Rosa dei Venti" dei servizi (deviati !?) del SID. La verità su quest'attentato non è mai emersa, nonostante la condanna del Bertoli, dove in una sua dichiarazione più tarda afferma: "Fui usato, non conoscevo né il mandante e nemmeno lontanamente immaginavo chi poteva essere il referente". E la favola del Sifar chi l'ha tirata fuori? Non si sa.

Un fatto però emerge da alcune considerazioni, che la bomba non era solo una dimostrazione terroristica, ma aveva il preciso scopo: quella di eliminare RUMOR. Era del resto lui che stava alterando l'equilibrio politico nazionale, all'interno e all'esterno dei partiti, compreso e soprattutto il suo. Ricordiamoci che giustificò il Piano Solo del '64, e scrisse perfino nelle sue memorie che "era un'ipotesi valida per qualsiasi evenienza eversiva". ( vedi anche  1970 )

In quella famosa circostanza i protagonisti erano MORO, ZACCAGNINI, GAVA, il Presidente d. R. SEGNI, (Una presenza del capo della Polizia e del governatore della Banca d'Italia CARLI) e.... il GENERALE DE LORENZO, comandante generale dei carabinieri, già responsabile del servizio di sicurezza SIFAR dal 1955 al 1962, e che continuò ugualmente a guidare all'ombra di VIGGIANI fino al '65 e anche dopo.
Non dimentichiamo che quasi l'intero organico dei servizi era composto da carabinieri, e non erano certo quelli che si vedono comunemente in servizio. Elementi preparatissimi, di non comune intelligenza, con un alto senso dello Stato, all'apparenza comuni individui in mezzo alla folla. Non di meno il generale, uno degli uomini chiave della sicurezza nazionale in Italia. Poi montarono il caso SIFAR (la favola Sifar con annessi e connessi) e lo silurarono, o meglio lo destituirono. Sapeva troppe cose! E fra poco compare sulla scena un altro personaggio, allo stesso livello, con straordinarie capacità investigative, e con uomini fidatissimi, il generale DALLA CHIESA, ma anticipiamo troppo i fatti positivi anche se drammatici che devono accadere.

Al SIFAR (delle Forze Armate) era affiancato il SID (della Difesa) - composta anche quest'ultimo da militari - i cui vertici erano collegati a strutture sovranazionali sorte in ambito NATO con lo scopo di lottare contro il comunismo (Gladio Bianca contro la Gladio rossa). Non bisogna dimenticare che Rumor non era alla difesa ma agli Interni. Un apparato che era sempre in competizione con gli uomini delle stellette.

Vale anche qui la pena di anticipare che tutti i servizi saranno in seguito sciolti e riformati. Il 24 ottobre del 1977, infatti, COSSIGA istituirà con decreto l'UCIGOS (l'Ufficio Centrale Investigazioni Generali Operazioni Speciali). Questa volta alla diretta dipendenza del ministero degli interni (una parte di agenti si mandano brutalmente a casa- ma a cosa fare?)  
E non dimentichiamo che proprio un mese prima al processo di Catanzaro, Rumor fu incriminato (con i suoi tanti "non ricordo") per reticenza sulla strage di Piazza Fontana. E De Lorenzo fu bloccato e censurato con i tanti omissis dall'uomo politico per "ragioni di sicurezza dello Stato".(Relazioni Beolchini e Lombardi). Passeranno poco più di cento giorni, da quella seduta a Catanzaro, poi la strage il rapimento e l'uccisione di Moro.

Nemmeno possiamo dimenticare altre circostanze. Quarantott'ore prima dell'attentato alla questura sopra accennato, il 15, era stato incriminato GIANNETTINI per la strage di Piazza Fontana, che in seguito si scopre trattarsi di un agente del SID, e  sarà incriminato lo stesso Rumor per favoreggiamento; ma il Parlamento il 18 marzo del 1982 in una seduta comune lo prosciolse (!!) dall'accusa. (Nel frattempo molti altri fatti erano già accaduti, l'uccisione di Moro e lo Scandalo Lockheed - Che molti  indicavano essere lui il fantomatico personaggio in codice  Antelope K. - ma fu il suo partito a mettere in giro questa voce?- se ci fidiamo di alcune confidenze fatte a un suo caro amico di Vicenza (Adriano Toniolo sembrerebbe di sì)

24 MAGGIO - La Camera concede l'autorizzazione a procedere contro GIORGIO ALMIRANTE segretario del MSI, per "ricostituzione del partito fascista". 484 i voti favorevoli e 60 no. A chiedere l'autorizzazione Bianchi D'Espinosa della Procura di Milano.

25 MAGGIO - Grandi movimenti dentro le proprietà di importanti quotidiani. Inizia Rusconi entrando nel Messaggero di Roma, allontanando Perrone direttore e proprietario al 50%. Segue il 28 la perdita della maggioranza dei Crespi sul Corriere della Sera dove entrano due soci: Agnelli e Moratti. Il quotidiano ha già cambiato da alcuni mesi la linea editoriale con l'arrivo di PIERO OTTONE, che INDRO MONTANELLI accusa di filocomunismo. Un'insofferenza che è alimentata dalla presenza molto saltuaria di interventi in prima pagina di PIER PAOLO PASOLINI. Montanelli abbandona la famosa testata e con i soldi di CEFIS, uscirà nel giugno del prossimo anno con Il Giornale Nuovo, tutto "suo", cioè di Cefis. Montanelli farà perdere subito molti lettori al Corriere, ma 17 giorni dopo (secondo alcuni osservatori) lo stesso Cefis fa acquistare a Rizzoli le quote di Agnelli, Crespi e Moratti e diventa lui il proprietario ombra. Montanelli lo ha dunque usato per questo, nel puro stile di Cefis.

Montanelli mira (lui?) con il suo giornale all'opinione pubblica moderata, che aspetta i suoi consigli, come il famoso: "Turatevi in naso ma votate DC". Lo gambizzano, poi le Brigate Rosse, e perso Cefis per strada (cioè i soldi) approderà al palazzinaro Berlusconi. In lite poi anche con lui, con un altro "suo" (ma non suo) giornale, e ormai quasi alla fine della carriera, ritornerà alla fine degli Anni Novanta al Corriere, a rispondere alla lettere dei lettori.

28 MAGGIO - L'effetto antidemocratico della chiusura di TELEBIELLA imposta dal ministro GIOIA, scatena le reazioni dei repubblicani. LA MALFA chiede le dimissioni del ministro, e considera il suo intervento un atto di "pirateria" sull'informazione e un attentato alla libertà di espressione sancita dalla Costituzione. Gioia, lo ignora, rimane al suo posto e La Malfa annuncia il ritiro della fiducia al governo.

FINE MAGGIO '73

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