ANNO 1973 (Pagine in costruzione) MESE DI SETTEMBRE

11 SETTEMBRE - GOLPE IN CILE - Dopo massicce manifestazioni antigovernative in giugno, organizzate dalla Democrazia cristiana e dai partiti di destra, i sostenitori delle forze governative cilene organizzano una contromanifestazione popolare. I militari invece di sostenere il governo democratico, voltano la schiena e si schierano con la destra e organizzano in questo 11 settembre un Colpo di Stato guidato dall'ex Capo di Stato Maggiore Pinochet. Assaltano il palazzo presidenziale. Il presidente ALLENDE prima dell'assalto all'interno si "suicida"(* VEDI NOTA)

Migliaia di cooperanti castristi cubani erano entrati mesi prima in Cile con un visto di lavoro. Permanenza dello stesso Castro a Santiago durante l'estate. L' 11 di Settembre il giorno del Golpe di Pinochet l'ambasciata cubana viene circondata e svuotata dei carichi di armi accatastati nelle cantine. Il personale viene fatto partire come non gradito, l'Ambasciata viene chiusa e si rompono le relazioni diplomatiche.

Inizia una dura repressione; migliaia di simpatizzanti dei partiti di sinistra sono rinchiusi in campi di concentramento, torturati e giustiziati sommariamente. Sono sciolti tutti i partiti, ed entra in vigore una rigidissima censura sull'intera informazione.
(su questi fatti vedi la BIOGRAFIA DI ALLENDE)

Gli USA (che hanno favorito il golpe) riconoscono il governo di giunta militare di destra e garantiscono aiuti al nuovo capo dello Stato generale PINOCHET che abroga tutte le misure sociali del governo Allende. Tutte le aziende nazionalizzate e le terre distribuite ai contadini sono restituite ai proprietari. Tutto il personale assunto nello stesso periodo è licenziato, quello nell'amministrazione pubblica mandato nei campi di concentramento. Non se ne saprà più nulla.

Grande impressione in tutto il mondo, ma soprattutto in Italia dove si teme che la situazione possa degenerare come in Cile.

Si svolgono per lo sdegno manifestazioni di piazza della sinistra. Per fortuna saggiamente contenute. La sinistra di Berlinguer non ha cavalcato eccessivamente la protesta per le ragioni che vedremo più avanti. Ma se lo avesse fatto non sarebbe andata molto lontano, era scattato un piano di emergenza eccezionale, con tutti i reparti allertati. Anche se gli americani escludevano categoricamente manifestazioni eversive nel Paese, il polso della nazione era minuziosamente sotto controllo, e la realtà non era affatto così tranquilla come appariva sui giornali.

( * ) """ NOTA DI UN LETTORE: Estimado Señor, pese a ser italiano, escribo mejor el español, por haberme criado en Uruguay.
Soy un profundo admirador de su página y el enfoque de la historia, con una erudición y método extraordinarios.
Ha sido mi campo de desarrollo, junto al hecho de ejercer la medicina.
Sin embargo, por curiosidad he leído algunos datos referentes a la historia actual de America Latina y, siendo absolutamente contrario a los regímenes militares, me permito señalar que se ha incurrido en algún error de concepto, quizás por estar comprometido con una imagen romántica de Salvador Allende.
En la página correspondiente, dice haber sido Ucciso, cuando debería decir que él, cometió suicidio ante el avance descontrolado de los militares, en una actitud pretendidamente de autoinmolación por sus ideas.
Este es un hecho al fin investigado y reconocido por sus más fervientes defensores.
En mérito a la calidad de su trabajo total, me permití hacer esta acotación y si puedo serle útil, le quedo enteramente a sus órdenes para ayudarlo a llenar espacios referentes a la historia en esas latitudes.
lo saluda cordialmente. Dr. Alessandro Nappa"""

14 SETTEMBRE - La Banca d'Italia alza il tasso di sconto del 4% al 6,5%. Per far fronte alla spesa pubblica. Non essendoci entrate, si emettono buoni del Tesoro a scadenze semestrali con tassi quasi pari all'inflazione; poi diventeranno trimestrali. Infine un prestito obbligazionario di circa mille miliardi. Inizia così un buco nelle finanze dello Stato senza fine. La lotta all'inflazione sembra solo una messinscena. Infatti, se dovesse calare improvvisamente l'inflazione, provocherebbe con il pagamento degli alti interessi pattuiti (fino al 12%) una voragine enorme, una bancarotta dello Stato. Non trovando soluzioni alternative, con una recessione in atto e una crisi internazionale, si proseguirà sulla strada dell'indebitamento pubblico. Fra l'altro per finanziare imprese o defiscalizzando oneri sociali, ma che non daranno nessun beneficio al Paese, ma solo regali ai boiardi di Stato e a quelle imprese che godono alta protezione politica e ne riescono a condizionare anche le scelte come vedremo in seguito.

L'autore che scrive (lo abbiamo già ricordato in apertura) partecipa all'inaugurazione di un grande complesso industriale nel sud (è ANDREOTTI a tagliare il nastro). L'azienda ha ricevuto i terreni, i miliardi dei contributi dello Stato, e ottiene la defiscalizzazione degli oneri sociali per i 2000 dipendenti da occupare, proporzionati ai contributi ricevuti. Ma il nuovo complesso industriale (puramente produttivo, meccanizzato) si trasforma nella sede sociale di una grande industria che opera al nord, e tutti i dipendenti sono trasferiti sul libro paga della nuova struttura pur continuando a lavorare nel nord. Sono messi a libro paga  anche se quella fabbrica non l'hanno mai vista nè la vedranno mai nella loro vita. Sul posto vengono assunti una decina di facchini, una decina di donne per le pulizie e qualche tecnico giunto dal Nord. Nella fabbrica tutta robotizzata il totale della manodopera locale non supera le 30 unità. Fatti i conti quella fabbrica a distanza di anni dovrebbe essere di proprietà degli italiani e non privata. Come tante.

21 SETTEMBRE - A Bologna un convegno del dissenso cattolico costituisce il Movimento Cristiani per il Socialismo. I cristiani vanno a sinistra e le sinistre abbracciano i cattolici. Il "compromesso" è già nell'aria. Bisogna ora formalizzarlo, uscire alla luce del sole.

28 SETTEMBRE - BERLINGUER scrive il primo di tre articoli su "Rinascita". L'ultimo apparirà il 12 ottobre, poche righe ma con due parole che entrano nella politica italiana condizionandola nel bene e nel male per almeno quindici anni. E' il "Compromesso storico". Uno slogan che sempre, quando si parla di accordi tra cattolici e comunisti, ricompare in una forma meno elegante col nome "inciucio". Ultimamente (anno 2000) dentro i due blocchi del bipolarismo che hanno però in mezzo un terzo incomodo non insignificante, la Lega, questo termine è abusato ma senza uno sbocco. Seguita a persistere e oscillare l'ago della bilancia con l'illusione  che si possa governare con poco più del 51% dei voti.

Situazione identica era quella del periodo di cui parliamo, il '73, dove c'erano al posto dei Leghisti di oggi, i socialisti che oscillavano fin dal 1945, tra comunisti e democristiani, fra destra e sinistra, secondo il vento, uscendo, entrando, facendo inciuci, alleandosi o spaccandosi in tanti gruppi e gruppuscoli quante erano le ideologie (vaghe) e i capi corrente. Insomma dal dopoguerra il cammino dei socialisti non è stato mai facile, una continua odissea.

Vediamo ora cosa riserva BERLINGUER sia ai comunisti sia ai socialisti. Mentre dentro nella Democrazia Cristiana, l'articolo del segretario del PCI, non è una sorpresa, il "compromesso" l'hanno architettato i suoi abili strateghi. MORO in testa.
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COMPROMESSO STORICO

FINE MESE SETTEMBRE '73

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