ANNO 1974 (provvisorio) MESE OTTOBRE

1° OTTOBRE - Come abbiamo anticipato é MARIO TANASSI, del PSDI ad attaccare DE MARTINO. Lo accusa d'incapacità e gretta politica e di essere stato l'affossatore del centrosinistra comportandosi nel modo più ambiguo e contraddittorio: quello di trovar posto contemporaneamente nel governo e all'opposizione. Afferma poi che ormai esiste una totale ingovernabilità, anche se questo ormai lo hanno capito tutti, i politici e gli italiani che in due anni hanno visto 6 governi fantocci.

 3 OTTOBRE finisce la doppia "avventura" di RUMOR nelle sabbie mobili del suo stesso partito. FANFANI chiamato a formarne uno, non trova la strada per fare meglio, litiga per undici giorni dentro la segreteria poi é costretto a rinunciare. L'autorità della corrente di sinistra di MORO sovrasta ormai quella destra di FANFANI, ANDREOTTI, FORLANI. Quella di Rumor è invece in declino, e con lui i socialisti demartiniani.

  3 OTTOBRE - CROLLO VENDITE AUTO - E' da giugno che non si vendono. E' la prima ripercussione dopo quasi 12 mesi con la benzina insufficiente e smisuratamente cara, dopo la tassa sulle auto, e soprattutto perché con l'inflazione che corre a briglia sciolta nessuno ha intenzione di spendere in beni opulenti. Il crollo del settore auto è dunque ora arrivato al suo punto più critico. Appena rientrati dalle ferie e nonostante l'interruzione estiva della produzione, l'invenduto é spaventoso, e se non avesse tirato l'esportazione - favorita dalla lira molto bassa - per la FIAT sarebbe state la fine. Ma in ogni modo é costretta ora a chiudere interi reparti e a mettere in cassa integrazione 65.000 operai. E' l'inizio di un'aspra battaglia per tutto il mese d'ottobre tra sindacati e padronato.

 3 OTTOBRE - Il governo RUMOR si dimette. Lo abbiamo già accennato, è l'inizio di un tramonto, suo personale, quello della sua corrente e di riflesso termina anche quella convergenza con i socialisti demartiniani, e con lo stesso DE MARTINO, visto che fra Rumor e il segretario del PSI esisteva una profonda amicizia personale, che non sappiamo fino a che punto fu decisiva per la carriera governativa dello stesso Rumor.

La DC così "multicorrente" e con tanti emergenti non soffre per Rumor, mentre nel PSI De Martino pur autorevole e stimato anche fuori dal partito non riesce con la stessa autorevolezza a riorganizzare il suo, a serrare le file, a lasciare più iniziativa ai giovani dirigenti. Il PSI dopo Rumor è scialbo, non entrerà più nel governo, non lo appoggerà nemmeno esternamente, sarà scavalcato su molte decisioni dal PCI, e alle elezioni del giugno '76 toccherà il fondo facendo scatenare a luglio la rivolta dei "quarantenni" e la sua uscita di scena.

9 OTTOBRE - Forti tensioni e gravissime violenze a Torino durante lo sciopero anti-Fiat per i provvedimenti presi per i 65.000 operai messi in cassa integrazione. Sono comparse tra gli scioperanti le Brigate Rosse che hanno incendiato alcune macchine e impedito l'ingresso ai cancelli agli operai che non avevano aderito allo sciopero La città vive questa giornata molto critica e le trattative per trovare una soluzione saranno condotte fino alla fine del mese. Il 30 ottobre l'unico spiraglio nella concertazione è di ridurre l'orario: le 40 ore settimanali di una parte di operai sono portate a ventiquattro anche per i cassi integrati. Gli oneri saranno pagati dalla intera collettività.

Comunque il fenomeno più curioso che interessa soprattutto la sociologia e la psicologia del lavoro é quello di scoprire il grande disagio dell'"uomo cassaintegrato", il lavoratore "a spasso". Quel senso di frustrazione che colpisce chi prende coscienza che non fa nulla ma riceve uno stipendio, anche se questo è ridotto. I primi tempi, con qualche caso isolato, sono perfino autoironici, poi ha fatto capolino il fatalismo, e infine quando le schiere iniziano ad essere decine di migliaia, tutti capiscono che così non si va molto lontano.

 Purtroppo il disagio in questo periodo sta diffondendosi, e le difficoltà della Fiat fanno notizia, ed è forse un incentivo e uno sprone a fare scelte di lavori individuali. Sta nascendo il "proletariato indipendente", i figli dell'era industriale si stanno polverizzando in mille mestieri e pur con tanta insicurezza hanno deciso di vivere con lo spirito d'iniziativa. Il mito del "posto alla Fiat", ambito da ogni individuo, che a Torino scendeva dal treno di Porta Nuova, é al tramonto.

Torino ha già vissuto altre volte questa situazione di profondo disagio e di sconforto, soprattutto nello scorso dicembre, ma in questo ottobre le incertezze aumentano mentre sempre di più i consumi delle famiglie sono ridotti all'indispensabile, tanto che alla crisi dei metalmeccanici si aggiunge ora anche quella di tutto l'indotto.

 16 OTTOBRE - Dopo la Fiat, la crisi dell'auto investe anche l'Alfa Romeo. Anche quest'azienda (che è dello Stato)  accumulatosi l'enorme invenduto, annuncia l'orario ridotto per 13.000 dipendenti (così le maggiori tasse incamerate dallo stato  servono appena per pagare stipendi a dipendenti dello stato, a gente che non produce nulla)

 18 OTTOBRE - Altro sciopero di quattro ore proclamato dai tre sindacati CGIL, CISL, UIL contro la disoccupazione, per il ritocco della contingenza. La manifestazione è generale. Si ripete il 7 novembre, e ancora il 7 dicembre.

Questi e i precedenti scioperi hanno scatenato in certi ambienti forti polemiche sull'illegalità degli stessi. Polemiche che sono arrivate fino alla magistratura. In sostanza qualcuno chiede di applicare le punizioni previste dal codice penale. Nei ricorsi interviene la Corte Costituzionale. L'8 novembre afferma essere costituzionale lo sciopero politico.

 19 OTTOBRE - Giovani d'estrema sinistra bloccano e spadroneggiano dentro due supermercati di Milano e invitano i clienti a servirsi e a praticare l"autoriduzione" per protestare contro i prezzi eccessivi. Cose del genere in Germania lo avevano fatto quelli della banda Mainhof, in grande stile. 

 29 OTTOBRE - La "disubbidienza civile" si diffonde non solo nei supermercati ma, soprattutto a Torino, anche  contro gli aumenti tariffari dell'Enel, che consiste nel pagare solo il 50% della bolletta. Lo stesso giorno i pendolari di Treviglio bloccano la ferrovia per protestare contro le nuove tariffe e i disagi causati dai trasporti  diventati cari e insufficienti.

 30 OTTOBRE - A Torino dopo un mese di lotta sindacale, scioperi e tante manifestazioni di protesta spontanee e con una città che sta vivendo il suo dramma con l'unica industria che ha a disposizione, la Fiat e i sindacati si accordano finalmente su una riduzione dell'orario da 40 a 24 ore.

 31 OTTOBRE - Viene arrestato il generale MICELI, già capo dei servizi segreti della difesa.

FINE OTTOBRE

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