ANNO 1974 (provvisorio) MESE FEBBRAIO

( il trio PI-RU-BI )

1 FEBBRAIO - Escono i giornali con titoli a 8 colonne. La truffa dei petrolieri. Dati falsi per ottenere l'aumento della benzina. Si parla di trenta miliardi di "bustarelle" a funzionari ministeriali e forse -si afferma- ad importanti uomini politici. La magistratura apre un'inchiesta giudiziaria sulle tangenti che politici del PSI, della DC, del PSDI e del PRI avrebbero ricevuto dall'Unione petrolifera italiana per aumentare il prezzo della benzina. Gli italiani così scoprono che sono andati a piedi la domenica solo perché qualcuno aveva interesse a fare soldi a palate con quello che possedeva in stoccaggio nei grandi serbatoi delle raffinerie.

9 FEBBRAIO - Mandato di cattura contro l'ex presidente dell'Unione petrolifera che avrebbe pagato più di un miliardo per indurre l'Enel a sviluppare le centrali termoelettriche e non quelle nucleari. Anche qui gli italiani scopriranno molto più tardi che tutte le campagne popolari antinucleari furono fatte solo per far desistere i politici dal costruire centrali a combustibile nucleare. Fra l'altro c'era il paradosso che molti italiani proprio non capivano: mancava petrolio e si volevano fare proprio ora un tipo di centrali che funzionano solo col petrolio. Si mobilitarono solerti scienziati per criminalizzare il nucleare, si spinsero e si foraggiarono i promotori delle manifestazioni di piazza anti-atomo e pochi si resero conto che l'unico scopo era quello di assicurarsi per almeno altri venti/trenta anni le forniture di petrolio per le centrali termiche (lo abbiamo spiegato nei dettagli in SCIENZA lo scorso anno, 1973 - Vedi)

 10 FEBBRAIO - Il CIP stava già riunendosi per aumentare un'altra volta il prezzo della benzina e degli alimentari, ma i nuovi sviluppi della situazione e la piega delle indagini della magistratura sullo scandalo dei falsi costi dei petrolieri hanno consigliato il governo di rinviare i rincari, solo per non perdere la faccia davanti a milioni di cittadini presi in giro con le domeniche a piedi. 

 16 FEBBRAIO - Nel pieno della lotta che va facendosi sempre più tesa ed esasperata tra i due schieramenti in vista del referendum per il sì e il no all'abolizione del divorzio, 92 intellettuali cattolici platealmente escono all'aperto e firmano un appello in favore del no all'abolizione della legge sul divorzio.

 20 FEBBRAIO - Il Consiglio dei ministri aumenta il prezzo della benzina super da 200 a 260 lire il litro e decreta la circolazione delle auto a targhe alternate con l'ultimo numero pari o dispari. L'ingegno degli italiani diventa inesauribile anche in questa occasione: si affittano perfino le auto "giuste" a chi la domenica è appiedato. Per chi ha invece due o più automezzi non é un problema. Come il solito a rimanere appiedato é solo il "povero" con una sola auto, e fra poco gli tasseranno anche quella, nonostante abbia un'utilitaria. (con l'una tantum)

 22 FEBBRAIO - La serie di scioperi nazionali continua per i miglioramenti salariali. E' il turno degli insegnanti che scendono in piazza appoggiati dalle tre confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL. Nella CISL esistono però forze frenanti che agiscono per conto della destra democristiana. Il dibattito all'interno di questo schieramento ha messo in evidenza una contrapposizione tra due linee, tra le due politiche. Ma anche quella espressa dalle forze moderate non è riuscita a fornire motivazioni convincenti.  Ed entrambe nessuna coerenza con l'esperienza che il sindacato ha vissuto in questi mesi per arrivare ad una unità.

In sostanza la destra sindacale rimprovera alla maggioranza di proporre una linea "conflittuale"; sostiene che il sindacato non dovrebbe ricorrere all'arma dello sciopero, ma "offrire la propria disponibilità" per "una maggiore flessibilità contrattuale del fattore lavoro", in altre parole accettare un maggior sfruttamento della manodopera per abbassare i costi.

La posta in gioco di questo aspro dibattito è che se questa linea prevalesse, tutto il movimento sarebbe ricacciato indietro, e il terreno guadagnato in questi anni di lotta per l'unità andrebbe perduto.

Nei giornali conservatori questa posizione della destra riscuote molti consensi, mentre altri affermano che il sindacato non può essere ridotto a fare l'interlocutore di comodo del governo e dei padroni, i lavoratori alla fine si "sveglierebbero" e li punirebbero (in parte è proprio quello che accadrà in seguito, l'intransigenza farà perdere lungo la strada -nei prossimi sei anni- molti consensi, fino al 1980 quando nelle fabbriche si ristabilisce l'autorità del management, e d'imperio Craxi nel '84 taglia (e non si era mai visto in materia di contratti) i punti della contingenza e troveremo solo la CGIL, e nemmeno tutta, a ribellarsi.

 27 FEBBRAIO - Altro sciopero generale unitario di 4 ore per l'occupazione, i salari e per gli investimenti pubblici.

 28 FEBBRAIO - UGO LA MALFA si dimette da ministro del Tesoro per divergenze con il socialista GIOLITTI sulla politica economica che vuole impegnata sull' "austerità necessaria in conseguenza della crisi petrolifera". Le più grosse divergenze sono quelle che riguardano la concessione di un grosso prestito richiesto al Fondo Monetario Internazionale (1 miliardo e 200 milioni di dollari) ma pur dettando condizioni capestro (garanzie con le riserve auree) il problema è un altro: dove andranno a finire poi - si chiede La Malfa - questi soldi? Certo non a progetti "congiunturalmente utili", che politici, imprese e sindacati non hanno mai ne concordato né presentato, quindi il destino di questo fiume di denaro come il solito si prosciugherà nelle "cattedrali inutili" e nei corridoi dei partiti.

Inizia un periodo per il governatore GUIDO CARLI molto scomodo. Accade a tutti i banchieri del mondo quando entrano in frizione con i politici, ma in Italia è peggio che altrove, perché il banchiere centrale non ha come interlocutore soltanto il ministro del Tesoro, ma anche il suo partito, le varie correnti del partito del ministro, gli altri partiti della coalizione, ed infine i possibili alleati di domani, inclusi i sindacati.

CARLI si sente usato e strumentalizzato, gli pesa la mancanza d'autonomia e la perdita d'autorevolezza, anzi ha l'impressione che lo si voglia usare come il capo espiatorio di tutti i mali d'Italia; comincia a meditare le dimissioni (vedi il 24 Luglio)

FINE FEBBRAIO

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