ANNO 1974 (provvisorio) MESE LUGLIO

6 LUGLIO - Inasprimenti fiscali. Il governo istituisce imposte sugli immobili, su mezzi di locomozione e sulle imbarcazioni. Una una tantum su casa, sulle auto, sulle moto, sulle barche e aumenta i contributi ai datori di lavoro.
Poi chiede agli autonomi il singolare anticipo del 10% dell'anno successivo alla presentazione della denuncia dei redditi (che non sarà mai più tolto). Infine altri provvedimenti più gravi, come il deposito del 50% sulle importazioni (del 30 aprile), e (con disposizioni immediate il 23 luglio) il divieto alle banche commerciali operanti in Italia a contrarre con l'estero nuovi debiti, per non superare il livello di indebitamento.
La ripercussione è notevole, aumenti del costo delle merci, e "benefico" (o "malefico" secondo i punti di vista) calo dei consumi, dovuto non ad un senso patriottico ma solo al taglio rilevante della spesa degli italiani, che non lo fanno per una scelta ma perché hanno ormai il portafoglio vuoto con l'inflazione che corre verso la media generale del 20%, ma dove alcuni prodotti toccano e superano anche il 50% (come la carne).

10 LUGLIO - Dopo il blitz della chiusura di TELEBIELLA, dichiarata "pirata" dal ministro Togni, la Corte Costituzionale investita dai ricorsi presentati, dichiara illegittimo il divieto di fare operare TV locali via cavo.

Ad approfittarne subito sarà uno sconosciuto personaggio di cui Giorgio Bocca qualche anno prima, parlando del "palazzinaro" milanese che dalle pagine dei giornali sembra voglia vendere non una casa ma Milano intera, ha scritto :  "Ma come avrà fatto questo BERLUSCONI mai sentito nominare ad aver fatto i soldi non si sa bene come, insomma un avventuriero da prendere con le molle come, l'Ambrosio, l'amico di padre Eligio, finito in galera. Chi è quest'uomo, che riesce a far dirottare perfino gli aerei di Linate che disturbano i proprietari delle sue case, per vendere meglio i suoi appartamenti?".(Il provinciale, Giorgio Bocca, pag 327, Ediz, Mondadori).

Per farla breve, questo personaggio, piazza un salone televisivo nei sotterranei della "sua" Milano 2, e il 24 settembre, accende la "sua" Tv. Capta i gusti della gente cui ha venduto l'appartamento, e  riprendendo con una telecamera una bella centralinista di sera manda in onda alle 19,30 via cavo un notiziario milanese e poi intrattiene in casa gli abitanti trasmettendo normalmente un film. Inizia così a conoscere mattina dopo mattina, i gusti del "suo" "personale" pubblico.
Dinamico com'è, fa tutto lui, e chi gli sta attorno non può far altro che assecondare il suo entusiasmo, perché la "cosa" oltre che piacergli gli appare  molto divertente e fa anche divertire chi gli è accanto. Infine fa diventare orgogliosi chi ha comprato una casa da lui; agli amici la prima cosa che si racconta é: "...Abbiamo anche la nostra Tv"

Berlusconi ha fatto da giovane l'intrattenitore, conosce da questa "gavetta", cosa desidera il pubblico, e, furbo come una volpe, lui non cerca solo di divertirlo, ma vuole sempre stupirlo e affascinarlo. E' lui a scegliere i palinsesti, cosa dire, cosa fare, e come fare, e a curare perfino i piccoli dettagli. E' lui il geniale e dinamico incantatore di quella che diventerà la "fabbrica" "che ha il fascino primordiale della stupidità", e che per crescere ha bisogno di un conoscitore di psicologia popolare. E BERLUSCONI su questa dimostrerà di essere un vero maestro quando inizia a guidare la fabbrica dei sogni. Un maestro d'istinto. Non per nulla ama Erasmo da Rotterdam e il suo Elogio alla follia. Giorgio Bocca alla fine se né "innamorerà", anche se scrive "Non ho mai sentito uno mentire in modo più innocente e convinto". - Ma per fare televisione, dove tutto é finto, questa è la "virtù" che ci vuole. Innocenza e convinzione, o meglio la convinzione d'essere innocenti. E dato che siamo tutti colpevoli, chi poco chi tanto (lo dice anche il Vangelo), identificarci in un innocente vero o finto è quello che desideriamo un po' tutti. Perfino le brutte storie servono, del resto la tragedia e la farsa partono dalla cultura Greca, il rito purificatorio catartico ha più di 2000 anni.

 21 LUGLIO - Nasce il Partito d'Unita' Proletaria (PDUP) dalla confluenza del Manifesto e di una parte del PSIUP con VITTORIO FOA.

 23 LUGLIO - I sindacati non abbandonano la lotta, e mobilitano in piazza gli italiani con uno sciopero generale di quattro ore contro le supertasse che sono state emanate con il decreto del 6 luglio. Soprattutto quella della casa e per il continuo aumento dei prodotti alimentari spesso rincarati senza giustificato motivo non essendo molti d'importazione.

 24 LUGLIO - Compare sul Giornale di Montanelli, a soli pochi giorni che il "suo" Giornale Nuovo é uscito nelle edicole, un articolo in prima pagina di Cesare Zappulli "Se Carli se ne va". Si accenna alle minacciate dimissioni di CARLI dopo quattordici anni come governatore della Banca D'Italia.

L'articolo (ma chissà se l'ha scritto proprio Zappulli, troppa delicata è la questione) cerca di spiegare quali sono le ragioni, mette l'accento sui tanti errori commessi da Carli, sul grande potere esercitato, sulle tante responsabilità e la sua continua eccessiva frequentazione delle riunioni di governo. Ma ne fa anche un grande elogio, dipingendolo come una sorta di uomo indispensabile al Paese. Al giornale c'è Montanelli, il proprietario é Rizzoli, ma il referente lo abbiamo letto sopra, secondo molti é Cefis, che ora é alla Confindustria, vice di Agnelli. E lui che sta tessendo la trama per attrarre la indiscussa abilità e intelligenza di Carli proprio dentro nella Confindustria, ora che nelle casse dello Stato non ci sono soldi da distribuire ma solo debiti, Cefis ha capito che bisogna invertire i ruoli.

Cefis insomma sta organizzando un "gruppo di pressione". E questi non sono una novità, come sappiamo sono sempre esistiti, in ogni paese e in ogni epoca, sotto forma di caste sacerdotali, militari, nobiliari, burocratiche ecc. ma ultimamente con l'industria si sono moltiplicati e hanno più potere delle precedenti perchè condizionano l'occupazione e l'economia di un paese, soprattutto quando sono in una posizione monopolistica.
Per gruppo di pressione si intende quella organizzazione che preme sui pubblici poteri al fine di difendere i propri interessi o di ottenere vantaggi dall'attività legislativa e di governo.Le pressioni prediligono la strada dei contatti personali con i singoli ministri, i  capi di governo, le Commissioni parlamentari, dove i progetti di legge contrari a determinati interessi muoiono, mentre quelli desiderati vengono dati alla luce.
Uno dei metodi più seguiti ora è quello di affidare gli affari privati ad alti funzionari pronti ad uscire dallo Stato in cui occupano posti chiave, perchè conoscono bene la vita interna dell'Amministrazione, mantengono e curano poi i rapporti con i colleghi restati in servizio, sanno stabilire con sicurezza ciò che è possibile ottenere e ciò che è opportuno offrire.

Insomma é il momento -questa è la strategia di Cefis- in cui bisogna stare dall'altra parte della barricata, in cui il potere economico sta ritornando - dopo attimi di smarrimento - in mano alla grande borghesia. Prima era il grande capitalismo a chiedere protezioni e sovvenzioni ai politici, ora questi ultimi dopo aver prosciugato  fiumi di denaro pubblico, sono loro ad aver bisogno di "assistenza" dal capitalismo. I governanti non hanno più in mano i soldi, ma fanno le leggi, decidono la politica monetaria, disciplinano le importazioni e le esportazioni, promuovono le cooperazioni all'estero, restringono o allargano la liquidità. E' rimasto loro soltanto  più questo: il potere di legiferare.

E quindi ora si sta verificando un ribaltamento di ruoli che non terminerà più, si inizia ad accettare in cambio il "regalino", il "contributo" l'"elargizione" al partito, poi lo si sollecita, ed infine lo si impone fino a divenire la "tangente" una prassi consolidata, strutturata e codificata perfino contabilmente con dei coefficienti consociativi. In seguito un giudice la chiamerà "dazione ambientale", e un reo (o vittima) confesso dirà "si pagava tutti, a destra a sinistra, subito, sempre, e dovunque, in cielo, in terra e in ogni luogo".

 Queste dimissioni - si afferma nel Giornale - non sono dovute ad orgoglio di potere, ma forse il contrario, forse perché sollecitato a surrogare l'altrui impotenza e inconcludenza con le manovre della moneta e del credito. Così i governanti restano liberi di promettere tutti i sì, attribuendo alla banca centrale la colpa del no. Le dimissioni di Carli potrebbero essere motivate proprio dal proposito di togliere (!!! - Ndr) alla classe politica quell'"alibi", comodo e perenne che è il governatore: il "tutto si potrebbe fare, tutto si potrebbe dare, se egli vi consentisse".

Carli le ha minacciate queste dimissioni, poi le darà veramente (ma si capisce fin da ora), il prossimo anno, ostentando l'orgoglio della sua indipendenza, perfino brutale, in contrasto con le trame d'interessi, d'opportunità, di clientelismi nei quali volenti o nolenti, si sono trovati "intruppati" tutti gli altri maggiori esponenti del potere pubblico.

Certamente lo stesso Carli non é stato immune dalle responsabilità, almeno per certi aspetti, di quella degenerazione. Osannato e criticato, alcune sue debolezze hanno consentito il cristallizzarsi e lo stratificarsi di squilibri di dimensioni tali da sembrare ormai irrisolvibili per decenni e decenni.
In soccorso paradossalmente però é arrivata la crisi, con il debito pubblico alle stelle, e ai politici è rimasto solo più il potere, ma non la Cassa.

(Così Carli si prepara ad uscire. Ma lo ritroveremo nel NOVEMBRE 1978 a scagliarsi prima -da dentro la Confindustria- contro lo Stato assistenziale (che con il suo concorso lui stesso ha creato) , poi il 23 luglio del 1989 lo ritroveremo nuovamente ministro del Tesoro dentro lo Stato).

Nel 1970 le erogazioni alle aziende erano state di 6.000 miliardi, e quando uscirà Carli il prossimo anno, supereranno i 17.000 miliardi. Le erogazioni  non hanno solo svuotato le casse della spesa pubblica ma gli interessi passivi  iniziano a far aumentare il debito che non sarà estinto nemmeno dopo il 2010-2020, vale a dire fra quaranta cinquant'anni'anni. Una follia.

Il beneficio che porterà Carli con questa sua decisione, anche se la corruzione seguiterà a persistere ed allargarsi in tutti i settori del privato, sarà quello di limitare i danni dei suoi  nuovi "amici" che fra pochi mesi raggiungerà nei loro salotti.
 I politici sono ora alla mercé della "razza padrona" con le loro mani per il momento distese a palmo in su, poi individuato il nuovo Eldorado, inizieranno a stringere l'imprenditoria in un abbraccio soffocante, e infine diventati arroganti e onnipotenti
alla fine degli anni Ottanta  con quelle stesse mani saliranno fino al collo per strozzarla, commettendo però l'errore più imperdonabile, quello di sentirsi intoccabili.
Nel '92 scatterà la congiura, scoppierà tangentopoli, un polverone. Alcuni partiti storici scompariranno travolti dagli scandali. Le vergogne e certe difese con la bava alla bocca andranno sugli schermi Tv di tutte le case degli italiani, che, scuotendo la testa, giovani e vecchi si chiesero: "Ma erano proprio questi "piccoli" e ridicoli personaggi quelli che riempivano la pagine dei giornali degli anni Settanta e Ottanta?" Erano proprio questi!!
(Di Carli ne riparleremo ancora il prossimo anno e i successivi fino all'89)

 27 LUGLIO - Siamo nell'austerità, che però crea ricchezza. Un uomo che non sapeva cosa pensare, inventa un Ente che deve assicurare l'economia dei combustibili. Preparato il disegno di legge da DE MITA con una brevissima relazione e presentata all'ultimo minuto al Consiglio dei Ministri che stava approvando il bilancio 1975, la legge é "scivolata via" ed é stata approvata; cinque miliardi per finanziarla. Nulla in confronto ai 100 miliardi concessi dal Banco di Roma con la garanzia della Banca d'Italia (c'è ancora Carli!) a Sindona per il salvataggio della "sua" banca privata. (che andrà a rotoli, ma già lo si sapeva, visto che La Malfa (ministro del tesoro) pochi mesi prima si era rifiutato di concedere questa garanzia. (Sindona fallirà, e i cento miliardi li pagheranno tutti gli italiani poveri per   coprire i conti dei ricchi che hanno esportato valuta in Svizzera. Sindona (legato a Gelli, Calvi, Ambrosoli alla banca Vaticana IOR) dopo il fallimento e il mandato di cattura messo in carcere morirà avvelenato da un caffè, Calvi impiccato su un ponte del Tamigi, Ambrosoli assassinato.    Ma la lista dei suoi clienti (i 500) esportatori di valuta che hanno fatto (o hanno voluto far) fallire la banca  non verrà mai fuori. 

Nello stesso giorno l'INPS fa la richiesta di aumentare il suo organico del 30%, che corrispondono ad una decina di migliaia di dipendenti (elettori).

 28 LUGLIO - Al Consiglio nazionale del PLI l'ex partigiano EDGARDO SOGNO denuncia il pericolo di un "Prossimo colpo di Stato" da parte delle sinistre marxiste" e sostiene la necessità che il governo con le sue istituzioni debba intervenire. "I nuclei armati proletari sono soltanto uno strumento, una macchinazione messa in moto con oscuri e inquietanti obiettivi". Esagera, ma è un gioco il suo, anche questo delle parti.

FINE LUGLIO

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