Cronologia - FINO AL 2001 E...RITORNO

1978-1988
GUERRA RUSSO-AFGHANA

L'Afghanistan fu teatro nel 1973 di un colpo di stato che abbattè la monarchia. Nacque così una repubblica che prometteva di sgombrare ogni intralcio al progresso. Tuttavia il nuovo premier Mohammed Daud venne contestato dai militari modernizzatori che nel 1974 attuarono un altro colpo di stato, portando al potere nel 1979 il russo Karmal. 

Si avviava contemporaneamente la resistenza armata dei tradizionalisti islamici che poteva contare sulle asperità del territorio e sulla solidarietà delle masse rurali. Allora l'Urss decise l'intervento diretto, col risultato di moltiplicare la guerriglia ormai divenuta lotta nazionalistica contro un invasore esterno.

Tra i militari russi gli eventi con cui dovevano confrontarsi provocarono effetti psicologici devastanti e mentre si moltiplicavano gli episodi di crudeltà la resistenza afgana non appariva affatto indebolita dalla potenza tecnologica degli avversari. Dopo un nuovo cambiamento al vertice che portava al governo Najibullah (1987) ma non raggiungeva l'obiettivo della riconciliazione nazionale, Gorbaciov decise di ritirare le truppe sovietiche, alle quali quella campagna di guerra era costata 10.000 morti.

Per l'Urss, alle prese con gravi difficoltà economiche interne, era la fine di un incubo e di un flusso di risorse ben altrimenti necessarie. Gli afgani rimasti uccisi erano alcune centinaia di migliaia. 

Caduto anche il regime filo-sovietico di Najibullah (1992), iniziava uno scontro altrettanto duro tra le varie componenti islamiche che è tuttora in corso.

vedi anche IRAQ


TORNA A CRONOLOGIA    o  ALLA PAGINA PRECEDENTE