ANNO 1983 (Pagine in costruzione) MESE DI MAGGIO

Dopo gli arresti di Torino - in marzo- dei quattro amministratori socialisti, che aveva scompaginato la strategia elettorale su Torino per le prossime elezioni, Martelli aveva nei successivi giorni invitato "...i magistrati a fare il loro dovere liberamente, fino in fondo, ma di decidere in fretta, perchè c'è bisogno di chiarezza e non di polveroni. Bisogna dissipare questa nube tossica  che staziona su Torino e sui partiti". (La Stampa, 13 Marzo 1983, prima pagina).

Poi era arrivato l'altro fulmine a ciel non proprio sereno: gli arresti di Savona di altri amministratori locali (ex presidente della Regione Liguria con la sua corte socialista).
I commenti e le esternazioni dei socialisti e dello stesso Martelli li abbiamo riportati nel mese di MARZO, e furono di indignazione e perfino di sfida.

Già il 30 di marzo (dopo i fatti di Torino) era avvenuto un anomalo incontro tra i due partiti (PCI e PSI) che non si parlavano dal 1979.  Berlinguer e Craxi s'incontrano a Roma con le loro rispettive delegazioni per discutere.
Di questo incontro romano primaverile si sa solo che ci sono state delle incomprensioni reciproche, forse più accentuate quelle di Craxi (Berlinguer le definirà "rissose") che non perde tempo dopo l'incontro a fare abboccamenti con altri partiti, perchè in aprile ha deciso di ritirarsi dalla maggioranza, di creare la crisi governativa, di invocare le elezioni.

La crisi di governo (come abbiamo accennato nello scorso mese) com'era nelle previsioni di Craxi non viene sanata, Pertini ha quindi deciso proprio il 4 di questo mese di mandare gli italiani alle urne il 26-27 giugno.
Craxi può ritenersi soddisfatto, ed è molto ottimista, come lo è lo stesso De Mita che dovrebbe guidare la trasformazione della DC e anche per opporsi al dinamismo che Craxi ha impresso al PSI.
Questo però non impedisce ai due di incontrarsi per tentare di fare delle intese a spese del PCI, che invece spera ancora in un ripensamento dei socialisti.

Le future alleanze di governo (fatte a 360 gradi da Craxi) iniziano a far discutere parecchio gli articolisti dei giornali che se ne occupano, soprattutto quelli di partito. Anche perchè (dopo molte polemiche in passato - recentissima quella con Fanfani nonostante abbia l'appoggio di De Mita e Andreotti) il PSI manda segnali distensivi alla DC. Non certo alla corrente di Forlani,  che insiste verso i suoi colleghi di "non approfondire le divergenze con il Psi". Ma le sue sono "parole al vento", già si accenna in giro a una intesa di tre anni del PSI di Craxi con la DC di De Mita, che sconcerta sia i partiti della maggioranza che dell'opposizione. Si parla infatti di tanta "ambiguità" di "giochi meschini" e di "tragica farsa".
 
Infatti Berlinguer il 18 giugno prossimo, a pochi giorni dal voto, sembra quasi rassegnato all'isolamento cui lo ha posto il netto rifiuto socialista della ipotesi dell'alternativa. Infatti così commenta le alleanze craxiane su Il Mattino (di sabato 18 giugno in un articolo di Antonio de Feo in prima pagina):
"Siamo ben lieti e ci facciamo vanto di essere fuori dal gioco meschino e rissoso nel quale continuano ad esercitarsi i partiti governativi, è però necessario dare un voto che blocchi questa tragica farsa e fermi il disegno di restaurazione che ne è all'origine".

Ma sia Craxi che De Mita, non ci badano, sono ottimisti. Nessun ripensamento dentro la DC di De Mita, che però pagherà salata  la sua scelta.

TORNA A INIZIO ANNO

 ALLA PAGINA PRECEDENTE