ANNO 1987 (Pagine in costruzione) MESE DI AGOSTO

1 AGOSTO - Goria va al Senato  per la fiducia puntando ai voti della "maggioranza programmatica" proprio il giorno dopo la catastrofe in Valtellina, che in apertura lui quasi nemmeno accenna; e a chi gli ricorda che Zamberletti ministro uscente ma ancora in carica della protezione civile ora impegnato in Lombardia non figura nella compagine governativa, Goria non fa un felice esordio rispondendo: "guardiamo ai fatti e non alle persone".

Alla presentazione del suo prolisso programma, poi ancora alla replica degli interventi, Goria non affronta i grandi problemi: sulla politica energetica (sul tappeto dopo il no sul nucleare); sulla politica estera pur essendoci il Golfo che scotta; lui è ambiguo e nella replica ignora ogni cosa ; Perfino i grandi problemi sociali e del lavoro con la novità Cobas ormai nelle strade, non li accenna nemmeno. Si lancia solo su chilometriche e vaghe dichiarazioni programmatiche. Come se lui e il suo governo dovessoro campare cento anni.

Insomma gli appuntamenti importanti e inquietanti qualcuno glieli ricorda, ma per contro Goria si è lasciato scappare una frase molto significativa: "Certo se si verificherà l'impossibilità di ricostruire le ragioni dell'alleanza tra i partiti che negli ultimi anni hanno dato vita a un programma governativo, si evocheranno assetti diversi nella guida politica".
E' un'evidente allusione alla possibilità che al PCI  vengano aperte le porte del governo, magari in una formazione "costituente" che includa tutto il redivivo "arco costituzionale".

Ma non sembra che ci sia tanto "arco costituzionale" disponibile. Alla fiducia, prima ancora che si procedesse all'appello nominale dei senatori, si sono registrate  ben quindici dichiarazioni di voto. Un segnale evidente del grado allarmante di frammentazione cui è arrivato il sistema partitico italiano. Ognuno come un bigotto guarda alla sua "parrocchia"

Tuttavia il 1° agosto al Senato il governo Goria ottiene la fiducia con 184 sì e 122 no,  il 5 la ottiene alla Camera con 371 sì e 237 no.

Il Giornale (del 2 agosto in prima pagina) così titola e commenta:
"Pan per focaccia" - Sarà un caso. Ma la mozione di fiducia è assolutamente identica a quella votata dalla stessa assemblea di palazzo Madama il 6 agosto dell'anno scorso. Sicchè non è arbitrario pensare che i socialisti - pur così prodighi di buone parole nei confronti del governo Goria - abbiano inteso adesso restituire pan per focaccia alla Dc".
"Non occorre inforcare le lenti del giurista  per afferrare due avvenimenti contenuti nella mozione.

"Primo: visto che un qualsiasi governo è meglio  del non governo, il Senato accorda con questo spirito la fiducia al ministero.

"Secondo: dato che i punti programmatici contenuti  nelle dichiarazioni di Goria sono infiniti, si son detti, badiamo al sodo e accontentiamoci di realizzare  quelle parti che appaiono più urgenti.
Cos'era accaduto quel 6 agosto di un anno fa,  l'anno della pattuita staffetta? Quando Craxi era riuscito a varare il suo secondo ministero presentando un programma faraonico con chilometriche dichiarazioni programmatiche?
C'era qualcosa in mezzo a tante parole che alla DC non andava giù. Il partito di maggioranza relativa, che ormai da tempo vedeva Palazzo Chigi col cannocchiale, temeva che il leader volesse durare all'infinito. Pose un alt, anche se diede la fiducia, ma con una messa ai voti di una mozione di Nicola Mancino del seguente tenore: "Il Senato considerati i problemi prioritari della vita civile e dello sviluppo del Paese, udite le dichiarazioni politiche del Governo ed esaminato il suo programma, approva le dichiarazioni stesse e passa all'ordine del giorno". Craxi prese la fiducia.

"Ma che cos'è la mozione di fiducia? Non è altro che una sorta di carta bollata la quale certifica lo stato di malferma salute di una maggioranza in divenire; pezzi di carta da stracciare quando fa comodo. Come i trattati di Bismark: chiffon de papier". 

I fatti daranno ragione a questo commentatore del Giornale.


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