ANNO 1987 (Pagine in costruzione) MESE DI OTTOBRE

Tutto il mese di ottobre, il nuovo Governo Goria, oltre alla emergenza militare che seguita e tenere il fiato sospeso il Paese  per i pericoli che corrono le navi con i marinai italiani inviati in M. Oriente, è impegnato con i ministri economici a discutere per varare la finanziaria per il 1998.

 Iniziano per il governo di Goria i primi scogli della sua navigazione a vista. In 227 giorni di governo il presidente del Consiglio darà tre volte le dimissioni, fino a quelle definitive del prossimo 10 marzo.

In un clima di discussioni animate dunque si affronta la finanziaria, con il ministro Emilio Colombo al dicastero del Bilancio e alla programmazione economica, Giuliano Amato al Tesoro e vice pres. del consiglio, Adolfo Battaglia ministro del Commercio, Salvatore Formica ministro Lavoro e previdenza sociale, Calogero Mannino ministro dei Trasporti. 

Nelle discussioni i Liberali sono insoddisfatti e quando la finanziaria va in parlamento il 10 novembre  per l'approvazione, minacciano di ritirarsi dal governo. Si tenta di scongiurare una ulteriore crisi, ma i liberali insistono e alla fine il presidente del consiglio Goria il 14 novembre è costretto a rassegnare le dimissioni.

 Cossiga gli affida nuovamente l'incarico il 17 novembre, mentre fuori, nello stesso giorno, nelle vie di Roma sfilano 200.000 pensionati proprio contro la prospettata finanziaria del governo, che invece di fare "programmi di sviuppo" è ricorso al solito espediente, a quello dei tagli. 
 Goria dopo altri quattro giorni di consultazioni, con lo stesso governo si ripresenta al voto di fiducia, che finalmente il 21 novembre ottiene. Ma la finanziaria non passa. Bisognerà attendere febbraio.

Era appena rientrata la protesta dei pensionati, e subito dopo, il 28,  inizia quella dei Cobas che bloccano le ferrovie italiane provocando un caos nel Paese. I Comitati di base, sono una nuova realtà della "protesta", ma sono snobbati, il ministro dei trasporti Mannino non riceve nemmeno una loro delegazione; e la protesta aumenta! Politici e governi sempre meno credibili e sempre di più assenti. Tutto un anno intero invece presenti per non farsi portare via o per volere ad ogni costo (e che costo!) la poltrona. 

Tutto il percorso di questa sofferta manovra economica non sarà facile; Goria trova un altro scoglio e darà nuovamente le dimissioni il 10 febbraio; ritornerà alla Camera il 19 febbraio per farla finalmente approvare questa "maledetta" finanziaria; ma l'11 marzo è costretto nuovamente a dimettersi per un battibecco (una sconfessione del suo gabinetto) con chi? con i socialisti !

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