ANNO 1988 (Pagine in costruzione) MESE DI DICEMBRE

9 DICEMBRE - Ci si mette anche Montanelli contro De Mita (non basta Craxi). Scoppia la polemica quando su Il Giornale nuovo esce un inchiesta sul sistema di come sono stati ottenuti e spesi i fondi destinati ai terremotati dell'Irpinia (De Mita è appunto dell'Irpinia, di Avellino).
De Mita, che è Presidente del consiglio, definisce "prezzolati" i redattori del Giornale.  Montanelli risponde per le rime al capo del governo. Da questo momento tra i due contendenti sarà guerra senza tregua. 

12 DICEMBRE - Sugli attacchi a De Mita, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Angelo Sanza, sostiene che dietro queste sortite c'è la mano di Licio Gelli. 
Dopo le dichiarazione relative al complotto contro De Mita smentite dallo stesso presidente del Consiglio, Angelo Sanza si dimette. Dello scandalo dell'Irpinia non se ne parlerà più. De Mita verrà attaccato su altri fronti.

23 DICEMBRE - Clima natalizio e quindi di buonismo a Roma con il Governo italiano e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP). Ricevuto a Roma da De Mita e Andreotti il leader palestinese Arafat.  Anche il Papa lo ha ricevuto in udienza.
E' stata riconosciuta dalla diplomazia internazionale il riconoscimento all'esistenza dello Stato di Israele, anche se la costituzione di quello Palestinese continua ad essere in esilio.

31 DICEMBRE - Meno natalizio il clima dentro la DC. Si parla già del prossimo congresso con al centro dell'attenzione Lui! il "Console"  DE MITA, con la probabile "sua testa" nel cesto.
Il Parlamento interno della DC (fin dal 9 novembre, articolo sul Corriere della Sera) ha approvato la sua relazione (De Mita oltre che premier è anche Segretario della Dc), ma nessuno può dire con certezza chi sarà il segretario dopo il Congresso. Le armi si stanno affilando dentro la corrente dorotea, con un "loro uomo". Questo è il clima. Devono solo "rompere gli indugi".
Gava scantona: "Siccome non intendo contribuire (quindi sa!) a tagliare la testa a nessuno, nomi non ne faccio"... "Il "grande centro" punta a essere  il perno di ogni alleanza".
Solo La Malfa va dichiarando in giro che  il doppio incarico di segretario-presidente è un elemento di stabilità nel governo.
Capirà meglio La Malfa quando a febbraio, prima del Congresso, la Dc va considerando (15 febbraio, articolo intervista, su l'Unità) "che (forse !?) toglierà la segreteria a De Mita, e che a quel punto un vertice potrebbe far sfociare  un rimpasto di governo o persino una crisi al buio".

Insomma per De Mita non è un bel regalo di fine anno il "taglio di testa", anche se Gava (dice lui ) non vuol contribuire a salire sulla "ghigliottina". (Ma lo ritroveremo nel nuovo Governo nuovamente ministro degli Interni).

De Mita a fine anno, fa un discorso natalizio pieno di amarezze; dice qualcosa, ma vorrebbe dire qualcosa di più, ma poi si ferma "....non voglio guastare il Natale a nessuno" e chiude.

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