ANNO 1989 (Pagine in costruzione) MESE DI NOVEMBRE

(approfondimento in costruzione)

 

FALLIMENTO DELL' ESPERIMENTO COMUNISMO DURATO CIRCA 72 ANNI.
(O FORSE E STATA SOLO L'INCAPACITA' DEGLI UOMINI CHE HANNO GESTITO PERSONALMENTE CON UNA FORMULA TOTALITARIA IL PROGETTO "SOCIALISTA". (UNA "PAROLA" CHE  ERA SOLO NEL LOGO DELL'URSS)

 - Il 9 NOVEMBRE con la caduta del MURO DI BERLINO, cade anche il simbolo che divide in due la ex capitale tedesca; finisce l'odioso isolamento tra Est ed Ovest. (vedi a inizio anno il link dedicato)

Tra l'11 novembre e il 18, si riversano in occidente cinque milioni di persone, che provocano in tutta l'Unione Sovietica una esplosione di manifestazioni nazionaliste e indipendentiste di alcuni Stati che nell'Unione erano stati da sempre forti con le loro economie locali.
Insomma alcuni popoli che hanno risorse e benessere, com'è sempre accaduto nel mondo, appena si sciolgono da un grande impero, reame, confederazione, repubblica, non vogliono dividere tale prosperità regalata dalla natura nè quella da loro stessi realizzata, ad altri popoli vicini. 
Affermavano gli utopisti che questo avveniva solo in occidente, che ormai questo mondo capitalista era incamminato verso la disfatta e il suicidio. Ma appena è crollato il "muro", dai latenti desideri delle popolazioni del mondo comunista é venuto lo stesso segnale, il cinismo, l'opportunismo, l'individualismo  e una forte e irrompente spinta verso quella politica che ha come suo faro tracciante il mercato liberista, da non confondere con il liberalismo.
Non sono bastate quasi tre generazione per inculcare il collettivismo e nemmeno il realsocialismo che in occidente è solo camuffato, come in Romagna dove è puro real-liberismo. Non avrebbero altrimenti creato i "rossi" la Costa Romagnola con 6000 alberghi e 10.000 piccole industrie. Negli alberghi non c'è scritto "casa del popolo" ma "qui è casa mia".

Ma se le rivolte all'Est sono fallite e non hanno risolto e cancellato la fame, la miseria, la criminalità, la disoccupazione, e tante ingiustizie sociali, il liberismo non è che le ha risolte; c'è una piccolissima parte della società occidentale che vuol far credere alla maggior parte della stessa società, che solo il denaro del libero mercato può servire a risolvere i problemi di tanti uomini.  Peccato che questo denaro del grande profitto del libero mercato che è ormai fatto solo di grandi monopoli, non viene affatto ridistribuito alla maggior parte della società fatta di tanti uomini. Solo un piccolo numero può disporre di grandi capitali, e che spesso molti di essi spendono con cafonaggine, spesso causando perfino indignazione e offese all'etica umana.
Nessuno quando spreca miliardi in capricci con tanta arroganza può sentirsi altezzosamente ricco se solo un suo simile al suo paese vive nell'indigenza. Non sempre si è signori quando si è ricchi, ma si è ricchi quando si è signori; con o senza grandi capitali.

12-NOVEMBRE sulla scia degli spettacolari eventi, ACHILLE OCCHETTO nuovo segretario da appena un anno dentro il PC italiano, davanti alla crisi d'immagine di tutto il comunismo europeo, ritiene opportuno convocare un congresso straordinario per dar vita a un nuovo partito, ma quello che vuol fare è cambiare nome al partito (prenderà poi il nome PDS).
Forti le polemiche tra i comunisti italiani, dove i filosovietici di COSSUTTA e molti altri (quasi un terzo) non demordono e prendono le distanze dal progetto del segretario che aveva già proposto un rinnovamento in febbraio, "radicale" ma non fino al punto di vergognarsi di usare il nome comunista.
Rinnovamento andava bene (la proposta fu quasi plebiscitaria) ma doveva scaturire il nuovo da idee autonome, non guardando in casa d'altri.

Più che rinnegare la sua proposta, i contestatari non intendono andare con lui sulla sponda del grande fiume partitocratico per chiedere a Craxi il permesso di traghettare nella sua compagine. Che è un po' quello che sta facendo Occhetto fin da quando a Pizzinato (segretario della Cgil) lo invitò a farsi da parte per far posto a un socialista. Ma più che "socialista",  l'idea era quella di mettere un craxista: uno di quel gruppo che in questo periodo è di idee molto diverse. Anche se "il socialismo -scriveva Bobbio-  non è una cosa determinata come un orologio, ma un sistema complesso di idee..."

 Craxi sta già pensando al presidenzialismo (come abbiamo letto nelle precedenti pagine dell'88, Alberto Cavallari lo aveva già velatamente accennato lo scorso anno, in "Aspettando l'Impero"; ma ce lo dirà in modo più chiaro Cossiga il prossimo anno con le sue "picconate")
 Era una seduzione quella di Craxi che dava l'illusione a Occhetto di poter entrare a far parte del Direttorio e magari anche come Console; quando Craxi ad esempio minacciava la Dc di guardare ad altre alternative. E altre alternative in Italia non c'erano; l'unica possibile era andare con i comunisti. Cosa che Craxi seriamente non prese mai in considerazione. Gli serviva solo per alzare il prezzo nell'alleanza. (Non dimentichiamo il famoso "preambolo" dell'80 con la Dc; quando lasciò Berlinguer con un palmo di naso). 

 Occhetto al congresso straordinario (chiamiamolo d'emergenza) fa dodici giorni di discussioni roventi dentro il Comitato centrale, che alla fine pur approvando con il 67,7% la proposta di Occhetto, l'altro 32,3% chiede la convocazione straordinaria di un altro congresso. 
La spaccatura è già evidente. E non la sanerà più, si sta avviando verso il punitivo baratro del 16 per cento fin da ora.

Purtroppo Occhetto "cascò" dentro in un anno, in questo 1989, dove le cose erano più grandi di lui, dove nel mondo comunista accadde di tutto, in maniera precipitosa, e in quello dell'Est nemmeno tanto traumatico, pur essendoci in atto una trasformazione epocale.
In Italia anche i grande padri storici, da Gramsci in poi, nessuno, ma proprio nessuno avrebbe avuto nella stessa situazione, le idee chiare. E a complicargli a Occhetto le cose in Italia ora c'era anche Craxi.



NOTIZIE DAI TITOLI DEI GIORNALI O TV
INTERNAZIONALI e SPORTIVI

FATTI INTERNAZIONALE
1 novembre - Nicaragua: il governo sospende il "cessate-il-fuoco", per ottenere la smobilitazione dei ''contras'', secondo gli accordi del 7 agosto.
5 novembre - Grecia: le seconde elezioni in cinque mesi si concludono in una nuova impasse; il 21 il partito socialista, il conservatore e il comunista si accordano per un governo di coalizione guidato da XENOPHON ZOLOTAS, vecchio governatore della banca centrale.
5 novembre - Libano: i deputati eleggono presidente della repubblica il maronita RENE' MOAWAD, ma il gen. M. AOUN giudica ''incostituzionale'' l'elezione. il 22, in un attentato, Moawad é ucciso; il 24, al suo posto, é eletto il maronita ELIAS HRAOUI; il 25 il sunnita SELIM HOSS presenta un governo di unità nazionale.
5 novembre - Israele: il governo accetta con delle riserve il piano BAKER per i territori occupati.
7 novembre - Germania Est: dopo imponenti manifestazioni che chiedono riforme, si dimette il governo; l'8 é incaricato di formarne uno nuovo HANS MODROW, riformista. Il 9 le autorità aprono le frontiere con la Germania ovest e il muro di Berlino; durante il week-end (11-12) 2 milioni di tedesco-orientali visitano Berlino ovest, e rientrano quasi tutti.
7 novembre - Stati Uniti: per la prima volta un sindaco nero a New York, é DAVID DINKINS, democratico.
7-11 novembre - Namibia: alle elezioni costituzionali la Swapo ottiene 41 seggi su 72, la moderata Dta 21.
8 novembre - Giordania: alle prime elezioni legislative da 22 anni, gli islamici ottengono 31 degli 80 seggi alla camera.
9 novembre - Cina: DENG XIAOPING si dimette dall'ultima carica che deteneva, presidente della commissione militare del Pcc.
10 novembre - Bulgaria: il Capo di Stato e segretario del Pc TODOR ZHIVKO (78 anni) si dimette da entrambe le cariche. Lo sostituisce PETAR MLADENOV, già ministro degli esteri, che avvia una ''ristrutturazione'' che mette in causa il comunismo.
11 novembre - Salvador: i guerriglieri del FARABUNDO MARTI lanciano un'offensiva generale, a cui risponde l'esercito bombardando i quartieri civili dove si asserraglia la guerriglia; i morti sono quasi 2.000. il 16 gli squadroni della morte uccidono sei gesuiti dell'università cattolica.
15 novembre - BRASILE: primo turno delle elezioni presidenziali; accedono al secondo FERNANDO COLLOR, conservatore, e LUIZ IGNACIO DA SILVA ''lula'', del partito dei lavoratori.
15 novembre - Ungheria: il governo chiede di entrare nel consiglio d'Europa.
18 novembre - Parigi: un vertice straordinario della CEE decide di sostenere economicamente le riforme dell'Est, dando vita a una banca europea per lo sviluppo.
20 novembre - Cecoslovacchia. -  TRIONFO di DUBCEK: 200 mila persone in piazza San Venceslao chiedono riforme: le opposizioni formano il 'forum civico''. Il 24, dopo una imponente manifestazione guidata da ALEXANDER DUBCEK, il segretario del Pc, MILOS JAKES, si dimette insieme al Politburo; lo sostituisce KAREL URBANEK, riformista. Dopo altre manifestazioni il parlamento abolisce il ruolo guida del partito comunista. La piazza rivive l'atmosfera della ''Primavera di Praga'' ( 1969 - vedi nella parte finale, poi ritorna qui con il back)  riservando un'accoglienza entusiastica ad Alexander Dubcek, di ritorno sulla scena politica.
20-28 novembre - Etiopia: 2/a tornata di colloqui, a Nairobi, tra governo e guerriglieri eritrei; é raggiunto un accordo per dar via nel 1990 a negoziati di pace.
22-26 novembre - India: alle elezioni legislative il partito del congresso di RAJIV GANDHI perde 29 seggi. l' 1 dicembre é nominato primo ministro V.P. SINGH, del fronte nazionale.
24 novembre - Romania: il congresso del Pc rielegge segretario generale NICOLAE CEAUSESCU.
26 novembre - Honduras: RAFAEL CALLEJAS, conservatore, vince le elezioni presidenziali.
26 novembre - Uruguay: LUIS LACALLE, del Partito Blanco, é eletto Presidente della Repubblica.
27 novembre - Colombia: i narcotrafficanti organizzano un attentato contro un Boeing 727: muoiono 107 persone.
28 novembre - Germania Ovest: il Bundestag approva un piano
del cancelliere HELMUT KOHL "la riunificazione tedesca".
30 novembre - Germania Ovest: a Francoforte i terroristi della Raf uccidono il presidente della Deutsche Bank, ALFRED HERRHAUSEN.
30 novembre - Filippine: militari ribelli tentano un colpo di stato, represso dopo 6 giorni; é il sesto contro CORY AQUINO.

FATTI SPORTIVI (in costruzione)

FINE NOVEMBRE

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