ANNO 1991 (Pagine in costruzione) MESE DI MARZO

(vedi anche 1990 - dicembre -Caso Gladio)

Sono le tre frasi pronunciate dal capo dello Stato,
FRANCESCO COSSIGA ( qui Biografia e fatti)
...sabato 23 marzo alla Fiera di Roma, davanti ai microfoni e alle telecamere. Rappresentano uno sconcertante documento, di eccezionale gravità, un atto d'accusa, una denuncia contro il sistema politico e istituzionale. Tre frasi per dare l'allarme, sollecitando a più riprese la Grande Riforma e la Seconda Repubblica, che la maggior parte dell'opinione pubblica vuole. Gente che condivide nella sostanza, l'ispirazione e l'obiettivo di Cossiga, che proprio per questo appoggio popolare viene accusato di fare del qualunquismo e di ricercare il consenso emotivo.

Per i politici sono "picconate" disfattiste, che delegittimano il parlamento e la magistratura; ma per la gente che si muove nel quotidiano, dentro non una società "civile" ma nella inestricabile "foresta delle lobby", sono "picconate" che stanno minando alla base molte certezze sull'operato di alcuni nomi eccellenti, che si ritenevano fino ad oggi intoccabili, o unti dal signore, pur avendo pochi meriti, e alcuni  proprio nessuno.

Il degrado della vita pubblica, prodotto dalla partitocrazia, l'instabilità governativa, la precarietà delle maggioranze parlamentari che dal dopoguerra sono state sempre DC oppure tenute assieme con blandi alleati di comodo, ieri, e tracotanti e gonfi di prepotenza e arroganza oggi, è ormai una realtà davanti a tutti. E sta generando un profondo malessere anche e soprattutto nella grande imprenditoria.

Insieme, molti, moltissimi, hanno trasformato l'Italia in terra di conquista dove più nessuno è libero di muovere un passo se prima non si è piegato con tanti inchini se è un debole, e a tanti ricatti se è un forte. Tutto questo é già da tempo sotto gli occhi di tutti. Ma tutti tacciono.

Che ora a sostenere queste tesi sia il presidente della Repubblica in persona, massimo custode delle istituzioni (che non è un tipo "alla Pertini")  é quantomeno singolare, improprio e inusitato. Tanto più che lui (gli si ricorda) ha fatto parte integrante fino a ieri di quella partitocrazia di cui lamenta i tanti guasti. Dunque, l'accusa del presidente Cossiga corrisponde in larga misura a una vera autodenuncia e a una vera autoaccusa, che l'Italia non ha mai visto e conosciuto in quasi cinquant'anni. Cossiga insiste e vuole addirittura dimettersi;  chiede addirittura di essere processato.

Si sta togliendo i "sassolini dalla scarpa", anche a costo di alienarsi le simpatie di vaste aree (ma lo dicono i sondaggi però, non la gente comune e i cittadini senza potere), o di essere attaccato da più parti da vecchi amici del suo stesso partito e da quel  "....nuovo "amico" che ha le voglie di "raddrizzare l'Italia" con il qualunquismo, con il "Rimedio incorporato", ma non prima però di aver "creato la sua casta con il diritto di fare strame di tutto e di tutti, di degradare la politica in affarismo, di arricchirsi con le tangenti, di spartirsi il bottino, di cuccarsi gli incarichi più lucrosi, di occupare gli enti pubblici e taglieggiare le aziende private, e persino di mandare in Parlamento non soltanto i propri cavalli, come si limitava a fare Caligola, ma anche i propri asini,  gli sciacalli e le jene..."  e aggiunge "... che sta organizzando la beffa. Anzi quello che vuole mettere in scena è un dramma. E a noi forse ci aspetta la tragedia. Dovremo forse fra poco dire, o saremo costretti a dire soltanto di si,. Si, si, si, sissignore signor presidente della Repubblica Presidenzialista. Una tragedia che, tuttavia, non ci troverà né atterriti né silenziosi".
 (Frasi che riportava Giampaolo Pansa, proprio all'interno del settimanale sopra del 7 aprile, a pag 21, con il titolo Il "burattinaio")

PANSA ha anticipato uno scenario, perché gli attacchi a COSSIGA (alcuni furiosi, dove qualcuno propone perfino di farlo ricoverare in una casa di cura) dopo che è esploso il Caso Gladio (che Cossiga ne ha difeso -da impavido- la piena legittimità) vengono proprio dai ministri socialisti e dallo stesso CRAXI, quando si è sfiorata la crisi istituzionale con Cossiga sul punto di "autosospendersi" dopo che il governo aveva preso la decisione di nominare cinque saggi con il compito di giudicare sulla legittimità di Gladio, che dal presidente é stata interpretata come un atto di sfiducia nei suoi confronti. Il decreto di autosospensione era già pronto, poi in aiuto di Cossiga é corso Andreotti , ma i ministri socialisti hanno posto la loro riserva, e CRAXI ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di difendere "l'infallibilità" di COSSIGA. (che non la manda proprio giù, detto da "quello" - prima o poi si vendicherà).

Siamo dunque all'inizio dei grandi scontri: e tutti hanno nel loro cassetto qualcosa, ma Cossiga ha più degli altri. E' dal 1948 che è al vertice di una specie di "Gladio" (anche se i primi studi di questa organizzazione risalgono al 1951 e l'accordo segreto tra Sifar e Cia fu stilato il 26 novembre del 1956). "Segni il mio predecessore nel '48 mi ha mandato a prendere le armi..." (lo dichiara a Chicago, vedi Corriere del 13 gennaio 1992) "....in previsione di un possibile tentativo comunista di golpe nel 1948 dopo l'attentato a Togliatti o come risposta alla vittoria elettorale della DC. Giustificato perché a quel tempo i comunisti disponevano più armi loro che l'intero esercito italiano". 
Ma non è tutto, Cossiga chiama in causa anche un "gran laico" come firmatario dell'atto costituivo della Stay behind (questo era il vero nome della Gladio) : una trasparente allusione a GIOVANNI SPADOLINI. Repliche e smentite dai parenti dei due chiamati in causa, ma nessun stupore manifestano padre BAGET BOZZO e PISANO che prima di gioire accanto a Craxi (in seguito con Berlusconi) "militavano" in quella DC "organizzata" non solo evangelicamente.

Occhetto invece si limita a chiedere chiarimenti. Ma che agisse una struttura parallela armata del PCI a quel tempo, se ne ebbero poi concreti indizi, nemmeno più dubitabili oggi. Che vi fosse un altrettanto struttura parallela armata anche dentro la DC (perfino all'insaputa dei vertici democristiani) anche questo è ormai assodato. (Ma che qualcuno possa in questo quarantennio, immaginare che dentro la DC ci fossero dei "traditori" reclutati e pagati dal KGB, questo nessuno osa nemmeno   immaginarlo. Ma il "muro" si è rotto, e da quel varco qualcosa sta ora passando, scottante, e sono raffiche di Mitrokinaglia (un giorno si capirà cosa vogliamo dire); e Cossiga che di spioni é da una vita che se ne occupa (dell' est e dell' ovest, e anche "dentro" la stessa penisola), sa molto, moltissimo. Qualcosa dirà nel prossimo gennaio (vedi). Ma pochi prestarono attenzione alle sue parole.

Insomma a stracciarsi le vesti dopo le rivelazioni di Cossiga sono stati in tanti, ma tutti hanno recitato la loro parte con tanta ipocrisia o con poca realistica visione dei fatti di allora, nonostante che da alcune settimane il mondo occidentale sia stato spettatore del totale fallimento e dello sfascio di quella ideologia che voleva prendere il potere in quei lontani anni, molto critici.
Rivelazioni senza reticenze quelle di Cossiga, con un motivo di soddisfazione per il fatto che per 45 anni tutti i componenti hanno mantenuto il segreto su Gladio e sui 139 nascondigli di "materiali" di pronto intervento in caso di occupazione "rossa".

Il pericolo non erano i "rossi" dell'Est. Il comandante di un reparto speciale della Nato così si esprimeva a chi scrive che ne faceva parte: "Il pericolo è che il giorno dopo gli italiani diventino all'improvviso tutti comunisti (compresi gli industriali, i cattolici, i borghesi, i militari). Abbiamo già visto un "8 Settembre". E chi ne ha fatto uno è capace di farne un altro".

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(approfondimento in costruzione)

 

FATTI SPORTIVI
3 - Un giovane tennista italiano OMAR CAMPORESE batte in finale a Rotterdam Ivan Lendl numero tre del mondo
10 - AYTON SENNA, campione del mondo in carica, domina il Gran Premio degli Usa.
23 - Alla Milano-San Remo, la classica gara é vinta per distacco da  CLAUDIO CAPPUCCI, 26 anni .

FINE MARZO

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