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"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA"

ANNO 1059

*** L'AVVENTO DI PAPA NICCOLO' II
*** COSTANTINO AFRICANO ALLA SCUOLA DI SALERNO
*** BISANZIO: SUL TRONO COSTANTINO DUCAS
*** UN ARABO A MONTECASSINO POI A SALERNO


*** UNA SVOLTA DENTRO LA CHIESA - Avviene la consacrazione di NICCOLO II, il vescovo di Firenze acclamato papa lo scorso anno alla morte di Stefano IX, mentre a Roma veniva eletto dalla nobiltà romana Benedetto X.
La comparsa di Niccolò sulla scena è come un ciclone sull'intera Europa, nella politica e nelle questioni religiose.

NICCOLO' II é consacrato papa a Roma il 24 GENNAIO per volere di GOFFREDO DI LORENA, neo marito di BEATRICE di CANOSSA che non ha indugiato a marciare su Roma per far rispettare questa scelta a lui gradita.

Nicolò approfitta dell'occasione. In APRILE riunendo i cardinali convoca un concilio in Laterano. Viene stabilito che l'elezione del papa deve essere fatta solo da un collegio di cardinali e che nessuno pontefice può essere eletto da un laico nè tantomeno un non religioso può affidare il governo di una chiesa.
(cade quindi il previlegium othonis dell'anno 962).
Questa volta l'autorità della Chiesa sará per sempre osservata, nonostante le sollevazioni di alcuni monarchi.

NICOLO II non si ferma quì. Interviene nella politica del territorio iniziando dall'Italia. Primo passo è quello di riconoscere come Duca di Puglia ROBERTO il GUISCARDO e RICCARDO di AVERSA come principe di Capua. Non lo fa di certo solo per magnanimità. Oltre che ottenere il loro giuramento di fedelta' alla Chiesa di Roma chiede a loro un tributo annuo, e molto probabilmente stipula dei patti sul piano politico, in attesa di altri sviluppi che sta progettando.

Infatti, oltre a questo riconoscimento, c'è un altro ambizioso progetto molto caro a Niccolò II. Cautelatisi con l'alleanza di questi normanni meridionali, promuove ora un movimento riformatore a largo raggio mirante a emanciparsi completamente (utilizzando i normanni) dalla tutela imperiale. Questo progetto é favorito non solo dall'anarchia feudale che in Germania sta sempre di piu' indebolendo il potere imperiale, ma é anche appoggiato dagli ordini monastici sparsi in tutto il territorio germanico, che hanno ricevuto direttive ben precise da NICCOLO II.

Si preannuncia cioe' il grande scontro fra Papato e Impero, per il primato spirituale e politico sulla cristianita' occidentale.

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chi era NICCOLO' II

NICCOLO' II, Gerardo, della Borgogna (1059-1061)
(con BENEDETTO IX antipapa)

Al secolo Gerardo di Borgogna, nato a Chevron , nella Savoia attorno i primi anni del 980 e vescovo di Firenze, Nicolo II fu consacrato in San Pietro il 24 gennaio 1059 dopo una vacanza del seggio pontificio di dieci mesi a causa delle ormai connaturate divisioni interne alla Chiesa stessa.

Infatti, alla morte di Stefano IX la nobiltà romana tentò il colpo di mano eleggendo pontefice Giovanni vescovo di Velletri che si insediò con il nome di Benedetto X grazie anche alla sortita dell’ esercito capitanato da Gregorio di Tuscolo, fratello di Benedetto IX il quale, il 5 aprile 1058 entrò in Roma.

L’elezione fu immediatamente condannata da tutti i padri riformatori da Pier Damiani a Ildebrando di Sona e per modificare la situazione, si riunirono in concilio a Siena il 18 aprile, con l’appoggio di Goffredo di Toscana e Lorena. Dal concilio uscì appunto la scelta di Gerardo di Borgogna.

Nel frattempo, Ildebrando di Soana che si già trovava in Germania mando una sua delegazione presso l’imperatrice reggente Agnese, ad Augusta, per convincerla ad abbracciare la causa riformista. L’imperatrice accondiscese ed ordinò al duca di Toscana di scortare a Roma il neo eletto pontefice.

In un nuovo concilio di Sutri Benedetto X fu scomunicato e dichiarato deposto ma le cose furono tutt’altro che semplici perché tutti sapevano che ogni tipo di forzatura da una parte o dall’altra sarebbe costata un bagno di sangue. L’escamotage fu come sempre trovato da Ildebrando di Soana il quale nel frattempo era rientrato ad Ostia: contattato il ricchissimo Leone Baruch, parente per parte materna e figlio di un ebreo convertito, riuscì a far circolare notevoli quantità di denaro tanto da non far presa solo sul popolo ma anche presso la nobiltà e tanto da riuscir a provocare una sommossa popolare costringendo Benedetto X alla fuga

Ai primi di aprile del 1059, Nicolò II tenne il suo primo concilio in Laterano, con la presenza di oltre 100 vescovi che si concluse con la bolla papale <<In Nomine Domini>> ( Nel Nome del Signore) del 13 aprile 1059 la quale oltre ad esprimere nuovamente la condanna e la scomunica di Benedetto X, la condanna della simonia e la proibizione del concubinato clericale sancì in modo inequivocabile che il compito dell’ elezione papale spettava solamente ai vescovi cardinali, cardinali non vescovi, clero nobiltà e popolo potevano solamente dare il loro consenso. Inoltre il decreto stabilì che l’ elezione potesse avvenire anche fuori Roma se i cardinali vescovi lo avessero ritenuto opportuno, che il papa poteva anche non essere nativo di Roma pur in considerazione dei degni e capaci che in Roma avessero avuto i loro natali. All’imperatore fu riconosciuto il diritto di essere considerato degno di considerazione e rispetto.

Inutile dire che quanto stabilito dal pontefice provocò il finimondo ma anche su questo i padri riformisti furono pronti. Nicolò II si recò presso i feudi normanni e nell’agosto 1059 tenne un ulteriore concilio a Melfi, al quale furono invitati Roberto il Guiscardo e Riccardo di Aversa, ad essi furono riconosciute tutte le terre conquistate e ancora da conquistare con l’esclusione di Benevento. A Roberto fu conferito il titolo di duca signore di Puglia e Calabria, a Riccardo il titolo di principe di Capua e la conferma dei suoi già vasti possedimenti.

Davanti a tanta prodigiosità i normanni si sentirono in dovere di dichiararsi vassalli del pontefice e pronti a mettere a disposizione i propri eserciti per il bene della Chiesa, e a riprova accompagnarono a Roma Nicolò II allo scopo di porre fine alle velleità di quella nobiltà che ancora riconosceva Benedetto X, il quale fu stanato dal castello di Galeria dove si era asserragliato ed imprigionato nella chiesa di Sant’ Agnese.

Nel Nord Italia successe invece che il popolo si coalizzò in una sorta di movimento definito “Pataria” che si prefiggeva lo scopo di combattere il concubinato dei preti e che arrivò talvolta a veri e propri tumulti con relativi saccheggi. A dirimere la questione arrivarono, nel 1060 Pier Damiani ed il vescovo di Lucca i quali, non senza notevoli sforzi costrinsero Guido arcivescovo di Milano e tutto il clero a fare atto di rinuncia al concubinato e pronuncia di abiura nei riguardi della simonia.

Mentre ad Augusta per indorare la pillola alla corte imperiale fu inviato il cardinale Stefano ma non fu ricevuto dall’imperatrice, mentre quasi tutti i vescovi tedeschi dichiararono nulle le decisioni papali ed in aperta sfida, illegali le nuove modalità di elezione.
Ma l’aria dello scisma in essere Nicolò II non la potè respirare: si spense a Firenze il 27 luglio 1061 e fu sepolto nella stessa cattedrale.



*** A COSTANTINOPOLI, il nuovo imperatore COMMENO in difficoltà. L'arresto, l'esilio e poi la morte di Cerulario, non ha influito molto sul potere reale che il nuovo monarca intendeva liberamente esercitare, ma anzi la corrente a lui contraria, con la solita strumentalizzazione, ha sollevato la piazza mettendogli contro il popolo. Insomma è costretto anche lui ad abdicare come il suo predecessore, farsi anche lui monaco e ritirarsi in un convento.
A salire sul trono come successore é COSTANTINO DUCAS.

*** A Salerno fa la sua apparizione l'arabo COSTANTINO AFRICANO. Lo abbiamo gia' incontrato nel 1056, impegnato a costituire la grande biblioteca dell'abbazia di Montecassino con i numerosi testi arabi e greci tradotti in latino. Lui anche medico, a Salerno, contribuisce ad arricchire la più importante scuola di medicina medioevale italiana. La presenza di Costantino, poliglotta, è di enorme importanza per la traduzione di alcuni testi arabi, che nei secoli precedenti erano stati tradotti da opere letterarie scritte in latino.
Accadrà quindi spesso che alcune opere di epoca romana in latino, andate perdute, sono ritornate in Europa in questo periodo in lingua araba per essere poi paradossalmente ritradotte in latino.

Ma oltre a queste opere singolari, i veri tesori erano le opere di tutto l'Oriente, tradotte dagli Arabi; di origine antiche, greche, egiziane, o dell'area mesopotamica, quindi iraniche, persiane, indiane e molte anche cinesi. Opere di tecnologia, di astronomia, matematica, lettere, filosofia, agronomia, bancarie e molte altre. Non solo le avevano tradotte ma le avevano rielaborate ed arricchite, trasformando l'intero Islam in un contenitore del sapere universale.
La storiografia becera europea, anche quella moderna, ci indica spesso i califfi pieni di concubine, ma dimentica sempre di ricordarci che alcuni califfi erano dei veri e propri fanatici bibliofili. Possedevano privatamente biblioteche immense; AL AZIZ al Cairo ne possedeva una con 1.600.000 volumi. Il califfo Hakam II, in Spagna a Cordova, una di 600.000, di cui 400.000 riportano una sua nota in cinquant'anni di maniacali letture, spaziando su tutto lo scibile umano. Aveva all'interno del palazzo 200 traduttori a tempo pieno, e 50 dotti che andavano in ogni luogo del mondo conosciuto percorrendo migliaia di chilometri all'anno in cerca di opere che mancavano alla biblioteca, portandosi sempre dietro il catalogo generale delle opere già esistenti. Perfino dal Mar Glaciale (zona di commercio delle pelli) o dalle Filippine ai porti cinesi. Una nutrita corrispondenza arrivava da un certo Ibn Fadlan perfino dall'alto Volga, dalla Bactriana, da Samarcanda e da Canton. Scrivevano tutti in arabo e inviavano migliaia di volumi che attraversavano impervi percorsi per essere portati nelle varie destinazioni. 

Da Cordova, uscirono i testi di Platone, Aristotele, Euclide (l'unico esistente al mondo), Erodoto, Varrone, Cratete, Apollonio, Eratostene, Zenone, e tanti altri. Sono stati trovati e sono partiti da qui, dalla biblioteca di Hakam, per invadere l'Europa ed entrare nelle case di chi si stava chiedendo con una ventata di curiosita' cosmologica nuova, chi eravamo, da dove venivamo, e cosa avevamo dietro alle spalle, oltre quei libri di preci che c'era allora in circolazione in Europa e in Italia.

A Cordova con Hakam, c'era anche una leggendaria donna, AURORA, un nome quasi sconosciuto a molti occidentali, ma dobbiamo a lei (una schiava di eccezionale intelligenza e con una bellezza conturbante che tolse il sonno ad Hakam,) se molte biblioteche del mondo oggi possiedono qualche testo antico. Fu lei a far nascere ad Hakam l'amore per i libri, fino al punto che quella biblioteca a un certo punto fu lo scrigno di tutto il sapere universale, o almeno conservò il più importante, quello della storia dell'umanità. Aurora dedicò buona parte della sua vita per raccogliere (con dei suoi incaricati che viaggiarono per anni con questo incarico) da ogni parte del mondo 600.000 volumi, indicando ad Hakam la scelta tematica, i titoli, gli autori più importanti dell'universo culturale del mondo fino allora conosciuto. Sono gli stessi volumi, che hanno poi acculturato quasi  l'intera Europa.

Della bella affascinante e intelligente Aurora abbiamo già accennato solo qualcosa nell'anno 979, e seguenti. Ma meriterebbe molto di più. Una donna che dalle prime misere biografie che possiedo, sembra essere una delle donne più intelligenti che siano mai esistite in Europa.
Singolare poi i suoi primi anni di vita, prima finì prigioniera degli arabi in una sperduta contrada della Spagna, poi fu elevata a regina del sapere da Hakam, letteralmente stregato dalla sua intelligenza.  (ricordiamo che Hakam su 400.000 libri sfogliati in 50 anni, ha scritto ai margini delle sue note).
Altro personaggio femminile al servizio di Hakam, Lobna, che accenneremo nell'anno 1063.

(Chi possiede altri particolare, o una ricca biografia di Aurora e di Lobna, è pregato di contattarmi).

*** SCOZIA -  Il re di Scozia Malcolm III e l'earl del Northumbria Tostig erano in ottimi rapporti e si proclamarono dietro giuramento fratelli. A suggellare la loro amicizia Malcolm III andò insieme a Tostig, l'arcivescovo di York Cynesige e il vescovo di Durham andarono a fare visita a re Edoardo il Confessore. Si trattava della prima visita di un re scozzese alla corte inglese da oltre 80 anni. 

 CONTINUA ANNO 1060