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CRONOLOGIA

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PERIODI STORICI
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ANNO 1778

*** LA MORTE DI VOLTAIRE E DI ROUSSEAU

*** Muoiono a distanza di 31 giorni i due pi¨ grandi personaggi del secolo:
il 30 maggio 1778 muore VOLTAIRE, il 2 luglio muore ROUSSEAU

L'esistenza sovrumana di Voltaire (di questo vecchio smunto, dagli occhi vivi, ogni ora morente ed ogni ora il pi¨ attivo fra i vivi, eremita a Ferney tuttavia presente in ogni angolo d'Europa) finý comunque, ma -come doveva essere - in una apoteosi.

Entrando nell'anno 1778 Voltaire aveva ottantatré anni, e appena terminato l'inverno, fu preso dal desiderio nostalgico di rivedere Parigi prima di morire. I dottori lo consigliarono di non intraprendere un viaggio tanto difficile; ma «se desidero commettere una follia, - egli rispose, - nessuno me lo deve impedire » : aveva vissuto tanto, aveva lavorato tanto, che forse sentiva d'aver diritto di morire a modo suo, in quella elettrica Parigi, da cui era stato così a lungo esiliato. E andò, passando penosamente, miglio per miglio, attraverso la Francia: quando la sua diligenza entrò a Parigi, il poveretto aveva tutte le ossa rotte. Si recò subito dal suo amico di gioventù D'Argental: «Ho tardato a morire, per venire a rivederti », disse.
Il giorno seguente ebbe la camera affollata di trecento visitatori, che gli diedero il benvenuto come a un re; Re Luigi si sentì rodere dalla gelosia. Beniamino Franklin era tra gli ospiti, e condusse con se il nipotino, perché Voltaire lo benedicesse; il vecchio pose le mani sul capo del giovinetto e gli raccomandò di dedicarsi a « Dio e alla libertà ».

Poi s'ammalò gravemente, e un prete venne a raccoglier la sua confessione. « Chi vi manda, signor Abate? » - chiese Voltaire. « Dio stesso », gli fu risposto. « Sta bene, signore » - continuò Voltaire, «e dove sono le vostre credenziali? » (2). Il prete se ne andò senza preda. Più tardi, Voltaire mandò a chiamare l'abate Gautier, che venisse a raccoglier la sua confessione. Gautier andò, ma rifiutò a Voltaire l'assoluzione, finché non avesse scritto una professione di piena fede nella dottrina cattolica. Voltaire si ribellò : invece della professione di fede, scrisse una dichiarazione, che consegnò poi al suo segretario « Muoio adorando Dio, amando i miei amici, non odiando i miei nemici e detestando la superstizione ». (Firmato) Voltaire. 28 febbraio 1778 (3).

Quantunque malato e vacillante, lo si condusse in carrozza all'Accademia, tra una folla tumultuante che si serrava attorno al veicolo, strappandogli, per tener come ricordo, il pelo della preziosa pelliccia che Caterina di Russia gli aveva donato. Fu uno degli avvenimenti storici del secolo. Nessun grande capitano, di ritorno da una lunga campagna difficile e rischiosa, coronata dalla più gloriosa vittoria, ricevette un'acclamazione più splendida e fragorosa (4).
All'Accademia egli propose una revisione del dizionario francese; parlò con calore giovanile, e si offrì d'intraprendere il lavoro per quanto concerneva la lettera A. Alla fine della seduta disse: «Signori, vi ringrazio in nome dell'alfabeto». E il presidente Chastellux rispose: «E noi vi ringraziamo in nome delle lettere ».

Intanto, si doveva rappresentare in teatro la sua Irene. Contro il consiglio del medico, egli insistette per assistervi. L'opera teatrale era povera; ma il pubblico non si meravigliò tanto del fatto che un vecchio di ottantatré anni scrivesse un'opera teatrale scadente, quanto del fatto che egli avesse avuto ancora la forza di scrivere (5). E la folla copri la voce degli attori con ripetute ovazioni in onore dell'autore. Uno straniero, entrando in teatro, credette di trovarsi in un manicomio e s'affrettò ad uscirne (6).
Quando il vecchio patriarca delle lettere tornò a casa quella sera, era quasi riconciliato con la morte. Sentiva d'essere esausto; di aver adoperato sino all'ultima goccia la fiera e meravigliosa energia, che natura aveva dato a lui forse in misura maggiore che a qualunque altra creatura umana. Lottò quando senti che la vita gli sfuggiva; ma la morte sconfisse persino Voltaire.
Morì il 30 maggio 1778.

Gli furono negate le onoranze funebri cristiane, a Parigi; ma i suoi amici, corrucciati, lo caricarono su di una carrozza e lo trasportarono fuori di Parigi, col pretesto che era ancor vivo. A Scellières trovarono un prete, il quale comprese che i regolamenti non sono fatti per i genii e il suo corpo fu sepolto in terra consacrata.

Nel 1791, il 30 maggio, l'Assemblea nazionale della Rivoluzione trionfante costrinse Luigi XVI a dar sepoltura nel Pantheon alle spoglie di Voltaire. L'11 luglio, le ceneri della grande fiamma, che egli era stata, furono scortate attraverso Parigi da una processione di 100.000 uomini e donne, mentre 600.000 facevano ala lungo tutto il percorso. Sul carro funebre si vedevano le parole: « Egli diede grande impulso alla mente umana; ci preparò alla libertà ».

Alla sua pietra tombale bastarono tre parole: « Qui giace Voltaire ».

Bibliografia:
Willy Durant, The Story of Philosophy, N.Y. 1926
(1) Tallentyre, 407.
(2) Tallentyre, 535.
(3) Ibid., 538.
(4) Morley, 262
(5) Tallentyre, 525
(3) Ibid. 545

VEDI BIOGRAFIA

 

*** A Milano terminata la costruzione del Teatro LA SCALA, lo si inaugura quest'anno.
Voluto da MARIA TERESA, viene inaugurato con un opera di Salieri " L'Europa Riconosciuta".
Salieri (di origine veneziana) diventerÓ presto maestro del giovane Mozart e lo sarÓ poi anche di Beethoven. SALIERI (vedi in Mozart)

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