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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1779

*** GUERRA D'INDIPENDENZA AMERICANA

vedi anche "TABELLONE PIANETA AMERICA "STATI UNITI" > >


***  COLONIE AMERICANE - Avevamo lasciato i fatti delle Colonie Americane il 4 LUGLIO 1776...
 (vedi i fatti precedenti riassunti nell' ANNO  1776 ) 

....con 
i rappresentanti delle tredici colonie britanniche del Nord America ad approvare la dichiarazione di Indipendenza presentata da Thomas Jefferson al congresso continentale di Filadelfia. 
Pronunciato il famoso "tagliente" discorso "sulle necessità  di prendere le armi" (il discorso è riportato nel link segnalato sopra) i coloni avevano iniziato il loro sanguinoso cammino verso l'emancipazione, con le prime battaglie contro le truppe inglesi subito dopo, nel 1776.
L'esercito rivoluzionario nella battaglia di Long Island fu sconfitto, Washington  al comando fu costretto a ritirarsi all'interno oltre il Delaware, ma poi a dicembre sferrò una offensiva nel New Jersey. 
Nel successivo gennaio 1777 i "coloni ribelli" sconfiggono gli inglesi a Princeton, poi a Bennington, in agosto nel Vermont.
Dalla Francia alcuni volontari al comando del marchese  di LA FAYETTE, sbarcano in America per unirsi a fianco dei rivoluzionari. E' il primo intervento informale di uno stato europeo.
Ma già nel febbraio dello scorso anno (1778), la Francia si allea nella lotta agli inglesi con il governo rivoluzionario; già riunito in una Confederazione di 13 colonie, detto nell'occasione governo degli "Stati Uniti Riuniti" in Congresso, il 15 novembre del '77 - Unione poi ratificata fra di loro il 1° marzo 1881.
In luglio una flotta francese comandata dal conte d'Esteing  sbarca nel Delaware unendosi ai rivoluzionari. Ed anche se l'Olanda non scende nel conflitto ha però già firmato con i "rivoluzionari" un trattato di amicizia.
A questo punto a Londra rinsaviscono; in Parlamento un piano di conciliazione viene proposto, approvato e presentato alle colonie. La Gran Bretagna rinuncia al diritto della tassazione, ma non rinuncia al diritto di governare le Colonie con i propri funzionari regi, reputando i territori colonici americani una semplice estensione del proprio impero, quindi soggetto alla sovranità di Sua Maestà e al governo parlamentare inglese.

La prima proposta ai rivoluzionari poteva andare anche bene (forse prima),  ma per la seconda è ormai troppo tardi. Il programma di Jefferson parla chiaro: "indipendenza completa, ritenuta ormai un obiettivo irrinunciabile da ogni "ribelle".
Le truppe inglesi in giugno abbandonano Filadelfia che avevano occupato l'anno precedente, mentre Washington insistendo nell'offensiva battono gli inglesi nel Ney Jersey nella battaglia di Monmouth.
A loro volta gli inglesi (appoggiati dai lealisti, che nelle colonie ci sono comunque!) in dicembre occupano la Georgia.
Il conflitto ora vede coinvolti altri Stati europei, e non solo ha come teatro di guerra le colonie dell'America settentrionale, ma si estende nelle Indie occidentali  con una serie di azioni navali francesi contro i porti inglesi. E a loro volta gli inglesi iniziano delle offensive contro i possedimenti francesi. In India come in Africa, nel Senegal.
Infine nel giugno di quest'anno (1779) scende in campo anche la Spagna con  una vera e propria dichiarazione di guerra contro l'Inghilterra, scatenando un'offensiva sulla importante roccaforte inglese di Gibilterra e nelle Baleari che durerà tre anni.  Quindi in Europa, nel Mediterraneo.

Nel frattempo nelle colonie americane, un esercito rivoluzionario formatosi in Virginia, vince a Vincennes, occupa tutto il territorio, vi caccia gli inglesi catturando perfino il comandante britannico Hamilton. Per gli inglesi è la prima disfatta seria.

Nel corso del prossimo anno (1780)  una flotta inglese sconfigge nelle acque di Sao Vicente in Portogallo, una flotta spagnola. Ma l'anno dopo gli Spagnoli insistono ancora su Gibilterra, e riescono a togliere il controllo degli inglesi l'isola Minorca nelle Baleari.

La guerra quindi  è diventata seria anche per l'Europa; e manca poco perchè venga tutta coinvolta nel conflitto. A muoversi per prima per dichiarare la sua neutralità armata sia con gli insorti che con l'Inghilterra,  è la Russia. Subito dopo seguita dall'Austria, Prussia, Danimarca, Svezia; ma anche le Province Unite dopo una minaccia inglese. Tutti questi formano la cosiddetta "Lega dei neutri".
Ma L'Inghilterra, non tranquilla detta condizioni; pretende di avere il diritto di  perquisire i vascelli della Lega sui mari e gli oceani, per impedire il rifornimento dei ribelli. Insomma salvo i Francesi e gli Spagnoli (che nonostante tanti problemi interni cercano rivalse)  i coloni sono abbandonati a se stessi.

I primi intensificano le offensive con un altro contingente guidato dal conte di Rochambeau che giunge a Newport in aiuto ai rivoluzionari; sono "ribelli" che dagli inglesi subiscono due sconfitte, a maggio a Charleston, perdendo tutta la Carolina del Sud, in agosto perdono a Camden e sono costretti a ritirarsi nella Carolina del nord.  Ma si rifanno in ottobre nella famosa battaglia di King Mountain.

Arriviamo nel 1781. L'offensiva dei rivoluzionari si fa più intensa; perdono a inizio anno due battaglie nella Carolina Sud e Nord , ma in ottobre in Virginia, aiutati dai francesi, insieme 
stringono d'assedio Yorktown dove è asserragliato gran parte dell'esercito inglese che è costretto ad arrendersi. Tra i 7200 prigionieri, il loro generale inglese Corwallis. E' la seconda disfatta seria. 
 Senza più combattere gli inglesi abbandonano i territori di Charleston e Savannah.
Sono battaglie ed evacuazioni decisive nella guerra d'indipendenza, non solo come successi militari ma anche politici. Infatti all'inizio del ....

1782  a Londra c'è bufera in Parlamento, i nodi scorsoi vengono al pettine, la gestione scellerata e arrogante della "questione colonie" è stata ed è fallimentare; e così cade infine il governo North (tutto tory, con Re e amici del re) e torna una coalizione whig,  che sulla situazione è subito realista e pronta a raggiungere accordi con i rivoluzionari delle colonie. 
La Camera dei Comuni è guidato dal marchese Rockingham, che però muore subito dopo; rimpiazzato da Lord Shelburn, nella sua compagine torna a emergere un nome molto noto, prima della sciagurata avventura coloniale; è il figlio di WILLIAM PITT, omonimo come nome ma detto "il Giovane" (1759-1806).  Ed è veramente giovane (23 enne). Appena entrato alla Camera dei Comuni si è già messo in luce con una riforma elettorale, ma ora in pochi mesi brucia le tappe ed entra nella Camera dei Lord come Cancelliere dello Scacchiere.
Era finalmente l'uomo che occorreva a Giorgio III, prima di andare incontro a frangenti peggiori. Pitt diventa suo uomo di fiducia. L'anno dopo forma un nuovo governo. Nel successivo scioglie il Parlamento e ne crea uno a lui favorevole (a capo di un rinnovato partito tory) ed inizia una serie di riforme economiche e finanziarie che porteranno fuori dalla crisi la Gran Bretagna.
Ma è già di quest'anno (1782)  la pacificazione con le Colonie. A Parigi  il 30 novembre viene firmato il trattato preliminare di pace. L'anno successivo (1783), il 3 settembre la Gran Bretagna riconosce formalmente l'indipendenza delle ex colonie americane e la sovranità di questa nazione confederata di 13 Stati, che prenderà il nome d'ora in avanti di Stati Uniti d'America.

Nascono così a Parigi ufficialmente gli Stati Uniti

Nello stesso giorno a Versailles pace anche tra Inghilterra, Spagna e Francia. E si scioglie la Lega dei Neutri.

Termina così la Guerra d'Indipendenza Americana. Ma sul suolo americano, cioè in queste 13 ex colonie, non ci sarà molta armonia. Ora le Colonie sono indipendenti, ma iniziano anche le lotte intestine, fra stati e stati, ognuno cercando di fagocitare l'altro, con tutti i mezzi.
I maligni hanno scritto che i grossi proprietari (alcuni anche di un intero stato) fecero questa guerra di indipendenza, per potersi scannare in pace fra di loro.
Di attriti continui, di ostilità sempre in aumento ce ne saranno infatti molti, e sfoceranno poi nella Guerra civile di Secessione; una guerra molto più sanguinaria di quella d'Indipendenza, fra coloni del Nord e coloni del Sud.
Questo perchè alcuni Stati forti volevano imporre i propri "dazi protettivi" (1828-1832) soprattutto quelli del Nord verso quelli del Sud, che però quest'ultimi si rifiutarono di pagare considerando ingiuste le tasse imposte al Sud per pagare l'espansione manifatturiera del Nord (Tariffa dell' abonimio- i prodotti importati dal Sud vennero aumentati del 50% del valore dei beni stessi). 
Ci fu un compromesso nel 1833 con il presidente Jackson, che mise fine alla crisi che minacciava già una secessione con un ricorso alle armi.
Ma il presidente predisse: "Il prossimo pretesto sarà la questione dei negri, o della schiavitù".

Infatti alcuni Stati  l'istituzione della schiavitù ereditata dalle precedenti leggi spagnole o francesi le volevano mantenere, in specie gli Stati del Sud a vocazione agricola, quelli con le piantagioni con largo uso di schiavi. Ci furono interventi del Congresso, ma spesso si arrivò a compromessi, patti  ipocriti, o leggi unilaterali come quando si fissò che solo a nord del parallelo 36° 30 la schiavitù era proibita.
Poi più tardi venne quella  posizione di Lincoln che rappresentò, indirettamente, la negazione di uno dei più importanti principi della "Dichiarazione d'Indipendenza"; e cioè che il governo (federale) derivava "il suo giusto potere dal consenso degli Stati  governati". 
Purtroppo i valori tradizionali di questa nuova società a Nord e a Sud, quelli del Sud vennero a trovarsi in conflitto politico, economico e morale con l'etica progressista, dinamica e individualista del Nord.

 Ma di questo complesso percorso, parleremo in altre pagine e in altri anni. 


*** In Inghilterra entra in funzione il "mulo" di CROMPTON un filatoio meccanico, cosi chiamato perché non si ferma mai e fra l'altro... non mangia ... non sciopera e.... non crea problemi sociali; gli inglesi, ora decollano, iniziano a volare alto con la "rivoluzione industriale".
Pochi mesi e saranno 6 milioni i filatoi su cui lavoreranno (!) soprattutto donne e bambini per 15 ore continuate al giorno. Un bel progresso per pochi; ma i ricchi operarono senza tanti scrupoli, avevano dalla loro parte l'autorevolissimo SPENCER che giustificava lo stato delle cose "é la natura che vuole cosi, é con i più capaci nell'intelletto che la natura fa progressi". 
Ovviamente se si bloccava l'intelletto degli altri, dei molti, il progresso dei pochi  sarebbe stato più veloce. Non disturbato nè dal singolo, nè da un popolo rivoluzionario.

Discorso ai potenti saggi d'Europa"
"
Dobbiamo stroncare ogni altra velleità liberale del popolo, dopo quel "sapore di libertà" provata nel periodo napoleonico, da Metternich chiamata "rivolta degli spiriti" ma che dovremmo sfruttare ora a nostro vantaggio, mettersi noi alla loro testa". 
"Se si concede ovunque, la troppo grande facilità alla gioventù di studiare, questo renderà tanta gente infelice e scontenta; i soverchi studi che si pretenda far fare a ciascuno, fanno sì che in fondo non imparino niente, e divengano presuntuosi"
"Il "male" infatti é, la pericolosa  viziosa moltiplicazione degli impiegati. Ciascuno aspira a qualunque carica, senza differenza di stato e di condizione"
Le riforme costituzionaliste ? sono pretesto dei corrotti, non ragione, della Rivoluzione.  (FRANCESCO  IV Duca di Modena - Verona nell’ottobre-dicembre 1822, al Congresso degli Stati Europei.   (Da Storia documentata della Diplomazia europea in Italia dal 1814 al 1861 di Nicomede Bianchi. — Torino 1865, vol. 2 pag. 357) (l'intero testo del discorso lo trovi QUI)

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