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CRONOLOGIA

20 MILIARDI
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PERIODI STORICI
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E PAESI

ANNO 172 d.C.

QUI  riassunto del  PERIODO  ANTONINO -  M. AURELIO ( dal 138 al 180 d.C. )


*** LA VITTORIA GERMANICA DI MARCO AURELIO
*** RELIGIONE - IL MONTANISMO

M. AURELIO - vedi anche qui >>

Iniziata l'offensiva lo scorso anno, l'imperatore mise la sua base e il suo quartier generale in Pannonia, a Carnuntum e da questa testa di ponte risalì la valle del March per affrontare  i Quadi. La sua strategia era quella di penetrare in profondità, a cuneo, con decisione affrontare questo popolo ribelle, quindi sbaragliarlo per poi occuparsi subito dopo dei Suebi e poi dei Marcomanni, e vinti questi rivolgersi contro i Sarmati. Insomma li voleva affrontare uno alla volta con tutta la sua forza d'urto e con l'intera efficienza del suo esercito.

Lo scopo principale non era vincere solo delle singole battaglie ma era quello di rompere l'intera coalizione che si era formata, che se fosse rimasta integra poteva rappresentare sempre una base di altre future invasioni di queste popolazioni germaniche; i gruppi  che Marco Aurelio stava ora affrontando, già si conoscevano tra di loro, e quindi pronti a fare alleanze. Inoltre Marco temeva altre unioni con altri gruppi ancora ignoti la cui presenza (li abbiamo già conosciuti - dentro le dieci tribù) erano stati già segnalati ad Aquileia  nella scorsa invasione; la cittadina l'avevano saccheggiata, si erano poi ritirati ma si erano stanziati appena oltre il confine: Ora stavano organizzando un'altra spedizione con altri nuovi gruppi; creando una nuova coalizione. Le notizie erano appunto queste, che stavano scendendo in Italia turbe di barbari provenienti dal nord, alcuni sconosciuti, e fra questi altri  longobardi e altri gruppi. 

Nessuno sapeva - perchè nessun romano c'era mai stato- cosa c'era al di la' dell'Elba e quindi ci vollero anni per capire che non solo vi abitavano altri popoli ancora sconosciuti, ma che da Est e a Sud est ne stavano immigrando degli altri  ancora ignoti (Rugi, Goti, Burgundi, Bastarni, Suebi ecc) premendo su quelli stanziati da alcune generazioni (Angli, Sassoni, Longobardi, Angrivari e Cauci). 

La loro consistenza doveva essere grande visto che le popolazioni ultime accennate, venivano spinte verso la Saale, il Meno e il Danubio in cerca di nuove terre, nuovi insediamenti. Gli Ermunduti, i Marcomanni, i Quadi, gli Osi e i Buri gia' da secoli sui confini romani a loro volta non trovarono di meglio che conquistarsi territori al di qua del Danubio, verso la Rezia, il Norico e in Pannonia quindi da questi confini, puntare con invasioni varie anche verso l'Italia.

Il primo scontro avvenne sul fiume Thaya, dove i Quadi iniziarono la loro grande battaglia con un attacco in grande stile, imitando le strategie romane. Si erano muniti di una grande torre di assedio e con questa si stavano preparando ad assalire proprio l'accampamento dove si trovava Marco Aurelio. Era appena iniziata l'operazione di attacco quando copertosi il cielo, iniziò un terribile temporale. Un fulmine seguito da un tuono spaventoso, cadde proprio sulla torre d'assedio che si incendiò, e che provocò non solo la fuga sbigottita degli invasori, ma diede ai soldati romani la prova che Giove vegliava su di loro. Diede quella fiducia che cercavano.

I Quadi indietreggiarono. I romani si misero in marcia come era nel programma, cioè andare in profondità dentro il loro territorio. Avanzarono verso le montagne (Od. Moravia e Slovacchia) ripresero contatto ancora con gli stessi Quadi e qui accadde ancora qualcosa di fortuito, ma che sia da una parte che dall'altra fu interpretato come qualcosa di sovrannaturale, divino, un miracolo. Ancora una volta le forze della natura si erano scatenate. Tuoni, fulmini e una spaventosa grandinata andò a fiaccare lo spirito combattivo del nemico che capitolò senza nemmeno combattere.

Gli sconfitti accettarono le dure condizioni poste da Marco Aurelio. Cessione di tutto il bestiame, dei loro cavalli e 13.000 prigionieri, che lui inviò in Italia per ripopolare le città e le campagne colpite dal flagello dell'epidemia. Inoltre impose a loro quello che si era prefisso, che non dovevano offrire appoggio militare, aiuti alimentari e che dovevano chiudere le "porte" delle frontiere ai Marcomanni. Poi si preparo' ad affrontare questi......come vedremo nel prossimo anno....

MONTANO  - Un personaggio compare in questo periodo nel panorama religioso cristiano che merita un accenno. E' un ex sacerdote di Cibele (la dea madre frigia, con il culto della pietra nera). Ed è lui MONTANO che va a formare un movimento fanatico e apocalittico religioso cristiano detto "Montanismo". Ha con se' due profetesse Prisca e Massimilla ed e' un movimento il suo che si diffuse in tutte le comunita' cristiane dell'impero romano. 
Anche Tertulliano nel 213 aderì a questo movimento.

A una Chiesa gerarchica cattolica di cui negava la grandezza, Montano proponeva una chiesa carismatica, e tornava in quella credenza  reazionaria e grossolana della profezia della fine del mondo propria del cristianesimo primitivo, e in questo contesto predicava una forma di severa ascesi.
E' la prima figura di eretico che voleva formare una nuova era della salvezza (come il manicheismo di Mani che troveremo fra una cinquantina d'anni). Montano voleva inaugurare una nuova era del cristianesimo al di la' dal messaggio del Cristo. Del Montanismo rimasero poi numerose sette diffuse solo in Asia Minore fino al sec.VIII

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