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CRONOLOGIA

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ANNO 174 d.C.

QUI  riassunto del  PERIODO  ANTONINO -  M. AURELIO ( dal 138 al 180 d.C. )


*** RIVOLTE IN SPAGNA e in EGITTO
*** I GRAVI ERRORI DI MARCO AURELIO IN GERMANIA

M. AURELIO - vedi anche qui >>

Mentre Marco Aurelio e le sue legioni sono impegnati nelle operazioni militare germaniche e dalmate, in Spagna si verifica una invasione e un attacco alle guarnigioni romane ad opera di un popolo africano, sono i Mauri, del Marocco, che risalita la penisola iberica dall'Africa, attaccano i fortilizi romani che con molta difficoltà le guarnigioni riescono a controllare. 
Come se non bastasse, in Egitto invece troviamo AVIDIO CASSIO (il generale vincitore in Armenia nel 165-166, e che Marco Aurelio ha lasciato governatore con pieni poteri) che invece è costretto a fronteggiare alcune rivolte in Egitto, questo popolo che produce, controlla e manda il grano a Roma. Rivolte che vengono subito domate e tranquillizzate da Cassio con alcuni compromessi per farseli alleati all'interno di un suo oscuro progetto che va tramando.

Infatti la stessa Armenia, dove operava il suo governatorato, sulle coste del Ponto, in Cilicia, in Siria e in Giudea, la situazione era sempre travagliata da vecchi e nuovi re alleati o ribelli, ma anche qui Cassio opera (distante e assente Marco Aurelio) con ambiguità non attuando la politica  espressa dal Senato di Roma, quindi da Marco Aurelio. Di sua iniziativa fa localmente alcuni compromessi che presto si riveleranno molto utili per lui, sempre per quell'oscuro progetto che ha in mente ma che sta diventando ora molto chiaro, quello di esautorare Marco Aurelio e diventare, con l'appoggio delle sue fedeli truppe, e dei re fantocci sottomessi alleati solo a lui, ma non all'imperatore.

SU TUTTO IL BOSFORO per i romani, le solite guerriglie di re locali filo-romani e filo-partici avevano impegnato molto la diplomazia romana, sempre incapace di risolvere i problemi di fondo che si trascinavano nella zona da decenni. Situazioni che avevano impegnato alcune volte duramente l'esercito romano, che però era fatto da guarnigioni lasciate sul luogo da anni (dal 166) a godersi la bella vita, serviti e riveriti dalle genti e dai Principi locali che i romani stessi avevano messo con tanta pompa sul trono. Erano in sostanza delle semplici marionette mosse dai fili dei funzionari romani ma soprattutto da quell'Avidio Cassio che dopo la vittoriosa campagna armena Marco Aurelio si era molto fidato mentre lui era impegnato come abbiamo visto, nella lunga guerra germanica che l'aveva tenuto assente da Roma da circa cinque anni, invece lui Cassio, aveva nel frattempo governato per otto anni la Siria e per quasi sei tutto l'oriente;  e qui  era diventato potente.

Come vedremo nel prossimo anno, queste due situazioni, l'assenza di Marco Aurelio e i sempre più forti poteri di Cassio porteranno delle gravi conseguenze e distoglieranno Marco Aurelio dall'incisivita' nelle operazioni che stava conducendo nella zona germanica sempre inseguendo il grande progetto di "universalità" che aveva in mente per l'Europa, far diventare latino tutto il territorio germanico sia occidentale che orientale, anche se per attuarlo questo progetto  non andò troppo per il sottile. Sta iniziando infatti a spopolarlo, a renderlo schiavo e in molti casi a deportarlo, con il preciso intento di ripopolarlo e insediarci popolazioni e amministrazioni romane. Un progetto ambizioso, che avrebbe, se riuscito cambiato il corso della storia.

Analizzando questo periodo, che poneva termine a una certa vita fatta da ideali romani ormai tramontati, e osservando che è l'inizio di un'altra realtà che si sta affacciando sui confini non solo dell'impero romano ma su quello germanico e che presto anch'esso verrà travolto dalle invasioni dei veri "barbari", troviamo che è il periodo piu' critico. Almeno per quanto riguardava nel fare delle scelte politiche, e non solo battaglie e guerre di dominio. Abbiamo visto che mentre ne finiva  una di guerra per correre Marco a farne un'altra, venendo a mancare la sua presenza in pochi mesi i ribelli erano nuovamente  sul piede di guerra. L'idea di unificazione era ottima, ma non poteva certo realizzarla solo con le armi, e tenere queste costantemente in mano, ne veniva fuori un perenne stato d'assedio, impossibile mantenere perchè mancavano uomini.

Mentre se veramente  si fosse realizzato il progetto marcoaureliano con formule politiche diverse, e non quelle imperialistiche militari, la struttura di questo grande progetto federativo (a parte le implicazioni culturali e i legami che sarebbero poi nati in seguito col tempo) si sarebbe consolidata proprio su questi confini da dove fra pochi anni piomberanno come falchi le turbe di Vandali, Unni, Ostrogoti, Alani, senza trovare ostacoli. O se li trovarono, era facile per loro unirsi con coloro che erano stati perennemente nemici dei romani. Tutti pronti ad unirsi non solo per invadere e impossessarsi del territorio romano, ma anche solo per farci delle razzie e delle spedizioni punitive alimentate dal rancore; nè più e nè meno quello che sta facendo ora Marco Aurelio: "spedizioni punitive".

E sarà proprio quello che si verificherà fra pochi anni.

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