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CRONOLOGIA

20 MILIARDI
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ANNO 177 d.C.

QUI  riassunto del  PERIODO  ANTONINO -  M. AURELIO ( dal 138 al 180 d.C. )


*** A COMMODO LA POTESTA' TRIBUNICIA
*** IL RITORNO IN GERMANIA MARCO AURELIO

 Commodo ha 16 anni, e nel corso di quest'anno gli viene rinnovata la potesta tribunicia con i titoli di imperatore  Augusto; e non diventa solo padre della patria, ma anche sposo visto che gli viene data in moglie  Bruttia Crispina, - fanciulla anche lei - che il giovane marito imperatore in regalo gli conferisce subito il titolo di Augusta.

Quanto a Marco Aurelio lo vediamo nel corso dell'anno a dare l'avvio ad alcune riforme che come abbiamo già accennato sul piano formale erano rivoluzionarie ma sul piano pratico avevano molte contraddizioni: ma erano comunque pietre miliari per ulteriori progressi.

Si ostinava a concepire l'idea di uno stato democratico, amministrato in eguaglianza, ma iniziò con una legge che proibiva fra le donne di rango a contrarre matrimonio con i liberti. Con un'altra proibiva ai senatori di possedere in Italia piu' di un quarto delle loro proprieta'. Ai gladiatori, schiavi e barbari che di solito era lui ad arruolare nell'esercito, non concesse la libertà come cittadini. L'ipocrisia fu anche alta quando pose uno schiavo in condizione di guadagnarsi la libertà: doveva versare o lui i soldi al suo padrone o una terza persona, e dato che il primo non aveva soldi il secondo in pratica versandoli al suo ex padrone faceva nient'altro che uno scambio di proprietà, perchè lo schiavo dopo dipendeva da lui;  salvo i casi rarissimi fatti più che per il buon cuore che per convenienza. Se un tale vedeva un utile schiavo (fra questi c'erano scrittori, filosofi, letterati) per la sua famiglia, lo riscattava pagando lui, ma poi se lo portava in casa, magari non a fare il vero e proprio servo, ma comunque sempre a sua disposizione restava. Insomma questa riforma non era certamente di fondo.

Fece qualcosa anche nei confronti dei giovani fino a 25 anni orfani e abbienti (ed erano molti dopo l'epidemia) le cui proprietà paterne venivano custodite da un curator sotto il controllo dello Stato, quindi di fatto Marco entrava nella sfera della proprietà privata.

Ma quando istituì l'anagrafe, con la sua idea fissa che "solo i cittadini romani erano liberi mentre gli altri erano solo comparse" interferì burocraticamente moltissimo nella vita privata, che gli permetteva questa volta di avere sotto controllo i cittadini divisi dai non cittadini in tutte le regioni sottomesse.

In Egitto già esisteva questa istituzione, ma a Roma questo registro delle nascite dove ogni cittadino doveva denunciare entro trenta giorni il nascituro, assunse per le generazioni future una bollatura perpetua. Registrando la nascita bisognava indicare la condizione del padre e se questo non era un cittadino, per il figlio quella registrazione gli dava il marchio per tutta la vita, un marchio controllato dallo stato, a Roma, in Italia e in tutte le province, dove la legge venne subito estesa. (la correggera' poi Caracalla nel 212)

Nelle sue Meditazioni ( I Ricordi) aveva scritto che "Alessandro e il servo sono uguali", ma il registro ora doveva segnare e questa volta ben chiara, la differenza. E questo mentre a Roma dopo la pestilenza si andava popolando di gente varia che proveniva dalle province unificate, che stava portando nuove energie, nuove culture, nuovi dei, quindi anche spiritualismo. E anche nuove forze, che nascevano in quelle province o territori che Marco Aurelio con le deportazioni andava popolando, e che - come vedremo - avranno tutte le ragioni per conquistarsi e prendersi il potere locale sul proprio territorio dove erano nati o avevano contribuito alla rinascita; con questa lodevole spinta inerziale che riportava il benessere nella comunità dove vivevano e lavoravano, non vedendo una parificazione di diritti, non dobbiamo sorprenderci che poi aspirarono a conquistare il potere centrale. Insomma la discriminazione non pagò.
Marco Aurelio si era preoccupato di ripopolare intere città soprattutto nel settentrione con dei "barbari" ma non si era minimamente preoccupato della integrazione; di renderli uguali ai cittadini in qualche modo, o per meriti vari o per l'operosità.

M. AURELIO - vedi anche qui >>

IL RITORNO IN GERMANIA - I Marcomanni verso la fine dell'anno ancora una volta crearono problemi in Germania, e le guarnigioni locali furono messe nuovamente in seria difficoltà. Chiesero quindi aiuto a Roma. Marco Aurelio, questa volta accompagnando anche il figlio, si mise in cammino con 20.000 uomini per raggiungere il grosso dell'esercito sul Danubio a Carnuntum (zona di Vienna). 
Commodo il figlio per quanto vigoroso, atletico e combattivo, la guerra e i suoi disagi non gli piacevano proprio: Era proprio figlio di suo padre, che fino a cinquant'anni gli faceva impressione il sangue, era sensibile alla violenza bruta, e si faceva tanti scrupoli filosofici sulla guerra. Ora non poteva di certo rimproverare il figlio, visto che gli assomigliava.

Commodo era appena arrivato in Germania col padre, ma subito insofferente a quella vita, rientrò a Roma, a godersi la giovanissima moglie e anche qualche amichetta. Con questa partenza anche lui,  abbandonando il padre, di scrupoli filosofici dovette farsene pochi. A lui piaceva la vita normale di un diciassettenne, pieno di vita e di muscoli, gli piaceva la bella vita, i piaceri della tavola e come contorno molto quelli della "carne". Un "dongiovanni".
Ma lasciamo per un momento Commodo  a Roma e seguiamo invece il prossimo anno Marco Aurelio.....

IRENEO DI SMIRNE viene eletto vescovo di Lione. Grande teologo, discepolo di policarpo, avra' grande importanza nella Chiesa, difendendo la dottrina dell'unita' di Dio, creatore e redentore, e del reale riscatto nel Cristo della natura umana in una natura divina. Scrivera' un'ampia opera contro la gnosi

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