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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 572 d.C.
( QUI riassunto del periodo ( invasione longobardi ) dal 568 al 590 ) >

*** LA CONGIURA E LA FINE DI ROSAMUNDA
*** 
L'ASSASSINIO DI  ALBOINO
*** ESPANSIONE DEI  LONGOBARDI NEL CENTRO E SUD ITALIA 
*** SPAGNA: LEOVIGILDO UNICO RE DEI VISIGOTI


ALBOINO dopo l'assedio di Pavia durato tre anni, mise finalmente piede nella città conquistata.
 Risparmiò gli abitanti, e dato che aveva - con le sue poderosa mura- così a lungo resistito, non poteva esserci una capitale più sicura. Trasferendosi da Milano Alboino la elesse a capitale del regno longobardo.
Dopo Pavia 
i Longobardi hanno ora  le porte aperte fino alle Alpi, occupando Novara, Vercelli, Alessandria, Torino, le valli di Lanzo, di Susa e Aosta, poi superando le stesse Alpi fino a Marsiglia e in Borgogna, devastando  il territorio dei Franchi e dei Burgundi, incendiando  Cimiez e Nizza. 
I Franchi non solo li fermano, e li sconfiggono, ma sono costretti i longobardi a indietreggiare, fin quando stringono dei patti lasciando ai Franchi la Borgogna, Lanzo, Susa e Aosta.
Sconfitti a ovest rivolgono gli eserciti a sud di Pavia -e come leggeremo più avanti- fino a Benevento; ma non sempre ad opera del grande ex esercito regio (che si divise subito per occupare queste e altre città), ma ogni capo farae o i loro aiutanti, con i propri uomini andarono in giro per l'Italia a conquistarsi -dove potevano e senza tante difficoltà- ognuno il suo territorio.

I Longobardi iniziando da Pavia  incominciano a espandersi oltre il Po, lungo la via Emilia, occupandone le città, fino a Modena, poi scavalcando l'Appennino occupano Lucca, Chiusi, Camerino, Spoleto e Benevento.
Dopo quelli del Friuli, Trento, Verona, Bergamo, Milano, Torino e Pavia, i longobardi formano i ducati semindipendenti di Spoleto e Benevento rispettivamente sotto il dominio di FAROALDO e ZOTTONE.

Mentre
ALBOINO, partendo anche lui da Pavia, ritorna sui territori a est, dove non aveva -tre anni prima durante la sua marcia dal Friuli a Milano-  conquistato alcune città; come Ravenna (che però resiste, con il governatore bizantino Longino), Padova, Cittadella e Verona.

ALBOINO  proprio mentre faceva sosta in quest' ultima città, cade vittima di una congiura organizzata da sua moglie ROSAMUNDA assieme a un certo ELMICHI suo amante  che l'ha convinta a uccidere il marito per poi governare insieme. La congiura riesce e il Re dei Longobardi muore la mattina del 18 aprile assassinato da un certo Perideo.

La leggenda narra che ROSAMUNDA, figlia del re dei Gepidi , fu da Alboino prima costretta a bere nel teschio di suo padre dopo averlo ucciso, poi fu costretta a sposarlo. Se la prima è una  leggenda, l'uccisione del padre e l'unione con Rosamunda storicamente è vera. 

Che Rosamunda fosse una bella donna le testimonianze tacciano, il che ci fa pensare l'incontrario perché quando una donna è bella se ne parla sempre, invece qui le cronache sorvolano. 
Di certo non si dovevano amare, perché l' avversione e le ostilità di questa donna per Alboino, assassino di suo padre, sono invece documentate e sappiamo poi come è finita, cioè organizzando una congiura conclusasi con un assassinio del marito.
(Alboino venne sepolto a Verona, sotto la scala del Palazzo Reale).

Credendo di potersi impossessare subito del regno, ROSAMUNDA e ELMICHI  non fanno nemmeno in tempo a salire sul trono che sono costretti a fuggire quando viene scoperta la congiura. 
Si danno alla fuga -non prima di aver trafugato il tesoro di corte- e si rifugiano a Ravenna dove esiste arroccato dentro le sue inespugnabili mura della città imperiale adriatica, il governatore Bizantino LONGINO, che accoglie la traditrice uxoricida con tutti i riguardi, e quasi non crede a suoi occhi quando questa fa vedere che ha portato con se' il tesoro dei longobardi.
 
ROSAMUNDA con LONGINO (con chissà quale promesse) concepiscono un losco progetto: far fuori l'amante -che forse è stato solo utilizzato per uccidere il marito- unirsi loro due in matrimonio, far uccidere il nuovo re dei longobardi CLEFI che ha preso nel frattempo il posto di ALBOINO, per poi riunire l'impero. 

La perfida Rosamunda prendendo un bagno con l'ingenuo ELMICHI gli offre una coppa di vino avvelenata; l'amante bevendo e subito contorcendosi dai dolori viscerali si accorge solo allora di essere stato giocato, ma ha ancora la forza di prendere la coppa con il rimanente veleno, di puntargli la spada nel petto e costringere la sua diabolica amante a berlo; assaliti dai dolori lancinanti del veleno, assassino e assassina cadono uno sopra l'altro nell'ultimo abbraccio di odio e di morte.

*** COSTANTINOPOLI - I bizantini con GIUSTINO II imperatore intraprendono una nuova guerra contro i Persiani. Questa volta riescono ad allearsi con i Vandali e i Turchi, o meglio a comprarli per riconquistare un territorio sottratto in precedenza dai Persiani:  l'Armenia e la Battriana.
Ma è una soluzione che ben presto si rivelerà fallimentare per l'impero e anche drammatica; finita questa guerra Giustino  iniziò a dare segni di squilibri e affida il governo alla moglie Sofia (una nipote di Teodora). Sotto il suo regno andarono perdute parte delle conquiste di Giustiniano. Nel 574 associò al trono il genero TIBERIO COSTANTINO (un generale tracio) mentre Giustino nel 578 morì pazzo. 

*** SPAGNA - Dopo la morte del re dei Visigoti Atanagildo nel 567, erano saliti sul trono i due fratelli Liuva e Leovigildo prendendo uno la Nornona, l'altro Toledo. Nel 569 era poi morto Liuva. 
Re LEOVIGILDO rimase così unico re dei Visigoti. 
Proseguendo l'atavica guerra contro i bizantini, con una vittoriosa campagna i Visigoti riconquistano CORDOVA.
Come in Italia, da anni anche nei domini spagnoli i bizantini ormai non controllavano quasi più nessuna provincia. E se i Longobardi si erano dati da fare in Italia, anche in Spagna i Visigoti non persero l'occasione per dominare incontrastati il territorio, attaccando gli ultimi deboli presidi bizantini. 
LEOVIGILDO, re fino al 586, consolidò e ampliò territorialmente il regno, riformandone anche la legislazione. Dove invece fallì fu nella unificazione religiosa. Tentò di risolvere il problema a favore dell'arianesimo, scontrandosi duramente con i cattolici, e anche con lo stesso figlio che mise addirittura a morte. 

CONTINUA ANNO 573 >