HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICi
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 600 d.C.
( QUI riassunto del periodo ( longobardo ) dal 591 al 652 ) >

*** LA SCHOLA CANTORUM DI PAPA GREGORIO
*** IL CANTO GREGORIANO
*** DUCA LONGOBARDI: DI NUOVO NELL'ANARCHIA
*** COMPARSA DEI MULINI A VENTO


***  ITALIA - Papa Gregorio Magno, fonda la prima Schola Cantorum. Una istituzione per diffondere l'insegnamento delle melodie liturgiche, con un testo dello stesso Gregorio, l'Antifonario.
Curato soprattutto il coro,  composto da giovanissimi fanciulli con le voci bianche. Quattro uomini cantori, chiamati suddiaconi, intonavano i canti. Due di essi, il prior e il secundaries iniziavano il coro, seguiti dal tertius e dal quartus che guidavano il coro dei fanciulli.

Il CANTO GREGORIANO diviene lo strumento principale per la diffusione del canto religioso romano. Nell'"Atifhonario" Gregorio farà anche prevalere una forma di canto corale con le caratteristiche proprie dei vari paesi, quali lo Spagnolo, il Mozarabico, il Visigoto germanico, il Gallicano per la Francia, e il Celtico nei paesi del nord come l'Inghilterra, Scozia, Norvegia, Svezia.

Sopravviverà soltanto il canto AMBROSIANO, che S. Ambrogio aveva introdotto dall'Oriente ed era sempre comunque con l'antifonia, che ereditò e mutuò in parte il canto GREGORIANO.
Nel XIII secolo cominciò la decadenza, causata e dall'affermazione della polifonia.

GREGORIO MAGNO fece questa rivoluzione per un motivo molto semplice. Fino allora si erano intonati canti nella liturgia cristiana (preghiere) solo in lingua greca, intonandole secondo i modi orientali. Gregorio voleva - e abbiamo visto con quale forza voleva in ogni cosa distaccarsi dai Bizantini-  adattare la lingua latina, e dare un'affermazione autoctona  alla liturgia e al canto alla stessa legati. 
La Schola Cantorum non era una semplice appendice alla sua normale attività di modificazione della liturgia, ma la fece diventare una scuola di cantori ufficiali della Chiesa e con il potere che gli venne dopo come Papa, riuscì con i suoi vescovi a divulgarla su tutta l'Europa.

Inizialmente trasmesso per tradizione orale in loco, nella diffusione a lunga distanza fu necessario una notazione che all'inizio fu riportata su fogli in forma chironomica (gesti di una mano che indicava il crescere e il decrescere della melodia) , successivamente si perfezionò con l'adozione di lettere dell'alfabeto e, finalmente in "neumi", cioè di segni corrispondenti pressoché alle attuali note; dapprima disposti su un solo rigo e poi su di un tetragramma (quattro righi =tre spazi).
 
Soppiantata -come già accennato sopra- dalle nuove forme ed esperienze musicali polifoniche e strumentali, il "fascino" del Canto Gregoriano era rimasto confinato in pochi monasteri.
Solo nel XIX secolo alcuni benedettini di Solesmes con un rigoroso lavoro critico riuscirono a restaurarlo. Ma sempre nei monasteri il Canto Gregoriano rimase. 
Ma recentemente tale fascino è stato riscoperto. Un monastero nel 1993, seguendo la corrente moderna della diffusione mediale, incidendo un disco CD, sorprendentemente ha ottenuto un successo fenomenale, ne ha venduti milioni di copie, riuscendo così a far scoprire a milioni di persone la profondità dell'ascolto di questa affascinante espressione musicale, datata 1400 anni fa.

*** ITALIA - DUCA LONGOBARDI - DI NUOVO NELL'ANARCHIA
I duchi "ribelli"  ZANGRULFO di Bergamo, WARNECAZIO GAIDOALDO di Trento, GISULFO del Friuli si coalizzano contro il re AGILULFO.
Ne approfitta anche l'esarca CALLINICO, che da Ravenna, ignora la pace che aveva concordato con Agilulfo e il Papa inviando un esercito  su Cremona, su Padova e Monselice, gli ultimi baluardi bizantini nel territorio del Nord Italia.

Si riaccende la guerra tra  AGILULFO, i duchi ribelli e i bizantini.
 Papa GREGORIO MAGNO invece controlla abbastanza bene la situazione nell'Italia centrale e in parte su quella meridionale; nessuno osa più fare scorrerie nel territorio papale, anche perché il suo esercito è ormai efficiente. A Roma inizia a rifiorire la speranza.

PRIMI MULINI A VENTO
*** I primi sono inventati in Persia, per la prima volta messi in funzione per far funzionare le macine. 
La frantumazione di semi per farne delle farine era un metodo antichissimo ed era quello che la granella veniva schiacciata tra due pietre piatte o un legno duro concavo che diventava con l'uso sempre più concavo, finchè si arrivò ai mortai, alcuni scavati in una grossa pietra altri nel legno (pestello). Prima la granella veniva pestata con una mazza, e solo più tardi si arrivò a un moto rotatorio della stessa. 

Successivamente si usarono pietre discoidali di 30-50 cm di diametro, messe in verticale e fatte girare su altre pietre le cui forme andarono via via razionalizzandosi finché si giunse alla macina piana e a quella conica che usavano i romani; era già questa una vera e propria macchina mobile con due cavità tronco-coniche opposte, unite per la base minore; quella superiore serviva come tramoggia per ricevere il grano che poi veniva macinato da quella inferiore. 
Per il funzionamento si usarono prima gli uomini, poi gli animali che vi giravano attorno con due o quattro pali sporgenti infissi al centro della ruota; ma erano questi orizzontali e posti su un terreno.
 In seguito si perfezionò il sistema sfruttando la corrente di un fiume; si misero le macine in verticale e i pali si trasformarono in pale distribuite su una grande ruota, l' acqua che fluiva imprimeva alle stesse la forza necessaria per far girare tramite un perno la macina.

 Questa poteva essere o su un bordo di una corrente d' acqua, o su una chiatta messa sul fiume. Questo tipo idraulico se ne ha notizia per la prima volta in Egitto in una poesia nell' 85 a.C., ma a Roma fu visto all' opera per la prima volta sul Tevere durante l'assedio di un intero anno che i Goti imposero a Roma nel 537. 
Non potendo uscire dalle mura qualcuno rispolverò chissà come questa singolare tecnica idraulica. 
Ma quest'anno in Persia la forza idrica fu sostituita da quella eolica. Questo perché in certe zone ii corsi d' acqua non abbondano, semmai  ma abbondavano i venti.

 In Europa arriveranno dopo l'anno 1099, subito dopo le prime Crociate. I due sistemi sia idrico e che eolico furono poi sfruttati per tutte quelle operazioni dove occorreva una forza motrice; la destinazione si allargò in ogni settore artigianale e industriale: dal vasaio, alla segheria, dai telai tessili ai magli delle officine ecc ecc. L' impiego del "mulino", inteso non più come macina di cereali, ma come produzione di energia rimase unica fonte a disposizione, fino alla comparsa della macchina a vapore.
Ma al principio del mulino sia idrico che eolico, si ricorse più tardi, quando inventata la corrente elettrica si iniziò a produrla con lo stesso metodo, facendo girare delle eliche in una condotta idrica forzata (turbina), o eliche con il vento; con degli avvolgimenti di induzione si crearono gli aeromotori che producono ancora oggi energia elettrica eolica. Ma in diverse zone della terra sia quella idraulica che quella eolica è ancora usata allo stato originario, che imprime direttamente forza anche a macchine più sofisticate.

*** INGHILTERRA - Re Etelfredo fonda il regno di Northumbria dopo aver conquistato il regno di Deira. Poi spingendosi all'interno sconfigge presso Carlisle il re d'Irlanda e di gran parte della Scozia.
La sconfitta di questo re permette ai due clan dei Pitti e Scoti di fondare separatamente un proprio autonomo regno.

CONTINUA ANNO 601 >